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giovedì 13 febbraio 2014

No Captcha Day

No captcha day: ovvero facciamoci sentire a furor di blogger!!!

Per l'occasione, in stile Sole, vorrei che tutti voi provaste l'elisir della giornata senza captcha, da bere ogni mattina per portarvi a pranzo senza alcun cenno di fame: un frullato energetico e pieno di proprietà (antiossidante, lassativo, vitamina C, omega 3, utilizzo di zuccheri non raffinati, nessun ingrediente di origine animale, ricetta vegan e con quasi esclusivo utilizzo di alimenti crudi ).
Lo dedico all'Alligatore, all'iniziativa che ha messo in piedi, ben descritta  qui, e a questa giornata speciale!

Ingredienti per un frullato:
- 2 kiwi pelato e a tocchetti
- una manciata di semi di girasole
- una manciata di semi di lino
- una manciata di anacardi
- una manciata di uvetta sultanina
- un cucchiaio di malto di riso o mais
- 150-200 ml di latte vegetale a piacere (meglio di riso)

Appena svegli, mentre vi preparate il thé bancha, munitevi di vaso e minipimer. Dentro al vaso cacciatevi con decisione gli ingredienti e poi azionate il frullatore a immersione: su e giù, su e giù fino a quando non si presenterà una deliziosa poltiglia color Alligatore,  che delizierà il vostro palato.
In un bicchiere di birra, o in una tazzona dimensione large, versatelo e gustatelo mentre assaporate i primi momenti della giornata...

Il tormento captcha improvvisamente svanirà e la giornata inizierà alla grande!

martedì 4 febbraio 2014

Ricordi

Sono una grande sostenitrice delle parole.
Le parole hanno un loro significato e spesso ne falsiamo la loro natura.
E' la parola "ricordo" che ieri e oggi mi assilla.
Un incidente stradale si è portato via un amico. L'amico degli abbracci, dei sorrisi ma anche l'amico delle litigate, anzi della baruffa della valigia.
rimangono quindi i ricordi, ovvero...

 "ricordo..."re" - indietro e "cor" - cuore - ....
quindi andare indietro col cuore... 
...e così il ricordo non è memoria, ma rimane qualcosa dentro il cuore...


E così una parola spesso inflazionata, diventa una parola che quando venne creata aveva un intenso valore. E io da oggi, voglio ridarle la giusta dignità...

Buonanotte. E.

mercoledì 31 luglio 2013

La felicità esiste. Il finale.

Sono solita, dopo aver letto un libro, lasciarlo sopra il tavolo in sala, su di una catasta di libri già letti, che rimangono lì per un po', a sedimentare. Vederli davanti a me mi permette di tenerli ancora vivi, sono degli enzimi che con la loro visione aiutano a metabolizzare la storia appena letta, a ricordarmela e renderla mia.

Poi accade che, li sfoglio e mi trascrivo quelle frasi che più mi hanno colpito, nel mio appunt-diario.

Succede anche che, mi osservano, e mi attirano nuovamente. Quindi dal divano mi protendo in avanti, lo prendo e mi rimetto a leggere quei capitoli più interessanti. Vengo attratta dal finale. Rileggo l'ultimo capitolo. E mi ritornano sempre le parole di Lucia, una cara amica, che lei inizia tutti i libri dal finale. Dalle ultime 5 righe. Lei sostiene che non si capisce nulla. Ma le piace e lo fa. Boh !?!!

Il finale che ho tra le mani, che non smetterò di leggere per un pezzo, perchè è emozione pura come tutto il resto del libro, è tratto da La felicità esiste di Paolo Zardi. Il passaparola tra blogger me l'ha fatto conoscere, e sappiatelo, lo iniziate e non vi scrollerete dalla poltrona. E' un libro magnetico, una storia che continua a far pensare e  ad emozionare. Sebbene sia una storia di amore, realista e ambientata ai giorni nostri, a volte traspare dell'insensibilità apparente che destabilizza (molto maschile come aspetto, ma a me piace). Ma questo nasconde la verità, quella verità che il titolo del libro vuole palesare: La felicità esiste.
Quando leggi un libro, che mette i brividi, del quale ti confondi con le identità dei personaggi, allora è il libro da consigliare. Non può rimanere nascosto.
Un amico a cui l'ho consigliato, l'ha letto subito, e si è immedesimato in Marco.
Io invece mi rivedo in Sveva.
Un'altra amica lo sta aspettando. E mi dirà poi a chi pensa di assomigliare.
Attendo voi ora.
Beh, non vi dico altro. Tranne il finale.




"Tutto sarebbe cambiato, perchè, se non fosse stato così, se la vita che gli restava non fosse stata diversa da quella che aveva vissuto, allora avrebbe dovuto ammettere che la felicità esisteva, ma non era per lui."


mercoledì 17 luglio 2013

Trascuratezza, parliamone.

Scrivo meno, penso di più.
Questo è il senso di questo periodo. Arriva luglio e le riflessioni non mancano. Mentre gennaio diventa il mese nero, luglio si trasforma nel mese delle riflessioni.
E delle paranoie. E delle incazzature.

Ciò che mi preme di più è il senso del sentirsi trascurati. Mi hanno insegnato a darmi al 100% nella vita, liberamente e sfrontatamente. Probabilmente è un aspetto di gratitudine verso il mondo che i miei genitori, in particolare mio papà, hanno voluto trasmettere, diventando me medesima, "merce" nelle contrattazioni amicali, relazionali  e lavorative. Dove c'è un raggio, c'è Sole.
Questo darsi incessantemente, spesso inceppa. E questi sono i casi più frequenti dell'inceppamento. Che tradotto significa: statemi alla larga.
- l'Io di più. La grande moda social, quella della condivisione sociale, di quel che si fa, legge, visita. Tutti grandi esperti, pochi gli intenditori. Tutti grandi luminari, pochi gli illuminati. Consigli dispensati a go-go, L'Io  che mette mi piace a tutto, ma è pronto a criticare tutto. l'Io che non ascolta altro che la propria ragione e vuole che tu sia il suo adepto. Si tratta dell' Io "che faccio di più di te", che "piaccio alla gente più di te". L'Io che "mi faccio i cazzi tuoi, ma non mi ricordo nemmeno più la tua voce".
E' l'Io più superficiale che esiste, eppure il più famoso e diffuso.

- entusiasmo, schiaccia entusiasmo. Ovvero quando chi ti vuole schiacciare,  usa l'entusiasmo, smorzando il tuo, criticandolo e reputandolo debole, insignificante, illogico, storpio, difficile. E si prodiga ancora di più, per emergere. Spesso è l'ego altrui che agisce, con una pizzico di gelosia e una manciata di invidia. Quando cozza con me. Bum, sparisco.

- il fancazzismo. Ovvero quando inceppi in rapporti in cui devi costruire tutto da solo. E l'altro/a sta passivo ad aspettare. O almeno, così te la dà a pensare: sotto sotto, il piano sornione è costruito ad arte,  per spremerti fino all'ultimo. Tipico del mondo del lavoro: le soluzioni sono abbandonare il lavoro  o un pestaggio. O la vendetta. (ultimamente opterei per opzione 2... )

- il senso di colpa.  Il grande dogma nascosto della Chiesa, usato ad hoc dai migliori mancati preti e suore. Chi lo usa sa è essere spietato,  per sfruttarti e sfinirti. Perchè sa che la leva è usare la tua immensa gratitudine.

Ora ditemi voi, ce ne sono altri casi, di spietati e altamente usati?
Che sto perdendo il senso dell'orientamento in questo luglio caldo e avvilente.

Di una cosa sono certa: la mia riflessione nasce da un fatto. 
Il mio essere Sole non ammette trascuratezza, pena l'oscuramento del pianeta tutto. E non ammette di essere trascurata.
E domenica scorsa l'ho capito, mentre ero appesa alla corda, arrampicando la parete ovest delle Cinque Torri: per un attimo ho perso la fiducia del mio amico, a cui ero legata,  che si era distratto in chiacchiere. 
Eh no, cazzo, questo non si fa!

domenica 30 giugno 2013

paura della libertà?

Easy Rider - monologo sulla libertà

"Lo sai, una volta questo era proprio un gran bel paese, e non riesco a capire quello che gli è successo."
"E'  che tutti hanno paura, ecco cos'è successo. Noi non possiamo neanche andare in uno di quegli alberghetti da due soldi,[...] credono che si vada a scannarli o qualcosa. Hanno paura."
"Si, ma non hanno paura di voi, hanno paura di quello che voi rappresentate..."
"Ma quando... per loro noi siamo solo della gente che ha bisogno di tagliarsi i capelli."
"Ma no, quello che voi rappresentate per loro è la libertà."
"E che c'è di male nella  libertà, la libertà è tutto!"
"Ah sì è vero, la libertà è tutto, d'accordo. Ma parlare di libertà ed essere liberi, sono due cose diverse. Voglio dire che è difficile essere liberi quando ti comprano e ti vendono al mercato. E bada a non dire mai a nessuno che non è libero  perché allora quello si darà un grand' affare a uccidere e a massacrare, per dimostrarti che lo è. Ah certo ti parlano, e ti parlano e ti riparlano di questa famosa  libertà individuale, ma quando vedono un individuo veramente libero  allora hanno paura." 
"Eh,  la paura  però non li fa scappare.."
"No, ma li rende pericolosi..."

lunedì 17 giugno 2013

Come di venerdì 14

Volevo ricordare Nazim Hikmet, il rivoluzionario romantico, in queste giornate in cui i nostri occhi sono puntati sulla Turchia, le sue parole ritornano in mente vorticosamente...
Ho scelto questa, che un po' mi rappresenta in questi giorni così pieni di sole, serenità e vita ...


Mosca, 1956

C'è un albero dentro di me
trapiantato dal sole
le sue foglie oscillano come pesci di fuoco
le sue foglie cantano come usignoli

è un pezzo che i viaggiatori sono scesi
dai razzi sul pianeta ch'è in me
parlano una lingua che ho udito in sogno
non ordini non vanterie non preghiere

in me c'è una strada bianca
le formiche passano coi semi di grano
i camion passano col chiasso delle feste
ma il carro funebre - è proibito - non può passare

in me il tempo rimane
come una rossa rosa odorosa
che oggi sia venerdì domani sabato
che il più di me sia passato che resti il meno
non importa.







mercoledì 12 giugno 2013

Arriva Sole

.... "io cerco boschi per me, e vallate col sole più caldo di te..."  (Conte/Virano/Pallavicini)



con queste parole che mi accompagnano...mi assento per qualche giorno ...

Intermezzo musicale :)



domenica 12 maggio 2013

Ricorrenza. Punto.

Volevo condividere. E testimoniare.
A maggio festeggio sempre una ricorrenza molto importante e significativa nella mia vita, che è legata a delle scelte molto forti che decisi di prendere per me e solo per me.
Era il mese di maggio del 2006 che presi la decisione di non mangiare più carne e di non assumere più medicinali. Scelta radicale, legata a continui mal di testa che mi opprimevano ogni volta che mangiavo proteine animali, provocandomi giornate difficili da affrontare e a volte abuso di pasticche (per me abuso voleva dire due capsule al giorno). Significò intraprendere la strada più vicina alla mia vera indole e in modo naturale, per allontanarmi sempre più dall'ideale di uomo che la società moderna sta creando, e aggrapparmi a ciò con cui mi sento più affine perchè ne sono parte consapevole, la Natura.
Fu l'inizio di un nuovo percorso di vita, tante cose sono successe e cambiamenti profondi e radicali sono avvenuti in me. 
Queste scelte sono state tutte positive, ma la percezione dei  propri sensi è la qualità maggiore che ho riscoperto, e la auguro a chiunque. 
Si dice sensibilità quando ci si trova di fronte qualcuno che sa essere empatico, comprensivo, che ci abbraccia anche se senza farlo, ma ce lo fa capire anche solo con uno sguardo o un sorriso, o una parola detta o scritta. E sensi-bilità quindi diventa l'abilità a usare i propri sensi, quelli esterni e quindi quelli che si manifestano verso e con l'esterno, ma anche quelli interiori, ad esempio l'ascolto interiore, la visione interiore... 

E così immersa nei miei sensi, vi lascio con questa coccola, solo  perchè mi scioglie letteralmente e ne abbiamo bisogno un po'  tutti di tenerezza, in attesa di cieli stellati ...



domenica 21 aprile 2013

Ballate di China


Erica Boschiero e Paolo Cossi. Il nord-est riesce a offrire arte di qualità, e loro sono l'esempio della fusione tra due mondi completamenti diversi tra di loro.
Ieri sera ho avuto il piacere di incontrarli nuovamente a Croce di Musile di Piave (VE), in occasione di una serata organizzata dall'Associazione tra Nigeriani a Venezia e dintorni e il Comitato del Veneto Orientale per l'immigrazione, una rassegna di eventi legati all'integrazione multietnica.
Il loro spettacolo "Ballate di China", ove si  fondono la musica ricercata di cui Erica è autore e interprete con la sua chitarra,  con   la china e un foglio di Paolo che interpreta i testi in diretta, nel mentre la canzone giunge all'orecchio degli spettatori, e il proiettore ci riproduce pari pari quanto le mani di Paolo creano. Come ha detto ieri sera Erica, si tratta di un'esaltazione dei sensi, chi ascolta si porta a casa il ricordo di quella canzone perchè l'ha vista trasposta dalla china di Paolo. Un regalo che loro due artisti si fanno, per esaltare la loro arte. Credo che sia stata una bellissima e umile  confidenza che ci è stata donata, spesso non vengono comprese le necessità di chi vive per la propria passione artistica; l'ho veramente interpretato come un intimo segreto condiviso con tutti noi presenti.
Erica, nel suo sito potete veramente capire chi sia.  Una voce spettacolare, che esula dagli schemi rockettari che piacciono a me, ma cattura l'attenzione con la sua chitarra e semplicità,  i  testi impegnati che arrivano dentro. Di lei mi colpisce, oltre la bravura, il sorriso che conquista, e l'attivismo e la volontà di portare la sua arte a contatto con solidarietà e la giusta causa. Scopritela se seguitela. Non rimarrete delusi.
Di Paolo Cossi, vi invito a vedere il suo blog, a scoprire le sue pubblicazioni, i premi vinti, il tratto così veloce e risolutivo.Rimani a bocca aperta. Nel comodino, tra i vari libri da leggere che ho, ce ne uno suo "La storia di Mara", la vita a fumetti di Mara Nanni,brigatista che lui incontrò e della quale decise di scrivere la vera storia. E così altre biografie narrate con matita e china, quella di Hugo Pratt, di Mauro Corona, oppure i ritratti di donna o le tematiche sviluppate dai suoi viaggi. Intuizione, amore per la natura, semplicità e un sorriso che non dimentichi, questo è Paolo Cossi.

Scusate, il filmato non è di qualità, solitamente non amo usare la tecnologia in queste occasioni, ma ci tenevo particolarmente a questo pezzo, decisamente dalla parte degli animali, un punto di vista che spesso dimentichiamo, e giustamente esaltato dalle corde di Erica, e dalla china di Paolo. Ci stava nel mio salottino, un grazie a loro...



lunedì 15 aprile 2013

Dialogo.

Il silenzio.
e del silenzio.
Sfoglio le pagine del mio blog, e sorrido alle fasi evolutive del mio percorso. Mi piace scrivere, lo faccio per dare un senso a quello che sono e faccio, lasciandone traccia per  me stessa.
Proprio in questi ricordi Solari, ultimamente mi sono spesso domandata  cosa mi gratifica di più, tra i vari piacere di cui amo attorniarmi.
E credo che il silenzio ricopra una grande parte del mio piacere.
E il silenzio, nella mia concezione, non diventa assenza di suoni, ma assenza di rumori e distrazioni, assenza di  lamentele e chiacchiericci. Nel silenzio riesco a gustarmi un bicchiere di vino, a osservare la natura, a percepire il battito del mio cuore, vedere i miei nervi che si contraggono, cogliere i segnali che la mia anima  vuole trasmettere attraverso il  corpo, utilizzare ogni mio senso alla potenza massima, nella loro espressione esterna, ma anche quella interiore, così sconosciuta, ma così importante per la conoscenza di sè stessi.
Non è  solitudine, riesco a starmene in silenzio anche in compagnia (di qualità e ridotta ai minimi), mentre ascolto musica, estraniandomi ed entrando in stretto contatto con me stessa. Si tratta di selezionare e non di ignorare.
Più di ogni altro periodo della mia vita, trovo serenità assoluta solo quando riesco a godere del silenzio.
E nelle foto che seguono, questo ne è stato un esempio. In una Erto eccitata da moto, e appassionati urlanti arrampicatori, sono riuscita a farcela ... e qui credo di essere arrivata a cogliere quella necessità interiore, di starmene in silenzio, dando priorità alla mia anima...






venerdì 15 febbraio 2013

In questo periodo ...

Ma l'abbiamo detto dell'arrivo di Spotify?
Sappiatelo, io sono già connessa, e questo per rendere più legale, fluente e ricercata la mia scelta musicale.
Certo, sono additata come la non tecnologica del gruppo, ma di render conto di quelle che sono le mie passioni e di quello che faccio con il mio pc, non mi interessa.
E quindi musica accessibile -> mia passione -> spotify.
Un servizio social. Appena ci accedi, ti cattura i dati di facebook, e ci vedi gli amici che già ci sono dentro a questo oblio musicale. Facile, la privacy diventa community.
Ma l'ambire ad avere tutti i file musicali a disposizione è una cosa così forte, che oltrepassi subito l'incazzatura da social-ruba-privacy e subito ti metti alla ricerca dei tuoi preferiti, di quei dischi che non hai mai potuto permetterti, o che hai sognato e messo nella lista dei desideri.

In questo periodo di solitudine, un po' forzata, un po' necessaria, un po' costretta ... con un libro, caminetto acceso, marito quando c'è ... è la mia compagnia preferita.

Cambiando discorso: ricordatevi di disattivare il captcha, fatelo ... avanti, non fate i pigri, non demordete, e toglietelo subito. Inutile fardello, le pattine dei blog: pur di entrare le metti, ma vuoi mettere che nervoso esser costretti a metterle? e il disagio nel dover togliersi le scarpe? Suvvia, toglietelo subito.
Vi ricordo, il 13 febbraio è stato il NO CAPTCHA DAY, ma questo non vuol dire che demordiamo nell'azione. ^_^

lunedì 4 febbraio 2013

La Tavola Rotonda: Uguaglianza


Eccoci con la Rubrica della Tavola Rotonda! devo proprio essere sincera, sto attendendo con ansia il pdf del mese scorso. Condividere attorno  a una tavola rotonda, tematiche e ricette, in assoluta tranquillità e agio, come la Bibi riesce a metterci, mi dà tanta gioia e voglia di partecipare ai vari dibattiti.

L'argomento di febbraio è l'Uguaglianza.
Un argomentone.
Come in moltissime cose, voglio arrivare all'uguaglianza, partendo da punti di vista diversi, che sono più legati a un istintualità, rispetto a quello che effettivamente viene scritto nel vocabolario. Sono molto pignola nell'uso del significato delle parole, a tal punto che spesso discuto  per gli usi impropri che ne si fanno. Ma  ci sono sfumature personali che si discostano a volte dall'esatto significato riportato nel vocabolario e da quelle sfumature vorrei partire. Queste sfumature aiutano anche a comprenderne il significato...
Partirei con queste parole, tratte da un libro che sto terminando di leggere proprio oggi, si tratta di "Tutti i nomi", di José Saramagom che dice " Amico, non aver paura, l'oscurità in cui ti ritrovi qui non è maggiore di quella che c'è dentro il tuo corpo, sono due oscurità separate da una pelle, scommetto che ci avevi mai pensato, non fai altro che trasportare da un lato all'altro un'oscurità..." e poi "la pelle è tutto quanto vogliamo che gli altri vedano di noi, sotto la pelle neanche noi stessi riusciamo a sapere chi siamo"... Già il nome del libro e quello che si evolve nella trama, porta a considerare all'uguaglianza. Siamo tutti dei nomi, il resto che ci vive attorno è un orpello, un abbellimento che ci facciamo, la maniera che utilizziamo per farci riconoscere dagli altri, ma non per attribuire a noi stessi delle caratteristiche specifiche. L'unicità di noi stessi è dentro quel confine, che è la nostra pelle, ma solo noi, e per noi stessi, possiamo giudicarla, a volte non la conosciamo nemmeno noi. Il confronto con gli altri non può essere fatto, ogni nostra anima è unica, diversa e ci accompagna nelle nostre vite. Questa unicità e diversità negli altri è pari alla nostra, siamo tutti esseri diversamente meravigliosi, la nostra anima che ci accompagna è meravigliosa.
Quindi, premesso questo, cos'è l'uguaglianza?
Il rispetto delle proprie diversità nella vita sociale. La comprensione che ognuno di noi, dentro di sè è diverso da ogni altro essere, ma questa caratteristica è unicità, e non disuguaglianza. Diventare consapevoli di ciò è la strada per comprendere l'uguaglianza.
Io amo la diversità del melo, del leccio e della menta e sono grata di loro per essere così diversi tra di loro.
Amo la diversità del cane, del gatto e della giraffa e sono grata di loro.
Amo la diversità degli essere umani, delle loro scelte, idee e fisicità.
Non dimentichiamo, che non rispettare l'uguaglianza, porta gli esseri viventi a una condizione tale, che Primo Levi ha descritto benissimo in "Se questo è un uomo" : " Si immagini un uomo a cui, insieme con le persone amate, vengono tolti la sua casa, le sue abitudini, i suoli abiti [...] sarà un uomo vuoto, ridotto a sofferenza e bisogno, dimentico di dignità e discernimento, poiché accade facilmente, a chi ha perso tutto, di perdere sé stesso.".
Ho usato delle citazioni, perché un argomento di tale peso doveva essere sostenuto da qualcosa di forte, che le mie parole non hanno reso come vorrei...

S'è capito??? ^_^

Passiamo alla ricetta, dedicata a Barbara, che delle melanzane è ghiotta.

Spadellata di melanzane

Prendete una melanzana viola, di quelle che ai banchi siciliani trovate con facilità anche fuori stagione. Si tratta dell'unica primizia che mi permetto, e quindi ogni tanto ci sta! La tagliate a striscioline larghe un cm, e lunghe 4-5, alte sempre un cm. Le mettete sotto sale, a spurgare, per almeno un'ora. Trascorso il tempo necessario, in una padella mettete dell'olio evo (buono mi raccomando!), un peperoncino a pezzettini, e ci scaraventate le melanzane senza averle sciacquate, così come sono, e coperchiate il tutto.
Trascorsi dieci minuti, date una mescolata, le melanzane si saranno ammorbidite, un po' arrostite, e un po' fritte. Loro si assorbono tutto l'olio, e poi lo ributtano fuori, è una chimica pazzesca quella delle melanzane. E a me piace assaporarne il mistero che deriva da questo!
Aggiungete quindi una manciata di olive, delle mandorle tostate e della santoreggia e lasciate andare fino a quando le melanzane saranno completamente cotte. Poi attendete che si raffreddino un po', e aggiungete al tutto dell'aceto balsamico mescolato con del malto d'orzo.
Questa spadellata di melanzane ricorderà la caponata (ma senza peperoni)!

Buon appetito!

lunedì 14 gennaio 2013

Guardandosi negli occhi a parlare di buonismo

L'ho scritto nel commento al post precedente, ho dei blog che in assoluto preferisco, e con cui ho un legame virtuale molto intimo e vivo. Che sembra un'assurdità, invece accade nell'era della tecnologia, della rete e della comunicazione virtuale. Uno è l'Alligatore, di cui mi appassiona tutto ciò che scrive di musica, la sua passione celata in quello che vuole trasmettere e i tantissimi spunti che mi fornisce, letture, prospettive, visioni nuove negli ambiti più disparati. E poi è misterioso ;) !!!
L'altra amica è la Bibi, che ritengo essere un'anima gemella virtuale, per le tante cose in comune che abbiamo, e per il percorso che stiamo percorrendo nella nostra vita. A volte mi sorpassa, a volte sorpasso lei, poi ci affianchiamo, ci confrontiamo, e a me piace questo confronto, da amica. Tutto qua. E vorrei veramente abbracciarla di nuovo questo scricciolo di donna. E anche l'alligatore, per par condicio ;)
E quindi l'iniziativa di Bibi, mi piace tantissimo. Questa tavola rotonda dove confrontarci parlando di un argomento, e quindi offrirci un piatto privo di crudeltà.
 Il tema del blog di Bibi, La Tavola Rotonda: spadellando e ... chiacchierando!!!, nel mese di gennaio è il buonismo.
Ci penso da ieri sera, e prima in macchina rientrando da lavoro. Perchè mi crea un po' di contrasto interiore questa tematica. Di primo impatto sembra ricondurre a un connotato negativo, come se si tratti dell'essere buoni con ingenuità, spesso usato nei confronti dei bonaccioni, quelli che appaiono buoni in quanto non hanno una propria opinione.
Ma questo non è il vero significato di buonismo che intendo io.
Buonismo è tutto ciò che permette alla propria coscienza di realizzare che essere buoni, pacifici nel termine di "creatori e sostenitori di pace", è il mezzo per attraversare la vita nel migliore dei modi. Quindi mi ritengo una che fa del buonismo, perchè ci crede a una via migliore per vivere, privandosi di ogni crudeltà. E le crudeltà ci possono stare a volte, ma sta a quel lumicino dentro di noi a farci aprire il cuore.
Ed è anche per questo che all'inizio ho accennato a Alligatore e Bibi, perchè loro sì che ne sanno di buonismo! e lo trasmettono!
E quindi, come nelle migliori tavole, vi offro quello che dà  la mia terra veneta in questo periodo:
Insalata di radicchio di Treviso ai pistacchi
Il radicchio sembra essere amaro, ma quello di Treviso è accogliente, dolce e buono al palato, mette d'accordo anche chi solo a sentire la parola radicchio torce il naso per il ricordo dell'amaro! Ma il radicchio di Treviso, per diventare tale, fa un percorso lungo, e il cuore croccante che racchiude, è di una dolcezza inimmaginabile. Quindi può essere l'esempio calzante del buonismo.
Si prende il ceppo di un radicchio di Treviso, si monda e si lavano foglie. Dopo averle asciugate con un panno, si tagliano della lunghezza di 2 centimetri, si mettono in una terrina, e poi si condiscono con un filo d'olio extra vergine d'oliva e un goccio di aceto balsamico.
Mescolare, e travasare il tutto in un piatto, e al posto del sale, si cosparge il tutto con un trito al mortaio di pistacchi.  Quel colore verde ricorderà il quarto chakra, quello dell'apertura all'amore...e il gioco è fatto, sarete tutti più buoni :)


giovedì 22 novembre 2012

Tecnologia!

Tecnologia sì, tecnologia no...
Uno sbattimento quest'ultimo periodo con grandi rompimenti di palle da parte di amici e amiche perchè non sono what'suppata e perchè non posso voiperarle e perchè non c'ho l'ultimo modello di grido del telefonino.

(Pensate, che scattate delle foto al concerto degli Skunk Anansie di ieri, non me l'hanno fatta avere per boicottare il mio poco essere tecnologica)

Ma secondo voi, cos'è essere tecnologici? E che uso ne facciamo della tecnologia?
Vi spiego un po' la mia teoria. Molto brevemente, uno spunto per interagire assieme, visto che attraverso la tecnologia interagiamo costantemente tra blogger!

La tecnologia è progresso, nessuno lo nega e tutti ne traiamo benefici. Ha ottimizzato dei processi, è utile per facilitare certe mansioni, è veloce e a portata di tutti, a volte intuitiva. Ci riempie i tempi morti, ci fa compagnia, a volte risparmiare, fare amicizie nuove, interagire e dire la nostra con più facilità.
Quello che ci ha portato è che facilità la vita, ma non la risolve. Ci sono cose in cui la tecnologia riesce anche a togliere. La personalità dei rapporti si sono sfibrati. Non posso immaginare di essere considerata una persona diversa solamente perchè non riesco interagire con gli amici...Ci si allontana dai sensi, i miei adorati sensi che amo mettere alla prova costantemente, anche soffrendo, ma sono quelli che in effetti danno il senso alla mia vita.
La natura, l'uso delle braccia, il respirare l'aria aperta si fanno senza tecnologia. Eppure anche questa è vita. Una vita priva di controllo, libera e serena, lontana da ogni vincolo.
E poi l'uso del cervello: questo nostro computer interno che non si trova più a cercare/trovare soluzioni ai piccoli intoppi della vita, a non poter ricordare più un numero di telefono a memoria, a dover per forza utilizzare i promemoria telefonici per ricordare le date dei compleanni. Solo piccolissimi esempi, quotidiani, di come abbiamo disabituato ad usare la nostra capa. Sentire l'odore di un libro, osservarlo, sottolinearlo, renderlo vivo, toccarlo e farlo bene di piacere.

Ne sono certa, cadremo tutti nella trappola del telefonino touch-screen, ma spero il più lontano possibile. Perchè voglio anche riempire le mie giornate e non trascorrerle unicamente appiccicata ad uno schermo, a interagire attraverso messaggini e sorrisini. Sono pronta a un altro digiuno tecnologico se fosse il caso.

I sorrisi apprezzateli reali, quelli del mio viso, che si abbinano bene ai miei occhi.
Abbiate coraggio di essere ancora umani.

martedì 20 novembre 2012

assente ma presente!

Momentaneamente ho perso la penna.
Forse troppe idee confusa, l'età che è avanzata o forse sto periodo va così.
Tante cose belle, i miei 17+17 e chissà quando ne scriverò qualcosa, i festeggiamenti per un compleanno che quest'anno pensavo passasse in sordina e invece sto festeggiando da venerdì scorso e almeno fino a fine mese ho occasioni giornaliere per potermi far coccolare. Quindi l'amore c'è, lo sento è reciproco, e le sorprese che ho ricevuto finora mi hanno riempito delle falde che si stavano allargando nel mio cuoricino.
Qualche brutta cosa è capitata, una brutta-bella, nel senso che so che evolverà in bella, una brutta-brutta che spero mi dia la forza per cambiare prospettiva (lavorativamente parlando).

Mi piace assaporare quei momenti in cui riesco a cogliere nuovi aspetti di me, un'evoluzione di conoscenza che mi sta facendo crescere, maturare e rendendo sempre più consapevole.
Evito di programmare, mi circondo solo di sorrisi, ma quelli sono reciproci e contagiosi, quindi è una cosa inevitabile.


..domani sera, Jesolo, loro...


mercoledì 24 ottobre 2012

23 ottobre 2012

Mi si domanda se ho una coscienza. E io certo, ce l'ho.
Anzi, profondamente ancorata al mio essere e alla mia essenza.
Probabilmente ci sono cose che non sono effettivamente coscienza, oppure anima come preferisco chiamarla io. Queste cose sono i martellanti pensieri che  la mente sforna e che si intrufolano in questi meandri macchinosi che si chiamano eventi della vita. E l'anima soffre di queste insidiose e macchinose minacce che bloccano qualsiasi istinto e spontaneità d'animo. [vedete, anche nel gergo si dice così... l'anima è spontanea].
Mi trovo a dire che "faccio scorrere" le cose, e forse significa che le faccio accadere, senza pensarci troppo, senza far coinvolgere la mente. Ma questo non vuol dire che non ho coscienza. Sarò sì incosciente, ma non senza anima. E se preferisco vivere la giornata non devo essere additata, invidiata e messa da parte, ritenuta non idonea, criticata e offesa.

Questo deve valere per tutti, non solo per me. E cerco ogni giorno di distogliere la mente dalle compulsive critiche che vorrebbe uscire e che vieto, e blocco, perchè non sono parte di me, della mia essenza. Io sono ben altro. C'è dell'altro dentro. Che si vede, forse, ma che soprattutto posso dimostrare.

Perché spesso la felicità è anche in un attimo, è anche assaporare la verità, confrontarsi e comprendere le cose per quello che sono. La felicità è anche accettare, sentirsi appagati, è la gioia di un istante. Sono le lacrime che scorrono, lo stereo a palla nella canzone che più ti stordisce la mente. Perché è la mente che vuoi far assolutamente allontanare dalla coscienza, dalla tua anima.

Accade poi che vivi giorni come oggi, in cui ti dimentichi anche di mangiare e che le cose appaiono più chiare.
Ho messo i piedi a bagno nell'acqua fredda, quell'insidiosa amica che si chiama acqua, che tanto mi ha dato, che mi avvicina alla paura e che trasmette più di ogni altro elemento. Raccogli una conchiglia e come altre volte nella mia vita, c'ho segnato una data. Il ricordo di oggi.
E comprendi, accetti eppure lasci che le cose vadano secondo quello che effettivamente senti e provi. In quell'esatto istante.
L'Aleph, che unisce le anime, al luogo e al tempo, nella tridimensionalità impercettibile.
E da L'Aleph di Paulo Coelho, finito di leggere pochi giorni fa, vi lascio con questa riflessione...
"se ti accanisci per scoprire le cose buone o cattive del tuo prossimo, finirai per dimenticare la tua anima, avvertirai un grande sfinimento e ti consegnerai alla sconfitta poichè avrai sprecato ogni energia giudicando gli altri"
e poi quest'altra ancora 
"non si possono domare i sognatori".


Fate bei sogni ...

P.s.: mi sono regalata un pendaglio pure, con un sole che c'ha un terzo occhio e dall'altra parte il Tao, e il nuovo album di Battiato, e una corsa in bicicletta in una strada di campagna scura illuminata dalla mezza luna crescente e da un mare di stelle...

venerdì 21 settembre 2012

Pordenone, Carlotto e le mie cronache da lì

Mi credete se vi dico che in 2 ore ho già avuto tre attacchi di pianto?
Si vivono emozioni, e oggi sono state molte. Mi faccio prendere sì, e vedo che la mia vulnerabilità è sempre più forte a tal punto dal farmi scoppiare a piangere mentre ascoltavo "Thin air" dei Pearl Jam, mentre leggevo  un post in facebook di un amico e mentre ripensavo al mio giro a Pordenonelegge di oggi.
Il mio obbiettivo era Massimo Carlotto, che conosco da poco, e il merito per averne approfondito la lettura è di un amico blogger, l'Alligatore, che di lui parlò qui a maggio. L'occasione era un suo intervento in merito alla rassegna della "Mappa dei sentimenti", in particolare il sentimento assegnato a lui era l'Amicizia.
E' stata un'ora intensamente vissuta, emozioni vere e sentite che non mi sarei mai aspettata di provare a un incontro di questo tipo. Eppure è accaduto. Quest'uomo ne ha dette veramente tante sull'amicizia: aneddoti, ricordi, confidenze del suo vissuto, ma le parole che più mi hanno colpito sono state nella descrizione dell'amicizia quale "scambio, accettazione e alchimie infinite"  e che "nella confidenza c'è la fiducia di parlare di qualsiasi cosa" e "diventa una forma strategica di sopravvivenza". E in conclusione un grande elogio dell'amicizia, che mi ha fatto veramente riflettere: quando un amico ci lascia e intendo dire quando muore, l'amico che rimane perde ogni diritto, "uno pensa ai parenti e mai agli amici". E quant'è vero. Eppure gli amici si scelgono in vita, mica come i parenti che ti capitano per forza! e se li scegli veramente li ami, li stimi e li rispetti a tal punto che il tuo lutto da amico ha un profondo peso.
Eccolo Carlotto, occhi bellissimi sapete???di quelli che vorrei avere davanti, di quelli che scelgo di voler davanti. Eppure era lì e non ho avuto coraggio di avvicinarmi, m'è presa un po' di emozione e forse sarei crollata con un pianto. Veramente.
Massimo Carlotto "Pordenonelegge" ed. 2012

Poi mi sono fiondata a sentire Giorgio Faletti che ad accoglierlo lo aspettava tantissima gente. Un intervento breve sulla "speranza", che non mi ha soddisfatto molto, nonostante l'ilarità e la spensieratezza che mi ha trasmesso. Un po' più di spessore me l'aspettavo, diciamocela!!!

Giorgio Faletti "Pordenonelegge" 2012

Poi, visto che c'ero, mi sono intrufolata a sentire Duccio Demetrio, di cui non ho mai letto nulla. La conferenza aveva un bel titolo, inerente alla sua ultima opera, "Perchè amiamo scrivere. Filosofia e miti di una passione". Mi aspettava un posto in piedi, e invece m'hanno fatto accomodare in una scrivania accanto al palco!
Una lezione è stata. Mi sono letteralmente vista catapultare in una lezione di scrittura, di miti greci e sul significato psicologico che ha la scrittura. Anche in questo caso tanti stimoli che ancora devo elaborare bene. Ma sono certa che ne farò buon uso. "La scrittura fa vibrare la nostra identità e interiorità"  è un "graffio, scolpisce". La scrittura può essere una "cura, ma può rivelarsi un inganno. La migliore terapia è l'amore condiviso". Questi sono spunti che lascio scritti qui...a testimoniare le cose più superficiali che Demetrio ha trattato. Ma è andato veramente a fondo.
Due cose fondamentali mi hanno colpito: quando ricordiamo il momento in cui abbiamo iniziato a scrivere e perchè? (naturalmente se lo facciamo, io credo di farne parte da quando iniziai a scrivere i miei diari, poi non ho mai praticato con costanza, ma so perchè l'ho fatto).
L'altra è legata a uno spunto dato dall'intervistatore Prof. Massimo De Bortoli, riguardo la figura del padre, legata alla scrittura, e la figura della madre, legata alla lettura. E qui la mia riflessione deve maturare, anche se superficialmente sento di dire che pure per me l'inizio e la necessità di scrivere sono legati alla figura di mio papà.
Duccio Demetrio "Pordenonelegge" 2012
 Il rientro è stato un'emozione costante...le lacrime accennate prima, questo tramonto bellissimo, la mezza luna che iniziava a sbucare dal cielo, una poiana che s'è appoggiata a un filo dell'alta tensione...la mia vulnerabilità che fa capolino costantemente...
tramonto a Puja
 
E mi sento piena, ricca e appagata...
un pensiero m'è passato per testa...che nonostante fossi sola, stavo bene con me...come ha detto Faletti "non c'è limite al rispetto di sè stessi..."

mercoledì 12 settembre 2012

Primo giorno di scuola

Settembre 1984, due trecce grosse e nere, una frangetta spiritosa, una grande cartella rettangolare fuxia con le stelline e un grembiule azzurro: ero io il primo giorno di scuola elementare. Indimenticabile.
Lo ricorda vivamente pure il mio maestro, Mario, che si è rifugiato nell'agordino dopo aver concluso il ciclo di scuola con noi ed essere andato in pensione. Lì lui è il "maestro di Treviso", grande conoscitore della montagna e fondatore della bibblioteca del comune di Taibon agordino.

Quel giorno ce lo ricordiamo bene perchè ci presentò la sua "zia strega". Tutti attorno a lui, che accompagnato dalla sua chitarra, ci introduceva a questa figura misteriosa che per 5 anni ci è stata vicina nelle nostre passeggiate e storie fantastiche. Piccolina che ero, mi ero seduta sopra un banco, il maestro seduto accanto a me...la sua storia cantata si concluse con un "ocio che arriva a sia strega!!!!", presi uno spavento tale da farmi saltare, urlare e strabuzzare gli occhi!!!

Da quel giorno divenni "el granel de pevarè" (granello di pepè), sia per la mia vivacità che per la reattività con cui prendo le cose. Ed è una caratteristica che ancora mi accompagna.

Ripensando a quei momenti ci si accorge che certe cose, seppure si desideri cambiarle, rimangono insite in noi: vivacità ed esuberanza, sedersi sopra tavole/banchi (direi tutto tranne sedie) e l'abbracciare e toccare chi entra in sintonia con me non credo potranno mai abbandonare il mio essere.  Un marchio indelebile di quand'ero bambina, il simbolo di quella piccola me.

E voi cosa ricordate di quei momenti da scolari il primo giorno di scuola???

sabato 1 settembre 2012

Le previsioni del tempo

Sapete una cosa che detesto?
Le previsioni del tempo e tutto quello che ci sta attorno a questa ben studiata divulgazione di notizie fatte per:
- spaventare;
- limitare le scelte;
- obbligare a frequentare centri commerciali e posti chiusi dove fa fresco ( o caldo) e non piove;
- a predisporre la gente a essere di quell'umore perchè il tempo sarà così;
- a creare inutili aspettative;
- a programmare l'improgrammabile.

Soprattutto limitanti sotto ogni aspetto della vita corrente, fanno in modo anche di farti decidere cosa mettere senza pensare che l'atto di indossare deve essere fatto in base alle esigenze e alle necessità, non a quello che viene previsto dal meteo.
Così oggi, tra un acquazzone e l'altro, senza pormi tanti limiti, me ne sono stata i jeans e canotta, sono riuscita a farmi un giro in bicicletta e pure quattro risate a vedere una serie di persone insciarpate!!! (lo sapete che odio gli uomini con il foulard: beh, oggi ben tre!!! indecente e troppo ridere!!!)

Lasciamoci trasportare  dai nostri istinti, e non da quello che ci viene propinato! Il meteo lasciamolo agli agricoltori, ma il resto delle persone viva tranquillamente la propria vita, ma che la viva veramente!!! Sentirsi sciolti, liberare le proprie emozioni, tramutarle in gioia e sorrisi! e contagioso, vedrete!!!

E dopo  questo: buona domenica. Purtroppo non potrò esserci al raduno del blogger, troppo difficile raggiungere da sola il posto, e farmi ore 6 ore tra treno e bus...peccato, aspetto tutti i vostri post con dettagli di foto, emozioni e cronaca!!!
così l'opzione sarà una capatina alla mostra del cinema al Lido, biglietti già presi per To the wonder di Malick! e chissenefrega se tempesterà, tirerà vento e mi si scompiglieranno i capelli! Chissenefrega!!!! ridiamoci su!!!!

Vi ho contagiato????


mercoledì 22 agosto 2012

Due righe ...

"Ecco cara  .... ,
due piccole righe perchè il morale non deve stare a fondo per inutili sciocchezze.
Sappi che l'amicizia va oltre all'entusiasmo, al tutto va bene. E spesso la cosa più bella è sapere che c'è qualcuno che ci pensa. Non si può pretendere che chi amiamo faccia quello che noi desideriamo, siamo fatti di tante sfacettature, bisogni e momenti. E queste sono caratteristiche comuni da entrambi i lati di un'amicizia.
Io desidero che tu venga fuori dal guscio, ma so che questo è difficile. Fino a quando TU (e solo TU puoi farlo), non decidi di farlo, non puoi rattristarti del mondo che ti sta attorno. Perchè il mondo magari sta aspettando te fuori da guscio.
Ricordati, che per te, solo TE puoi fare qualcosa. Il resto è solo il sostegno, il bastone che ti regge, ma sei TE a dover dare la svolta.
Con questo vorrei augurarti buone vacanze, riposa, medita, leggi e godi della tua famiglia. Ritorna felice, ma felice vera e non apparente. Che sennò le cose non quadrano e fanno entrare nell'oblio delle lamentele e della tristezza....
Ti voglio veramente bene, E."