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domenica 16 febbraio 2014

Colore


Florence + The Machine, Spectum
" ‘Til we let the spectrum in
Say my name
And every color illuminates
We are shining
And we will never be afraid again.."

Quali essi siano non ha valenza, l'importante è che ci sia lo spirito del colore nelle nostre vite...

giovedì 13 febbraio 2014

No Captcha Day

No captcha day: ovvero facciamoci sentire a furor di blogger!!!

Per l'occasione, in stile Sole, vorrei che tutti voi provaste l'elisir della giornata senza captcha, da bere ogni mattina per portarvi a pranzo senza alcun cenno di fame: un frullato energetico e pieno di proprietà (antiossidante, lassativo, vitamina C, omega 3, utilizzo di zuccheri non raffinati, nessun ingrediente di origine animale, ricetta vegan e con quasi esclusivo utilizzo di alimenti crudi ).
Lo dedico all'Alligatore, all'iniziativa che ha messo in piedi, ben descritta  qui, e a questa giornata speciale!

Ingredienti per un frullato:
- 2 kiwi pelato e a tocchetti
- una manciata di semi di girasole
- una manciata di semi di lino
- una manciata di anacardi
- una manciata di uvetta sultanina
- un cucchiaio di malto di riso o mais
- 150-200 ml di latte vegetale a piacere (meglio di riso)

Appena svegli, mentre vi preparate il thé bancha, munitevi di vaso e minipimer. Dentro al vaso cacciatevi con decisione gli ingredienti e poi azionate il frullatore a immersione: su e giù, su e giù fino a quando non si presenterà una deliziosa poltiglia color Alligatore,  che delizierà il vostro palato.
In un bicchiere di birra, o in una tazzona dimensione large, versatelo e gustatelo mentre assaporate i primi momenti della giornata...

Il tormento captcha improvvisamente svanirà e la giornata inizierà alla grande!

lunedì 14 gennaio 2013

Guardandosi negli occhi a parlare di buonismo

L'ho scritto nel commento al post precedente, ho dei blog che in assoluto preferisco, e con cui ho un legame virtuale molto intimo e vivo. Che sembra un'assurdità, invece accade nell'era della tecnologia, della rete e della comunicazione virtuale. Uno è l'Alligatore, di cui mi appassiona tutto ciò che scrive di musica, la sua passione celata in quello che vuole trasmettere e i tantissimi spunti che mi fornisce, letture, prospettive, visioni nuove negli ambiti più disparati. E poi è misterioso ;) !!!
L'altra amica è la Bibi, che ritengo essere un'anima gemella virtuale, per le tante cose in comune che abbiamo, e per il percorso che stiamo percorrendo nella nostra vita. A volte mi sorpassa, a volte sorpasso lei, poi ci affianchiamo, ci confrontiamo, e a me piace questo confronto, da amica. Tutto qua. E vorrei veramente abbracciarla di nuovo questo scricciolo di donna. E anche l'alligatore, per par condicio ;)
E quindi l'iniziativa di Bibi, mi piace tantissimo. Questa tavola rotonda dove confrontarci parlando di un argomento, e quindi offrirci un piatto privo di crudeltà.
 Il tema del blog di Bibi, La Tavola Rotonda: spadellando e ... chiacchierando!!!, nel mese di gennaio è il buonismo.
Ci penso da ieri sera, e prima in macchina rientrando da lavoro. Perchè mi crea un po' di contrasto interiore questa tematica. Di primo impatto sembra ricondurre a un connotato negativo, come se si tratti dell'essere buoni con ingenuità, spesso usato nei confronti dei bonaccioni, quelli che appaiono buoni in quanto non hanno una propria opinione.
Ma questo non è il vero significato di buonismo che intendo io.
Buonismo è tutto ciò che permette alla propria coscienza di realizzare che essere buoni, pacifici nel termine di "creatori e sostenitori di pace", è il mezzo per attraversare la vita nel migliore dei modi. Quindi mi ritengo una che fa del buonismo, perchè ci crede a una via migliore per vivere, privandosi di ogni crudeltà. E le crudeltà ci possono stare a volte, ma sta a quel lumicino dentro di noi a farci aprire il cuore.
Ed è anche per questo che all'inizio ho accennato a Alligatore e Bibi, perchè loro sì che ne sanno di buonismo! e lo trasmettono!
E quindi, come nelle migliori tavole, vi offro quello che dà  la mia terra veneta in questo periodo:
Insalata di radicchio di Treviso ai pistacchi
Il radicchio sembra essere amaro, ma quello di Treviso è accogliente, dolce e buono al palato, mette d'accordo anche chi solo a sentire la parola radicchio torce il naso per il ricordo dell'amaro! Ma il radicchio di Treviso, per diventare tale, fa un percorso lungo, e il cuore croccante che racchiude, è di una dolcezza inimmaginabile. Quindi può essere l'esempio calzante del buonismo.
Si prende il ceppo di un radicchio di Treviso, si monda e si lavano foglie. Dopo averle asciugate con un panno, si tagliano della lunghezza di 2 centimetri, si mettono in una terrina, e poi si condiscono con un filo d'olio extra vergine d'oliva e un goccio di aceto balsamico.
Mescolare, e travasare il tutto in un piatto, e al posto del sale, si cosparge il tutto con un trito al mortaio di pistacchi.  Quel colore verde ricorderà il quarto chakra, quello dell'apertura all'amore...e il gioco è fatto, sarete tutti più buoni :)


giovedì 22 novembre 2012

Tecnologia!

Tecnologia sì, tecnologia no...
Uno sbattimento quest'ultimo periodo con grandi rompimenti di palle da parte di amici e amiche perchè non sono what'suppata e perchè non posso voiperarle e perchè non c'ho l'ultimo modello di grido del telefonino.

(Pensate, che scattate delle foto al concerto degli Skunk Anansie di ieri, non me l'hanno fatta avere per boicottare il mio poco essere tecnologica)

Ma secondo voi, cos'è essere tecnologici? E che uso ne facciamo della tecnologia?
Vi spiego un po' la mia teoria. Molto brevemente, uno spunto per interagire assieme, visto che attraverso la tecnologia interagiamo costantemente tra blogger!

La tecnologia è progresso, nessuno lo nega e tutti ne traiamo benefici. Ha ottimizzato dei processi, è utile per facilitare certe mansioni, è veloce e a portata di tutti, a volte intuitiva. Ci riempie i tempi morti, ci fa compagnia, a volte risparmiare, fare amicizie nuove, interagire e dire la nostra con più facilità.
Quello che ci ha portato è che facilità la vita, ma non la risolve. Ci sono cose in cui la tecnologia riesce anche a togliere. La personalità dei rapporti si sono sfibrati. Non posso immaginare di essere considerata una persona diversa solamente perchè non riesco interagire con gli amici...Ci si allontana dai sensi, i miei adorati sensi che amo mettere alla prova costantemente, anche soffrendo, ma sono quelli che in effetti danno il senso alla mia vita.
La natura, l'uso delle braccia, il respirare l'aria aperta si fanno senza tecnologia. Eppure anche questa è vita. Una vita priva di controllo, libera e serena, lontana da ogni vincolo.
E poi l'uso del cervello: questo nostro computer interno che non si trova più a cercare/trovare soluzioni ai piccoli intoppi della vita, a non poter ricordare più un numero di telefono a memoria, a dover per forza utilizzare i promemoria telefonici per ricordare le date dei compleanni. Solo piccolissimi esempi, quotidiani, di come abbiamo disabituato ad usare la nostra capa. Sentire l'odore di un libro, osservarlo, sottolinearlo, renderlo vivo, toccarlo e farlo bene di piacere.

Ne sono certa, cadremo tutti nella trappola del telefonino touch-screen, ma spero il più lontano possibile. Perchè voglio anche riempire le mie giornate e non trascorrerle unicamente appiccicata ad uno schermo, a interagire attraverso messaggini e sorrisini. Sono pronta a un altro digiuno tecnologico se fosse il caso.

I sorrisi apprezzateli reali, quelli del mio viso, che si abbinano bene ai miei occhi.
Abbiate coraggio di essere ancora umani.

lunedì 1 ottobre 2012

Autunno dolciastro

E' autunno. Accettiamolo, non facciamoci prendere dalla tristezza facendo colare il nostro naso. Cerchiamo di prendere il meglio di questa stagione, cogliamo l'aspetto positivo della stagione dall'animo melanconico, osservando le foglie cadere che altro non sono speranza per la nuova vita che verrà, per il rinnovamento necessario a ognuno di noi. Ci rattrista il doverci fermare, ma impariamo dalla natura stessa a cogliere questo invito a riconsiderare la calma, la lentezza, ad abituarci alla minor luce che sarà sempre meno presente nelle nostre giornate.

A tal proposito, due spunti: il testo di una canzone di Carmen Consoli - vado a periodi con la musica, questo è quello di massima ispirazione con la cantantessa, e la sua melanconia è adatta all'autunno - e una mia ricettina ^_^

Si tratta di Autunno dolciastro. A me fa venire i brividi...

Lentamente tra una pagina e l'altra di un libro qualunque
ingannavo l'attesa
gia' settembre
poche voci distanti e un autunno distratto al di la' dei vetri
quasi speravo che non arrivassi piu'
quasi credevo che non mi mancassi
eppure
stavo aspettando
distrarsi sembrava piuttosto facile
credevo di sopportare la tua indifferenza cercando pretesti e rimedi inutili
eri tu quel tasto dolente
eri tu autunno dolciastro
eri tu
Freddamente valutavo i miei limiti i gesti avventati le frequenti rinunce
era tardi e bruciavano gli occhi fissavo il soffitto
il mio letto disfatto quasi speravo che non arrivassi piu'
quasi credevo che non mi mancassi
eppure
stavo aspettando
distrarsi sembrava piuttosto facile
credevo di sopportare la tua indifferenza cercando pretesti e rimedi inutili
credevo di soffocare la mia insofferenza
eri tu quel tasto dolente
eri tu autunno dolciastro
eri tu eri tu quel tasto dolente
eri tu autunno dolciastro
eri tu autunno dolciastro...

e giust'appunto, autunno dolciastro in cucina ...
Gli ingredienti sono 300 gr di farina integrale, 100 gr di zucchero di canna mascobado, 50 gr di farina di castagne, 200-300 ml di latte di soia (a seconda del grado di umidità della giornata, ho notato che i liquidi variano molto con il clima, il grado di idratazione varia tantissimo), 50 ml di olio di semi di girasole, una bustina di cremor tartaro, 1-2 mele.
Le mie mele stivate, ammaccate dalla grandine, bio, buone.

Velocissimo: prendere il robot da cucina, mettere le farine, il cremor tartaro  e lo zucchero e dare una mescolata veloce. Unire i liquidi e azionare. Il composto è pronto da travasare in uno stampo per dolci a cui andremo a stendere della mela tagliata a fettine. Infornare per 45-50 minuti a 180°, forno statico!

Et-Voilà! un dolciastro dai sapori autunnali. Ne esce una classica focaccia co le mele sopra, brutta da vedere, giusta per colazione. Ottima direi per scaldare il nostro corpo, tenerlo a freno dagli zuccheri che tendenzialmente con i primi freddi si tende abusare.
Nulla di più semplice, vegan, salutare, dal sapore autunnale...un po' castagna, un po' mela, un po' pigrizia e un po' melanconica...

Lo sguardo alle foglie che cadono,
ai forti colori che la natura vuole offrirci,
 a quell'ultimo raggio di sole che vuole rimanere impresso nelle foglie...


giovedì 27 settembre 2012

Radiohead e sensi

Conclusosi il tour dei Radiohead in Italia, si può scrivere di loro.
Li ho visti a Bologna, in una serata estiva di fine settembre, in cui cielo stellato e luna crescente risplendevano belli nel cielo. Come il mio solito, non mi soffermo su quali canzoni, scaletta abbiano fatto: su questo lascio la critica vera a stilare classifiche, dare voti, conteggiare i tempi e confrontare.
A me importa altro.
Intanto lo spettacolo è stato inaspettato, senza troppe illusioni, ipnotico. Complice un palco con dall'effetto psicadelico, con scelte di colori molto affini al mio essere e al mio sentire la musica, in grado di essere coinvolgenti e far trasportare i sensi nella direzione che la musica voleva portarti.
Esplosioni di sole e fuoco, supportate dal giallo e dall'arancio e dal rosso, mare e onde da un blu ritmato, e la natura dai contrastanti verdi. Il fuxia a fare da contorno e contrasto assieme a lilla e a frammenti di luce pura. Un arcobaleno in movimento a ricordarmi il percorso della mia tesi, pensate un po' che accidenti poteva venirmi in mente durante il concerto dei Radiohead!
E occhi: quelli di ogni componente delle band, trasmessi ed evidenti a tutti, volti segnati dalla musica, e questo mi è piaciuto molto. Thom Yorke con i capelli appena un po' lunghi e raccolti, barba incolta e leggermente più in carne rispetto al solito è stato veramente una bella sorpresa. Poi lui, vegano attivista di Greenpeace, a voler difondere la protesta contro lo sfruttamento del Polo Nord, come raccontato pure qui. Quindi affinità al 100% con questi ideali pacifisti e di amore per la natura. Li trovo tutti così, non ci posso far nulla! :)
La  scelta dei brani  non è stata scontata, elettronica e lontana dai primi Radiohead, eseguita divinamente. Voce insidiante da far perdere le connessioni dei sensi. Quel contatto che spesso cerco di spiegarmi nei miei pensieri, sul potere della musica ad aprire i canali delle nostre entità superiori è avvenuto. Complicità dei sensi, della luce, della musica e della voce. Io credo fermamente in queste cose, al potere della musica. Fin dagli albori ha accompagnato riti e momenti d'estasi che venivano ricercati quale esigenza primaria di vita!
 
Voce, ritorno all'origine di ogni essere: il primo vagito è canto alla vita.
Musica: è la ricercatezza di commutare in vibrazioni la natura.
 
Nulla di più elementare e affine a ogni essere, noi musica.

mercoledì 25 luglio 2012

Ricordi della mia serata


Ecco a grande richiesta qualche foto della mia festa di laurea! Sono una selezione...in moltissime foto c'erano bambini e ho preferito non pubblicarle...intanto immaginate dietro al mio sorriso cosa c'era!!! Le pance si sono tutte riempite, il frigo bevande si è svuotato O-O!!! Nessuno s'è più ricordato che in tavola c'era poca crudeltà e il clima che si è creato è stato delizioso, di quelli che vorresti ad ogni festa!
Grazie a tutti, a chi mi vuole bene, a chi me ne vorrà e all'Universo tutto...

Il giorno prima, Silvia di spalle indaffarate con i preparativi!!! e così vi presento la mia cucina!!!
Il mio papiro ...
Che smorfiosa!!!


scorcio di tramonto verso le Prealpi Venete, lì dietro le Dolomiti poi...

La mia ABici ...in tipico stile ElenaSole...grazie Leo & C. 

domenica 6 novembre 2011

Autunno, colori e un contest

Adoro l'autunno.
Sono nata in autunno e ritengo di sentirmelo addosso proprio come stagione.
E' la stagione con i più bei colori che ci possono essere, le foglie esprimono il meglio di sè e poi improvvisamente si lasciano andare, l'avete mai notato? Questo loro dolce fluire nell'aria, si fondono con tutto ciò che c'è attorno. Ad osservarle ci si riscopre così lontani dalla natura, invece di farsi trasportare anche noi da questa fusione, tendiamo a spezzare queste leggi naturali. Ma la natura tutta assieme ci dimostra di quanta maggior forza ha e la miglior cosa è divenirne consapevoli e farne parte attiva, riconoscendo a rispettando il reciproco rispetto.

Una cosa che mi piace fare è godere delle foglie secche, di passeggiate sentendo il loro rumore sotto i piedi, il profumo di marciume di verde e rami spezzati. Dove vivo è un po' difficile addentrarsi in campagna aperta, ma anche il solo fatto di intraprendere qualche viuzza del paese iper-civilizzato mi fa sentire bene.
 E poi le giornate ahimè si accorciano e allora che fare? Nei miei pomeriggi liberi ho voglia di  portare i colori in casa e mettermi all'opera nella mia cucina. Mi fa stare bene. Sento che è quello di cui ho bisogno in questo periodo.
E così ottobre è iniziato mettendomi alla prova con la pasta madre: l'ho generata, la sto cullando, dà degli ottimi risultati e a breve la farò conoscere anche qui. Ora una pagnotta sta completando la sua lievitazione dopo che ieri ho rinforzato la biga legandola in un canovaccio e lasciandola lì stretta a soffrire. L'effetto è stato impressionante, rumoreggiava e si è talmente gonfiata che parti dell'impasto sono fuoriuscite da fagotto che avevo creato. Leggi naturali che mi affascinano e mi fanno riflettere: lì, nella fermentazione, l'uomo non ci può metter mano, sono forze che non possiamo proprio intaccare...
Dopo il pane,  è venuta l'ora della zucca: l'arancione nei  piatti è ciò che preferisco e  l'orticello del suocero ce ne ha regalate una svariata quantità! La cosa che mi piace della zucca è la sua genuinità. Con poche sementi recuperate da quelle mangiate l'anno prima, e gettate ai bordi dell'orto, vicino alle zone incolte, loro si lasciano crescere senza aver bisogno di essere osservate e curate. Sono così in simbiosi con tutto ciò che le circonda che è inevitabile che le ami, rappresentano la genuinità pura.
E stessa cosa con i kaki che stanno arrivando or ora ... sempre arancione e vitalità. quasi che la Natura non voglia scoraggiarci per l'arrivo delle basse temperature; è lì pronta a offrirci il meglio di sè con frutti che solo a vedere ci scaldano il cuore.

E così ieri, tra i miei vari esperimenti culinari di cuoca casalinga in erba, mi sono cimentata in questa pizza-non pizza fatta con il recupero della polenta fatta il giorno prima. E' di una semplicità unica, senza glutine, e un piatto unico  che sazia e porta il sorriso.
Gli ingredienti necessari sono:
- 500 gr di polenta del giorno prima
- 1 uovo felice
- gorgonzola a piacere
- zucca lessata
- sesamo
- olio d'oliva e sale q.b.

Stemperare la polenta in una terrina con un cucchiaio di legno, aggiungere l'uovo e creare un composto omogeneo. Lasciar riposare un'oretta, poi in una teglia da pizza, stenderlo aiutandosi di una paletta unta d'olio.
Stenderci sopra il gorgonzola a piacere, a tocchetti, e poi sopra il tutto la zucca lessata precedentemente resa in purea con un forchetta. Il tutto deve avere un aspetto rustico, non perdiamoci in dettagli, con la polenta ci si può abbandonare all'istinto!!! sopra il tutto una spolverata di semi di sesamo, un filo d'olio d'oliva e un'aggiustatina di sale!
Pronta per essere infornata, a 220 gradi per 20-25 minuti, poi grill per altri 5 minuti per creare un po' di crosticina e rendere il fondo più compatto.
Sfornare e abbuffarcisi sopra, subito, immediatamente come abbiamo fatti noi, e noncurante della foto così anti.estetica ve la propongo lo stesso! ^_^

E in vena di nuove conoscenze che sto facendo in rete, e invogliata dai mille contest che ci sono in giro, con questa ricetta partecipo al contest di Su le maniche!
Un gioco che voglio abbinare alla divulgazione della cucina vegetariana! come vedete, la semplicità e gli ingredienti a km zero non azzerano la creatività, anzi, sono buoni, riscaldano l'anima soprattutto fanno bene alla natura.
Non dimentichiamoci del rispetto reciproco...forse iniziando dalla tavola può essere un buon inizio per renderci maggiormente consapevoli....


domenica 2 ottobre 2011

Porro sapore d'autunno

Prima domenica di libertà...che faccio?
Beh, prima cosa pensare al relax. Non è proprio così automatico sciogliere le tensioni, ma almeno realizzare che ci si può arrivare a passettini è buona cosa.
In frigorifero ho ben poco, però pensavo di riproporre per pranzo questo piatto veloce gustoso e autunnale, che almeno l'autunno arrivi nel piatto! Sembra essere d'estate, qui la gente ancora va al mare, ci sono 28 gradi, si sta benissimo. Ma io sono una tipa stagionale: ad ogni equinozio e ogni solstizio cambio stagione e mi faccio coinvolgere da quello che vuole trasmettermi il tempo che scorre. Almeno qualche foglia cadere si vede, e lo stesso per i loro colori, che iniziano ad essere cangianti, giallo-rosso-marrone-giallo-verde scuro-rosso cupo...
Ritornando ai fornelli!
Veloce Veloce, questa ricettina gluten-free!
Premunirsi di un porro - io quello dell'orto profumato e saporitissimo - e affettarlo sottilmente. Cospargere di olio una pentola, metterci il porro, una manciata di uvetta e lasciar rosolare per 15 minuti aggiungendo dell'acqua per non farlo friggere. Poi unire del grano saraceno - per 2 100 grammi almeno - e con del brodo vegetale precedentemente preparato, cucinarlo a mo' di risotto. A metà cottura, dopo circa 10 minuti, unire 2 cucchiai di pistacchi tritati - io quelli di Bronte presi al VeganFest di Camaiore, già pronti tritati - e proseguire con la cottura. Quando si è raggiunto la cottura, mantecare con dell'olio di oliva, e poi inpiattare, cospargendo di altro pistacchio tritato!

Bontà assicurata!

Oggi per farmi un giretto nei dintorni, vado qui a Libri in Cantina, sarà un giro in solitudine mentre marito è via con la squadra di calcio....Quel che ci vuole, adoro starmene con i libri fai da me...con i miei tempi soprattutto...
E poi vi ricordo la settimana mondiale Vegetariana: INVITO  chi già lo è vegetariano/vegano che sia testimone,(non sono attivista, ma mi sforzo di essere parte attiva di quello che sento, e promuovo fai da me ^^, sempre e comunque durante tutto l'anno, con amore verso ogni essere). Mentre per chi non lo fosse ancora vegetariano/vegano  proponogo un "fioretto", almeno provarci, capire cosa significa e perchè, avere l'intenzione di amare la terra e la natura, un po' più di quello che si fa ^^. Non è uno sforzo, non è rinuncia e solo amore ^^

Buona domenica! E.

giovedì 4 novembre 2010

Il sole dentro

Oggi è una giornata tutta a colori, in particolare tinta di giallo ed arancione.
Questa mattina mi sono svegliata all'alba con in mente un sogno fatto di colori, in cui parlavo della terapia dei colori...una scia forse della cromopuntura, sta di fatto che non ne so assolutamente nulla, e nel sogno ne parlavo apertamente!
All'alba pregustavo già il sapore di una giornata da non dimenticare, con la felicità che riempie il cuore. E così è stato....ho vissuto piccoli momenti che ho sentito vibrare nel cuore, e dentro di me ringrazio chi me li ha fatti vivere, e alle sorprese ricevute... Ogni giorno trascorso così sarebbe da fermare, per assaporarne tutta la linfa a braccia e polmoni aperti.
Così a pranzo mi sono decisa a provare una ricetta indiana dal colore giallo, assaggiata sabato sera a Trento,,, stamattina solo al pensiero che avrei provato a farla avevo l'acquolina in bocca...
Si tratta di cavolfiori all'indiana, sinceramente la ricetta proviene da uno stato ben preciso dell'India, ma la mia poca predisposizione a ricordare insegne e luoghi fa sì che ho generalizzato il nome!
Gli ingredienti sono molto semplici:

- 1/2 cavolfiore
- 1 cipolla
- curry e prapika piccante in polvere
- un po' di margarina
- panna di soja o yoghurt
- sale q.b.

Pulire e mondare la cipolla, tagliarla finemente e metterla sul fuoco a soffriggere con la margarina. Dopo di che aggiungere un bel po' di curry e la paprika.
Tritare finemente le cimette del cavolfiore, e aggiungerle al precedente composto e cucinare il tutto aggiungendo ogni tanto un po' d'acqua. Dopo 5 minuti agigungere la panna di soja, non ce ne vuole molta, giusto per fare una cremina che poi si amalgamerà al cavolfiore cotto.
Proseguire la cottura per altri 10 minuti, aggiungendo l'acqua quando serve. Alla fine assaggiare ed eventualmente salare.
E il piatto giallo è pronto! ... dava l'idea di uovo strappazzato, con ingredienti tassativamente di origine vegetale, dal sapore speziato e piccante al punto giusto.
L'ho accompagnato a del riso lessato con poco sale, e non condito. Delizioso! Ce lo siamo divorati io e A. !


Il buio è già alle porte, ma il sole brilla dentro...

giovedì 7 ottobre 2010

I sensi dell'autunno

Le temperature di questo periodo più che aiutarci a sentire l'autunno, ci ricordano ancora l'estate, ma la natura non ci inganna.

Se ci guardiamo intorno i colori che ci appaiono sono quelli dell'autunno: le foglie iniziano a scolorire, giallo paglierino e arancione sono le sfumatura degli alberi, non ci sono più frutti negli alberi se non i cachi e le melegrana che stanno maturando caricandosi dell'ultimo sole che dà loro toni arancio e rosso.

Gli alberi inoltre ci vogliono avvisare che ci stiamo avvicinando alla stagione più fredda: si odono i loro brusii...le foglie che strusciano, e si sentono di più rispetto alle altre stagioni per la loro secchezza, diventano prive della linfa che attutisce il loro suono in primavera ed estate.

La mattina quando ci si alza, il canto degli uccelli non è lo stesso...si preparano pure loro alla stagione più fredda.

Gli odori iniziano ad essere meno solari: l'aria sa più di terra e umidità, ciò che l'orto ci regala proviene direttamente dalla terra, e non è frutto di qualcos'altro...pensiamo ai porri, al radicchio...e i loro colori quasi si incupiscono. Ma la gioa vien nel piatto, con la loro intensità di profumi che inebriamo il nostro palato....e probabilmente anche le nostre papille gustative si adeguano a questi sapori, iniziano ad abituarsi progressivamente alla nuova stagione.

Occhi, orecchie, naso e lingua percepiscono la nuova stagione e non da meno la pelle che si scolora, com'è giusto, e inizia a coprirsi: i primi brividi di freddo ci avvisano, così pure l'umidità che penetra le ossa...

Siamo parte della Natura, e per questo si ha il dovere e obbligo di adeguarsi ad essa...proteggere noi stessi significa anche occuparci della del mondo che ci circonda, proteggendolo e adeguandosi ai veri ritmi che esso ci dà. Evitare di imporre l'autorità umana ci porterà ad apprezzare maggiormente ciò che ogni giorno la vita ci offre mettendoci accanto al resto delle creature dell'universo.

Ogni tanto, fermarsi per ammirare dove siamo, è necessario. Fa bene a noi e tutti gli esseri viventi che vivono con noi.

giovedì 17 giugno 2010

Grigio Topo

Oggi vedo tutto grigio. Grigio topo.
Mi capita di osservare il mondo con i colori. E' una maniera per trovare le sfumature in quello che accade, e mi accade.
E oggi è grigio. Non c'è tepore dentro di me, -odio queste giornate!!!-, e anche fuori le nuvole passano veloci e quando si fermano sono così grigie che rilasciano tanta di quella pioggia da poter annaffiare il mondo da quanto forti sono.
Il grigio è un colore strano: è il mescolamento del nero, il lutto, la morte...e il bianco...il candore, il colore degli angeli, la gioa. Perciò una giornata grigia, è quella giornata in cui vedi nero, ma voresti il bianco. Oppure vedi il bianco, ma il nero sta lambendo contro di te.
Un colore che contrasta, che dipende dal lato in cui lo osservi...
...e oggi è una giornata grigio topo, di quelle che non vorresti mai che capitassero, perchè vedi quasi nero...di quelle pessimiste...
Magari, cerco di fermarmi per non sprofondare, e guardo verso il bianco.