Adoro l'autunno.
Sono nata in autunno e ritengo di sentirmelo addosso proprio come stagione.
E' la stagione con i più bei colori che ci possono essere, le foglie esprimono il meglio di sè e poi improvvisamente si lasciano andare, l'avete mai notato? Questo loro dolce fluire nell'aria, si fondono con tutto ciò che c'è attorno. Ad osservarle ci si riscopre così lontani dalla natura, invece di farsi trasportare anche noi da questa fusione, tendiamo a spezzare queste leggi naturali. Ma la natura tutta assieme ci dimostra di quanta maggior forza ha e la miglior cosa è divenirne consapevoli e farne parte attiva, riconoscendo a rispettando il reciproco rispetto.
Una cosa che mi piace fare è godere delle foglie secche, di passeggiate sentendo il loro rumore sotto i piedi, il profumo di marciume di verde e rami spezzati. Dove vivo è un po' difficile addentrarsi in campagna aperta, ma anche il solo fatto di intraprendere qualche viuzza del paese iper-civilizzato mi fa sentire bene.
E poi le giornate ahimè si accorciano e allora che fare? Nei miei pomeriggi liberi ho voglia di portare i colori in casa e mettermi all'opera nella mia cucina. Mi fa stare bene. Sento che è quello di cui ho bisogno in questo periodo.
E così ottobre è iniziato mettendomi alla prova con la pasta madre: l'ho generata, la sto cullando, dà degli ottimi risultati e a breve la farò conoscere anche qui. Ora una pagnotta sta completando la sua lievitazione dopo che ieri ho rinforzato la biga legandola in un canovaccio e lasciandola lì stretta a soffrire. L'effetto è stato impressionante, rumoreggiava e si è talmente gonfiata che parti dell'impasto sono fuoriuscite da fagotto che avevo creato. Leggi naturali che mi affascinano e mi fanno riflettere: lì, nella fermentazione, l'uomo non ci può metter mano, sono forze che non possiamo proprio intaccare...
Dopo il pane, è venuta l'ora della zucca: l'arancione nei piatti è ciò che preferisco e l'orticello del suocero ce ne ha regalate una svariata quantità! La cosa che mi piace della zucca è la sua genuinità. Con poche sementi recuperate da quelle mangiate l'anno prima, e gettate ai bordi dell'orto, vicino alle zone incolte, loro si lasciano crescere senza aver bisogno di essere osservate e curate. Sono così in simbiosi con tutto ciò che le circonda che è inevitabile che le ami, rappresentano la genuinità pura.
E stessa cosa con i kaki che stanno arrivando or ora ... sempre arancione e vitalità. quasi che la Natura non voglia scoraggiarci per l'arrivo delle basse temperature; è lì pronta a offrirci il meglio di sè con frutti che solo a vedere ci scaldano il cuore.
E così ieri, tra i miei vari esperimenti culinari di cuoca casalinga in erba, mi sono cimentata in questa pizza-non pizza fatta con il recupero della polenta fatta il giorno prima. E' di una semplicità unica, senza glutine, e un piatto unico che sazia e porta il sorriso.
Gli ingredienti necessari sono:
- 500 gr di polenta del giorno prima
- 1 uovo felice
- gorgonzola a piacere
- zucca lessata
- sesamo
- olio d'oliva e sale q.b.
Stemperare la polenta in una terrina con un cucchiaio di legno, aggiungere l'uovo e creare un composto omogeneo. Lasciar riposare un'oretta, poi in una teglia da pizza, stenderlo aiutandosi di una paletta unta d'olio.
Stenderci sopra il gorgonzola a piacere, a tocchetti, e poi sopra il tutto la zucca lessata precedentemente resa in purea con un forchetta. Il tutto deve avere un aspetto rustico, non perdiamoci in dettagli, con la polenta ci si può abbandonare all'istinto!!! sopra il tutto una spolverata di semi di sesamo, un filo d'olio d'oliva e un'aggiustatina di sale!
Pronta per essere infornata, a 220 gradi per 20-25 minuti, poi grill per altri 5 minuti per creare un po' di crosticina e rendere il fondo più compatto.
Sfornare e abbuffarcisi sopra, subito, immediatamente come abbiamo fatti noi, e noncurante della foto così anti.estetica ve la propongo lo stesso! ^_^
E in vena di nuove conoscenze che sto facendo in rete, e invogliata dai mille contest che ci sono in giro, con questa ricetta partecipo al contest di
Su le maniche!
Un gioco che voglio abbinare alla divulgazione della cucina vegetariana! come vedete, la semplicità e gli ingredienti a km zero non azzerano la creatività, anzi, sono buoni, riscaldano l'anima soprattutto fanno bene alla natura.
Non dimentichiamoci del rispetto reciproco...forse iniziando dalla tavola può essere un buon inizio per renderci maggiormente consapevoli....