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mercoledì 4 febbraio 2015

Ho realizzato un sogno!

In questi mesi di latitanza non sono stata ferma.
Non sono sparita e nemmeno ho deciso di mollare tutto.
Ho solo avuto poco tempo di scrivere e ho dato molte energie a un altro progetto.
Il sogno a cui ho dedicato anima e corpo negli ultimi anni si è realizzato:
ho aperto il mio studio di Naturopatia!

In tempi in cui il pessimismo regna sovrano e in cui molti mi hanno scoraggiato, ho avuto la forza di prendere a braccetto le mie paure per affrontare questa avventura in cui credo molto.

Ci credo perchè amo la Natura. E questo è il primo principio.
Sarà un dogma difficile da trasmettere: oramai la società in cui viviamo si è impoverita di quei valori semplici che sono strettamente legati alla vita naturale. A tutto viene dato un valore in termini di denaro, e questa mercificazione delle emozioni sta indebolendo l'uomo. L'uomo che si sente padrone e vincitore in questa terra; la sfida è alla base dei suoi giorni (basti vedere: statistiche, "mi piace", programmi tv di gare e confronti, corsa al podio a lavoro, tuttologia a non finire) mentre la profondità, quell'occhio interiore che tutti abbiamo e dovremmo sfruttare, viene dimenticato.
Io sto dalla parte di quell'occhio dimenticato.
Non intendo consigliare di andare a vivere nelle caverne tibetane.
Ma trovare giovamento da un tramonto in riva al lago, beh ... questo aspettatevelo!
Passate a trovarmi anche nel mio blog dedicato alla naturopatia!




martedì 7 gennaio 2014

Segreto dell'anno.


Mi vengono benissimo le liste dei film visti, dei libri letti, delle frasi che mi sono piaciute, delle canzoni che preferisco, dei gruppi musicali che adoro.
E mi vengono molto bene le scatole dei ricordi dove metto biglietti d'auguri, ritagli di giornali, e volantini di manifestazioni che mi sono piaciute, e la raccolta delle cartoline e dei biglietti da visita dei ristoranti che fanno vegetariano e mi trattano umanamente. E le liste degli invitati ai mega pranzi che organizzavo (nel 2013 ho saltato!) con amici e dei menù, e le liste dei desideri dei libri che vorrei leggere, che di compleanno in compleanno cerco di mettere tra le mani di mio marito, (che si dia da fare, perdio! è un p.r. poco attivo a riguardo!) per poi ricevere montagne di sciarpe e foularini.

Raccolgo e catalogo, un disordine nel mio ordine sistematico, che poco sa di pragmatismo, ma molto di labirinti e incastri visivi.
Ma la cosa che mi viene meglio sono le emozioni: quelle che catturo e faccio mie per tutta la vita. E diventano reali quei momenti in cui solletico il corpo e ogni mio senso mi fa  riprovare l'esatta emozione vissuta tempo addietro...
...e rapisco gli odori, li abbino al momento e ne godo i benefici quando li risento...

Ed è per questo che tengo ancora un pigiama di mio papà, nel fondo dell'armadio e me lo annuso...c'ha lo stesso odore di anni fa, quando di anni ne avevo 17...

Quindi per questo 2014, un segreto da svelare e vi sentirete liberi e appagati. Avanti il prossimo, gli passo il testimone.

lunedì 19 agosto 2013

Cose da buttare

Consapevolezza, cara consapevolezza.
In questo agosto ho raggiunto una conclusione, molto ovvia, ma molto vera e nascosta dietro le apparenze e dentro le case di ognuno di noi.
Il possesso, l'attaccamento alle cose, il consumismo sfrenato, l'avere più che l'essere.
Armadi zeppi di cose, indumenti, scarpe, prodotti di ogni tipo, stoviglie, pentolame e suppellettili di ogni tipologia e per ogni occasione. Non sfugge nulla al radar del possesso.
Ma cosa ce ne facciamo di tutte queste cose che riempiono i nostri spazi ? E come facciamo a usarle tutte contemporaneamente?
Non me ne sono mica resa conto subito, ma ho innescato un meccanismo che mi fa cercare ogni giorno qualcosa di cui sbarazzarmi. Ho iniziato dall'armadio e sto accumulando una pila di cose che non uso che passerò a una famiglia disagiata che vive vicino a casa di mia mamma. Non si tratta di fare il cambio dell'armadio, ma di una scelta vera e propria: obbiettivamente non riesco a utilizzare tutto quello che ho in una sola volta e  spesso inceppo in acquisti di qualcosa che ho già, senza attenderne l'obsolescenza.

Dopo l'armadio toccherà alla dispensa, alla credenza, al sottoscala. 
Mi sbarazzerò di quello che non uso, oppure userò e sfrutterò ciò che avevo dimenticato. (capita anche questo, soprattutto nella zona dispensa dedicata ai cereali ;)  ).


Bisogno di pulizia? Beh, forse sì. Mi sento pesante, le cose mi pesano, il consumo e il consumismo mi pesano. Mi pesano e mi sporcano. E invece ho necessità di essere leggera, libera da ogni costrizione sociale, data anche dalle cose.
Beh, quindi, dopo questo pout-pouri ... Veniamo alla domanda del giorno: quante cose e quali sono le cose che ci insozzano la vita e ci appannano dai nostri reali bisogni?



giovedì 18 luglio 2013

Mandela Day



Ci sono diverse forme di attivismo che approvo e seguo.
Una di queste è rappresentata da Nelson Mandela e dal suo coraggio.
Nella giornata del Mandela Day, un segno musicale che a me riscalda il cuore, e riporta dolci ricordi di un Sole che iniziava ad avere una coscienza cosmica.

mercoledì 17 luglio 2013

Trascuratezza, parliamone.

Scrivo meno, penso di più.
Questo è il senso di questo periodo. Arriva luglio e le riflessioni non mancano. Mentre gennaio diventa il mese nero, luglio si trasforma nel mese delle riflessioni.
E delle paranoie. E delle incazzature.

Ciò che mi preme di più è il senso del sentirsi trascurati. Mi hanno insegnato a darmi al 100% nella vita, liberamente e sfrontatamente. Probabilmente è un aspetto di gratitudine verso il mondo che i miei genitori, in particolare mio papà, hanno voluto trasmettere, diventando me medesima, "merce" nelle contrattazioni amicali, relazionali  e lavorative. Dove c'è un raggio, c'è Sole.
Questo darsi incessantemente, spesso inceppa. E questi sono i casi più frequenti dell'inceppamento. Che tradotto significa: statemi alla larga.
- l'Io di più. La grande moda social, quella della condivisione sociale, di quel che si fa, legge, visita. Tutti grandi esperti, pochi gli intenditori. Tutti grandi luminari, pochi gli illuminati. Consigli dispensati a go-go, L'Io  che mette mi piace a tutto, ma è pronto a criticare tutto. l'Io che non ascolta altro che la propria ragione e vuole che tu sia il suo adepto. Si tratta dell' Io "che faccio di più di te", che "piaccio alla gente più di te". L'Io che "mi faccio i cazzi tuoi, ma non mi ricordo nemmeno più la tua voce".
E' l'Io più superficiale che esiste, eppure il più famoso e diffuso.

- entusiasmo, schiaccia entusiasmo. Ovvero quando chi ti vuole schiacciare,  usa l'entusiasmo, smorzando il tuo, criticandolo e reputandolo debole, insignificante, illogico, storpio, difficile. E si prodiga ancora di più, per emergere. Spesso è l'ego altrui che agisce, con una pizzico di gelosia e una manciata di invidia. Quando cozza con me. Bum, sparisco.

- il fancazzismo. Ovvero quando inceppi in rapporti in cui devi costruire tutto da solo. E l'altro/a sta passivo ad aspettare. O almeno, così te la dà a pensare: sotto sotto, il piano sornione è costruito ad arte,  per spremerti fino all'ultimo. Tipico del mondo del lavoro: le soluzioni sono abbandonare il lavoro  o un pestaggio. O la vendetta. (ultimamente opterei per opzione 2... )

- il senso di colpa.  Il grande dogma nascosto della Chiesa, usato ad hoc dai migliori mancati preti e suore. Chi lo usa sa è essere spietato,  per sfruttarti e sfinirti. Perchè sa che la leva è usare la tua immensa gratitudine.

Ora ditemi voi, ce ne sono altri casi, di spietati e altamente usati?
Che sto perdendo il senso dell'orientamento in questo luglio caldo e avvilente.

Di una cosa sono certa: la mia riflessione nasce da un fatto. 
Il mio essere Sole non ammette trascuratezza, pena l'oscuramento del pianeta tutto. E non ammette di essere trascurata.
E domenica scorsa l'ho capito, mentre ero appesa alla corda, arrampicando la parete ovest delle Cinque Torri: per un attimo ho perso la fiducia del mio amico, a cui ero legata,  che si era distratto in chiacchiere. 
Eh no, cazzo, questo non si fa!

mercoledì 10 luglio 2013

Polvere di caffè

Che fastidio.
A tanti capita di infastidirsi con lo stridore del gesso alla lavagna.

A me capita con i granellini del macinato di caffè, la polvere di caffè come dico io. Si insidiano tra le unghie, stridono sulle mani, e l'aroma da aulica che è quando li si annusano, diventa puzza nelle mie mani.


...e nonostante tutto, manco io ci riesco a rinunciarci...al caffè, e al voto. ;)

sabato 29 giugno 2013

Somiglianze apparenti






"I was thinking about what a friend had said

I was hoping it was a lie
Thinking about what a friend had said
I was hoping it was a lie" 


Neil Young - After the gold rush





Sono giorni tutti uguali. Un matrimonio a Como, molto lavoro, tosse e raffreddore che non se ne vanno, divano, un libro e pc, due concerti (belli e intensi nonostante i 17 gradi, non confortanti all'aperto).
In questa settimana che è emotivamente altalenante. Gioia, malinconia, malinconia, gioa.
Martedì sono diventata zia, una bellissima Aurora è entrata nella mia vita. Ancora non mi capacito...osservarla e scovare quelle somiglianze che speri ci siano e provare una tenerezza immensa nel cogliere ogni sua piccola smorfia. Ti ci rivedi e vai a sfogliare l'album di quand'eri piccina per vedere se effettivamente è così. Piccole illusioni e speranze. Eppure il bello è nascere nella propria unicità, senza per forza dover assomigliare a qualcuno e esserne l'ombra.
Ed è un po' il casino che fanno i genitori, tra i vari condizionamenti che inculcano da piccoli, c'è pure quello dell'assomigliare a tizio e caio, sortendo un allontanamento dalla propria Essenza.
Pura apparenza.



mercoledì 26 giugno 2013

Istinto e giudizio: parliamone


"Non ascoltare sempre le autorità esterne, non andare sempre in cerca dei pareri altrui. Diventa più indipendente, diventa più sensibile e dà minor spazio ai tuoi pensieri.

Guarda una rosa e non ripetere come un pappagallo: “Che bella!”. Forse è solo un’opinione, qualcosa che gli altri ti hanno detto. Fin dall'infanzia hai sempre udito tutti che dicevano: “La rosa è bella, è un fiore speciale!”. Perciò, quando vedi una bella rosa, ripeti semplicemente come un computer: “Che bella!”. È davvero una tua sensazione? È una tua sensazione interiore? Se non lo è, non dire niente.

Guarda la luna e non dire: “Che bella!”, a meno che non sia una tua sensazione interiore. Rimarrai sorpreso nel sapere che il 99% delle nozioni stipate nella tua mente è formato da concetti presi in prestito da altri. In questo 99% di nozioni accumulate, di pattume inutile, è andato perso, è annegato l’1%: il tuo intuito.

Lascia perdere tutto il tuo nozionismo, riscopri il tuo intuito! Solo grazie al tuo intuito conoscerai il divino.

Gli esseri umani hanno sei sensi: cinque sono esterni e ci raccontano il mondo. Gli occhi vedono la luce. Le orecchie odono i suoni: senza l’udito non conosceresti i suoni e così via. Poi hai un sesto senso, l’intuito, che ti mostra chi sei, che ti dice qualcosa di te stesso e della sorgente suprema delle cose. Devi riscoprire questo sesto senso.

La meditazione non è altro che la scoperta del tuo intuito.

Nel mondo la paura più grande che affligge l’essere umano è la paura dell’opinione altrui. Nel momento in cui non avrai più paura della folla, non sarai più una pecora, diventerai un leone. Dal tuo cuore scaturirà un ruggito, il ruggito della libertà.

Il Buddha l’ha chiamato proprio così: “Il Ruggito del Leone”; quando un uomo raggiunge lo stato di assoluto silenzio, ruggisce come un leone.

Per la prima volta puoi conoscere la libertà, poiché ora non hai più paura dell’opinione di nessuno. Non ti interessa più ciò che la gente dice di te. Non importa che ti definiscano santo o peccatore: Dio è il tuo unico e solo giudice. E con il termine Dio non si indica una persona, ma l’intero Universo.

Il problema non è affrontare una persona; devi entrare in contatto con gli alberi, i fiumi, le montagne, le stelle, l’intero Universo. E questo è il nostro Universo, noi tutti ne siamo parte; non dobbiamo averne paura, non dobbiamo nascondergli niente. Di fatto, anche se tentassi di nascondere qualcosa, non potresti farlo; il Tutto lo conosce già, il Tutto ti conosce più di quanto tu conosca te stesso.

Il secondo punto è ancora più significativo: Dio ti ha già giudicato. Non è qualcosa che accadrà in futuro, Dio ti ha già giudicato. Quindi sfuma anche la tua paura del giudizio divino. Non ci sarà un grande giorno del giudizio finale: non devi affatto tremare.

Il giudizio è già accaduto all’inizio, nell’istante in cui ti ha creato. Dio ti ha giudicato. Ti conosce, sei una sua creatura. Se andrai a finire male, non sarà colpa tua: il responsabile è il divino. Come potresti essere responsabile tu? Non ti sei creato da solo. Se dipingi e sbagli qualcosa, non puoi incolpare il dipinto del tuo errore: sei tu, in quanto pittore, il responsabile.

Pertanto non devi aver paura della folla o di un Dio immaginario che, alla fine del mondo, ti chiederà conto delle tue azioni e di ciò che non hai fatto. Il divino ti ha già giudicato, il suo giudizio è già accaduto: è un fatto significativo; in questo caso tu sei libero. E nell’istante in cui scopri che hai la libertà di essere te stesso, la tu avita comincerà ad avere una qualità dinamica. La paura ti incatena, la libertà ti dà le ali.

Osho"

Queste parole le ho lette lunedì sera a mia mamma. A me piace leggere ad alta voce e condividere.
Mi basterebbe che venisse compresa una minima parte di quello che volevo trasmetterle, soprattutto i concetti di paura del giudizio, quello della libertà e quello dei pareri (legato all'intuito).

Perchè essere dei caproni che inseguono la massa porta a non dover esprimere quello che sentiamo veramente. Una grande costrizione, una mancata espressione di noi stessi, una grande limitazione all'espressione di sè stessi e alla curiosità.
C'è chi legge testi di questa intensità e non comprende dove possono essere applicati, magari c'è chi pensa che siano pensieri troppo evoluti. Eppure la quotidianità ci dà casi molto concreti dove possiamo fare allenamento ;) Eccovi un esempio. Quella stessa sera mi è successo di alzarmi da uno spettacolo di cabaret, quello di Sgrilli e Migone, ospiti (e pubblico non pagante) in una Festa qui in provincia di Treviso... (e non voglio pubblicizzarla, ok???), perchè mi stavano facendo perdere tempo, mi irritavano, lo spettacolo era inconcludente, povero e tutti ridevano a comando e io non mi divertivo. Sono stata libera di scegliere. 

Ditemi, e voi ci riuscite a seguire il vostro istinto? A scrollarvi di dosso quello che la gente pensa di voi? 
Questa tematica mi incuriosisce, dai ... non siate timidi ;)

venerdì 21 giugno 2013

Ricorrenze del solstizio

Stamattina Lea è venuta in ufficio.
Pearl Jam nel loro "take your dog to work"
Si è fatta largo, ha oltrepassato la porta dell'ufficio, ha oltrepassato la scrivania, ha raggiunto la mia sedia, e si è accovacciata alla mia destra, vicino agli scaffali.
Lea è la cagnolina di un mio cliente. Una bastardina rossa, con un ventre gonfio e un musetto dolce e ruffiano.
Questo episodio cade giusto in questa giornata, chiamata take your dog to work day, che invita aziende e dipendenti a poter dare la disponibilità di portare a lavoro i propri cani ma anche con l'auspicio di poter sensibilizzare alle adozioni di cani.
A mio avviso, per evitare di considerarla unicamente un'americana, è bene cogliere consapevolmente il significato che vuole trasmetterci una ricorrenza del genere. Avvicinarsi al mondo animale credo sia una delle migliori cose che il nostro essere "umani" possa dimostrare: loro vengono da noi, come noi da loro, uno scambio reciproco.
Coincidenza che fa combaciare questo giorno con il solstizio d'estate.
Buoni festeggiamenti nella festa del Sole.
Il mio augurio? Uno dei miei mantra...
Sensibilità, amore e consapevolezza vi (e mi) accompagnino...

lunedì 17 giugno 2013

Come di venerdì 14

Volevo ricordare Nazim Hikmet, il rivoluzionario romantico, in queste giornate in cui i nostri occhi sono puntati sulla Turchia, le sue parole ritornano in mente vorticosamente...
Ho scelto questa, che un po' mi rappresenta in questi giorni così pieni di sole, serenità e vita ...


Mosca, 1956

C'è un albero dentro di me
trapiantato dal sole
le sue foglie oscillano come pesci di fuoco
le sue foglie cantano come usignoli

è un pezzo che i viaggiatori sono scesi
dai razzi sul pianeta ch'è in me
parlano una lingua che ho udito in sogno
non ordini non vanterie non preghiere

in me c'è una strada bianca
le formiche passano coi semi di grano
i camion passano col chiasso delle feste
ma il carro funebre - è proibito - non può passare

in me il tempo rimane
come una rossa rosa odorosa
che oggi sia venerdì domani sabato
che il più di me sia passato che resti il meno
non importa.







mercoledì 12 giugno 2013

Arriva Sole

.... "io cerco boschi per me, e vallate col sole più caldo di te..."  (Conte/Virano/Pallavicini)



con queste parole che mi accompagnano...mi assento per qualche giorno ...

Intermezzo musicale :)



giovedì 6 giugno 2013

"Non è un rivestimento di superficie" ...

Si parla di bellezza.
Tematica soggettiva e intima, ma di grande attualità.
La bellezza che viene propinata è esclusivamente estetica: il bello visivo, che piace con gli occhi, che è armonioso alla vista. Un piacere che dall'estetica visiva poi raggiunge il resto dei sensi.
Stop. Limitato a l'incartamento esteriore di tutto ciò che c'è attorno a noi.
E così, tanto per raccontarla, martedì vengo convocata da un nuovo consulente che da poco collabora nell'azienda dove lavoro, (che stima le donne, come si stimano i propri calzini), e mi parla di bellezza ed estetica, di mostrare e che si vende quello che gli altri vedono, di brand e stylist, blaBlablaBlablaBla...
Non sapevo se indignarmi o incassare il colpo. "Perchè capita a me ???" Lo ascoltavo e nel mentre mi sono venute in mente delle parole di Erri De Luca, tratte da suoi scritti inediti, in appendice al suo racconto / sceneggiatura del "Il turno di notte lo fanno le stelle",  che Edoardo Ponti ha trasformato in un interessante e molto intenso corto.
Le parole di Erri De Luca, sono tratte dalla "Conversazione Erri-Nives, Pietro Romano", ovvero Nives Meroi, Pietro Dal Prà e Romano Benet, tre famosi alpinisti.

"Per me la bellezza non è un rivestimento di superficie,
 è proprio la natura, la materia di cui sono fatte le cose.
 La natura esiste perchè ha questa forza di bellezza dentro.
 Io vengo da quel golfo di Napoli che è il più celebrato per la sua formula della bellezza 
tra i più belli della storiai e della geografia del mondo.
Bene, quel golfo è stato cesellato da catastrofi, vulcani, eruzioni, terremoti ...
questa è la forza della bellezza.
E' come una forza compressa, poi in superficie può affiorare come un sorriso,
però dentro tiene questa potenza creatrice e distruttrice
 che si infischia di noi.
Noi siamo delle persone che andiamo a infilarci dentro
questa bellezza."




E queste  sagge  parole arrivano a salvarmi dalla rabbia, e passa tutto.
Grazie alla Bellezza. Alla vera Bellezza.


sabato 1 giugno 2013

Deeper and deeper: "La grande bellezza"

Rimugino da giorni. Per me è così, riesco a farmi tarlare la mente, da pensieri e ossessioni silenziose. Qualcosa mi stupisce, e lo elaboro e lo analizzo e lo sogno e lo confronto con la mia realtà e lo annoto e lo seziono come un chirurgo.
E a tal proposito, da lunedì scorso, accade che sto sviscenrando "La grande bellezza" di Sorrentino.

"La grande bellezza" è ambientato a Roma, salotti, lusso, palazzi, vite altolocate. Una Roma che viene presentata in una giornata di sole (mai una nuvola, comunque e nonostante tutto, eh!?!!!), alle prime ore del giorno. Tutto sembra rinascere, pace e silenzio, anzi un' eterea musica si innalza (I Lie di David Land interpretata dalla Torino Vocalesemble).
E poi l'irrompere in una festa frastornante, in una terrazza della Roma bene, dove alcol, ballo, sesso ed esibizionismo sono esaltati rispetto a quello che si possa immaginare. Mi colpiscono, in questa festa, delle donne che si spogliano in una vetrina, alternate ed isolate, dove ad accompagnarle c'è una musica diversa da quella che c'è all'esterno. Donne che si osservano riflesse sul vetro della vetrina che le mette in mostra, ogni loro minimo gesto è calcolato e si esaltano per questa dimostrazione di sé stesse, il loro corpo che con atti precisi e calcolati inizia a denudarsi.
Il frastuono viene interrotto dall'inizio della trama del film, che vede Jep - Toni Servillo - personificare questo esaltato dei migliori salotti di Roma, che come unico scopo della vita, vede la propria supremazia sociale.
La trama del film gira attorno a lui, alla sua vita, al suo camminare, alle sue giacche, alla sigaretta perennemente appoggiata alla bocca, al suo sorriso sardonico, alla sua falsità e alle vicissitudini che si intrecciano con il resto di personaggi che lasciano un ricordo di pura apparenza.
In due ore i sbadigli non mi  mancano. Ma l'attenzione è viva e presente.
E me ne ritorno a casa, con un database di ricordi, immagini, frasi, musiche, espressioni che mi tormentano.
Caspita, Sorrentino ha colpito !!?!?!????!!!!!!!!
Non mi sono divertita, eppure ha lasciato il segno. Fosse questo il suo obbiettivo??? Spiattellarci i giorni nostri sul grande schermo senza alcun  giudizio, se non il nostro ???

Questi i particolari  che mi hanno stuzzicato di più, e le domande che mi rimbombano ancora in testa ... 
- il silenzio, Roma avvolta dal silenzio. Non ci sono clacson, urla. Si vede e sente spesso lo scrosciare dell'acqua, quella delle fontane e delle piscine... silenzio che accompagna i momenti di riflessione, i ricordi del passato, i lutti.
- la luminosità, sole, tanto sole e anche la luna e le candele. Diciamo che nelle scene di buio mi hanno colpito i fasci di luce. Le tenebre e avvolgono la luce, bellissima metafora dei nostri tempi.
- la bellezza della Roma monumentale, palazzi e case, statue e quadri che contrasta con questi goffi personaggi che si atteggiano, che si fanno di coca e botox. Cos'è il bello quindi?
- la critica alla Chiesa, cardinale con la croce d'oro, e la santa con quella di legno. Una chiesa vicina ai salotti, e i salotti vicini alla chiesa, in una sorta di orgia mistica. La suora che va a farsi di botox alla mano (per un problema di iperidrosi alle mani  e  ...io sono anche maliziosa, uff... ) e che poi se ne va in pellegrinaggio dalla santa.
- la falsità, dalle apparenze a quella studiata per le circostanze, vedi l'episodio del funerale (qui i miei nervi sono saltati, ricordi che sono risaltati alla mente, fotogrammi di visi conosciuti, episodi da orticaria immediata).
- la giraffa, che l'amico illusore fa sparire e dice "è solo un trucco". Quale trucco? Le maschere che si posano su quelle facce? L'illusione di un attimo, o quella di una vita?
- le radici, sono i propri piedi, e quelli rimangono il legame con la nostra essenza. Le radici che radicano il proprio corpo a un luogo, a una circostanza e alle persone. 

Tocca esserci in una società di questo tipo. Anche se non so darmi tutte le risposte (oppure non voglio ammetterlo, chissà...) e anche se non mi ci immedesimo, la osservo accanto a me... faccio il mio meglio per mantenere la mia entità, non farmi sopraffare da quanto mi stanno costruendo accanto e attorno, dai condizionamenti sociali, dalle mode e dalle false verità mediatiche...

E Madonna nel 1992...cantava Deeper and deeper ...


martedì 28 maggio 2013

1993 - 2013 Fahrenheit 451 ritorna tra le mie mani

"Siete felice?" domandò.
"Che cosa? Sono che?" gridò lui di rimando.
Ma la ragazza se n'era già andata , si allontanava correndo nel chiaro di luna. s'udì la porta della sua casa chiudersi dolcemente.

Odora di vent'anni di vita, l'edizione del 1993, forse uno dei primi libri impegnati che acquistai all'età di 14 anni e mezzo..."Fahrenheit 451" di Ray Bradbury. Ho ricercato quel libro dopo la visione del film omonimo di Truffaut. Il caso (?), mi ha messo tra le mani questo dvd nella parte dedicata al cinema della libreria dove mi rifornisco, e non si staccava, lì tenace attaccato a me, inevitabile acquistarlo.
La sera stessa l'ho visto...e subito dopo sono corsa  a frugare tra i miei libri, ed è stato una forte emozione scoprire che l'avevo datato (lo faccio tutt'ora), e che probabilmente l'avevo prestato ad un'amica, una mia compagna delle superiori che poi finì per sposare il mio migliore amico con cui ho diviso momenti di vita tra le elementari e le superiori. Quello che mi conficcò una penna stilografica sul dorso mano al corso pomeridiano di inglese, creando il mio unico tatuaggio, un punto blu. Quell'amico di cui ricordo la faccia quando si presentò a casa mia nel momento più brutto della mia vita, abbracciandomi goffamente, in quella sfida con la morte, che a quell'età è complicato gestire: rimane un ricordo indimenticabile.
Non ricordavo di averlo prestato, ma nella prima pagina ho trovato queste righe scritte in matita da me, "Ciao Ely! Buona lettura, anzi, buone vacanze. Rifletti bene, non lasciare la nostra classe, sarebbe una grossa perdita. T.V.B. ElenaRossi" (essere tre Elena in classe era complicato, pertanto io risultavo la Rossi e lei Ely...e l'altra lasciamola perdere). I libri raccontano storie, sono il frutto di menti come le nostre, che con pazienza e dedizione ci raccontano qualcosa, lasciano ricordi indelebili tra le loro pagine, tracce di vita ed emozioni. A nostra volta risfogliandoli si riscopre quello che avevano suscitato in noi, tracce di quello che eravamo e di come siamo evoluti. Osservare la propria biblioteca che cresce è come sfogliare un vero album di fotografie...
"Fahrenheit 451", film e libro, sono da leggere e vedere, attuali come non mai. Quelle immagini con gli occhi di essere umani del 2013 fanno riflettere molto: si immagina il futuro prossimo, con la possibilità che venga tolta anche la lettura, una  cultura  monopolizzata. A me l'idea dà i brividi, e credo che l'idea dell'esilio in boschi sperduti possa diventare reale se una cosa del genere dovesse accadere...
La storia non ve la racconto, spero proprio di aver solo stimolato una rilettura e rivisione...

 "E se leggere fosse proibito?"

domenica 26 maggio 2013

No alla vivisezione.

Odio i centri commerciali.
Non ci vado quasi mai. Ma vivo nel paese del più vecchio (così dicono ma non ne sono certa) centro commerciale del Veneto. Quindi, ogni tanto ne usufruisco.
Ancor peggio è rivolgermi al centro commerciale di sabato (di domenica ASSOLUTAMENTE MAI). Rientrata il venerdì sera dalle vacanze, necessitando delle lenti a contatto, c'ho fatto una capatina sabato pomeriggio. E così c'ho rimediato puro la matita per gli occhi, color bianco. (persa tra i vari traslochi di  B&B in B&B in Sicilia, mi trucco molto poco: matita nera o bianca, velo di rossetto per invecchiarmi, se necessario).
Scendendo dalle scale di "servizio", ovvero quelle a gradini che nessuno fa, impilandosi dolcemente  e pigramente sulle scale mobili, mi sono imbattuta nel gazebo dell'ENPA, Ente Nazionale Protezione Animali, sezione di Treviso.
Raccoglievano le firme per la Petizione al Parlamento Europeo contro la Vivisezione.
Ero lì, m'ero ripromessa di farlo on-line questo passo, e quindi essendoci di persona ho lasciato i miei dati e firmato.

Ci sono altri accorgimenti da attuare: vi invito a leggere la pagina di NoVivisezione, in particolare quella relativa a "Cosa puoi fare tu". C'è ancora molto da fare, piccoli accorgimenti quotidiani, attenzioni da seguire nei nostri acquisti, nell'uso dei farmaci, nelle scelte etiche.
Costringiamoci a farlo, poi diverrà la nuova abitudine.
Se crediamo in qualcosa, agiamo. Se non vogliamo esporci troppo, agiamo nel nostro piccolo.
Sarà una sola goccia, ma tante gocce cosa fanno ???

domenica 19 maggio 2013

Esuli parole...

Le onde cullano i miei sensi...i miei pensieri vagano...
...cosa sarebbe il mondo se il "potere" fosse più femminile ? Ci sarebbero guerre, omicidi, minacce? Una donna potrebbe trasformarsi in un dittatore, genocida, mitomane di sé stesso? Potrebbe un uomo sottostare a una donna?

...dalla Sicilia questi pensieri si fanno largo, mirano a un mondo migliore, a l'uguaglianza che dovrebbe pareggiare le diversità, positivamente...

domenica 12 maggio 2013

Ricorrenza. Punto.

Volevo condividere. E testimoniare.
A maggio festeggio sempre una ricorrenza molto importante e significativa nella mia vita, che è legata a delle scelte molto forti che decisi di prendere per me e solo per me.
Era il mese di maggio del 2006 che presi la decisione di non mangiare più carne e di non assumere più medicinali. Scelta radicale, legata a continui mal di testa che mi opprimevano ogni volta che mangiavo proteine animali, provocandomi giornate difficili da affrontare e a volte abuso di pasticche (per me abuso voleva dire due capsule al giorno). Significò intraprendere la strada più vicina alla mia vera indole e in modo naturale, per allontanarmi sempre più dall'ideale di uomo che la società moderna sta creando, e aggrapparmi a ciò con cui mi sento più affine perchè ne sono parte consapevole, la Natura.
Fu l'inizio di un nuovo percorso di vita, tante cose sono successe e cambiamenti profondi e radicali sono avvenuti in me. 
Queste scelte sono state tutte positive, ma la percezione dei  propri sensi è la qualità maggiore che ho riscoperto, e la auguro a chiunque. 
Si dice sensibilità quando ci si trova di fronte qualcuno che sa essere empatico, comprensivo, che ci abbraccia anche se senza farlo, ma ce lo fa capire anche solo con uno sguardo o un sorriso, o una parola detta o scritta. E sensi-bilità quindi diventa l'abilità a usare i propri sensi, quelli esterni e quindi quelli che si manifestano verso e con l'esterno, ma anche quelli interiori, ad esempio l'ascolto interiore, la visione interiore... 

E così immersa nei miei sensi, vi lascio con questa coccola, solo  perchè mi scioglie letteralmente e ne abbiamo bisogno un po'  tutti di tenerezza, in attesa di cieli stellati ...



venerdì 10 maggio 2013

Intermezzo musicale




"Looks like your bleeding heart has already won
I wish I could take it away
And save you from yourself
You get so lost inside your head Like no one else"

 


Vorrei proprio riuscire a trasporre i miei pensieri. Ma forse mi viene più semplice trovarli nel testo di una canzone oggi.
E poi, quando un batterista come Taylor Hawkins, suona e te le canta così...  


giovedì 9 maggio 2013

Sogno a colori, incontri e profumi...

Primo giro in bici della stagione, e cosa mi imbatto?
In una bestiolina così tenera e docile che mi guardava. Mi aggiravo in una stradina di campagna, dove sono certa sia nata una delle mie bisnonne paterne, e mi ha sorriso.

Nel contempo, un profumo mi ha accompagnato in gran parte del tragitto che ho fatto: uno sguardo in alto, ed ecco svelato il mistero, i fiori di acacia.
Dalle mie parti l'acacia ha ben tre nomi dialettali a seconda della zona: gasia, gadia e robina. A seconda che tu viva di qua o di là del Piave, le differenze dialettali si fanno molto marcate, ma per questa pianta il tutto si accentua, curioso, no?

Si è trattato del mio primo giro in bicicletta della stagione. Mi sono voluta scrollare di dosso un po' di malinconia, data da una brutta notizia ricevuta, da una insoddisfazione lavorativa, da un sentirsi completamente inadatta a ricoprire ruoli ed etichette ... il movimento scuote, fa pensare ad altro, allontana e permette di starsene un po' con sè stessi.
Così  la bici è il rimedio della giornata, assieme  al sogno che ho fatto stanotte, che si è poi materializzato nelle parole della mia amica Roby, che prima mi ha detto che avrei bisogno di un  gatto rosso, che porta bene, e con me ci starebbe divinamente, sono magici! E stanotte,  il gatto che dormiva sul mio fianco, avvolgendomi la schiena era proprio rosso.

sabato 20 aprile 2013

Incazzosa nevrosi.

Signori.
Cambiamento: è questo che pretendo da cittadina,che crede nel presente per costruire un futuro credibile e vivibile nel nostro paese.
La riconferma di Napolitano è la corruzione del'intero sistema politico.
Politica che non esiste più, quella studiata nei libri, che formava gli uomini, che forniva gli ideali.
Esiste un sistema, creato ad hoc, che prende in giro tutti gli elettori. Un sistema di corruzione, di accordi, di esaltazione economica, lo sappiamo e comprendiamo tutti.
Ora l'impotenza, da cittadina, mi impone una crisi di incazzosa nevrosi.