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martedì 7 gennaio 2014
Segreto dell'anno.
Mi vengono benissimo le liste dei film visti, dei libri letti, delle frasi che mi sono piaciute, delle canzoni che preferisco, dei gruppi musicali che adoro.
E mi vengono molto bene le scatole dei ricordi dove metto biglietti d'auguri, ritagli di giornali, e volantini di manifestazioni che mi sono piaciute, e la raccolta delle cartoline e dei biglietti da visita dei ristoranti che fanno vegetariano e mi trattano umanamente. E le liste degli invitati ai mega pranzi che organizzavo (nel 2013 ho saltato!) con amici e dei menù, e le liste dei desideri dei libri che vorrei leggere, che di compleanno in compleanno cerco di mettere tra le mani di mio marito, (che si dia da fare, perdio! è un p.r. poco attivo a riguardo!) per poi ricevere montagne di sciarpe e foularini.
Raccolgo e catalogo, un disordine nel mio ordine sistematico, che poco sa di pragmatismo, ma molto di labirinti e incastri visivi.
Ma la cosa che mi viene meglio sono le emozioni: quelle che catturo e faccio mie per tutta la vita. E diventano reali quei momenti in cui solletico il corpo e ogni mio senso mi fa riprovare l'esatta emozione vissuta tempo addietro...
...e rapisco gli odori, li abbino al momento e ne godo i benefici quando li risento...
Ed è per questo che tengo ancora un pigiama di mio papà, nel fondo dell'armadio e me lo annuso...c'ha lo stesso odore di anni fa, quando di anni ne avevo 17...
Quindi per questo 2014, un segreto da svelare e vi sentirete liberi e appagati. Avanti il prossimo, gli passo il testimone.
giovedì 22 novembre 2012
Tecnologia!
Tecnologia sì, tecnologia no...
Uno sbattimento quest'ultimo periodo con grandi rompimenti di palle da parte di amici e amiche perchè non sono what'suppata e perchè non posso voiperarle e perchè non c'ho l'ultimo modello di grido del telefonino.
(Pensate, che scattate delle foto al concerto degli Skunk Anansie di ieri, non me l'hanno fatta avere per boicottare il mio poco essere tecnologica)
Ma secondo voi, cos'è essere tecnologici? E che uso ne facciamo della tecnologia?
Vi spiego un po' la mia teoria. Molto brevemente, uno spunto per interagire assieme, visto che attraverso la tecnologia interagiamo costantemente tra blogger!
La tecnologia è progresso, nessuno lo nega e tutti ne traiamo benefici. Ha ottimizzato dei processi, è utile per facilitare certe mansioni, è veloce e a portata di tutti, a volte intuitiva. Ci riempie i tempi morti, ci fa compagnia, a volte risparmiare, fare amicizie nuove, interagire e dire la nostra con più facilità.
Quello che ci ha portato è che facilità la vita, ma non la risolve. Ci sono cose in cui la tecnologia riesce anche a togliere. La personalità dei rapporti si sono sfibrati. Non posso immaginare di essere considerata una persona diversa solamente perchè non riesco interagire con gli amici...Ci si allontana dai sensi, i miei adorati sensi che amo mettere alla prova costantemente, anche soffrendo, ma sono quelli che in effetti danno il senso alla mia vita.
La natura, l'uso delle braccia, il respirare l'aria aperta si fanno senza tecnologia. Eppure anche questa è vita. Una vita priva di controllo, libera e serena, lontana da ogni vincolo.
E poi l'uso del cervello: questo nostro computer interno che non si trova più a cercare/trovare soluzioni ai piccoli intoppi della vita, a non poter ricordare più un numero di telefono a memoria, a dover per forza utilizzare i promemoria telefonici per ricordare le date dei compleanni. Solo piccolissimi esempi, quotidiani, di come abbiamo disabituato ad usare la nostra capa. Sentire l'odore di un libro, osservarlo, sottolinearlo, renderlo vivo, toccarlo e farlo bene di piacere.
Ne sono certa, cadremo tutti nella trappola del telefonino touch-screen, ma spero il più lontano possibile. Perchè voglio anche riempire le mie giornate e non trascorrerle unicamente appiccicata ad uno schermo, a interagire attraverso messaggini e sorrisini. Sono pronta a un altro digiuno tecnologico se fosse il caso.
I sorrisi apprezzateli reali, quelli del mio viso, che si abbinano bene ai miei occhi.
Abbiate coraggio di essere ancora umani.
Uno sbattimento quest'ultimo periodo con grandi rompimenti di palle da parte di amici e amiche perchè non sono what'suppata e perchè non posso voiperarle e perchè non c'ho l'ultimo modello di grido del telefonino.
(Pensate, che scattate delle foto al concerto degli Skunk Anansie di ieri, non me l'hanno fatta avere per boicottare il mio poco essere tecnologica)
Ma secondo voi, cos'è essere tecnologici? E che uso ne facciamo della tecnologia?
Vi spiego un po' la mia teoria. Molto brevemente, uno spunto per interagire assieme, visto che attraverso la tecnologia interagiamo costantemente tra blogger!
La tecnologia è progresso, nessuno lo nega e tutti ne traiamo benefici. Ha ottimizzato dei processi, è utile per facilitare certe mansioni, è veloce e a portata di tutti, a volte intuitiva. Ci riempie i tempi morti, ci fa compagnia, a volte risparmiare, fare amicizie nuove, interagire e dire la nostra con più facilità.
Quello che ci ha portato è che facilità la vita, ma non la risolve. Ci sono cose in cui la tecnologia riesce anche a togliere. La personalità dei rapporti si sono sfibrati. Non posso immaginare di essere considerata una persona diversa solamente perchè non riesco interagire con gli amici...Ci si allontana dai sensi, i miei adorati sensi che amo mettere alla prova costantemente, anche soffrendo, ma sono quelli che in effetti danno il senso alla mia vita.
La natura, l'uso delle braccia, il respirare l'aria aperta si fanno senza tecnologia. Eppure anche questa è vita. Una vita priva di controllo, libera e serena, lontana da ogni vincolo.
E poi l'uso del cervello: questo nostro computer interno che non si trova più a cercare/trovare soluzioni ai piccoli intoppi della vita, a non poter ricordare più un numero di telefono a memoria, a dover per forza utilizzare i promemoria telefonici per ricordare le date dei compleanni. Solo piccolissimi esempi, quotidiani, di come abbiamo disabituato ad usare la nostra capa. Sentire l'odore di un libro, osservarlo, sottolinearlo, renderlo vivo, toccarlo e farlo bene di piacere.
Ne sono certa, cadremo tutti nella trappola del telefonino touch-screen, ma spero il più lontano possibile. Perchè voglio anche riempire le mie giornate e non trascorrerle unicamente appiccicata ad uno schermo, a interagire attraverso messaggini e sorrisini. Sono pronta a un altro digiuno tecnologico se fosse il caso.
I sorrisi apprezzateli reali, quelli del mio viso, che si abbinano bene ai miei occhi.
Abbiate coraggio di essere ancora umani.
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martedì 20 novembre 2012
assente ma presente!
Momentaneamente ho perso la penna.
Forse troppe idee confusa, l'età che è avanzata o forse sto periodo va così.
Tante cose belle, i miei 17+17 e chissà quando ne scriverò qualcosa, i festeggiamenti per un compleanno che quest'anno pensavo passasse in sordina e invece sto festeggiando da venerdì scorso e almeno fino a fine mese ho occasioni giornaliere per potermi far coccolare. Quindi l'amore c'è, lo sento è reciproco, e le sorprese che ho ricevuto finora mi hanno riempito delle falde che si stavano allargando nel mio cuoricino.
Qualche brutta cosa è capitata, una brutta-bella, nel senso che so che evolverà in bella, una brutta-brutta che spero mi dia la forza per cambiare prospettiva (lavorativamente parlando).
Mi piace assaporare quei momenti in cui riesco a cogliere nuovi aspetti di me, un'evoluzione di conoscenza che mi sta facendo crescere, maturare e rendendo sempre più consapevole.
Evito di programmare, mi circondo solo di sorrisi, ma quelli sono reciproci e contagiosi, quindi è una cosa inevitabile.
..domani sera, Jesolo, loro...
Forse troppe idee confusa, l'età che è avanzata o forse sto periodo va così.
Tante cose belle, i miei 17+17 e chissà quando ne scriverò qualcosa, i festeggiamenti per un compleanno che quest'anno pensavo passasse in sordina e invece sto festeggiando da venerdì scorso e almeno fino a fine mese ho occasioni giornaliere per potermi far coccolare. Quindi l'amore c'è, lo sento è reciproco, e le sorprese che ho ricevuto finora mi hanno riempito delle falde che si stavano allargando nel mio cuoricino.
Qualche brutta cosa è capitata, una brutta-bella, nel senso che so che evolverà in bella, una brutta-brutta che spero mi dia la forza per cambiare prospettiva (lavorativamente parlando).
Mi piace assaporare quei momenti in cui riesco a cogliere nuovi aspetti di me, un'evoluzione di conoscenza che mi sta facendo crescere, maturare e rendendo sempre più consapevole.
Evito di programmare, mi circondo solo di sorrisi, ma quelli sono reciproci e contagiosi, quindi è una cosa inevitabile.
..domani sera, Jesolo, loro...
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venerdì 9 novembre 2012
Cambiamenti dal basso
Sto vivendo un periodo così intenso che non mi rendo conto nemmeno del tempo che passa. L'intensità è dovuta a tante cose da fare, da emozioni vissute, da pensieri vaganti che sto cercando di rimettere in sesto.
Probabilmente i mesi scorsi sono sembrata melanconica (ma è la mia stagione che porta a questo...lasciatemela!), a volte triste e polemica. Vero, verissimo. A volte lo sono ancora.
Però come riesco a essere molto melanconica, triste e polemica, riesco a essere anche tanto empatica con il mondo da permettere alle energie belle e positive di impossessarsi di me, e darmi un bel sorriso che risolleva gli animi.
Sto vivendo una fase di cambiamento, che coinvolge solo ed esclusivamente me stessa, a partire dai capelli, che in 7 mesi ho stravolto come non mai in 33 anni di vita. E questa necessità la sento dentro e necessaria, sono contenta di quello che ne è uscito.
Sto vivendo di contatti, di nuovi mondi e conoscenze, esperienze nuove, amicizie ritrovate.
Se fosse stato 2 anni fa, questo stile di vita sarebbe stato un affanno per me, un torcigliarsi di sensi di colpa nei confronti di famiglia e marito che m'avrebbe distrutto. Invece ora vivo la mia vita con fluidità e la libertà è mia.
Ho trovato questa foto dal profilo facebook dei Pearl Jam, che riassume quello a cui miro, alla mia meta vitale. Ci tengo tantissimo a porre me stessa al centro della mia vita, non pensando sia egoismo ma puro amor proprio. Senza questo come possiamo pensare di stare accanto agli altri esseri, essere compassionevole e amarli? E intendo qualsiasi essere vivente che interessi la nostra sfera personale, e quindi di entrare in stretta connessione con loro e viverli con naturalezza e intensità.
A tal proposito un mio nuovo proposito da portar avanti, riguarda la riflessologia plantare. Parlai proprio di massaggi qui, ma in questo caso si tratta di andare a massaggiare il piede, zone specifiche del piede e il riflesso di viscere e organi. M'è capitato di farne, e credo sia tra i massaggi da cui ho tratto di più.
Il piede, l'ancora che ci tiene fermi e sorregge, il nostro confine con la terra, quell'elemento che adoro e che sento necessario a me che sono tanto acqua e sensibilità. Il piede connette con il resto del corpo, è il catalizzatore usato dalle le mani e il corpo di chi massaggia. Ma lo ritengo così umile e vero che mi emoziona. Mettersi ai piedi dell'altro. In India si sfiorano i piedi dei Baba come segno di riverenza. E' una pratica che amo fare perchè non è solo stimolazione.Sfiorare, ed effettuare pressioni è entrare in collisione ed empatia con l'altro a tal punto da non sentire più il confine del corpo. Direte che sono pazza, ma una cosa simile l'espresse un certo Vincent...con parole meno poetiche forse, ma il senso può essere quello.
Altra cosetta...sto cercando di scrivere un post a cui tengo tantissimo. Ma ogni volta divento una fontana di lacrime... 17+17 ...
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sabato 31 dicembre 2011
Domani ci sarà, solo perchè l'oggi c'è stato
![]() |
| Ricordo 2011, i mei 33....grazie Francesca! |
Si va avanti, il tempo non ci dà tregua e dobbiamo assolutamente andare avanti.
Un anno rimane "un anno", stop. Come sempre a tirar le somme? beh, direi di no, perchè tutto prosegue e vuole andare avanti. No lamentele, solo obbiettivi da porsi senza eccessivo entusiasmo, che poi se non vanno come vogliamo ci si rimane male e giù di lacrime.
Unico vero obbiettivo, il sorriso. Non dimentichiamoci del sorriso, ci sta ovunque, pesa poco ed è economico: in tasca, in borsa, sulla scrivania in ufficio, sotto le lenzuola, sul divano, seduto a tavola, ma soprattutto portiamolo sulla nostra bella facciona dono agli altri e a noi stessi!
E così auguro a tutti il miglior proseguimento di Vita: domani ci sarà solo perchè l'oggi c'è stato, e questo non va dimenticato...
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giovedì 17 novembre 2011
Sono 33
Eccoci arrivati, come ogni anno è arrivato alla porta il mio compleanno, toc toc sono 33!!!
Per me è sempre una gioia, una grande festa da condividere con chi amo, e soprattutto la mia festa.
Sono solo pochi anni che la reputo la mia festa.
L'ho spesso dovuta dividere con qualcuno! e quanto ho odiato tutto ciò!
Asilo, elementari, medie e superiori, e nella compagnia di amici, ho sempre spento le candeline con B.! feste di compleanno a metà tra casa mia e casa sua! ed eravamo molto unite...ora la vita ci ha allontanate, percorsi diversi, scelte diverse...lei, però rimane una persona che ha avuto un ruolo nella mia vita, e anche se reciprocamente a volte ci siamo fatte dei dispettucci, rimane l'amica con cui più ho condiviso nella la mia giovinezza.
Poi il mondo del lavoro. Sembrava tutto andasse bene: nessuno che prendeva il mio podio, finchè sbuca il compagno della mia ex capa... grhrhrhrrrrrrrrr.... per 2 anni quel giorno ad inebetirmi di quello che lei voleva preparargli, della festa/cena, di cosa regalargli...
Poi ho iniziato comunque a prender coraggio e distaccarmi da queste realtà, a considerare il compleanno come unicità di me stessa, certo si ricorda la mia e tante altre nascite, ma egoisticamente ho voluto renderlo un giorno tutto mio ...
E così oggi a lavoro io porterò il mio dolce e lo condividerò con A.- il mio collega "gemello" nato pur lui oggi e anche mancino come me...- . invece con Nino invece magari festeggio reciprocamente uno di questi giorni con un aperitivo o caffè come è già successo altre volte!
Non dobbiamo dimenticarci dell'unicità di ogni persona, mai confondere le nostre vite con quelle degli altri, rischieremmo di vivere le vite altrui, illuderci di cose di cui non abbiamo la concretezza. Ci sono giorni poi, come il proprio compleanno, in cui è giusto anche essere egoisti più del solito, volersi più bene del solito soprattutto! Quello non deve mancare mai, l'amor proprio è alla base per la comprensione e l'empatia di tutti gli altri esseri viventi.
E l'unicità e l'empatia mi ricordano il pane e la pasta madre. Ogni madre ha la propria storia, un elemento così vitale che assorbe l'energia di chi si prende cura di lei. Ogni poratura che si formerò sul pane sarà una carezza datagli da chi l'ha impastato. Ecco l'unicità delle cose e la sua semplicità.
E così - finalmente - vi presento il mio pane! sofficione, ancora non del tutto maturo, ma molto gustoso e assolutamente non acido! Questa è la ricetta di Chicca, il suo pane siciliano che vi riporto:
Ingredienti (dimezzati rispetto l'originale):
- 150 gr di pasta madre
- 500 grammi di farina di grano duro
- un cucchiaio di sale
- 300 ml di acqua tiepida
- 1 cucchiaio di semi di lino macinati (opzionale, e la mia modifica alla ricetta ^^ )
Dopo aver rinfrescato la pasta madre, scioglierne 150 grammi nell'acqua tiepida e unire i semi di lino. I semi di lino aiutano l'impasto nella lievitazione e questo soprattutto con la pasta madre poco forte. sperimentato già diverse volte, il risultato c'è. Pian piano poi unire la farina di grano duro, e quando la consistenza diventa abbastanza solida, unire il sale. Lavorare per 15 minuti la pasta, preferibilmente con le mani, se c'è poco tempo con il robot da cucina. Io la differenza l'ho notata, il pane "mio" rimane più solido, quello fatto con i ganci si crepa durante la cottura.
Concluso con lavorazione della pagnotta, porla a lievitare.
Due sono le modalità che ho provato ed entrambe sono risultate valide.
1 - in frigo: riporre la pagnotta a lievitare in frigo, per almeno 12 ore e più. Tirarla fuori, schiacciarla leggermente, e piegarne i lati, girarla e lasciarla lievitare per altre 3 ore sulla teglia di cottura incidendo la superficie con un coltello; (la preferisco, e poi posso gestirmi i tempi di cottura quando vado meglio)
2- a temperatura ambiente, per 3 ore fuori, e poi procedere con le stesse modalità di quella tirata fuori dal frigo.
La cottura è a 230 gradi per 20 minuti, e poi per altri 40 minuti circa a 190 gradi, con un pentolino di acqua riposto sotto la placca. Anche qui dipende dal forno, ci si deve un po' capire con le temperature. Piccolo trucco: se dovesse risultare umido e poco morbido in centro potrebbe essere che il forno non mantiene la temperatura, pertanto lasciare la prima temperatura per un tempo maggiore rispetto ai 20 minuti. Ho visto che bisogna sperimentare, non scoraggiarsi e non farsi sentire mogi dalla pasta madre... lei vive e risente dei nostri sbalzi d'umore!
Spento il forno riporre la pagnotta a raffreddare su una gratella e poi abbuffarcisi sopra!
Crostini, bruschette, al posto di gallette, cracker e fette biscottate per colazione, con le zuppe o con un'insalatona oppure con un patè di olive (il pasto preferito del mio prof di dietetica)...
Addentando una fetta di pane e miele, mi autocelebro e mi amo tanto!!!
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