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lunedì 17 giugno 2013

Come di venerdì 14

Volevo ricordare Nazim Hikmet, il rivoluzionario romantico, in queste giornate in cui i nostri occhi sono puntati sulla Turchia, le sue parole ritornano in mente vorticosamente...
Ho scelto questa, che un po' mi rappresenta in questi giorni così pieni di sole, serenità e vita ...


Mosca, 1956

C'è un albero dentro di me
trapiantato dal sole
le sue foglie oscillano come pesci di fuoco
le sue foglie cantano come usignoli

è un pezzo che i viaggiatori sono scesi
dai razzi sul pianeta ch'è in me
parlano una lingua che ho udito in sogno
non ordini non vanterie non preghiere

in me c'è una strada bianca
le formiche passano coi semi di grano
i camion passano col chiasso delle feste
ma il carro funebre - è proibito - non può passare

in me il tempo rimane
come una rossa rosa odorosa
che oggi sia venerdì domani sabato
che il più di me sia passato che resti il meno
non importa.







venerdì 19 aprile 2013

Momenti di poesia

Momenti di poesia.
Così si dice. Nei modi di dire, che nella maggior parte dei casi non ammetto nel mio colloquiare e scrivere, cerco sempre di dare un senso logico, ricercato da me, non da web ed enciclopedie.
Ecco quindi che in "momenti di poesia" ritrovo quelle sensazioni che la lettura o scrittura di una poesia mi trasmettono. Sono vere emozioni, maggiori e assolute rispetto alla lettura di un libro. La poesia ci offre questo, riporta a galla la nostra essenza, il nostro sentire sottile, assopito dalla quotidianità, dalla frenesia. E' estasi portata a parole, e tramutata in brividi e batticuore, e sensazioni di ogni tipo che viaggiano attraverso i nostri sensi, ovunque. Sono i messaggi che il nostro io profondo, anima, o come preferite chiamarla, invia al nostro corpo, che diventa messaggero e traduttore.
Leggere poesie, dovrebbe diventare la nostra pillola quotidiana. Una meditazione attiva e molto semplice, che non implica scuole e studi. Solo lasciarsi trasportare e cullare.

A me le poesie piacciono. In questo mese di aprile, costretta a tantissime corse e frenesia, ho avuto la possibilità di essere ripagata con tante piccole cose e momenti molto intimi, momenti di poesia. E sono grata per essermene accorta. Stiamo perdendo questa capacità di essere intimamente vicini a noi stessi e non ci accorgiamo delle piccole cose.
E mentre me li ripasso in testa, li definisco "momenti di poesia" e caspiterina, a me non piacciono i modi di dire, eppure in questo caso, me lo perdono perchè ci credo profondamente.
E quindi, mi regalo anche qualche poesia in più da leggere, per non dimenticarmene di questo profondo appagamento che riesce a dare...
...quindi vi lascio  questa di Neruda, un po' perchè  a me piace tanto lui, un po' perchè nominato di recente...

"Bimba bruna e flessuosa, il sole che fa la frutta,
quello che riempie il grano, quello che piega le alghe,
ha fatto il tuo corpo allegro, i tuoi occhi luminosi
e la tua bocca che ha il sorriso del'acqua.

Un sole nero e ansioso si attorciglia alle matasse
della tua nera chioma, quando allunghi le braccia.
Tu giochi con il sole come un ruscello
e lui ti lascia negli occhi due piccoli stagni scuri.

Bimba bruna e flessuosa, nulla mi avvicina a te.
Tutto da te mi allontana, come dal mezzogiorno.
Sei la delirante gioventù dell'ape,
l'ebbrezza dell'onda, la forza della spiga.

Eppure il mio cuore cupo ti cerca,
e amo il tuo corpo allegro, la tua voce disinvolta e sottile.
Farfalla bruna dolce e definitiva
come il campo di grano e il sole, il papavero e  l'acqua."

mercoledì 17 aprile 2013

...e non arriva mai a caso..

Pensieri veloci attraversano istanti di vita...
e ti ritrovi, felice e cantante, mentre sfrecci in macchina,
un'ape appesa al bordo del finestrino ti fa compagnia...
fluttuante...
mi faccio cullare,
ogni volta è così... e la musica non arriva mai a caso...

E.

lunedì 1 ottobre 2012

Autunno dolciastro

E' autunno. Accettiamolo, non facciamoci prendere dalla tristezza facendo colare il nostro naso. Cerchiamo di prendere il meglio di questa stagione, cogliamo l'aspetto positivo della stagione dall'animo melanconico, osservando le foglie cadere che altro non sono speranza per la nuova vita che verrà, per il rinnovamento necessario a ognuno di noi. Ci rattrista il doverci fermare, ma impariamo dalla natura stessa a cogliere questo invito a riconsiderare la calma, la lentezza, ad abituarci alla minor luce che sarà sempre meno presente nelle nostre giornate.

A tal proposito, due spunti: il testo di una canzone di Carmen Consoli - vado a periodi con la musica, questo è quello di massima ispirazione con la cantantessa, e la sua melanconia è adatta all'autunno - e una mia ricettina ^_^

Si tratta di Autunno dolciastro. A me fa venire i brividi...

Lentamente tra una pagina e l'altra di un libro qualunque
ingannavo l'attesa
gia' settembre
poche voci distanti e un autunno distratto al di la' dei vetri
quasi speravo che non arrivassi piu'
quasi credevo che non mi mancassi
eppure
stavo aspettando
distrarsi sembrava piuttosto facile
credevo di sopportare la tua indifferenza cercando pretesti e rimedi inutili
eri tu quel tasto dolente
eri tu autunno dolciastro
eri tu
Freddamente valutavo i miei limiti i gesti avventati le frequenti rinunce
era tardi e bruciavano gli occhi fissavo il soffitto
il mio letto disfatto quasi speravo che non arrivassi piu'
quasi credevo che non mi mancassi
eppure
stavo aspettando
distrarsi sembrava piuttosto facile
credevo di sopportare la tua indifferenza cercando pretesti e rimedi inutili
credevo di soffocare la mia insofferenza
eri tu quel tasto dolente
eri tu autunno dolciastro
eri tu eri tu quel tasto dolente
eri tu autunno dolciastro
eri tu autunno dolciastro...

e giust'appunto, autunno dolciastro in cucina ...
Gli ingredienti sono 300 gr di farina integrale, 100 gr di zucchero di canna mascobado, 50 gr di farina di castagne, 200-300 ml di latte di soia (a seconda del grado di umidità della giornata, ho notato che i liquidi variano molto con il clima, il grado di idratazione varia tantissimo), 50 ml di olio di semi di girasole, una bustina di cremor tartaro, 1-2 mele.
Le mie mele stivate, ammaccate dalla grandine, bio, buone.

Velocissimo: prendere il robot da cucina, mettere le farine, il cremor tartaro  e lo zucchero e dare una mescolata veloce. Unire i liquidi e azionare. Il composto è pronto da travasare in uno stampo per dolci a cui andremo a stendere della mela tagliata a fettine. Infornare per 45-50 minuti a 180°, forno statico!

Et-Voilà! un dolciastro dai sapori autunnali. Ne esce una classica focaccia co le mele sopra, brutta da vedere, giusta per colazione. Ottima direi per scaldare il nostro corpo, tenerlo a freno dagli zuccheri che tendenzialmente con i primi freddi si tende abusare.
Nulla di più semplice, vegan, salutare, dal sapore autunnale...un po' castagna, un po' mela, un po' pigrizia e un po' melanconica...

Lo sguardo alle foglie che cadono,
ai forti colori che la natura vuole offrirci,
 a quell'ultimo raggio di sole che vuole rimanere impresso nelle foglie...


venerdì 21 settembre 2012

Pordenone, Carlotto e le mie cronache da lì

Mi credete se vi dico che in 2 ore ho già avuto tre attacchi di pianto?
Si vivono emozioni, e oggi sono state molte. Mi faccio prendere sì, e vedo che la mia vulnerabilità è sempre più forte a tal punto dal farmi scoppiare a piangere mentre ascoltavo "Thin air" dei Pearl Jam, mentre leggevo  un post in facebook di un amico e mentre ripensavo al mio giro a Pordenonelegge di oggi.
Il mio obbiettivo era Massimo Carlotto, che conosco da poco, e il merito per averne approfondito la lettura è di un amico blogger, l'Alligatore, che di lui parlò qui a maggio. L'occasione era un suo intervento in merito alla rassegna della "Mappa dei sentimenti", in particolare il sentimento assegnato a lui era l'Amicizia.
E' stata un'ora intensamente vissuta, emozioni vere e sentite che non mi sarei mai aspettata di provare a un incontro di questo tipo. Eppure è accaduto. Quest'uomo ne ha dette veramente tante sull'amicizia: aneddoti, ricordi, confidenze del suo vissuto, ma le parole che più mi hanno colpito sono state nella descrizione dell'amicizia quale "scambio, accettazione e alchimie infinite"  e che "nella confidenza c'è la fiducia di parlare di qualsiasi cosa" e "diventa una forma strategica di sopravvivenza". E in conclusione un grande elogio dell'amicizia, che mi ha fatto veramente riflettere: quando un amico ci lascia e intendo dire quando muore, l'amico che rimane perde ogni diritto, "uno pensa ai parenti e mai agli amici". E quant'è vero. Eppure gli amici si scelgono in vita, mica come i parenti che ti capitano per forza! e se li scegli veramente li ami, li stimi e li rispetti a tal punto che il tuo lutto da amico ha un profondo peso.
Eccolo Carlotto, occhi bellissimi sapete???di quelli che vorrei avere davanti, di quelli che scelgo di voler davanti. Eppure era lì e non ho avuto coraggio di avvicinarmi, m'è presa un po' di emozione e forse sarei crollata con un pianto. Veramente.
Massimo Carlotto "Pordenonelegge" ed. 2012

Poi mi sono fiondata a sentire Giorgio Faletti che ad accoglierlo lo aspettava tantissima gente. Un intervento breve sulla "speranza", che non mi ha soddisfatto molto, nonostante l'ilarità e la spensieratezza che mi ha trasmesso. Un po' più di spessore me l'aspettavo, diciamocela!!!

Giorgio Faletti "Pordenonelegge" 2012

Poi, visto che c'ero, mi sono intrufolata a sentire Duccio Demetrio, di cui non ho mai letto nulla. La conferenza aveva un bel titolo, inerente alla sua ultima opera, "Perchè amiamo scrivere. Filosofia e miti di una passione". Mi aspettava un posto in piedi, e invece m'hanno fatto accomodare in una scrivania accanto al palco!
Una lezione è stata. Mi sono letteralmente vista catapultare in una lezione di scrittura, di miti greci e sul significato psicologico che ha la scrittura. Anche in questo caso tanti stimoli che ancora devo elaborare bene. Ma sono certa che ne farò buon uso. "La scrittura fa vibrare la nostra identità e interiorità"  è un "graffio, scolpisce". La scrittura può essere una "cura, ma può rivelarsi un inganno. La migliore terapia è l'amore condiviso". Questi sono spunti che lascio scritti qui...a testimoniare le cose più superficiali che Demetrio ha trattato. Ma è andato veramente a fondo.
Due cose fondamentali mi hanno colpito: quando ricordiamo il momento in cui abbiamo iniziato a scrivere e perchè? (naturalmente se lo facciamo, io credo di farne parte da quando iniziai a scrivere i miei diari, poi non ho mai praticato con costanza, ma so perchè l'ho fatto).
L'altra è legata a uno spunto dato dall'intervistatore Prof. Massimo De Bortoli, riguardo la figura del padre, legata alla scrittura, e la figura della madre, legata alla lettura. E qui la mia riflessione deve maturare, anche se superficialmente sento di dire che pure per me l'inizio e la necessità di scrivere sono legati alla figura di mio papà.
Duccio Demetrio "Pordenonelegge" 2012
 Il rientro è stato un'emozione costante...le lacrime accennate prima, questo tramonto bellissimo, la mezza luna che iniziava a sbucare dal cielo, una poiana che s'è appoggiata a un filo dell'alta tensione...la mia vulnerabilità che fa capolino costantemente...
tramonto a Puja
 
E mi sento piena, ricca e appagata...
un pensiero m'è passato per testa...che nonostante fossi sola, stavo bene con me...come ha detto Faletti "non c'è limite al rispetto di sè stessi..."

giovedì 23 agosto 2012

Prove di un matrimonio

Premettiamo una cosa: non mi sposo. Già fatto, otto anni sono passati, oramai alle spalle ho solo anni e anni di partecipazione a matrimoni, espertissima di presenze di fronte ad amici e parenti, giochi, scherzi, letture in chiesa che vengono sempre affidate a me (cavoli, ma timida non potevo nascere), canti, recite, nano, cortei, carriole, uova, palloncini, polistirolo, scherzi di ogni tipo.

Questo è quello più importante dopo il mio: quello del mio fratellino. Di cui poco si sa, ermetismo puro, ma è il mio piccolino che cresce. Più di me, lui è cresciuto con il fai-da-te, mentre mamma era a lavoro 11 ore al giorno. E ricordo ancora quel carnevale, lui a casa da solo con una voglia di frittelle, e così coordinato dalle dritte di nonna e zia, s'è messo a impastarle e friggerle.
E sarò testimone, sorella della sposa, figlia della madre, e figlia della suocera (poi), cognata della sposa, lettrice, addetta a sistemare il parentado e colei che darà l'ultimo sguardo al fratello vestito di tutto punto. Ruoli che mi vanno stretti, ma ultimamente sento dire solo queste cose: così invece di essere Elena, sarò tanti appellativi e cose che mi vanno strette. L'anima, quella sì che ha valore, probabilmente è il valore più caro che noi tutti abbiamo.

Così queste giornate le sto passando nervosamente, a sistemare gli ultimi dettagli del caso, materialismo vivo!  Così medito: sul divano, mentre aspetto Ale che rientra da allenamento (sì doveva smettere, ma bloccare le passioni è anti-etico per me, m'aveva costretto a impedirgli di ritornare in campo....ma mi vedete a costringere a fare qualcosa contro la propria volontà???) e così velo di smalto alle unghie dei piedi...provo il rossetto rosso vivo, e mi gusto il profumo del mio pane che esce dal forno...

E medito...domani sarà un buon risveglio...caffè d'orzo, pane e malto d'orzo...

...inizio a sentire la mia stagione che sta arrivando...
e  la casa  sa di uva matura, sì , sento pure questo...


martedì 24 luglio 2012

Osservazione raso terra

Passi incerti. Caviglie in vista. Scarpe da ginnastica, calzini, ma anche no.
Infradito a volte, e qualche sandalo.
Piedi che ci insegnano. Passo dopo passo, si va sempre avanti. Difficile muoversi all'indietro, non siamo fatti per questo. Lateralmente pure, diventa scomodo. E la visuale cambia completamente.
Ci aiutano a sorreggersi, nel qui ed ora. E permettono l'avanzata. Mai troppo oltre, del futuro ci aiutano solo a intraprenderne la strada.

Tra i ricordi di quand'ero bambina ce n'è più d'uno che mi vede accucciata a terra, seduta sulle caviglie, mani sotto il mento che osservo. Alcune  volte anche con le mani alle orecchie spaventata dagli elicotteri. [nella mia vita precedente forse vivevo in Vietnam durante gli anni 60, c'ho sta impressione ogni tanto, amo starmene sotto la pioggia e più volte mi sono sognata in trincea!]
E ora continuo a farlo: riposo le gambe dopo lunghe ore in piedi e osservo.
L'ho fatto pure dopo il concerto dei Cure e la sensazione è stata nuova. Mi sono soffermata su tutti questi piedi che andavano e venivano, attorniati da rifiuti gettati a terra. Un'altra realtà mi si è presentata a quell'altezza, sebbene fossi sempre lì dove pochi secondi prima me ne stavo a gambe dritte.
Il punto di vista può veramente cambiare a seconda della prospettiva da cui guardi, da come ti senti mentre osservi e da dove e come sei messo.
Perciò: piedi. Di ogni tipo e colore. Ma tutti piedi. Uguali e senza nome. Uguaglianza e assenza di giudizio raso terra. Passo veloce o incerto: non conta nulla, sempre piedi sono. Zoppicanti o regolari: sempre piedi sono. Leggeri e affaticati: sempre piedi sono. Storti, piatti, dritti, screpolati, ruvidi, morbidi, candidi, leggeri, affaticati, forti.
Non riesci a esprimere un giudizio dal basso. Messa alla stessa altezza dei piedi, non puoi farcela a giudicarli. E questo accade anche quando siamo uno di fronte all'altro. Se siamo uguali come possiamo permetterci di giudicare? Miriamo allo stesso orizzonte ed è quello che dobbiamo cercare di fare e ricordare, perchè viene molto più facile esprimere il proprio ego che la propria anima.
Non sono più di te, e te non sei più di me.

Così il ricordo di un fantastico concerto si amplifica di questa nuova scoperta.

E' solo martedì, ma mi sento molto "Friday I'm in love" ... non so che farci! ^_^

mercoledì 4 aprile 2012

Eppure ogni giorno

Eppure ogni giorno, ovvero "il peso dei pensieri"

Potrebbe essere questo il titolo. Trattasi di tutte quelle paranoie, tormenti, congetture, parole e gesta usati quando ci sentiamo abbandonati, allontanati, non capiti, messi in un angolo e ci piangiamo addosso.

Eppure ogni giorno si sentono lamentele, lamentele, lamentele.
Eppure ogni giorno facciamo ruotare a mille il nostro cervello alla ricerca di qualcosa che non va.
Eppure ogni giorno critichiamo chi vorremo fosse come noi o come noi vogliamo.
Eppure ogni giorno ci preoccupiamo di cosa fare per stare meglio.
Eppure ogni giorno ci facciamo prendere dalle ansie.
Eppure ogni giorno ci guardiamo allo specchio e non vediamo nulla.
Eppure ogni giorno pretendiamo sempre di più.
Eppure ogni giorno osserviamo il giardino degli altri sempre più fiorente.
Eppure ogni giorno ascoltiamo i tg e ci facciamo prendere dall'ansia.
Eppure ogni giorno mangiamo e beviamo senza capire perchè e per come.
Eppure ogni giorno crediamo di avere l'ultima malattia di grido.
Eppure ogni giorno scegliamo se il verde sta con il blu, e se lo smalto si intona con le scarpe.
Eppure ogni giorno.
Eppure ogni giorno sprechiamo tantissime energie a correr dietro a queste contorsioni mentali che ci affliggono.
Eppure ogni giorno entriamo negli ingranaggi delle mistificazioni di massa.
Eppure ogni giorno non ci rendiamo conto nemmeno che respiriamo.
Eppure ogni giorno pensiamo più all'involucro che alla sostanza.
Eppure ogni giorno valgono più i soldi.
Eppure ogni giorno.

Eppure ogni giorno c'è chi va oltre i precedenti eppure. Prende consapevolezza di sè, che le cose non sono solo frutto delle proprie visioni contorte, che i pensieri bisogna farli scorrere e lasciar andare nell'aria piuttosto che il vortice vada verso l'interno.
Io ci tengo a quest'ultimo punto, voglio e mi ostino a rientrarci. A tutti i costi non voglio essere manipolata, pretendo da me stessa il rispetto per me stessa, e non oso che nessuno influisca su di me.
Ogni atto di manipolazione va contro il mio essere.
Ragionare, discutere, utilizzare tutti i sensi che la natura mi ha messo a disposizione.
Fare in modo che tutti i sensi siano attivi: essi sono preziosi per me.
Amare me stessa prima di tutto: non è egoismo, è avere la prima testimonianza d'amore a stretto contatto con la mia pelle, il mio essere, il mio spirito, la mia anima.
E poi ringraziare e non pretendere dagli altri più di quello che si può dare loro.

venerdì 23 marzo 2012

Musica maestro!

Riprese le redini di questo blog, per poche ore che mi sto concedendo, volevo ringraziare l'  Alligatore che mi ha insignito del titolo di Versatile Blogger, di cui già vi parlai un po' di post fa...
Non sto ad elencarvi altri sette malefatte che mi riguardano, però mi piacerebbe farvi conoscere un mio passatempo, che nasce senza una motivazione particolare, collegato a una mia grande passione: la musica.
Mi capita spesso, spessissimo anzi, di attribuire  delle canzoni  a persone o fatti che succedono, è il gioco dell'abbina musica. Bastano pochi elementi per stimolare l'associazione: un nome, un parola nel testo... oppure le vibrazioni stesse che la musica mi trasmette, che entrano e senza che me ne accorga mi riportano a un particolare ricordo.
E visto che è un po' di tempo che non collego lo stereo al mio blog, eccovi delle proposte del mio gioco abbina musica:
- visto che il premio l'ho ricevuto dall'Alligatore, gli dedico questa ... troppo facile l'analogia, ma ci sta bene! E' spesso mia compagna di viaggio nei tragitti mattutini verso lavoro, "Alligator aviator autopilot antimatter" dei REM, eccoli:



- Silvia, la mia amica tanto spesso nominata, che mai avevo collegato a una  canzone, eppure oggi l'illuminazione, eccola  qui Elettrica dei Litfiba, sembra sia stata scritta su di lei!



- e poi ci sono io ...
con Brain of J., ovvio i Pearl Jam...

Ok, chissà quanti lo fanno sto giochetto, ma a me piace, e come versatile blogger, ci stava, no??? ^_^

E se passate al Vinitaly, padiglione Veneto stand C8, venite a trovarmi ^_^ sarò in quel di Verona e dintorni da domenica a mercoledì!!!!
Con i bicchieri di vetro, ovvio ;-) sennò che buon vino è ????

lunedì 21 novembre 2011

Let love rule

è così. Perchè fino a quando non ci sei dentro alle cose, non le vuoi capire.
C'è anche chi - una certa maggioranza - non le vuole comunque capire, ma questo è altro caso difficile da spiegare, difficile per me comprendere perchè non ci arrivino, ma la superficialità esiste haimè!!!
E io allora penso a quello che ho sentito io.
Concerto di Lenny Kravitz, Palaverde -  Treviso, domenica 21 novembre.
Artisti, musica, spettacolo, rock, alto livello. Lui divino, fantastici musicisti. Gli artisti americani che ho visto dal vivo sono tutti stati così: mirano alla perfezione, poco discosta da quello che sentiper cd.
Tutto prosegue incalzante, un Lenny emozionato dalla platea (che però a me di sta platea un po' dà stizza, vabbè che è Lenny, ma minigonna e tacco 12 stattene a casa e anche tè con la pouchet di marca non pensare di passarla ai miei radar, tiè), un pubblico anche molto coinvolto, che in quel pallazzetto lì non ricordavo così vivo-ace. Tutti a ballare, cantare, ridere e gioire.

(appello agli appassionati super iper tecnologici, non potete tormentarmi con tutte ste macchinette fotografiche e braccia su a fotografare,ditemi solo,che cavolo state a godere se ve ne state lì scomodi a cercare la migliore immagine che non guarderete mai e serve solo a farvi fighi in facebook,e poi ricordatevi che c'è chi invece vuole godere tipo me, abbiate la cortesia di pensarci almeno un pochettino la prossima volta, ok? prometto che vi faccio gli occhi dolci  ^^)

E poi rincorsa alla fine del concerto, dopo quasi due ore di vera musica, arriva un mantra, Lenny ci vuole mettere in contatto con qualcosa di interiore e intimo. Vuole che ce ne usciamo da lì con in testa
 ... Let love Rule, Let Love Rule, Let Love Rule....
ripetuto, e ripetuto più volte, non si stancava di farcelo cantare, e lì ancora
.. Let Love Rule, Let Love Rule, Let Love Rule...
Non possiamo scordare queste parole. La vita è movimentata dall'amore, non possiamo scordarle, sono scese dal cielo e ne sono sicura. Troppe coincidenze. Me lo metto in testa e nel cuore che l'amore accompagna la vita.
Love is gentle as a rose
And love can conquer any war
It's time to take a stand
Brothers and sisters join hands

We got to let love rule
Let love rule
We got to let love rule
Let love rule

Love transcends all space and time
And love can make a little child smile
Can't you see this won't go wrong
But we got to be strong
We can't do it alone

We got to let love rule
Let love rule
We got to let love rule
Let love rule

Sono parole da non scordare.
E quando ti domandano che ci vai a fare a un concerto rock, di una famosa star americana poi, beh io rispondo che vado anche a imparare a cos'è l'amore. A dare una scossa al mio cuoricino che malato non è, che ama tanto, ma che come tutti gli altri cuori necessita di essere sempre stimolato, nell'amore.
Perchè fino a quando non ci sei dentro, non puoi capire.
E fino a quando non vuoi capire, non lo farai mai.

E ringrazio Marika per tutto quello che è per me, tanto amore anche lei.
E la chiave di tutto ciò che ci unisce è lì.
E lo nostre coincidenze, che mai ci abbandonano.










giovedì 14 aprile 2011

La Biologia delle Credenze

Finalmente ce l'ho fatta. Pochi giorni fa ho finito di lettere "La Biologia della Credenze" di Bruce H. Lipton.
A dire il vero non vedevo l'ora di finirlo, è un libro avvincente e illuminante sotto molti punti di vista, molto innovativo che tratta di un argomento molto delicato soprattutto per chi non è abituato a vedere la vita anche come entità di "energie sottili".
Lipton espone in maniera molto chiara il suo pensiero, dimostrando che quello che in effetti noi siamo, è frutto di ciò in cui crediamo, di ciò che ci viene detto, di come lo percepiamo e di come lo rendiamo nostro. Non è la genetica che determinata salute e vita, bensì l'ambiente che ci circonda, i nostri pensieri, esperienze, motivazioni, volontà, delusioni. La cosa che mi è piaciuta di più nella trattazione di questo argomento, oltre alla fluidità e un tono confidenziale usato nel testo, è stata la scientificità con cui l'argomento è stato trattato abbinata ad aneddoti ed esperienze di vita che hanno reso la lettura veramente piacevole.
In sintesibignami le cose che mi hanno colpito maggiormente sono queste:
- sono le cariche elettromagnetiche delle proteine che fanno sì che le proteine cambino movimento influenzando così metabolismo, comportamenti e vita, e non il DNA;
- l'epigenetica. La scienza che studia come ambiente (comprende anche l'alimentazione), stress ed emozioni, influiscano i geni;
- la membrana cellulare è ciò che attira o respinge le influenze ambientali, ecco l'importanza di curare la nostra membrana cellulare!
- l'affascinante energia che ognuno di noi emana! scoperta dai fisici quantistici (ma vedi te se una cosa così banale aveva proprio bisogno dell'avvallo scentifico...io sento il turbinio delle mie energie! e pure quello degli altri!);
- i farmaci infuenzano altamente le proteine; quest'ultime essendo concatenate e influenzando altre proteine, qualora prese d'assalto da un farmaco influenzano direttamente altre proteine, che a loro volta ne influenzano altre, che a loro volta... ecc ecc.... e poi il farmaco potendo girare liberamente nell'organismo, può direttamente andare ad agire in molecole con cui non c'azzecca nulla...e pure qui iniziano i guai....
- mi è piaciuto il capitolo in cui riporta la citazione di Ippocrate: "prima cosa non nuocere", il titolo del passo è "medici: i capri espiatori dell'industria farmaceutica", nulla di più vero e concreto; ancora mi sbalordisco di fronte a chi si rivolge al medico e viene innondato da medicinali che annullano sintomi e ne creano altri che poi devono essere placati da altri farmaci, e  si crea questa sorta di CatenadiSantantonioPluriEconomicaALoroFavore;
- la mente è energia, il suo frutto sono i pensieri e le credenze che  influenzano il corpo. Ecco che di fronte a questo, il miglior atteggiamento è l'ottimismo, un pensiero positivo conscio e inconscio. Immergersi in è emozioni ++ sia a livello conscio che inconscio. E' quest'ultimo dà i maggiori problemi perchè è quello radicato nelle abitudini e in quanto ci è stato insegnato dai nostir genitori (e anche qui dico: già si sapeva che non è il DNA a formarci, no???);
- Lipton chiude con dei capitoli dedicati a come affrontare nel miglior modo la vita. Ottimismo, attornarsi di gioia, e godere di quello che la gioia dà. Beh diciamo che in quest'ultimi capitoli, poco scientifici e molto zen, un po' si ripete, un po' mi fa sorridere lo scienziato spirituale, ma credo sia l'American Society che gli richiede questo...(beh sono stata poco pungente, ma avete capito cosa intendevo...no???)

Chiudo riportando un pensiero di Gandhi, che pure Lipton riporta nel suo libro:
Le tue convinzioni diventano i tuoi pensier.
I tuoi pensieri diventano le tue parole.
Le tue parole diventano le tue azioni.
Le tue azioni diventano le tue abitudini.
Le tue abitudini diventano i tuoi valori.
I tuoi valori diventano il tuo destino.

Buona lettura...E.

mercoledì 17 novembre 2010

Buon compleanno

Ho una grande passione, i testi delle canzoni. Spesso sottovalutatati, ma leggerli, allontanandoli dalla melodia che li accompagna, sono delle poesie, che hanno il potere di aprirti nuovi mondi e rappresentarti.
Oggi ne ho una in particolare, "Quello che sento" di Carmen Consoli.
Nella giornata del mio compleanno, non potevo non imbattermi in un testo così rappresentativo di quello che sono, e di quello che sento e in particolare a quel voler aprire il mio cuore a ciò che è vero.
Distaccarsi dalle inutili ipocrisie, che portano a fondo, che non illuminano e che ci rendono opachi agli occhi degli altri, e soprattutto ai nostri occhi, che sono gli unici che ci possono giudicare.
Ed ecco il testo integrale...un grazie a Carmen per la sua poesia...

"Potrei parlare.. discutere.. stringere i denti.. sorridere..
mentire infinitamente.. dire e ridire inutilità.. !
mostrare falsa, ipocrita serenità, quando le parole si ribellano.. !
favole fiumi, mari, di perplessità..
non c'è una ragione per non provare.. quello che sento.. dentro.. !
un cielo immenso.. dentro.. !
quello che sento ..

Ho bisogno di stare con te.. !
regalarti le ali di ogni mio pensiero.. !
oltre le vie chiuse in me..
voglio aprire il mio cuore a ciò che è vero ..

Potrei parlare.. discutere.. stringere i denti.. sorridere..
soffrire infinitamente.. trovare un senso all’inutilità.. !
mostrare falsa, ipocrita serenità, quando le parole si ribellano.. !
favole fiumi, mari, di perplessità..
non c'è una ragione per non provare.. quello che sento.. dentro.. !
un cielo immenso.. dentro.. !
quello che sento ..

Ho bisogno di stare con te !
regalarti le ali di ogni mio pensiero.. !
oltre le vie chiuse in me .. !
voglio aprire il mio cuore a ciò che è vero.. !

Ho bisogno di stare con te !
regalarti le ali di ogni mio pensiero.. !
oltre le vie chiuse in me !
voglio aprire il mio cuore.. a ciò che è vero.. !!
.. a ciò che è vero .. ! "

giovedì 29 luglio 2010

Pioggia

Cade una leggera pioggia di fuori.
Sono appena rientrata da una commissione in cui ho avuto il piacere di sentirmi avvolgere dalla pioggia...ogni goccia che si frangeva sulla mia schiena sembrava un massaggio...e un messaggio.
Infatti sto cercando di risolvere il mio conflitto con l'acqua, in particolare con quella fredda, ma giornalmente mi esercito in quanto sono veramente convinta di quanto bene possa farmi e di cosa possa darmi.
Infatti, oltre a svariati benefici fisici, l'acqua, se fredda, stimola e smuove le proprie paure, fa fuoriuscire la propria energia e dona ottimismo; al contrario, se calda aiuta ad entrare in contatto con la propria parte intima, con l'amore, gli affetti, essa abbraccia e non fa sentire soli, crea l'accoglienza.
Oggi però la prima cosa che mi è venuta in mente sotto la pioggia, è stata la poesia di Gabriele D'Annunzio "La pioggia nel pineto", e rileggendola mi ha colpito perchè si percepiscono le vere emozioni sensoriali che vengono descritte, l'immedesimazione è reale, e la vista, l'udito, l'olfatto vengono inebriati dalle suggestioni che il poeta crea...che bel regalo mi sono fatta! Veramente sembra di spiarli, questi due amanti che passeggiano nella pineta, e sorpresi da questo acquazzone si fanno avvolgere dalla natura...sembra che non gli sfugga nulla, perchè tutto è descritto minuziosamente, ma a me sembra che la cosa più importante è la condivisione tra i due di un momento così fuori dalla quotidianità; queste gocce che iniziano a rigare il volto di Ermione, inzuppare gli abiti e loro che continuano ad andare di frasca in frasca; il suono delle cicale che pian piano viene assopito da quello della pioggia, e la musicalità di questa strofa mi incanta... Forse la mia è un'interpretazione moderna e personale in cui natura e amore si fondono...è quello che ho percepito, ed è quello che mi porto dentro in questa giornata in cui si sente l'odore della pioggia...

La pioggia nel pineto

Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove su i pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t'illuse, che oggi m'illude,
o Ermione.

Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitío che dura
e varia nell'aria
secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
nè il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancóra, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immersi
noi siam nello spirto
silvestre,
d'arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.

Ascolta, ascolta. L'accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall'umida ombra remota.
Più sordo e più fioco
s'allenta, si spegne.
Sola una nota
ancor trema, si spegne,
risorge, trema, si spegne.
Non s'ode voce del mare.
Or s'ode su tutta la fronda
crosciare
l'argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell'aria
è muta; ma la figlia
del limo lontana,
la rana,
canta nell'ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.

Piove su le tue ciglia nere
sìche par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pesca
intatta,
tra le pàlpebre gli occhi
son come polle tra l'erbe,
i denti negli alvèoli
con come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
(e il verde vigor rude
ci allaccia i mallèoli
c'intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri vólti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m'illuse, che oggi t'illude,
o Ermione.

venerdì 4 giugno 2010

tra i miei appunti...

In questi giorni, presa dallo studio che sta occupando ogni mia ora libera extra lavorativa, mi sono imbattuta in una poesia trovata in una dispensa di appunti naturopatia applicata...l'autore non è citato (se qualcuno lo conosce me lo dica!!!) e mi ha colpito la profondità delle parole, che ogni giorno stanno scavando in me...

Ogni situazione diventa un dono:
l'amico che ci assiste
il nostro prossimo che ci delude
lo sconosciuto che ci sorride
le persone gentile e quelle brutali
le persone che corrispondono alle nostre aspettative
e gli altri.
Tutti ci procurano occasioni
per esplorare noi stessi
per scoprire qualcosa in più su noi stessi
e
per indurci a cambiare.
Il nocciolo della questione
non è mai un altro individuo.
Siamo sempre noi.
Il nocciolo della questione
non è come cambiare gli altri.
E' come cambiare noi stessi
per non rivivere
le stesse esperienze dolorose.
Da queste parole risuona l'IO, la forza che proviene da dentro me stessa, che si infrange contro quei dolori che mi fanno e faranno crescere....
beh, è sempre quell'antilope di ieri che risiede che vuole venir fuori, senza porre giudizio negli altri, ma sfruttando le occasioni di vita in una rivincita!
Buona giornata allora! Qui un sole tiepido e timido stenta ad uscire!
Ma il Sole è dentro di noi!