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domenica 16 febbraio 2014

Colore


Florence + The Machine, Spectum
" ‘Til we let the spectrum in
Say my name
And every color illuminates
We are shining
And we will never be afraid again.."

Quali essi siano non ha valenza, l'importante è che ci sia lo spirito del colore nelle nostre vite...

sabato 28 settembre 2013

The scarecrow

Un videogioco che aiuti a ripensare alle proprie scelte alimentari?
Beh, eccolo.
Buona visione ...

giovedì 18 luglio 2013

Mandela Day



Ci sono diverse forme di attivismo che approvo e seguo.
Una di queste è rappresentata da Nelson Mandela e dal suo coraggio.
Nella giornata del Mandela Day, un segno musicale che a me riscalda il cuore, e riporta dolci ricordi di un Sole che iniziava ad avere una coscienza cosmica.

sabato 29 giugno 2013

Somiglianze apparenti






"I was thinking about what a friend had said

I was hoping it was a lie
Thinking about what a friend had said
I was hoping it was a lie" 


Neil Young - After the gold rush





Sono giorni tutti uguali. Un matrimonio a Como, molto lavoro, tosse e raffreddore che non se ne vanno, divano, un libro e pc, due concerti (belli e intensi nonostante i 17 gradi, non confortanti all'aperto).
In questa settimana che è emotivamente altalenante. Gioia, malinconia, malinconia, gioa.
Martedì sono diventata zia, una bellissima Aurora è entrata nella mia vita. Ancora non mi capacito...osservarla e scovare quelle somiglianze che speri ci siano e provare una tenerezza immensa nel cogliere ogni sua piccola smorfia. Ti ci rivedi e vai a sfogliare l'album di quand'eri piccina per vedere se effettivamente è così. Piccole illusioni e speranze. Eppure il bello è nascere nella propria unicità, senza per forza dover assomigliare a qualcuno e esserne l'ombra.
Ed è un po' il casino che fanno i genitori, tra i vari condizionamenti che inculcano da piccoli, c'è pure quello dell'assomigliare a tizio e caio, sortendo un allontanamento dalla propria Essenza.
Pura apparenza.



domenica 16 giugno 2013

I wonder, Sixto Rodriguez!

Capita che in una fresca serata di giugno ti infili nel grande cinema della tua città per un documentario.
E te ne esci con un motivetto in testa, che canti, e in contemporanea lo sta cantando all'unisono il signore settantenne che era seduto tre posti avanti a te. Carina come situazione, vero?
Capita a me ed è stata una bellissima sorpresa scoprire Sixto Rodriguez , e portarmelo un po' ovunque in questi giorni, con la sue I wonder, Sugar Man e Can't get away per citarne qualcuna.
Searching for Sugar Man è un documentario diretto e montato da Malik Bendjelloul che tra il 2012 e il 2013 ha riscosso un grande successo mondiale, premi un po' ovunque, fino a culminare con l'Oscar 2013 per il Miglior documentario, e parla di Sixto Rodriguez.

Di lui, fin dall'inizio si pensa sia morto suicida bruciato su un palco, e invece dopo il flop dei suoi due dischi (forse a causa del suo nome spagnoleggiante ?), agli inizi degli anni Settanta, decide di continuare a vivere come prima, facendo  l'operaio alla Crysler di Detroit e poi il carpentiere.
Diventa il protagonista di questo documentario; la sua storia incuriosisce, e  non è stato una meteora, anzi divenne un idolo trans-generazionale in Sud Africa. Le sue ballate coni suoi testi, sono stati la speranza per molti sudafricani, che arrivarono alla sua musica per caso, forse per un disco importato da una ragazza americana in visita  al suo ragazzo sudafricano. Copie  si sono moltiplicate, illegalmente, durante l'Appartheid, e si trasformarono nell'inno di molti giovani contrari alle leggi razziali in vigore nel loro Paese e al proibizionismo che aveva portato pure a rendere vietate le sue canzoni. Questo documentario è l'epilogo della ricerca di due fan sudafricani, che casualmente vengono a scoprire che il loro idolo non è morto, e questo avviene attraverso un contatto in un forum in internet,dedicato a Rodriguez, al quale rispose una delle sue figlie, dicendo che non era morto! e viveva a Detroit!
Questo contatto porterà Rodriguez alla ribalta in Sud Africa, incitato dalle figlie  lascia Detroit per raggiungere il paese africano per una serie di concerti, nell'incredulità di molti, riempiendo palazzetti e commuovendo le masse di fan.
Il resto non lo racconto, ma voglio incuriosire dicendovi che quello che colpisce di Rodriguez è la sua umanità: un americano, dai tratti messicani, sul quale i discografici vedevano un nuovo Bob Dylan, dolce e umile, attaccato alla vita e alla famiglia e non alle cose materiali.
Lo ascolti, provate qui,  e non vorresti smettere: entri nella sua dimensione e ti trasporta, mette pace e serenità.
I wonder dice una delle sue canzoni , ... cosa vogliamo di più, se non farci sorprendere dalla curiosità della vita, domandarsi e essere curiosi e perchè no, meravigliarsi di tutto ciò?

domenica 9 giugno 2013

World Oceans Days

Sono in ritardo di un giorno, ma questo non importa.
Ricordarsi delle cose non deve sempre essere prerogativa di una data; se ci teniamo veramente a qualcosa, sentiamo la necessità di farlo ogni giorno, come avviene per le persone che amiamo: non pensiamo a loro solo il giorno del compleanno, ma costantemente. Vero?
Ieri, 8 giugno, era la giornata mondiale dedicata agli oceani.
E a tutti gli esseri che vivono nel mare, che lo popolano: l'oceano è  la loro vita e il loro ambiente. Gli oceani e il mare che oramai sono diventati la nostra discarica, dove la pesca è la "forma buona" della caccia (a tal proposito mi rivolgo a quelli che dicono "poverino, non mangio il fagiano perchè gli hanno sparato", eppure poi si cibano del branzino pescato con l'amo, o che ha visto la propria libera vita svanire da una rete... è ipocrisia questa, capito ???? [e poi il pesce cucinato con l'occhio, non vi colpisce dentro???]), dove si effettuano esperimenti nucleari e si trivella.
Una giornata dedicata a loro. Che deve diventare "ogni giorno dedicato a loro".
Sensibilizzarsi all'ambiente: per me è una cosa ovvia, ma forse serve una rieducazione in merito. Vi invito a essere curiosi, quella curiosità di scoprire cosa sia un ambiente marino, ricordarsi che è come il giardino di casa propria che vogliamo e pretendiamo sempre pulito, e quindi essere sensibili alla sua salvaguardia. Tutto qua. Semplice. Invece di gossippare, basta solo curiosare e far brillare i propri neuroni per una valida causa, comprenderla e renderla una propria abitudine. Scegliere da dove partire diverrà una sfida con voi stessi ;)

Una canzone, tra le mie preferite,  "Amongst the waves" dei Pearl Jam, sentita e voluta per la causa della salvaguardia degli oceani.


"...Riding high amongst the waves
I can feel like  I
 have a soul that has been saved
I can see the light
coming through the clouds in rays ..."


venerdì 7 giugno 2013

Heavy metal weekend

Pochi lo sanno ... domani sarò a Rho per loro ;)


sabato 1 giugno 2013

Deeper and deeper: "La grande bellezza"

Rimugino da giorni. Per me è così, riesco a farmi tarlare la mente, da pensieri e ossessioni silenziose. Qualcosa mi stupisce, e lo elaboro e lo analizzo e lo sogno e lo confronto con la mia realtà e lo annoto e lo seziono come un chirurgo.
E a tal proposito, da lunedì scorso, accade che sto sviscenrando "La grande bellezza" di Sorrentino.

"La grande bellezza" è ambientato a Roma, salotti, lusso, palazzi, vite altolocate. Una Roma che viene presentata in una giornata di sole (mai una nuvola, comunque e nonostante tutto, eh!?!!!), alle prime ore del giorno. Tutto sembra rinascere, pace e silenzio, anzi un' eterea musica si innalza (I Lie di David Land interpretata dalla Torino Vocalesemble).
E poi l'irrompere in una festa frastornante, in una terrazza della Roma bene, dove alcol, ballo, sesso ed esibizionismo sono esaltati rispetto a quello che si possa immaginare. Mi colpiscono, in questa festa, delle donne che si spogliano in una vetrina, alternate ed isolate, dove ad accompagnarle c'è una musica diversa da quella che c'è all'esterno. Donne che si osservano riflesse sul vetro della vetrina che le mette in mostra, ogni loro minimo gesto è calcolato e si esaltano per questa dimostrazione di sé stesse, il loro corpo che con atti precisi e calcolati inizia a denudarsi.
Il frastuono viene interrotto dall'inizio della trama del film, che vede Jep - Toni Servillo - personificare questo esaltato dei migliori salotti di Roma, che come unico scopo della vita, vede la propria supremazia sociale.
La trama del film gira attorno a lui, alla sua vita, al suo camminare, alle sue giacche, alla sigaretta perennemente appoggiata alla bocca, al suo sorriso sardonico, alla sua falsità e alle vicissitudini che si intrecciano con il resto di personaggi che lasciano un ricordo di pura apparenza.
In due ore i sbadigli non mi  mancano. Ma l'attenzione è viva e presente.
E me ne ritorno a casa, con un database di ricordi, immagini, frasi, musiche, espressioni che mi tormentano.
Caspita, Sorrentino ha colpito !!?!?!????!!!!!!!!
Non mi sono divertita, eppure ha lasciato il segno. Fosse questo il suo obbiettivo??? Spiattellarci i giorni nostri sul grande schermo senza alcun  giudizio, se non il nostro ???

Questi i particolari  che mi hanno stuzzicato di più, e le domande che mi rimbombano ancora in testa ... 
- il silenzio, Roma avvolta dal silenzio. Non ci sono clacson, urla. Si vede e sente spesso lo scrosciare dell'acqua, quella delle fontane e delle piscine... silenzio che accompagna i momenti di riflessione, i ricordi del passato, i lutti.
- la luminosità, sole, tanto sole e anche la luna e le candele. Diciamo che nelle scene di buio mi hanno colpito i fasci di luce. Le tenebre e avvolgono la luce, bellissima metafora dei nostri tempi.
- la bellezza della Roma monumentale, palazzi e case, statue e quadri che contrasta con questi goffi personaggi che si atteggiano, che si fanno di coca e botox. Cos'è il bello quindi?
- la critica alla Chiesa, cardinale con la croce d'oro, e la santa con quella di legno. Una chiesa vicina ai salotti, e i salotti vicini alla chiesa, in una sorta di orgia mistica. La suora che va a farsi di botox alla mano (per un problema di iperidrosi alle mani  e  ...io sono anche maliziosa, uff... ) e che poi se ne va in pellegrinaggio dalla santa.
- la falsità, dalle apparenze a quella studiata per le circostanze, vedi l'episodio del funerale (qui i miei nervi sono saltati, ricordi che sono risaltati alla mente, fotogrammi di visi conosciuti, episodi da orticaria immediata).
- la giraffa, che l'amico illusore fa sparire e dice "è solo un trucco". Quale trucco? Le maschere che si posano su quelle facce? L'illusione di un attimo, o quella di una vita?
- le radici, sono i propri piedi, e quelli rimangono il legame con la nostra essenza. Le radici che radicano il proprio corpo a un luogo, a una circostanza e alle persone. 

Tocca esserci in una società di questo tipo. Anche se non so darmi tutte le risposte (oppure non voglio ammetterlo, chissà...) e anche se non mi ci immedesimo, la osservo accanto a me... faccio il mio meglio per mantenere la mia entità, non farmi sopraffare da quanto mi stanno costruendo accanto e attorno, dai condizionamenti sociali, dalle mode e dalle false verità mediatiche...

E Madonna nel 1992...cantava Deeper and deeper ...


domenica 12 maggio 2013

Ricorrenza. Punto.

Volevo condividere. E testimoniare.
A maggio festeggio sempre una ricorrenza molto importante e significativa nella mia vita, che è legata a delle scelte molto forti che decisi di prendere per me e solo per me.
Era il mese di maggio del 2006 che presi la decisione di non mangiare più carne e di non assumere più medicinali. Scelta radicale, legata a continui mal di testa che mi opprimevano ogni volta che mangiavo proteine animali, provocandomi giornate difficili da affrontare e a volte abuso di pasticche (per me abuso voleva dire due capsule al giorno). Significò intraprendere la strada più vicina alla mia vera indole e in modo naturale, per allontanarmi sempre più dall'ideale di uomo che la società moderna sta creando, e aggrapparmi a ciò con cui mi sento più affine perchè ne sono parte consapevole, la Natura.
Fu l'inizio di un nuovo percorso di vita, tante cose sono successe e cambiamenti profondi e radicali sono avvenuti in me. 
Queste scelte sono state tutte positive, ma la percezione dei  propri sensi è la qualità maggiore che ho riscoperto, e la auguro a chiunque. 
Si dice sensibilità quando ci si trova di fronte qualcuno che sa essere empatico, comprensivo, che ci abbraccia anche se senza farlo, ma ce lo fa capire anche solo con uno sguardo o un sorriso, o una parola detta o scritta. E sensi-bilità quindi diventa l'abilità a usare i propri sensi, quelli esterni e quindi quelli che si manifestano verso e con l'esterno, ma anche quelli interiori, ad esempio l'ascolto interiore, la visione interiore... 

E così immersa nei miei sensi, vi lascio con questa coccola, solo  perchè mi scioglie letteralmente e ne abbiamo bisogno un po'  tutti di tenerezza, in attesa di cieli stellati ...



venerdì 10 maggio 2013

Intermezzo musicale




"Looks like your bleeding heart has already won
I wish I could take it away
And save you from yourself
You get so lost inside your head Like no one else"

 


Vorrei proprio riuscire a trasporre i miei pensieri. Ma forse mi viene più semplice trovarli nel testo di una canzone oggi.
E poi, quando un batterista come Taylor Hawkins, suona e te le canta così...  


domenica 21 aprile 2013

Ballate di China


Erica Boschiero e Paolo Cossi. Il nord-est riesce a offrire arte di qualità, e loro sono l'esempio della fusione tra due mondi completamenti diversi tra di loro.
Ieri sera ho avuto il piacere di incontrarli nuovamente a Croce di Musile di Piave (VE), in occasione di una serata organizzata dall'Associazione tra Nigeriani a Venezia e dintorni e il Comitato del Veneto Orientale per l'immigrazione, una rassegna di eventi legati all'integrazione multietnica.
Il loro spettacolo "Ballate di China", ove si  fondono la musica ricercata di cui Erica è autore e interprete con la sua chitarra,  con   la china e un foglio di Paolo che interpreta i testi in diretta, nel mentre la canzone giunge all'orecchio degli spettatori, e il proiettore ci riproduce pari pari quanto le mani di Paolo creano. Come ha detto ieri sera Erica, si tratta di un'esaltazione dei sensi, chi ascolta si porta a casa il ricordo di quella canzone perchè l'ha vista trasposta dalla china di Paolo. Un regalo che loro due artisti si fanno, per esaltare la loro arte. Credo che sia stata una bellissima e umile  confidenza che ci è stata donata, spesso non vengono comprese le necessità di chi vive per la propria passione artistica; l'ho veramente interpretato come un intimo segreto condiviso con tutti noi presenti.
Erica, nel suo sito potete veramente capire chi sia.  Una voce spettacolare, che esula dagli schemi rockettari che piacciono a me, ma cattura l'attenzione con la sua chitarra e semplicità,  i  testi impegnati che arrivano dentro. Di lei mi colpisce, oltre la bravura, il sorriso che conquista, e l'attivismo e la volontà di portare la sua arte a contatto con solidarietà e la giusta causa. Scopritela se seguitela. Non rimarrete delusi.
Di Paolo Cossi, vi invito a vedere il suo blog, a scoprire le sue pubblicazioni, i premi vinti, il tratto così veloce e risolutivo.Rimani a bocca aperta. Nel comodino, tra i vari libri da leggere che ho, ce ne uno suo "La storia di Mara", la vita a fumetti di Mara Nanni,brigatista che lui incontrò e della quale decise di scrivere la vera storia. E così altre biografie narrate con matita e china, quella di Hugo Pratt, di Mauro Corona, oppure i ritratti di donna o le tematiche sviluppate dai suoi viaggi. Intuizione, amore per la natura, semplicità e un sorriso che non dimentichi, questo è Paolo Cossi.

Scusate, il filmato non è di qualità, solitamente non amo usare la tecnologia in queste occasioni, ma ci tenevo particolarmente a questo pezzo, decisamente dalla parte degli animali, un punto di vista che spesso dimentichiamo, e giustamente esaltato dalle corde di Erica, e dalla china di Paolo. Ci stava nel mio salottino, un grazie a loro...



mercoledì 17 aprile 2013

...e non arriva mai a caso..

Pensieri veloci attraversano istanti di vita...
e ti ritrovi, felice e cantante, mentre sfrecci in macchina,
un'ape appesa al bordo del finestrino ti fa compagnia...
fluttuante...
mi faccio cullare,
ogni volta è così... e la musica non arriva mai a caso...

E.

venerdì 15 febbraio 2013

In questo periodo ...

Ma l'abbiamo detto dell'arrivo di Spotify?
Sappiatelo, io sono già connessa, e questo per rendere più legale, fluente e ricercata la mia scelta musicale.
Certo, sono additata come la non tecnologica del gruppo, ma di render conto di quelle che sono le mie passioni e di quello che faccio con il mio pc, non mi interessa.
E quindi musica accessibile -> mia passione -> spotify.
Un servizio social. Appena ci accedi, ti cattura i dati di facebook, e ci vedi gli amici che già ci sono dentro a questo oblio musicale. Facile, la privacy diventa community.
Ma l'ambire ad avere tutti i file musicali a disposizione è una cosa così forte, che oltrepassi subito l'incazzatura da social-ruba-privacy e subito ti metti alla ricerca dei tuoi preferiti, di quei dischi che non hai mai potuto permetterti, o che hai sognato e messo nella lista dei desideri.

In questo periodo di solitudine, un po' forzata, un po' necessaria, un po' costretta ... con un libro, caminetto acceso, marito quando c'è ... è la mia compagnia preferita.

Cambiando discorso: ricordatevi di disattivare il captcha, fatelo ... avanti, non fate i pigri, non demordete, e toglietelo subito. Inutile fardello, le pattine dei blog: pur di entrare le metti, ma vuoi mettere che nervoso esser costretti a metterle? e il disagio nel dover togliersi le scarpe? Suvvia, toglietelo subito.
Vi ricordo, il 13 febbraio è stato il NO CAPTCHA DAY, ma questo non vuol dire che demordiamo nell'azione. ^_^

giovedì 22 novembre 2012

Tecnologia!

Tecnologia sì, tecnologia no...
Uno sbattimento quest'ultimo periodo con grandi rompimenti di palle da parte di amici e amiche perchè non sono what'suppata e perchè non posso voiperarle e perchè non c'ho l'ultimo modello di grido del telefonino.

(Pensate, che scattate delle foto al concerto degli Skunk Anansie di ieri, non me l'hanno fatta avere per boicottare il mio poco essere tecnologica)

Ma secondo voi, cos'è essere tecnologici? E che uso ne facciamo della tecnologia?
Vi spiego un po' la mia teoria. Molto brevemente, uno spunto per interagire assieme, visto che attraverso la tecnologia interagiamo costantemente tra blogger!

La tecnologia è progresso, nessuno lo nega e tutti ne traiamo benefici. Ha ottimizzato dei processi, è utile per facilitare certe mansioni, è veloce e a portata di tutti, a volte intuitiva. Ci riempie i tempi morti, ci fa compagnia, a volte risparmiare, fare amicizie nuove, interagire e dire la nostra con più facilità.
Quello che ci ha portato è che facilità la vita, ma non la risolve. Ci sono cose in cui la tecnologia riesce anche a togliere. La personalità dei rapporti si sono sfibrati. Non posso immaginare di essere considerata una persona diversa solamente perchè non riesco interagire con gli amici...Ci si allontana dai sensi, i miei adorati sensi che amo mettere alla prova costantemente, anche soffrendo, ma sono quelli che in effetti danno il senso alla mia vita.
La natura, l'uso delle braccia, il respirare l'aria aperta si fanno senza tecnologia. Eppure anche questa è vita. Una vita priva di controllo, libera e serena, lontana da ogni vincolo.
E poi l'uso del cervello: questo nostro computer interno che non si trova più a cercare/trovare soluzioni ai piccoli intoppi della vita, a non poter ricordare più un numero di telefono a memoria, a dover per forza utilizzare i promemoria telefonici per ricordare le date dei compleanni. Solo piccolissimi esempi, quotidiani, di come abbiamo disabituato ad usare la nostra capa. Sentire l'odore di un libro, osservarlo, sottolinearlo, renderlo vivo, toccarlo e farlo bene di piacere.

Ne sono certa, cadremo tutti nella trappola del telefonino touch-screen, ma spero il più lontano possibile. Perchè voglio anche riempire le mie giornate e non trascorrerle unicamente appiccicata ad uno schermo, a interagire attraverso messaggini e sorrisini. Sono pronta a un altro digiuno tecnologico se fosse il caso.

I sorrisi apprezzateli reali, quelli del mio viso, che si abbinano bene ai miei occhi.
Abbiate coraggio di essere ancora umani.

domenica 4 novembre 2012

Sempre le solite coseeee

Sole, sogni, auto che sfrecciano, camminate e luce e strade, faccioni e sorrisi ma anche melanconia, dark  e tenacia...e fuoco e fiamme.
Mi sono accorta che queste sono le cose che accomunano questi video...buttati lì in fretta e furia d'istinto e utilizzando memoria fotografica,  in risposta a questa Sit Rock di It's only rock'n roll blog
Che poi sono le cose che mi caratterizzano, di cui parlo e a cui faccio riferimento tante volte, e che sono vita per me.
Eccovi la lista! ditemi che ne pensate, e poi andate alla sfida che vi ho elencato e se volete mettetevi in gioco :)


1 - REM - Shining happy people
2 - Queen - I want to break free
3 - Green Day - Boulevard of broken dreams
4 - Alice in Chains - No excuses
5 - Pearl Jam - The Fixer
6 - The Cranberries - just my immagination
7 - The Smashing Pumpinkins - Ava Adore
8 - Dido feat. Eminem - Stan
9 - Darkness - One way ticket to hell
10 - Radiohead - Karma Police
11 - Aerosmith - Pink
12 - Gun's Roses - November Rain
13 -Alanis Morisette - Ironic
14 - Soundgarden - Black hole sun
15 - Metallica - Fuel
16 - Genesis - I can't dance
17 - Oasis - Wonderwall
18 - Red hot chilli peppers - Under the bridge
19 - Empire of the sun - Walkink on a dream
20 - The Verve - Bitter sweet symphony

Beh, non mi ricordo più se mi piacciono o meno le liste, però quest è veramente una bellissima sfida!!! :)

Tra i miei preferiti, vi lascio questo, poco rock, ma tanto Sole ...

lunedì 29 ottobre 2012

Signora Luna

"signora luna che mi accompagni 
per tutto il mondo 
puoi tu spiegarmi 
dov'è la strada che porta a me 
forse nel sole 
forse nell'ombra 
così par esser 
ombra nel sole 
luce nell'ombra 
sempre per me "
_
Vinicio Capossela




Probabilmente nel blog di ElenaSole non si può immaginare la Luna, eppure è così vicina a me a tal punto da influenzare seriamente il mio umore, le mie percezioni e le mie emozioni, i miei cicli vitali e la mia alimentazione, i miei desideri e le mie antipatie, i miei liquidi e la mia materia.
La luna piena è lì alta stasera, completamente illuminata dal Sole...

martedì 16 ottobre 2012

Tutti i santi giorni

Tutti I Santi Giorni
fotogramma tratto da "Tutti i santi giorni"


Mi piace questa foto. Colori e occhi intensi, copertina e berretti, orpelli invernali che adoro indossare e sfoggiare.
Ma a parte questo, "Tutti i santi giorni" di Virzì, non mi è proprio piaciuto.
Loro bravi, nulla da dire riguardo Luca Marinelli e Thony. Anzi Thony, oltre a essere veramente una bella tipa, canta e compone musica in una maniera che mi attrae tantissimo, ed ora devo attrezzarmi per poterla ascoltare nella mia intimità.
Però mi aspettavo di più da questo film, invece solita tiritera dentro e fuori da specialisti per riuscire a rimanere incinta, genitori siciliani che si presentano in casa e la vogliono conquistare - roba già vista e noiosa - , sesso e sesso, loro che si amano e si lasciano e si ritrovano e si ... beh, il finale scontatissimo non lo svelo.
Rimane questo senso d'amore che stimo e riconosco molto in me, quell'amore per cento a cui tutti aspiriamo, ma la "trama cronaca" mi ha stancato. Alla colonna sonora un bel 10 e al personaggio interpretato da Thony un bel 8, perchè personifica la donna come piace a me: cazzuta al punto giusto e fuori di testa.
Eppure  qualche lacrimuccia m'è scesa...
Ma forse perchè al cinema da sola di venerdì sera è una tristezza unica...
 

lunedì 1 ottobre 2012

Autunno dolciastro

E' autunno. Accettiamolo, non facciamoci prendere dalla tristezza facendo colare il nostro naso. Cerchiamo di prendere il meglio di questa stagione, cogliamo l'aspetto positivo della stagione dall'animo melanconico, osservando le foglie cadere che altro non sono speranza per la nuova vita che verrà, per il rinnovamento necessario a ognuno di noi. Ci rattrista il doverci fermare, ma impariamo dalla natura stessa a cogliere questo invito a riconsiderare la calma, la lentezza, ad abituarci alla minor luce che sarà sempre meno presente nelle nostre giornate.

A tal proposito, due spunti: il testo di una canzone di Carmen Consoli - vado a periodi con la musica, questo è quello di massima ispirazione con la cantantessa, e la sua melanconia è adatta all'autunno - e una mia ricettina ^_^

Si tratta di Autunno dolciastro. A me fa venire i brividi...

Lentamente tra una pagina e l'altra di un libro qualunque
ingannavo l'attesa
gia' settembre
poche voci distanti e un autunno distratto al di la' dei vetri
quasi speravo che non arrivassi piu'
quasi credevo che non mi mancassi
eppure
stavo aspettando
distrarsi sembrava piuttosto facile
credevo di sopportare la tua indifferenza cercando pretesti e rimedi inutili
eri tu quel tasto dolente
eri tu autunno dolciastro
eri tu
Freddamente valutavo i miei limiti i gesti avventati le frequenti rinunce
era tardi e bruciavano gli occhi fissavo il soffitto
il mio letto disfatto quasi speravo che non arrivassi piu'
quasi credevo che non mi mancassi
eppure
stavo aspettando
distrarsi sembrava piuttosto facile
credevo di sopportare la tua indifferenza cercando pretesti e rimedi inutili
credevo di soffocare la mia insofferenza
eri tu quel tasto dolente
eri tu autunno dolciastro
eri tu eri tu quel tasto dolente
eri tu autunno dolciastro
eri tu autunno dolciastro...

e giust'appunto, autunno dolciastro in cucina ...
Gli ingredienti sono 300 gr di farina integrale, 100 gr di zucchero di canna mascobado, 50 gr di farina di castagne, 200-300 ml di latte di soia (a seconda del grado di umidità della giornata, ho notato che i liquidi variano molto con il clima, il grado di idratazione varia tantissimo), 50 ml di olio di semi di girasole, una bustina di cremor tartaro, 1-2 mele.
Le mie mele stivate, ammaccate dalla grandine, bio, buone.

Velocissimo: prendere il robot da cucina, mettere le farine, il cremor tartaro  e lo zucchero e dare una mescolata veloce. Unire i liquidi e azionare. Il composto è pronto da travasare in uno stampo per dolci a cui andremo a stendere della mela tagliata a fettine. Infornare per 45-50 minuti a 180°, forno statico!

Et-Voilà! un dolciastro dai sapori autunnali. Ne esce una classica focaccia co le mele sopra, brutta da vedere, giusta per colazione. Ottima direi per scaldare il nostro corpo, tenerlo a freno dagli zuccheri che tendenzialmente con i primi freddi si tende abusare.
Nulla di più semplice, vegan, salutare, dal sapore autunnale...un po' castagna, un po' mela, un po' pigrizia e un po' melanconica...

Lo sguardo alle foglie che cadono,
ai forti colori che la natura vuole offrirci,
 a quell'ultimo raggio di sole che vuole rimanere impresso nelle foglie...


giovedì 27 settembre 2012

Radiohead e sensi

Conclusosi il tour dei Radiohead in Italia, si può scrivere di loro.
Li ho visti a Bologna, in una serata estiva di fine settembre, in cui cielo stellato e luna crescente risplendevano belli nel cielo. Come il mio solito, non mi soffermo su quali canzoni, scaletta abbiano fatto: su questo lascio la critica vera a stilare classifiche, dare voti, conteggiare i tempi e confrontare.
A me importa altro.
Intanto lo spettacolo è stato inaspettato, senza troppe illusioni, ipnotico. Complice un palco con dall'effetto psicadelico, con scelte di colori molto affini al mio essere e al mio sentire la musica, in grado di essere coinvolgenti e far trasportare i sensi nella direzione che la musica voleva portarti.
Esplosioni di sole e fuoco, supportate dal giallo e dall'arancio e dal rosso, mare e onde da un blu ritmato, e la natura dai contrastanti verdi. Il fuxia a fare da contorno e contrasto assieme a lilla e a frammenti di luce pura. Un arcobaleno in movimento a ricordarmi il percorso della mia tesi, pensate un po' che accidenti poteva venirmi in mente durante il concerto dei Radiohead!
E occhi: quelli di ogni componente delle band, trasmessi ed evidenti a tutti, volti segnati dalla musica, e questo mi è piaciuto molto. Thom Yorke con i capelli appena un po' lunghi e raccolti, barba incolta e leggermente più in carne rispetto al solito è stato veramente una bella sorpresa. Poi lui, vegano attivista di Greenpeace, a voler difondere la protesta contro lo sfruttamento del Polo Nord, come raccontato pure qui. Quindi affinità al 100% con questi ideali pacifisti e di amore per la natura. Li trovo tutti così, non ci posso far nulla! :)
La  scelta dei brani  non è stata scontata, elettronica e lontana dai primi Radiohead, eseguita divinamente. Voce insidiante da far perdere le connessioni dei sensi. Quel contatto che spesso cerco di spiegarmi nei miei pensieri, sul potere della musica ad aprire i canali delle nostre entità superiori è avvenuto. Complicità dei sensi, della luce, della musica e della voce. Io credo fermamente in queste cose, al potere della musica. Fin dagli albori ha accompagnato riti e momenti d'estasi che venivano ricercati quale esigenza primaria di vita!
 
Voce, ritorno all'origine di ogni essere: il primo vagito è canto alla vita.
Musica: è la ricercatezza di commutare in vibrazioni la natura.
 
Nulla di più elementare e affine a ogni essere, noi musica.

venerdì 21 settembre 2012

Pordenone, Carlotto e le mie cronache da lì

Mi credete se vi dico che in 2 ore ho già avuto tre attacchi di pianto?
Si vivono emozioni, e oggi sono state molte. Mi faccio prendere sì, e vedo che la mia vulnerabilità è sempre più forte a tal punto dal farmi scoppiare a piangere mentre ascoltavo "Thin air" dei Pearl Jam, mentre leggevo  un post in facebook di un amico e mentre ripensavo al mio giro a Pordenonelegge di oggi.
Il mio obbiettivo era Massimo Carlotto, che conosco da poco, e il merito per averne approfondito la lettura è di un amico blogger, l'Alligatore, che di lui parlò qui a maggio. L'occasione era un suo intervento in merito alla rassegna della "Mappa dei sentimenti", in particolare il sentimento assegnato a lui era l'Amicizia.
E' stata un'ora intensamente vissuta, emozioni vere e sentite che non mi sarei mai aspettata di provare a un incontro di questo tipo. Eppure è accaduto. Quest'uomo ne ha dette veramente tante sull'amicizia: aneddoti, ricordi, confidenze del suo vissuto, ma le parole che più mi hanno colpito sono state nella descrizione dell'amicizia quale "scambio, accettazione e alchimie infinite"  e che "nella confidenza c'è la fiducia di parlare di qualsiasi cosa" e "diventa una forma strategica di sopravvivenza". E in conclusione un grande elogio dell'amicizia, che mi ha fatto veramente riflettere: quando un amico ci lascia e intendo dire quando muore, l'amico che rimane perde ogni diritto, "uno pensa ai parenti e mai agli amici". E quant'è vero. Eppure gli amici si scelgono in vita, mica come i parenti che ti capitano per forza! e se li scegli veramente li ami, li stimi e li rispetti a tal punto che il tuo lutto da amico ha un profondo peso.
Eccolo Carlotto, occhi bellissimi sapete???di quelli che vorrei avere davanti, di quelli che scelgo di voler davanti. Eppure era lì e non ho avuto coraggio di avvicinarmi, m'è presa un po' di emozione e forse sarei crollata con un pianto. Veramente.
Massimo Carlotto "Pordenonelegge" ed. 2012

Poi mi sono fiondata a sentire Giorgio Faletti che ad accoglierlo lo aspettava tantissima gente. Un intervento breve sulla "speranza", che non mi ha soddisfatto molto, nonostante l'ilarità e la spensieratezza che mi ha trasmesso. Un po' più di spessore me l'aspettavo, diciamocela!!!

Giorgio Faletti "Pordenonelegge" 2012

Poi, visto che c'ero, mi sono intrufolata a sentire Duccio Demetrio, di cui non ho mai letto nulla. La conferenza aveva un bel titolo, inerente alla sua ultima opera, "Perchè amiamo scrivere. Filosofia e miti di una passione". Mi aspettava un posto in piedi, e invece m'hanno fatto accomodare in una scrivania accanto al palco!
Una lezione è stata. Mi sono letteralmente vista catapultare in una lezione di scrittura, di miti greci e sul significato psicologico che ha la scrittura. Anche in questo caso tanti stimoli che ancora devo elaborare bene. Ma sono certa che ne farò buon uso. "La scrittura fa vibrare la nostra identità e interiorità"  è un "graffio, scolpisce". La scrittura può essere una "cura, ma può rivelarsi un inganno. La migliore terapia è l'amore condiviso". Questi sono spunti che lascio scritti qui...a testimoniare le cose più superficiali che Demetrio ha trattato. Ma è andato veramente a fondo.
Due cose fondamentali mi hanno colpito: quando ricordiamo il momento in cui abbiamo iniziato a scrivere e perchè? (naturalmente se lo facciamo, io credo di farne parte da quando iniziai a scrivere i miei diari, poi non ho mai praticato con costanza, ma so perchè l'ho fatto).
L'altra è legata a uno spunto dato dall'intervistatore Prof. Massimo De Bortoli, riguardo la figura del padre, legata alla scrittura, e la figura della madre, legata alla lettura. E qui la mia riflessione deve maturare, anche se superficialmente sento di dire che pure per me l'inizio e la necessità di scrivere sono legati alla figura di mio papà.
Duccio Demetrio "Pordenonelegge" 2012
 Il rientro è stato un'emozione costante...le lacrime accennate prima, questo tramonto bellissimo, la mezza luna che iniziava a sbucare dal cielo, una poiana che s'è appoggiata a un filo dell'alta tensione...la mia vulnerabilità che fa capolino costantemente...
tramonto a Puja
 
E mi sento piena, ricca e appagata...
un pensiero m'è passato per testa...che nonostante fossi sola, stavo bene con me...come ha detto Faletti "non c'è limite al rispetto di sè stessi..."