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domenica 26 maggio 2013

No alla vivisezione.

Odio i centri commerciali.
Non ci vado quasi mai. Ma vivo nel paese del più vecchio (così dicono ma non ne sono certa) centro commerciale del Veneto. Quindi, ogni tanto ne usufruisco.
Ancor peggio è rivolgermi al centro commerciale di sabato (di domenica ASSOLUTAMENTE MAI). Rientrata il venerdì sera dalle vacanze, necessitando delle lenti a contatto, c'ho fatto una capatina sabato pomeriggio. E così c'ho rimediato puro la matita per gli occhi, color bianco. (persa tra i vari traslochi di  B&B in B&B in Sicilia, mi trucco molto poco: matita nera o bianca, velo di rossetto per invecchiarmi, se necessario).
Scendendo dalle scale di "servizio", ovvero quelle a gradini che nessuno fa, impilandosi dolcemente  e pigramente sulle scale mobili, mi sono imbattuta nel gazebo dell'ENPA, Ente Nazionale Protezione Animali, sezione di Treviso.
Raccoglievano le firme per la Petizione al Parlamento Europeo contro la Vivisezione.
Ero lì, m'ero ripromessa di farlo on-line questo passo, e quindi essendoci di persona ho lasciato i miei dati e firmato.

Ci sono altri accorgimenti da attuare: vi invito a leggere la pagina di NoVivisezione, in particolare quella relativa a "Cosa puoi fare tu". C'è ancora molto da fare, piccoli accorgimenti quotidiani, attenzioni da seguire nei nostri acquisti, nell'uso dei farmaci, nelle scelte etiche.
Costringiamoci a farlo, poi diverrà la nuova abitudine.
Se crediamo in qualcosa, agiamo. Se non vogliamo esporci troppo, agiamo nel nostro piccolo.
Sarà una sola goccia, ma tante gocce cosa fanno ???

domenica 21 aprile 2013

Ballate di China


Erica Boschiero e Paolo Cossi. Il nord-est riesce a offrire arte di qualità, e loro sono l'esempio della fusione tra due mondi completamenti diversi tra di loro.
Ieri sera ho avuto il piacere di incontrarli nuovamente a Croce di Musile di Piave (VE), in occasione di una serata organizzata dall'Associazione tra Nigeriani a Venezia e dintorni e il Comitato del Veneto Orientale per l'immigrazione, una rassegna di eventi legati all'integrazione multietnica.
Il loro spettacolo "Ballate di China", ove si  fondono la musica ricercata di cui Erica è autore e interprete con la sua chitarra,  con   la china e un foglio di Paolo che interpreta i testi in diretta, nel mentre la canzone giunge all'orecchio degli spettatori, e il proiettore ci riproduce pari pari quanto le mani di Paolo creano. Come ha detto ieri sera Erica, si tratta di un'esaltazione dei sensi, chi ascolta si porta a casa il ricordo di quella canzone perchè l'ha vista trasposta dalla china di Paolo. Un regalo che loro due artisti si fanno, per esaltare la loro arte. Credo che sia stata una bellissima e umile  confidenza che ci è stata donata, spesso non vengono comprese le necessità di chi vive per la propria passione artistica; l'ho veramente interpretato come un intimo segreto condiviso con tutti noi presenti.
Erica, nel suo sito potete veramente capire chi sia.  Una voce spettacolare, che esula dagli schemi rockettari che piacciono a me, ma cattura l'attenzione con la sua chitarra e semplicità,  i  testi impegnati che arrivano dentro. Di lei mi colpisce, oltre la bravura, il sorriso che conquista, e l'attivismo e la volontà di portare la sua arte a contatto con solidarietà e la giusta causa. Scopritela se seguitela. Non rimarrete delusi.
Di Paolo Cossi, vi invito a vedere il suo blog, a scoprire le sue pubblicazioni, i premi vinti, il tratto così veloce e risolutivo.Rimani a bocca aperta. Nel comodino, tra i vari libri da leggere che ho, ce ne uno suo "La storia di Mara", la vita a fumetti di Mara Nanni,brigatista che lui incontrò e della quale decise di scrivere la vera storia. E così altre biografie narrate con matita e china, quella di Hugo Pratt, di Mauro Corona, oppure i ritratti di donna o le tematiche sviluppate dai suoi viaggi. Intuizione, amore per la natura, semplicità e un sorriso che non dimentichi, questo è Paolo Cossi.

Scusate, il filmato non è di qualità, solitamente non amo usare la tecnologia in queste occasioni, ma ci tenevo particolarmente a questo pezzo, decisamente dalla parte degli animali, un punto di vista che spesso dimentichiamo, e giustamente esaltato dalle corde di Erica, e dalla china di Paolo. Ci stava nel mio salottino, un grazie a loro...



lunedì 4 febbraio 2013

La Tavola Rotonda: Uguaglianza


Eccoci con la Rubrica della Tavola Rotonda! devo proprio essere sincera, sto attendendo con ansia il pdf del mese scorso. Condividere attorno  a una tavola rotonda, tematiche e ricette, in assoluta tranquillità e agio, come la Bibi riesce a metterci, mi dà tanta gioia e voglia di partecipare ai vari dibattiti.

L'argomento di febbraio è l'Uguaglianza.
Un argomentone.
Come in moltissime cose, voglio arrivare all'uguaglianza, partendo da punti di vista diversi, che sono più legati a un istintualità, rispetto a quello che effettivamente viene scritto nel vocabolario. Sono molto pignola nell'uso del significato delle parole, a tal punto che spesso discuto  per gli usi impropri che ne si fanno. Ma  ci sono sfumature personali che si discostano a volte dall'esatto significato riportato nel vocabolario e da quelle sfumature vorrei partire. Queste sfumature aiutano anche a comprenderne il significato...
Partirei con queste parole, tratte da un libro che sto terminando di leggere proprio oggi, si tratta di "Tutti i nomi", di José Saramagom che dice " Amico, non aver paura, l'oscurità in cui ti ritrovi qui non è maggiore di quella che c'è dentro il tuo corpo, sono due oscurità separate da una pelle, scommetto che ci avevi mai pensato, non fai altro che trasportare da un lato all'altro un'oscurità..." e poi "la pelle è tutto quanto vogliamo che gli altri vedano di noi, sotto la pelle neanche noi stessi riusciamo a sapere chi siamo"... Già il nome del libro e quello che si evolve nella trama, porta a considerare all'uguaglianza. Siamo tutti dei nomi, il resto che ci vive attorno è un orpello, un abbellimento che ci facciamo, la maniera che utilizziamo per farci riconoscere dagli altri, ma non per attribuire a noi stessi delle caratteristiche specifiche. L'unicità di noi stessi è dentro quel confine, che è la nostra pelle, ma solo noi, e per noi stessi, possiamo giudicarla, a volte non la conosciamo nemmeno noi. Il confronto con gli altri non può essere fatto, ogni nostra anima è unica, diversa e ci accompagna nelle nostre vite. Questa unicità e diversità negli altri è pari alla nostra, siamo tutti esseri diversamente meravigliosi, la nostra anima che ci accompagna è meravigliosa.
Quindi, premesso questo, cos'è l'uguaglianza?
Il rispetto delle proprie diversità nella vita sociale. La comprensione che ognuno di noi, dentro di sè è diverso da ogni altro essere, ma questa caratteristica è unicità, e non disuguaglianza. Diventare consapevoli di ciò è la strada per comprendere l'uguaglianza.
Io amo la diversità del melo, del leccio e della menta e sono grata di loro per essere così diversi tra di loro.
Amo la diversità del cane, del gatto e della giraffa e sono grata di loro.
Amo la diversità degli essere umani, delle loro scelte, idee e fisicità.
Non dimentichiamo, che non rispettare l'uguaglianza, porta gli esseri viventi a una condizione tale, che Primo Levi ha descritto benissimo in "Se questo è un uomo" : " Si immagini un uomo a cui, insieme con le persone amate, vengono tolti la sua casa, le sue abitudini, i suoli abiti [...] sarà un uomo vuoto, ridotto a sofferenza e bisogno, dimentico di dignità e discernimento, poiché accade facilmente, a chi ha perso tutto, di perdere sé stesso.".
Ho usato delle citazioni, perché un argomento di tale peso doveva essere sostenuto da qualcosa di forte, che le mie parole non hanno reso come vorrei...

S'è capito??? ^_^

Passiamo alla ricetta, dedicata a Barbara, che delle melanzane è ghiotta.

Spadellata di melanzane

Prendete una melanzana viola, di quelle che ai banchi siciliani trovate con facilità anche fuori stagione. Si tratta dell'unica primizia che mi permetto, e quindi ogni tanto ci sta! La tagliate a striscioline larghe un cm, e lunghe 4-5, alte sempre un cm. Le mettete sotto sale, a spurgare, per almeno un'ora. Trascorso il tempo necessario, in una padella mettete dell'olio evo (buono mi raccomando!), un peperoncino a pezzettini, e ci scaraventate le melanzane senza averle sciacquate, così come sono, e coperchiate il tutto.
Trascorsi dieci minuti, date una mescolata, le melanzane si saranno ammorbidite, un po' arrostite, e un po' fritte. Loro si assorbono tutto l'olio, e poi lo ributtano fuori, è una chimica pazzesca quella delle melanzane. E a me piace assaporarne il mistero che deriva da questo!
Aggiungete quindi una manciata di olive, delle mandorle tostate e della santoreggia e lasciate andare fino a quando le melanzane saranno completamente cotte. Poi attendete che si raffreddino un po', e aggiungete al tutto dell'aceto balsamico mescolato con del malto d'orzo.
Questa spadellata di melanzane ricorderà la caponata (ma senza peperoni)!

Buon appetito!