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mercoledì 9 ottobre 2013

In silenzio per ricordare.

Il giorno 10 ottobre 1963, Tina Merlin disse:

"Oggi tuttavia non si può soltanto piangere,
 è tempo di imparare qualcosa"

Quelle volte che vado  ad arrampicare a Erto, e la terra che calpesto è quella del monte Toc franato a valle, e mi immagino le pareti che mi appresto a scalare  lunghe più di 200 metri come 50 anni fa, tutto mi sembra così surreale. Brividi e commozione mi trapassano.
Ricerco il silenzio, per condividere il piacere della risalita con lo spirito di quella valle, ma corriere di turisti urlanti e moto che sfrecciano spesso rovinano il raccoglimento. C'è chi ti urla chiedendo dove sia il bar, chi ammira quello che stai facendo, ignorando il luogo dove sono. Manco immaginano l'origine della terra che calpestano.

In questo documentario trasmesso in una tv svizzera, trovo che sia chiaro ciò che accadde la notte del 9 ottobre del 1963.
Non ho parole da aggiungere, in silenzio per ricordare.



sabato 5 ottobre 2013

La storia apre gli occhi e il cuore.

Perché affrontare un libro che parla della propria storia nazionale?
Perché dovrebbe aiutarci ad affrontare meglio il presente, ricordare quello che si era e migliorare quegli aspetti che c'hanno messo in ombra, che hanno causato disastri, morti e distruzioni.

La storia apre gli occhi e il cuore.
Trovo molta ipocrisia in chi crede all'umanità e rimane insensibile di fronte a qualsiasi tipo di  eccidio. 

Con le morti al largo di Lampedusa, di quegli esseri umani speranzosi, che cercavano una via di fuga verso l'Europa, mi è ritornato un pezzo letto da poco, che di seguito vi riporto, tratto da "Point Lenana", di Wu Ming 1, edito da Einaudi. 
(Lo consiglio.
 Gli appassionati di storia, passato, montagna, arrampicata, eroi e non-eroi lo devono leggere.
 Felice Benuzzi: la vita di un alpinista e diplomatico, con scrupolosa attenzione e documentazione dei fatti storici che ha vissuto.
 E lo dovrebbero leggere anche chi, purtroppo pensa che l'umanità sia pappa e ciccia ...
 e invece è qualcosa di diverso, amo definirla
 "una sfera che si fonde in un'altra sfera..."
così dovremmo percepire l'umanità).

"Vent'anni dopo il primo bombardamento aereo, dalle "sementi" di Giulio Gavotti è cresciuta una guerra di sterminio. In Libia gli aviatori fascisti praticano la caccia all'uomo, calano sulle carovane di civili mitragliando donne e bambini, si divertono un mondo e non hanno remore a dirlo. Nel suo libro Ali italiane sul deserto, uscito nel '33, il capitano Vincenzo Biani descrive un'incursione sulla località di Gifa:
Un formicolio di genti in fermento; uomini, donne, cammelli, greggi;
con quella prosmiscuità tumultuante che si riscontra solo nelle masse
sotto l'incubo di un cataclisma; una moltitudine che non aveva forma,
come lo spavento e la disperazione di cui era preda; e su di essa piovve,
con gettate di acciaio rovente, la punizione che meritava.
Quando le bombe furono esaurite, gli aeroplani scesero più bassi per 
provare le mitragliatrici. Funzionavano benissimo. Nessuno voleva essere
il primo ad andarsene, perchè ognuno aveva preso gusto a quel gioco
nuovo e divertentissimo. E quando finalmente rientrammo a Sirte, il
battesimo del fuoco fu festeggiato con parecchie bottiglie di spumante,
mentre si preparavano gli apparecchi per un'altra spedizione . "

(riproduzione parziale dell'opera non a scopi commerciali).

mercoledì 17 luglio 2013

Trascuratezza, parliamone.

Scrivo meno, penso di più.
Questo è il senso di questo periodo. Arriva luglio e le riflessioni non mancano. Mentre gennaio diventa il mese nero, luglio si trasforma nel mese delle riflessioni.
E delle paranoie. E delle incazzature.

Ciò che mi preme di più è il senso del sentirsi trascurati. Mi hanno insegnato a darmi al 100% nella vita, liberamente e sfrontatamente. Probabilmente è un aspetto di gratitudine verso il mondo che i miei genitori, in particolare mio papà, hanno voluto trasmettere, diventando me medesima, "merce" nelle contrattazioni amicali, relazionali  e lavorative. Dove c'è un raggio, c'è Sole.
Questo darsi incessantemente, spesso inceppa. E questi sono i casi più frequenti dell'inceppamento. Che tradotto significa: statemi alla larga.
- l'Io di più. La grande moda social, quella della condivisione sociale, di quel che si fa, legge, visita. Tutti grandi esperti, pochi gli intenditori. Tutti grandi luminari, pochi gli illuminati. Consigli dispensati a go-go, L'Io  che mette mi piace a tutto, ma è pronto a criticare tutto. l'Io che non ascolta altro che la propria ragione e vuole che tu sia il suo adepto. Si tratta dell' Io "che faccio di più di te", che "piaccio alla gente più di te". L'Io che "mi faccio i cazzi tuoi, ma non mi ricordo nemmeno più la tua voce".
E' l'Io più superficiale che esiste, eppure il più famoso e diffuso.

- entusiasmo, schiaccia entusiasmo. Ovvero quando chi ti vuole schiacciare,  usa l'entusiasmo, smorzando il tuo, criticandolo e reputandolo debole, insignificante, illogico, storpio, difficile. E si prodiga ancora di più, per emergere. Spesso è l'ego altrui che agisce, con una pizzico di gelosia e una manciata di invidia. Quando cozza con me. Bum, sparisco.

- il fancazzismo. Ovvero quando inceppi in rapporti in cui devi costruire tutto da solo. E l'altro/a sta passivo ad aspettare. O almeno, così te la dà a pensare: sotto sotto, il piano sornione è costruito ad arte,  per spremerti fino all'ultimo. Tipico del mondo del lavoro: le soluzioni sono abbandonare il lavoro  o un pestaggio. O la vendetta. (ultimamente opterei per opzione 2... )

- il senso di colpa.  Il grande dogma nascosto della Chiesa, usato ad hoc dai migliori mancati preti e suore. Chi lo usa sa è essere spietato,  per sfruttarti e sfinirti. Perchè sa che la leva è usare la tua immensa gratitudine.

Ora ditemi voi, ce ne sono altri casi, di spietati e altamente usati?
Che sto perdendo il senso dell'orientamento in questo luglio caldo e avvilente.

Di una cosa sono certa: la mia riflessione nasce da un fatto. 
Il mio essere Sole non ammette trascuratezza, pena l'oscuramento del pianeta tutto. E non ammette di essere trascurata.
E domenica scorsa l'ho capito, mentre ero appesa alla corda, arrampicando la parete ovest delle Cinque Torri: per un attimo ho perso la fiducia del mio amico, a cui ero legata,  che si era distratto in chiacchiere. 
Eh no, cazzo, questo non si fa!

mercoledì 26 giugno 2013

Istinto e giudizio: parliamone


"Non ascoltare sempre le autorità esterne, non andare sempre in cerca dei pareri altrui. Diventa più indipendente, diventa più sensibile e dà minor spazio ai tuoi pensieri.

Guarda una rosa e non ripetere come un pappagallo: “Che bella!”. Forse è solo un’opinione, qualcosa che gli altri ti hanno detto. Fin dall'infanzia hai sempre udito tutti che dicevano: “La rosa è bella, è un fiore speciale!”. Perciò, quando vedi una bella rosa, ripeti semplicemente come un computer: “Che bella!”. È davvero una tua sensazione? È una tua sensazione interiore? Se non lo è, non dire niente.

Guarda la luna e non dire: “Che bella!”, a meno che non sia una tua sensazione interiore. Rimarrai sorpreso nel sapere che il 99% delle nozioni stipate nella tua mente è formato da concetti presi in prestito da altri. In questo 99% di nozioni accumulate, di pattume inutile, è andato perso, è annegato l’1%: il tuo intuito.

Lascia perdere tutto il tuo nozionismo, riscopri il tuo intuito! Solo grazie al tuo intuito conoscerai il divino.

Gli esseri umani hanno sei sensi: cinque sono esterni e ci raccontano il mondo. Gli occhi vedono la luce. Le orecchie odono i suoni: senza l’udito non conosceresti i suoni e così via. Poi hai un sesto senso, l’intuito, che ti mostra chi sei, che ti dice qualcosa di te stesso e della sorgente suprema delle cose. Devi riscoprire questo sesto senso.

La meditazione non è altro che la scoperta del tuo intuito.

Nel mondo la paura più grande che affligge l’essere umano è la paura dell’opinione altrui. Nel momento in cui non avrai più paura della folla, non sarai più una pecora, diventerai un leone. Dal tuo cuore scaturirà un ruggito, il ruggito della libertà.

Il Buddha l’ha chiamato proprio così: “Il Ruggito del Leone”; quando un uomo raggiunge lo stato di assoluto silenzio, ruggisce come un leone.

Per la prima volta puoi conoscere la libertà, poiché ora non hai più paura dell’opinione di nessuno. Non ti interessa più ciò che la gente dice di te. Non importa che ti definiscano santo o peccatore: Dio è il tuo unico e solo giudice. E con il termine Dio non si indica una persona, ma l’intero Universo.

Il problema non è affrontare una persona; devi entrare in contatto con gli alberi, i fiumi, le montagne, le stelle, l’intero Universo. E questo è il nostro Universo, noi tutti ne siamo parte; non dobbiamo averne paura, non dobbiamo nascondergli niente. Di fatto, anche se tentassi di nascondere qualcosa, non potresti farlo; il Tutto lo conosce già, il Tutto ti conosce più di quanto tu conosca te stesso.

Il secondo punto è ancora più significativo: Dio ti ha già giudicato. Non è qualcosa che accadrà in futuro, Dio ti ha già giudicato. Quindi sfuma anche la tua paura del giudizio divino. Non ci sarà un grande giorno del giudizio finale: non devi affatto tremare.

Il giudizio è già accaduto all’inizio, nell’istante in cui ti ha creato. Dio ti ha giudicato. Ti conosce, sei una sua creatura. Se andrai a finire male, non sarà colpa tua: il responsabile è il divino. Come potresti essere responsabile tu? Non ti sei creato da solo. Se dipingi e sbagli qualcosa, non puoi incolpare il dipinto del tuo errore: sei tu, in quanto pittore, il responsabile.

Pertanto non devi aver paura della folla o di un Dio immaginario che, alla fine del mondo, ti chiederà conto delle tue azioni e di ciò che non hai fatto. Il divino ti ha già giudicato, il suo giudizio è già accaduto: è un fatto significativo; in questo caso tu sei libero. E nell’istante in cui scopri che hai la libertà di essere te stesso, la tu avita comincerà ad avere una qualità dinamica. La paura ti incatena, la libertà ti dà le ali.

Osho"

Queste parole le ho lette lunedì sera a mia mamma. A me piace leggere ad alta voce e condividere.
Mi basterebbe che venisse compresa una minima parte di quello che volevo trasmetterle, soprattutto i concetti di paura del giudizio, quello della libertà e quello dei pareri (legato all'intuito).

Perchè essere dei caproni che inseguono la massa porta a non dover esprimere quello che sentiamo veramente. Una grande costrizione, una mancata espressione di noi stessi, una grande limitazione all'espressione di sè stessi e alla curiosità.
C'è chi legge testi di questa intensità e non comprende dove possono essere applicati, magari c'è chi pensa che siano pensieri troppo evoluti. Eppure la quotidianità ci dà casi molto concreti dove possiamo fare allenamento ;) Eccovi un esempio. Quella stessa sera mi è successo di alzarmi da uno spettacolo di cabaret, quello di Sgrilli e Migone, ospiti (e pubblico non pagante) in una Festa qui in provincia di Treviso... (e non voglio pubblicizzarla, ok???), perchè mi stavano facendo perdere tempo, mi irritavano, lo spettacolo era inconcludente, povero e tutti ridevano a comando e io non mi divertivo. Sono stata libera di scegliere. 

Ditemi, e voi ci riuscite a seguire il vostro istinto? A scrollarvi di dosso quello che la gente pensa di voi? 
Questa tematica mi incuriosisce, dai ... non siate timidi ;)

venerdì 21 giugno 2013

Ricorrenze del solstizio

Stamattina Lea è venuta in ufficio.
Pearl Jam nel loro "take your dog to work"
Si è fatta largo, ha oltrepassato la porta dell'ufficio, ha oltrepassato la scrivania, ha raggiunto la mia sedia, e si è accovacciata alla mia destra, vicino agli scaffali.
Lea è la cagnolina di un mio cliente. Una bastardina rossa, con un ventre gonfio e un musetto dolce e ruffiano.
Questo episodio cade giusto in questa giornata, chiamata take your dog to work day, che invita aziende e dipendenti a poter dare la disponibilità di portare a lavoro i propri cani ma anche con l'auspicio di poter sensibilizzare alle adozioni di cani.
A mio avviso, per evitare di considerarla unicamente un'americana, è bene cogliere consapevolmente il significato che vuole trasmetterci una ricorrenza del genere. Avvicinarsi al mondo animale credo sia una delle migliori cose che il nostro essere "umani" possa dimostrare: loro vengono da noi, come noi da loro, uno scambio reciproco.
Coincidenza che fa combaciare questo giorno con il solstizio d'estate.
Buoni festeggiamenti nella festa del Sole.
Il mio augurio? Uno dei miei mantra...
Sensibilità, amore e consapevolezza vi (e mi) accompagnino...

domenica 9 giugno 2013

World Oceans Days

Sono in ritardo di un giorno, ma questo non importa.
Ricordarsi delle cose non deve sempre essere prerogativa di una data; se ci teniamo veramente a qualcosa, sentiamo la necessità di farlo ogni giorno, come avviene per le persone che amiamo: non pensiamo a loro solo il giorno del compleanno, ma costantemente. Vero?
Ieri, 8 giugno, era la giornata mondiale dedicata agli oceani.
E a tutti gli esseri che vivono nel mare, che lo popolano: l'oceano è  la loro vita e il loro ambiente. Gli oceani e il mare che oramai sono diventati la nostra discarica, dove la pesca è la "forma buona" della caccia (a tal proposito mi rivolgo a quelli che dicono "poverino, non mangio il fagiano perchè gli hanno sparato", eppure poi si cibano del branzino pescato con l'amo, o che ha visto la propria libera vita svanire da una rete... è ipocrisia questa, capito ???? [e poi il pesce cucinato con l'occhio, non vi colpisce dentro???]), dove si effettuano esperimenti nucleari e si trivella.
Una giornata dedicata a loro. Che deve diventare "ogni giorno dedicato a loro".
Sensibilizzarsi all'ambiente: per me è una cosa ovvia, ma forse serve una rieducazione in merito. Vi invito a essere curiosi, quella curiosità di scoprire cosa sia un ambiente marino, ricordarsi che è come il giardino di casa propria che vogliamo e pretendiamo sempre pulito, e quindi essere sensibili alla sua salvaguardia. Tutto qua. Semplice. Invece di gossippare, basta solo curiosare e far brillare i propri neuroni per una valida causa, comprenderla e renderla una propria abitudine. Scegliere da dove partire diverrà una sfida con voi stessi ;)

Una canzone, tra le mie preferite,  "Amongst the waves" dei Pearl Jam, sentita e voluta per la causa della salvaguardia degli oceani.


"...Riding high amongst the waves
I can feel like  I
 have a soul that has been saved
I can see the light
coming through the clouds in rays ..."


sabato 25 maggio 2013

Passi di Sole.

Un freddo pomeriggio di un sabato di maggio.
Un pranzo fatto di sapori di Sicilia, ricordando i dieci giorni di vacanza appena trascorsi tra Taormina e Noto e Acitrezza, con un insalata di finocchi, arancia e peperoncino e degli spaghetti con un pesto di pistacchi. Un calice di prosecco per ritornare ad assaporare i sapori acidi della mia zona.
Contenta, nonostante la pioggia e le nuvole persistenti nei cieli del nord: non mi sono mai fatta condizionare dal clima, accettazione credo. Oppure non ci faccio proprio caso. Spesso dimentico l'ombrello o il cappello, i capelli si arruffano tipo Toni Iomi e se bagno le scarpe le cambio.
Come una bambina stamattina, sono scesa dalla macchina ancora accesa e corsa verso uno dei posti preferiti    qui a Treviso, una libreria veramente incredibile, la Lovat di Villorba,  per la vastità di libri che hanno, con ampio spazio alle piccole case editrici, alle tematiche svariate, all'angolo bambini, musica e arte. Un grande spazio dedicato alla musica, commerciale e indie,  al cinema con dvd (anche introvabili, sennò te li trovano, facile eh!?!!!) e ai fumetti, abbigliamento "musicale", e un altro spazio dedicato agli incontri con gli autori.
Questo fiondarmi dall'auto ancora in corsa ha fatto sì di beccarmi "sembravi una bambina, te ne sei accorta?" sì sì, lo so, chissenefrega, ma l'entusiasmo era grande, e quindi perché soffocarlo! E poi sono così, solo Sole, non a caso.

Vabbè, uno dei libri che mi sono regalata stamattina - "La porta proibita" di Tiziano Terzani -  è frutto dell'inizio di  un percorso. Sì lo chiamo così.
Tra i libri che mi hanno accompagnato in Sicilia, mi sono portata "Un indovino mi disse" di Tiziano Terzani, cogliendo lo spunto dal blog dell'amico Alligatore in due suoi post, prima questo per presentare il libro e e poi quest'altro nel quale ci invitata a seguire l'iniziativa; vi linko le parole del regista Mario Zanot  in cui spiega come fare per portare alla realizzazione un sogno, quello di creare dal libro un film. Seguite l'evoluzione del progetto direttamente dal sito, lo vogliamo sul grande schermo!
Sono stata coinvolta nel profondo da questo mio primo Terzani. Mi è capitato con pochi libri di piangere all'ultima pagina e la cosa più bella, di sentire qualcosa muovermi nel cuore, come quello che accade quando ci si innamora. Quindi un libro che mi inizia a una nuova strada? o intensifica e accresce i miei passi in quella già intrapresa sette anni fa? Chissà ... entusiasmo e occhi lucidi dalla commozione, e curiosità per quel che verrà ...
La trama è legata a questo anno di vita, il 1993, in cui Tiziano Terzani ha rinunciato a volare, perchè glielo predisse un indovino ad Honk Kong nel lontano 1976. E quindi tutti i suoi spostamenti tra gli stati asiatici, dove lavorava come giornalista, e l'Europa, sono stati effettuati a ritmo lento con navi e treni e taxi e motorini e a piedi. Le varie tappe, tra Laos, Birmania, Cina, Thailandia, ... , sono state contornate da incontri appositamente voluti da lui, con intensa ironia e sfida, con indovini, maghi, cartomanti, stregoni, dukun... l'incontro con il caso, o con il destino? credere a queste energie sottili? si può prevedere il futuro?
Sono alcune delle domande che Terzani si è fatto, e che  mi ero posta scrivendo la tesi lo scorso anno, relativa al terzo occhio e all'epifisi, e che in continua evoluzione il mio pensiero sostiene, cambia, critica ... si aprono nuove porte, un po' come l'albero di natale della tradizione tedesca, ogni giorno apri una finestrella e trovi una sorpresa dietro. E quindi il mio spirito fanciullesco ne gode tantissimo: tante scoperte, tesi che improvvisamente cadono ma nuovi orizzonti dove guardare.

Lo consiglio, leggetelo Tiziano Terzani.
Non ve ne pentirete, e spesso vi ritroverete a ridere a crepapelle, anche se siete attorniati di persone, in attesa del check-in, come è capitato a me ... o a emozionarmi veramente, riscoprendo momenti che sono il senso della vita...



domenica 21 aprile 2013

Ballate di China


Erica Boschiero e Paolo Cossi. Il nord-est riesce a offrire arte di qualità, e loro sono l'esempio della fusione tra due mondi completamenti diversi tra di loro.
Ieri sera ho avuto il piacere di incontrarli nuovamente a Croce di Musile di Piave (VE), in occasione di una serata organizzata dall'Associazione tra Nigeriani a Venezia e dintorni e il Comitato del Veneto Orientale per l'immigrazione, una rassegna di eventi legati all'integrazione multietnica.
Il loro spettacolo "Ballate di China", ove si  fondono la musica ricercata di cui Erica è autore e interprete con la sua chitarra,  con   la china e un foglio di Paolo che interpreta i testi in diretta, nel mentre la canzone giunge all'orecchio degli spettatori, e il proiettore ci riproduce pari pari quanto le mani di Paolo creano. Come ha detto ieri sera Erica, si tratta di un'esaltazione dei sensi, chi ascolta si porta a casa il ricordo di quella canzone perchè l'ha vista trasposta dalla china di Paolo. Un regalo che loro due artisti si fanno, per esaltare la loro arte. Credo che sia stata una bellissima e umile  confidenza che ci è stata donata, spesso non vengono comprese le necessità di chi vive per la propria passione artistica; l'ho veramente interpretato come un intimo segreto condiviso con tutti noi presenti.
Erica, nel suo sito potete veramente capire chi sia.  Una voce spettacolare, che esula dagli schemi rockettari che piacciono a me, ma cattura l'attenzione con la sua chitarra e semplicità,  i  testi impegnati che arrivano dentro. Di lei mi colpisce, oltre la bravura, il sorriso che conquista, e l'attivismo e la volontà di portare la sua arte a contatto con solidarietà e la giusta causa. Scopritela se seguitela. Non rimarrete delusi.
Di Paolo Cossi, vi invito a vedere il suo blog, a scoprire le sue pubblicazioni, i premi vinti, il tratto così veloce e risolutivo.Rimani a bocca aperta. Nel comodino, tra i vari libri da leggere che ho, ce ne uno suo "La storia di Mara", la vita a fumetti di Mara Nanni,brigatista che lui incontrò e della quale decise di scrivere la vera storia. E così altre biografie narrate con matita e china, quella di Hugo Pratt, di Mauro Corona, oppure i ritratti di donna o le tematiche sviluppate dai suoi viaggi. Intuizione, amore per la natura, semplicità e un sorriso che non dimentichi, questo è Paolo Cossi.

Scusate, il filmato non è di qualità, solitamente non amo usare la tecnologia in queste occasioni, ma ci tenevo particolarmente a questo pezzo, decisamente dalla parte degli animali, un punto di vista che spesso dimentichiamo, e giustamente esaltato dalle corde di Erica, e dalla china di Paolo. Ci stava nel mio salottino, un grazie a loro...



martedì 9 ottobre 2012

9 ottobre 1963 Vajont: percorsi della memoria

Per noi veneti, ma credo per tantissimi altri, la ricorrenza della strage del Vajont ha un peso molto forte. Sconvolse il bellunese, e di riflesso anche noi trevigiani, di quanto scendeva lungo il Piave erano i nostri genitori e nonni ci hanno ricordato.
260 milioni di  metri cubi di roccia  che dal monte Toc innalza 50 milioni di metri cubi d'acqua che superano la diga per eliminare dalla faccia della terra interi paesi, tra cui spicca Longarone.
Uno zio fu tra i soccorritori, lui era in servizio militare a Belluno. Lui ancora adesso non riesce  trasferire a parole quello che vide e quello che provò, gli si bagnano gli occhi al solo accenno dell'argomento.
Perchè di polemiche sul perchè e per come ce ne sono state, ce ne saranno e continueranno.
A me rimangono i racconti, le foto e le testimonianza di chi mi sta vicino. E poi libri, foto e riviste. E Marco Paolini che così intensamente racconta la storia di questa vallata sommersa dall'acqua, nei suoi testi e rappresentazioni teatrali. (ho linkato il primo tempo, poi passate al successivo :) ). Vi invito a guardarlo. Ricordiamo uno dei nostri olocausti, appellativo di Paolini, che condivido completamente, in questo giorno della memoria.

Mi sono voluta rendere conto di quanto accaduto domenica 30 settembre, una camminata fin sopra sulla diga, che viene aperta al pubblico sono nell'occasione dei percorsi della memoria. Partiti da Longarone, abbiamo risalito a piedi, sotto la pioggia, eravamo in 5500, tra runner, curiosi e appassionati di montagna e camminate. Spettacolare questo cordone di  persone che risaliva la montagna, affrontando fango e difficoltà, per poter vedere con i propri occhi la natura che fu testimone di quella tragedia.
Qualche foto, presa con il mio telefonino, può darci l'idea della bellezza di un luogo che è ancora intriso di morte e di un lutto che ha ormai 49 anni. Ma la speranza, la bellezza della rinascita sconvolgono gli animi, portando a una sorta di serenità.
un cordone umano...


pioggia, e primo scorcio della diga

ci avviciniamo...

diventa sempre più imponente



vi assicuro che era più buio nei tunnel pedonali  interni la montagna...

difficoltà di risalita, causa pioggia e fango...tutti fermi.


Fiume Piave, Sacro alla Patria.

Io mi immagino il terrore, lo sento che scorre dentro di me, il vento che si alzò, quell'attimo prima che succedesse la catastrofe, il rumore assordante della morte che giungeva, il peso dell'acqua che mi veniva addosso. La natura è imprevedibile e ci sorprende.

giovedì 27 settembre 2012

Radiohead e sensi

Conclusosi il tour dei Radiohead in Italia, si può scrivere di loro.
Li ho visti a Bologna, in una serata estiva di fine settembre, in cui cielo stellato e luna crescente risplendevano belli nel cielo. Come il mio solito, non mi soffermo su quali canzoni, scaletta abbiano fatto: su questo lascio la critica vera a stilare classifiche, dare voti, conteggiare i tempi e confrontare.
A me importa altro.
Intanto lo spettacolo è stato inaspettato, senza troppe illusioni, ipnotico. Complice un palco con dall'effetto psicadelico, con scelte di colori molto affini al mio essere e al mio sentire la musica, in grado di essere coinvolgenti e far trasportare i sensi nella direzione che la musica voleva portarti.
Esplosioni di sole e fuoco, supportate dal giallo e dall'arancio e dal rosso, mare e onde da un blu ritmato, e la natura dai contrastanti verdi. Il fuxia a fare da contorno e contrasto assieme a lilla e a frammenti di luce pura. Un arcobaleno in movimento a ricordarmi il percorso della mia tesi, pensate un po' che accidenti poteva venirmi in mente durante il concerto dei Radiohead!
E occhi: quelli di ogni componente delle band, trasmessi ed evidenti a tutti, volti segnati dalla musica, e questo mi è piaciuto molto. Thom Yorke con i capelli appena un po' lunghi e raccolti, barba incolta e leggermente più in carne rispetto al solito è stato veramente una bella sorpresa. Poi lui, vegano attivista di Greenpeace, a voler difondere la protesta contro lo sfruttamento del Polo Nord, come raccontato pure qui. Quindi affinità al 100% con questi ideali pacifisti e di amore per la natura. Li trovo tutti così, non ci posso far nulla! :)
La  scelta dei brani  non è stata scontata, elettronica e lontana dai primi Radiohead, eseguita divinamente. Voce insidiante da far perdere le connessioni dei sensi. Quel contatto che spesso cerco di spiegarmi nei miei pensieri, sul potere della musica ad aprire i canali delle nostre entità superiori è avvenuto. Complicità dei sensi, della luce, della musica e della voce. Io credo fermamente in queste cose, al potere della musica. Fin dagli albori ha accompagnato riti e momenti d'estasi che venivano ricercati quale esigenza primaria di vita!
 
Voce, ritorno all'origine di ogni essere: il primo vagito è canto alla vita.
Musica: è la ricercatezza di commutare in vibrazioni la natura.
 
Nulla di più elementare e affine a ogni essere, noi musica.

domenica 1 luglio 2012

Alternative ce ne sono

Volete un'alternativa alla prima serata? senza per forzare fare zapping per dribblare il canale numero 1?

ecco un video interessante... ^_^



lunedì 11 giugno 2012

Umanità



Le folgorazioni esistono, e io l'ho avuta dopo aver letto questo post.
Ignorantissima in materia, quasi disinteressata mi sono voluta buttare nell'avventura di questa lettura, per curiosità, perché ho imparato a fidarmi dei consigli disinteressati dei miei amici blogger e perché volevo completamente allontanarmi da naturopatia e affini nel periodo immediatamente dopo la conclusione della stesura della tesi, tra fine aprile e i primi di maggio.
Si tratta di "Restiamo umani", di Vittorio Arrigoni, di lui tutto è scritto nel link a cui vi ho rimandato prima, un diario testimonianza dell'offensiva israeliana Piombo fuso contro la Striscia di Gaza.
Le sue parole risuonano nella mia testa, scorrono lungo il corpo, rileggerle mi mette i brividi, non possono lasciare indifferenti. In questo caso l'ideologia che ognuno crede di avere, non può avere il sopravvento. Perché si parla di umanità, di cronaca umana, di sentimenti che scatena dentro questa umanità.
Se ne parla, dell'umanità: ma sappiamo cosa effettivamente sia? Riusciamo a immaginare a interessi economici, bellici e al  potere e di come essi possano spazzarla via in un secondo questa umanità?  Non credo che sia cosa semplice s-radicarsi dalle proprie convinzioni e comprenderne la profondità del significato. Ma è necessario: per evolvere e sperare in una società migliore, quella a cui tutti aspiriamo c'è necessità di consapevolezza, anche in tematiche che non riguardano i nostri più vicini confini.
Non si tratta solo di un libro politico. Non si tratta di convincere nessuno a cambiare idea. E' testimonianza. Come piace a me, come spesso ho cercato di far passare io in altre tematiche. Con la testimonianza si costruisce con umiltà, l'ultima intenzione è quella di ricavarne qualcosa.

Vi riporto un estratto che mi ha particolarmente colpito e a volte nei miei momenti di silenzio queste parole risuonano dentro. Le parole difficilmente hanno questo effetto a lungo termine dentro di me. Auguro lo stesso a voi.

"... le fabbriche degli angeli sono in produzione a ciclo continuo anche questa sera [...]. Quei corpicini smembrati, amputati e quelle vite potate ancora prima di fiorire saranno un incubo per tutto il resto della mia vita, e se ho ancora la forza di raccontare della loro fine è perchè voglio rendere giustizia a chi non ha più voce, forse a chi non ha mai avuto orecchie per ascoltare"


martedì 7 febbraio 2012

Sentire

"La quercia affonda le proprie radici nel profondo della terra ed eleva la propria lode al cielo.


Offre riparo a chi la riconosce e diffonde il proprio nutrimento anche a chi non ne ha coscienza.

Il vento più minaccioso può tentare di sradicarla, il fulmine la può incenerire, ma continuerà a vivere sotto un’altra veste.

Siamo querce, anime speciali che amano la vita.

Le ferite incidono la nostra corteccia, ma sono solo traccia del nostro coraggio e della nostra forza.

La linfa della vita nutre la nostra essenza …..
…. nessuno potrà mai cancellare la sacralità della nostra anima."

Sono le parole di Silvia....una delle mie comari, vera Amica, di quelle su cui posso sempre contare. Tra quegli amici così ristretti che dico sempre si contano su una mano...beh, una di quelli, Silvia....
...e ho lasciato a lei la parola perchè quello che sta vivendo è riuscita a trasferirlo in questa bellissima poesia...
...mi ha chiesto se potevo pubblicarla: certo, ovvio, a occhi chiusi l'avrei fatto...

Silvia, grazie, mai  dimenticare  l'essenza dentro di noi, nessuno può torgliercela....

giovedì 12 gennaio 2012

Sindrome da S-N

Rifletto e osservo e studio.
Queste sono le attività che ho fatto di più negli ultimi 10 giorni.
Mi sono sentita oppressa dalla voglia di rinnovamento, obbiettivi che molti, moltissimi stanno sbandierando. Non parlo di noi blogger, un po' ci stanno le liste e i buoni propositi.
Intendo dire la gente che frequento, amici e conoscenti, chi incontro per strada.
Tutti a porsi degli obbiettivi, sembra che l'unounoduemiladodici sia scattata la rincorsa a chi ottiene meglio, a chi si organizza meglio, a chi ha il miglior obbiettivo, mescolato con una serie di lamentele del passato e critiche e nervosismi e molto egoismo.... che mi agitano!!!
Tutto ciò collima poco con il mio essere, sono un po' di anni che mi batto per l'oggi, e come ho già ribadito e ribadito e saprete già, credo poco in chi vive nel passato, in chi si basa solo ed esclusivamente nel passato riportandolo continuamente in vita, e pochissimo ancor di più nel futuro, il mistero affascina ma gettarsi a capofitto in qualcosa che poi può amaramente deludere non fa assolutamente del bene, anzi destabilizza, può portare l'autostima a livello terra.

Premesso ciò, il mio pensiero si è rivolto ad analizzare, con nessuna presunzione, e assolutamente non voglio generalizzare, questi "casi". Un po' per la mia passione di osservare la società e un po' per darmi una spiegazione. Ma ripeto non voglio generalizzare, ma capire anche da voi se notate questa sindrome...
...e qui ve ne parlo....
Trattasi di "sindrome da Social-Network" o da mondo virtuale. Questa sindrome ha catturato e imprigionato tantissime persone a tal punto che ha creato delle sfide, a mio avviso inconsce, su chi la dice meglio, su chi fa di meglio, e tornando all'inizio dell'anno, a chi ha i migliori obbiettivi per l'anno che viene! e poi a chi ha più amici, tanto che questa cosa può anche dare molta autostima, "io ho moltissimi "amici" " e sono fichissimo,o al contrario tu ne hai pochi e sei una merda. Questa sindrome invece di unire, separa, crea dell'egoismo in cui se ne esce tanto ego e poca intelligenza. Sembra una banalità, ma se riuscite, osservate bene, queste sfumature si notano, e tipico di chi ne è affetto è dire di non essere dipendente da S-N, di non passarci molto tempo e va a controllare i profili degli altri perchè sa tutto di tutti. Affiora anche tanta solitudine da questa sindrome...

Allora, premetto che pur io mi ci metto dentro alla grande. Oramai sono dipendente dal mio blog e dai blog che seguo e leggo, dalle amicizie che ho creato in questa mia casa virtuale, e ci sono anche orgogliosa di quello che ho creato. Ammetto che spesso mentre guido o vedo qualcosa di interessante, magari penso a un post da condividere. Però qui nel blog sento che c'è maggiore verità. Si decide cosa scrivere e cosa leggere, si approfondisce e si chiacchiera. A volte ci si lamenta, ma non vedo gare di chi la fa meglio, anzi molto "cameratismo". Trovo anche che ci siano bellissime realtà in Facebook che fanno divulgare tematiche che mi stanno a cuore, e questa sensibilizzazione è utile soprattutto se assidua e costante e se rispetta l'obbiettivo preposto.

Che ne pensate voi? Le vostre opinioni me le date? 

Se proprio devo essere sincera, tutto ciò è scaturito perchè  nelle ultime settimane solo due persone si sono preoccupate di me (a parte mio marito),  senza che io mi mettessi in evidenza come faccio sempre, e mi è  anche capitato di non sentirmi ascoltata (brutto, bruttissimo!).
Però non demordo, sto giro attendo che si sveglino!

lunedì 10 ottobre 2011

Penna Serena

Lo scorso weekend ho avuto il piacere di conoscere un amica di Mari, Serena, una ragazza di Modena con cui ho avuto il piacere di trascorrere un po' di ore tra venerdì e sabato!
E proprio con lei, sedute di fronte ad un caffè - concedetemelo, devo ancora riprendermi dall'esame, e della caffeina, mio pseudo-nutrimento nel mese di settembre, ne ho ancora bisogno - parlando di cosa volevo preparare per pranzo, m'è venuta questa idea semplice e veloce, che chiude in bellezza la stagione estiva.
Ingredienti (x 2)
3 peperoni di media grandezza
aglio
olio d'oliva
semi di sesamo
sale rosa aromatizzato
penne o altra pasta corta

Prima di tutto mettere a bollire l'acqua e pesare la pasta. Io e marito siamo buone forchette, non ci accontentiamo degli 80 grammi a testa, almeno 100 a me e un po' di più a lui non ce li tolgono nessuno!
Mentre l'acqua prende il bollore, lavare, pulire e tagliare a listarelle sottili i peperoni (gli ultimi dell'orto, quest'anno ci hanno veramente preso per la gola, ne son venuti molti, sani, belli e colorati - che andremo a cucinare in una pentola dai bordi alti in cui prima avremmo fatto appassire uno spicchio d'aglio. Lasciare che i peperoni perdano un po' del loro tono, salare e aspettare che asciughi gran parte dell'acqua che hanno rilasciato, e poi frullatore ad immersione, e rendere il tutto una poltiglia.
Poi tostare i semi di sesamo fino a quando iniziano a saltare sul tegame e subito spegnere il fuoco! se cuociono troppo diventano amari!!!!
Nel frattempo cuciniamo la pasta, la scoliamo, la amalgamiamo alla crema di peperoni. Poi impiattiamo e cospargiamo il tutto con il sesamo....


E un pensiero alla zio Renato che stanotte ci ha lasciati, lui che incosapevolmente mi ha avviato ad uno stile di vita naturale, vegetariano e salutistico. Collaborò con Luigi Costacurta e la scelta di frequentare l'Accademia di naturopatia di Trento fu proprio per la fiducia che lui riponeva in questa struttura. Ricordo ancora il brillore degli occhi quando lo incontrai e gli dissi che scelta avevo intrapreso....le sue ultime parole udite dicevano che bisogna spezzare le barre che la società si porta avanti da generazioni, passo passo, sarà dura ma con tenacia si raggiungerà parte degli obbiettivi che ci si pone. Un'altra sua raccomandazione fu ed è di non aver paura ad affrontare temi forti e vivere uno stile diverso dalla massa, che lui l'aveva vissuto negli anni 80 e in quei tempi sì che era difficile!

E come salutava lui.... Salute!!!!!