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mercoledì 31 luglio 2013

La felicità esiste. Il finale.

Sono solita, dopo aver letto un libro, lasciarlo sopra il tavolo in sala, su di una catasta di libri già letti, che rimangono lì per un po', a sedimentare. Vederli davanti a me mi permette di tenerli ancora vivi, sono degli enzimi che con la loro visione aiutano a metabolizzare la storia appena letta, a ricordarmela e renderla mia.

Poi accade che, li sfoglio e mi trascrivo quelle frasi che più mi hanno colpito, nel mio appunt-diario.

Succede anche che, mi osservano, e mi attirano nuovamente. Quindi dal divano mi protendo in avanti, lo prendo e mi rimetto a leggere quei capitoli più interessanti. Vengo attratta dal finale. Rileggo l'ultimo capitolo. E mi ritornano sempre le parole di Lucia, una cara amica, che lei inizia tutti i libri dal finale. Dalle ultime 5 righe. Lei sostiene che non si capisce nulla. Ma le piace e lo fa. Boh !?!!

Il finale che ho tra le mani, che non smetterò di leggere per un pezzo, perchè è emozione pura come tutto il resto del libro, è tratto da La felicità esiste di Paolo Zardi. Il passaparola tra blogger me l'ha fatto conoscere, e sappiatelo, lo iniziate e non vi scrollerete dalla poltrona. E' un libro magnetico, una storia che continua a far pensare e  ad emozionare. Sebbene sia una storia di amore, realista e ambientata ai giorni nostri, a volte traspare dell'insensibilità apparente che destabilizza (molto maschile come aspetto, ma a me piace). Ma questo nasconde la verità, quella verità che il titolo del libro vuole palesare: La felicità esiste.
Quando leggi un libro, che mette i brividi, del quale ti confondi con le identità dei personaggi, allora è il libro da consigliare. Non può rimanere nascosto.
Un amico a cui l'ho consigliato, l'ha letto subito, e si è immedesimato in Marco.
Io invece mi rivedo in Sveva.
Un'altra amica lo sta aspettando. E mi dirà poi a chi pensa di assomigliare.
Attendo voi ora.
Beh, non vi dico altro. Tranne il finale.




"Tutto sarebbe cambiato, perchè, se non fosse stato così, se la vita che gli restava non fosse stata diversa da quella che aveva vissuto, allora avrebbe dovuto ammettere che la felicità esisteva, ma non era per lui."


lunedì 8 luglio 2013

A parlar di vino

Un venerdì sera, in orario da aperitivo, in una delle tante cantine della gioiosa Marca Trevigiana.
Di cantina in cantina, dovrei dire. Lasciato il mio posto di lavoro, mi sono diretta in questa cantina qui, a San Polo di Piave (TV), che ospitava un evento che aveva come ospiti Massimo Carlotto e Sandro Sangiorgi: il primo noto scrittore noir, il papà del vero Alligatore, ma anche scrittore di molti romanzi di indagine, il secondo giornalista enogastronomico, esperto di vini, sommelier, pioniere del movimento Slow Food.

In un splendido contesto, sotto una vite  a Bellussi, tipico allevamento di viti diffuso quasi esclusivamene nella zona di Treviso, (e a scemare tra Padova e anche nel bolognese), sopra un carro allestito a festa,  i due sopracitati, un giornalista che moderava l'incontro e un bravo bluesman, accompagnatore musicale della serata.

"Vino e letteratura", il titolo della serata era questo. La chiacchierata è stata da capogiro, moltissimi gli spunti che mi sono portata a casa, e soprattutto concetti essenziali, svestiti da quanto semplici essi siano.


Vi lascio solo tre spunti su cui  meditare, quelli che possiamo pure cogliere nella nostra quotidianità.
Il vino: vino naturale in primis, quello che accoglie e sfrutta la propria naturalità fatta anche di enzimi e lieviti  presenti in esso; e cosa fa il vino? Tre cose fondamentali: restituisce il luogo dove cresce la vite e ne mantiene le tradizioni e i sapori originali,  nutre il fisico e lo spirito, rafforza il rapporto con il cibo. Sono tre qualità spesso dimenticate e sottovalutate, scontate direi io. eppure Sangiorgi le valorizza. Non si possono dimenticare.
La passione: diventa un argomento cardine. Carlotto interviene dicendo che nel momento in cui degusta un vino, un suo pensiero va sempre al produttore, e alla fatica che si cela dietro alla passione per l'uva  e la sua trasformazione. Una passione che traspare soprattutto nella qualità e nell'esprimere la vera natura del vino. Una passione che però sta marcendo e perdendo il suo significato nell'Italia dei nostri anni,  la definisce la "passione di spessore", quella che fa girare il mondo, ma che in Italia in ogni settore e ambito è stata persa (si pensi alla politica ad esempio). Lui si ritiene fortunato: scrive e dosa a suo piacimento la passione nei suoi personaggi. Bello, no? Anche nel progetto letterario che lo vede protagonista con Marco Videtta in questi mesi, "Le vendicatrici", ovvero una lettura noir della condizione della donna che vive ai giorni d'oggi, con la crisi che la travolge e che la discrimina. Lui lo dice: si è innamorato delle quattro protagoniste di questo filone... e non so se sia stata una frase ad effetto, oppure no, sta di fatto che ora il desiderio di buttarcisi sopra a queste storie è immediata. La passione con cui ne ha parlato era palese e contagiosa!
Sensi: assaporare i vini e degustarli è avvicinarsi a sè stessi e all'uso di tutti i nostri sensi. La moda ha un periodo breve per quanto riguada i gusti e Sangiorgi aggiunge pure che è inutile fare gli snob o i bastiancontrari per forza. Se piace un vino, che è e fa la moda del momento, accettiamolo!, se invece non ci piace, va bene lo stesso! si deve capire che degustare  è acuire i propri sensi e non seguire la moda.

Che ne dite, cosa ne possiamo trarre da questa chiacchierata sotto le vigne?
Io mi sono molto rinvigorita, ho avuto modo di affrancare le mie convinzioni in merito, soprattutto per ciò che riguarda i sensi. Spesso dimenticati, ma pur sempre protagonisti di ogni singolo atto che facciamo. Determinano la nostra libertà di esprimerci, la libertà vera, quella  che più volte tiro in ballo, e che è lontana dal liberismo e dai libertini e dai popolani (o popolari, o popolanti, o popo-lesi, o popoliani?) della libertà. Libertà. Punto.
Che ne dite, calice alla mano e ci meditiamo un po' su ???

venerdì 21 giugno 2013

Ricorrenze del solstizio

Stamattina Lea è venuta in ufficio.
Pearl Jam nel loro "take your dog to work"
Si è fatta largo, ha oltrepassato la porta dell'ufficio, ha oltrepassato la scrivania, ha raggiunto la mia sedia, e si è accovacciata alla mia destra, vicino agli scaffali.
Lea è la cagnolina di un mio cliente. Una bastardina rossa, con un ventre gonfio e un musetto dolce e ruffiano.
Questo episodio cade giusto in questa giornata, chiamata take your dog to work day, che invita aziende e dipendenti a poter dare la disponibilità di portare a lavoro i propri cani ma anche con l'auspicio di poter sensibilizzare alle adozioni di cani.
A mio avviso, per evitare di considerarla unicamente un'americana, è bene cogliere consapevolmente il significato che vuole trasmetterci una ricorrenza del genere. Avvicinarsi al mondo animale credo sia una delle migliori cose che il nostro essere "umani" possa dimostrare: loro vengono da noi, come noi da loro, uno scambio reciproco.
Coincidenza che fa combaciare questo giorno con il solstizio d'estate.
Buoni festeggiamenti nella festa del Sole.
Il mio augurio? Uno dei miei mantra...
Sensibilità, amore e consapevolezza vi (e mi) accompagnino...

mercoledì 12 giugno 2013

Arriva Sole

.... "io cerco boschi per me, e vallate col sole più caldo di te..."  (Conte/Virano/Pallavicini)



con queste parole che mi accompagnano...mi assento per qualche giorno ...

Intermezzo musicale :)



domenica 12 maggio 2013

Ricorrenza. Punto.

Volevo condividere. E testimoniare.
A maggio festeggio sempre una ricorrenza molto importante e significativa nella mia vita, che è legata a delle scelte molto forti che decisi di prendere per me e solo per me.
Era il mese di maggio del 2006 che presi la decisione di non mangiare più carne e di non assumere più medicinali. Scelta radicale, legata a continui mal di testa che mi opprimevano ogni volta che mangiavo proteine animali, provocandomi giornate difficili da affrontare e a volte abuso di pasticche (per me abuso voleva dire due capsule al giorno). Significò intraprendere la strada più vicina alla mia vera indole e in modo naturale, per allontanarmi sempre più dall'ideale di uomo che la società moderna sta creando, e aggrapparmi a ciò con cui mi sento più affine perchè ne sono parte consapevole, la Natura.
Fu l'inizio di un nuovo percorso di vita, tante cose sono successe e cambiamenti profondi e radicali sono avvenuti in me. 
Queste scelte sono state tutte positive, ma la percezione dei  propri sensi è la qualità maggiore che ho riscoperto, e la auguro a chiunque. 
Si dice sensibilità quando ci si trova di fronte qualcuno che sa essere empatico, comprensivo, che ci abbraccia anche se senza farlo, ma ce lo fa capire anche solo con uno sguardo o un sorriso, o una parola detta o scritta. E sensi-bilità quindi diventa l'abilità a usare i propri sensi, quelli esterni e quindi quelli che si manifestano verso e con l'esterno, ma anche quelli interiori, ad esempio l'ascolto interiore, la visione interiore... 

E così immersa nei miei sensi, vi lascio con questa coccola, solo  perchè mi scioglie letteralmente e ne abbiamo bisogno un po'  tutti di tenerezza, in attesa di cieli stellati ...



venerdì 10 maggio 2013

Intermezzo musicale




"Looks like your bleeding heart has already won
I wish I could take it away
And save you from yourself
You get so lost inside your head Like no one else"

 


Vorrei proprio riuscire a trasporre i miei pensieri. Ma forse mi viene più semplice trovarli nel testo di una canzone oggi.
E poi, quando un batterista come Taylor Hawkins, suona e te le canta così...  


domenica 5 maggio 2013

Voglio un gatto

Voglio un gatto, maschio. Certosino.
Ma non so proprio da che parte iniziare per tenerne uno.
Attorno a casa mia bazzicano tutti i gatti dei vicini, con cui ho un intesa visiva e telepatica.
Da me vengono perché trovano la giusta dose di avanzi di frutta e verdura.
E così ho deciso che i gatti vagabondi di casa mia sono veg*mici.

Però io voglio un certosino, che sia anche difficile di carattere, ma che si sciolga di fronte a me, e io di fronte a lui. Perchè in fondo come afferma la mia amica D. "tu sei una gatta, un certosino precisamente".

E a  ripetermelo me ne sono convinta a tal punto, che ho intrapreso un aMICIzia con la certosina del condominio della banca, e poi ieri con questo maschione tenerone, che ha cercato di conquistarmi spudoratamente, talmente inebetita dalle sue moine, che mi rimarrà un ricordo sfumato e contornato da un bellissimo sole...



Ditemi, la vostra anima con quale animale si sente affine?

lunedì 15 aprile 2013

Dialogo.

Il silenzio.
e del silenzio.
Sfoglio le pagine del mio blog, e sorrido alle fasi evolutive del mio percorso. Mi piace scrivere, lo faccio per dare un senso a quello che sono e faccio, lasciandone traccia per  me stessa.
Proprio in questi ricordi Solari, ultimamente mi sono spesso domandata  cosa mi gratifica di più, tra i vari piacere di cui amo attorniarmi.
E credo che il silenzio ricopra una grande parte del mio piacere.
E il silenzio, nella mia concezione, non diventa assenza di suoni, ma assenza di rumori e distrazioni, assenza di  lamentele e chiacchiericci. Nel silenzio riesco a gustarmi un bicchiere di vino, a osservare la natura, a percepire il battito del mio cuore, vedere i miei nervi che si contraggono, cogliere i segnali che la mia anima  vuole trasmettere attraverso il  corpo, utilizzare ogni mio senso alla potenza massima, nella loro espressione esterna, ma anche quella interiore, così sconosciuta, ma così importante per la conoscenza di sè stessi.
Non è  solitudine, riesco a starmene in silenzio anche in compagnia (di qualità e ridotta ai minimi), mentre ascolto musica, estraniandomi ed entrando in stretto contatto con me stessa. Si tratta di selezionare e non di ignorare.
Più di ogni altro periodo della mia vita, trovo serenità assoluta solo quando riesco a godere del silenzio.
E nelle foto che seguono, questo ne è stato un esempio. In una Erto eccitata da moto, e appassionati urlanti arrampicatori, sono riuscita a farcela ... e qui credo di essere arrivata a cogliere quella necessità interiore, di starmene in silenzio, dando priorità alla mia anima...






lunedì 14 gennaio 2013

Guardandosi negli occhi a parlare di buonismo

L'ho scritto nel commento al post precedente, ho dei blog che in assoluto preferisco, e con cui ho un legame virtuale molto intimo e vivo. Che sembra un'assurdità, invece accade nell'era della tecnologia, della rete e della comunicazione virtuale. Uno è l'Alligatore, di cui mi appassiona tutto ciò che scrive di musica, la sua passione celata in quello che vuole trasmettere e i tantissimi spunti che mi fornisce, letture, prospettive, visioni nuove negli ambiti più disparati. E poi è misterioso ;) !!!
L'altra amica è la Bibi, che ritengo essere un'anima gemella virtuale, per le tante cose in comune che abbiamo, e per il percorso che stiamo percorrendo nella nostra vita. A volte mi sorpassa, a volte sorpasso lei, poi ci affianchiamo, ci confrontiamo, e a me piace questo confronto, da amica. Tutto qua. E vorrei veramente abbracciarla di nuovo questo scricciolo di donna. E anche l'alligatore, per par condicio ;)
E quindi l'iniziativa di Bibi, mi piace tantissimo. Questa tavola rotonda dove confrontarci parlando di un argomento, e quindi offrirci un piatto privo di crudeltà.
 Il tema del blog di Bibi, La Tavola Rotonda: spadellando e ... chiacchierando!!!, nel mese di gennaio è il buonismo.
Ci penso da ieri sera, e prima in macchina rientrando da lavoro. Perchè mi crea un po' di contrasto interiore questa tematica. Di primo impatto sembra ricondurre a un connotato negativo, come se si tratti dell'essere buoni con ingenuità, spesso usato nei confronti dei bonaccioni, quelli che appaiono buoni in quanto non hanno una propria opinione.
Ma questo non è il vero significato di buonismo che intendo io.
Buonismo è tutto ciò che permette alla propria coscienza di realizzare che essere buoni, pacifici nel termine di "creatori e sostenitori di pace", è il mezzo per attraversare la vita nel migliore dei modi. Quindi mi ritengo una che fa del buonismo, perchè ci crede a una via migliore per vivere, privandosi di ogni crudeltà. E le crudeltà ci possono stare a volte, ma sta a quel lumicino dentro di noi a farci aprire il cuore.
Ed è anche per questo che all'inizio ho accennato a Alligatore e Bibi, perchè loro sì che ne sanno di buonismo! e lo trasmettono!
E quindi, come nelle migliori tavole, vi offro quello che dà  la mia terra veneta in questo periodo:
Insalata di radicchio di Treviso ai pistacchi
Il radicchio sembra essere amaro, ma quello di Treviso è accogliente, dolce e buono al palato, mette d'accordo anche chi solo a sentire la parola radicchio torce il naso per il ricordo dell'amaro! Ma il radicchio di Treviso, per diventare tale, fa un percorso lungo, e il cuore croccante che racchiude, è di una dolcezza inimmaginabile. Quindi può essere l'esempio calzante del buonismo.
Si prende il ceppo di un radicchio di Treviso, si monda e si lavano foglie. Dopo averle asciugate con un panno, si tagliano della lunghezza di 2 centimetri, si mettono in una terrina, e poi si condiscono con un filo d'olio extra vergine d'oliva e un goccio di aceto balsamico.
Mescolare, e travasare il tutto in un piatto, e al posto del sale, si cosparge il tutto con un trito al mortaio di pistacchi.  Quel colore verde ricorderà il quarto chakra, quello dell'apertura all'amore...e il gioco è fatto, sarete tutti più buoni :)


martedì 20 novembre 2012

assente ma presente!

Momentaneamente ho perso la penna.
Forse troppe idee confusa, l'età che è avanzata o forse sto periodo va così.
Tante cose belle, i miei 17+17 e chissà quando ne scriverò qualcosa, i festeggiamenti per un compleanno che quest'anno pensavo passasse in sordina e invece sto festeggiando da venerdì scorso e almeno fino a fine mese ho occasioni giornaliere per potermi far coccolare. Quindi l'amore c'è, lo sento è reciproco, e le sorprese che ho ricevuto finora mi hanno riempito delle falde che si stavano allargando nel mio cuoricino.
Qualche brutta cosa è capitata, una brutta-bella, nel senso che so che evolverà in bella, una brutta-brutta che spero mi dia la forza per cambiare prospettiva (lavorativamente parlando).

Mi piace assaporare quei momenti in cui riesco a cogliere nuovi aspetti di me, un'evoluzione di conoscenza che mi sta facendo crescere, maturare e rendendo sempre più consapevole.
Evito di programmare, mi circondo solo di sorrisi, ma quelli sono reciproci e contagiosi, quindi è una cosa inevitabile.


..domani sera, Jesolo, loro...


venerdì 9 novembre 2012

Cambiamenti dal basso

Sto vivendo un periodo così intenso che non mi rendo conto nemmeno del tempo che passa. L'intensità è dovuta a tante cose da fare, da emozioni vissute, da pensieri vaganti che sto cercando di rimettere in sesto.
Probabilmente i mesi scorsi sono sembrata melanconica (ma è la mia stagione che porta a questo...lasciatemela!), a volte triste e polemica. Vero, verissimo. A volte lo sono ancora.
Però come riesco a essere molto melanconica, triste e polemica, riesco a essere anche tanto empatica con il mondo   da permettere alle energie belle e positive di impossessarsi di me, e darmi un bel sorriso che risolleva gli animi. 
Sto vivendo una fase di cambiamento, che coinvolge solo ed esclusivamente me stessa, a partire dai capelli, che in 7 mesi ho stravolto come non mai in 33 anni di vita. E questa necessità la sento dentro e necessaria, sono contenta di quello che ne è uscito.
Sto vivendo di contatti, di nuovi mondi e conoscenze, esperienze nuove, amicizie ritrovate. 
Se fosse stato 2 anni fa, questo stile di vita sarebbe stato un affanno per me, un torcigliarsi di sensi di colpa nei confronti di famiglia e marito che m'avrebbe distrutto. Invece ora vivo la mia vita con fluidità e la libertà è mia.
Ho trovato questa foto dal profilo facebook dei Pearl Jam, che riassume quello a cui miro, alla mia meta vitale. Ci tengo tantissimo a porre me stessa al centro della mia vita, non pensando sia egoismo ma puro amor proprio. Senza questo come possiamo pensare di stare accanto agli altri esseri, essere compassionevole e amarli? E intendo qualsiasi essere vivente che interessi la nostra sfera personale, e quindi di entrare in stretta connessione con loro e viverli con naturalezza e intensità.
A tal proposito un mio nuovo proposito da portar avanti, riguarda la riflessologia plantare. Parlai proprio  di massaggi qui, ma in questo caso si tratta di andare a massaggiare il piede, zone specifiche del piede e il riflesso di viscere e organi. M'è capitato di farne, e credo sia tra i massaggi da cui ho tratto di più.
Il piede, l'ancora che ci tiene fermi e sorregge, il nostro confine con la terra, quell'elemento che adoro e che sento necessario a me che sono tanto acqua e sensibilità. Il piede connette con il resto del corpo, è il catalizzatore usato dalle le mani e il corpo di chi massaggia. Ma lo ritengo così umile e vero che mi emoziona.  Mettersi ai piedi dell'altro. In India si sfiorano i piedi dei Baba come segno di riverenza. E' una pratica che amo fare perchè  non è solo stimolazione.Sfiorare, ed effettuare pressioni è entrare in collisione ed empatia con l'altro a tal punto da non sentire più il confine del corpo. Direte che sono pazza, ma una cosa simile l'espresse un certo Vincent...con parole meno poetiche forse, ma il senso può essere quello.

Altra cosetta...sto cercando di scrivere un post a cui tengo tantissimo. Ma ogni volta divento una fontana di lacrime... 17+17 ... 

mercoledì 24 ottobre 2012

23 ottobre 2012

Mi si domanda se ho una coscienza. E io certo, ce l'ho.
Anzi, profondamente ancorata al mio essere e alla mia essenza.
Probabilmente ci sono cose che non sono effettivamente coscienza, oppure anima come preferisco chiamarla io. Queste cose sono i martellanti pensieri che  la mente sforna e che si intrufolano in questi meandri macchinosi che si chiamano eventi della vita. E l'anima soffre di queste insidiose e macchinose minacce che bloccano qualsiasi istinto e spontaneità d'animo. [vedete, anche nel gergo si dice così... l'anima è spontanea].
Mi trovo a dire che "faccio scorrere" le cose, e forse significa che le faccio accadere, senza pensarci troppo, senza far coinvolgere la mente. Ma questo non vuol dire che non ho coscienza. Sarò sì incosciente, ma non senza anima. E se preferisco vivere la giornata non devo essere additata, invidiata e messa da parte, ritenuta non idonea, criticata e offesa.

Questo deve valere per tutti, non solo per me. E cerco ogni giorno di distogliere la mente dalle compulsive critiche che vorrebbe uscire e che vieto, e blocco, perchè non sono parte di me, della mia essenza. Io sono ben altro. C'è dell'altro dentro. Che si vede, forse, ma che soprattutto posso dimostrare.

Perché spesso la felicità è anche in un attimo, è anche assaporare la verità, confrontarsi e comprendere le cose per quello che sono. La felicità è anche accettare, sentirsi appagati, è la gioia di un istante. Sono le lacrime che scorrono, lo stereo a palla nella canzone che più ti stordisce la mente. Perché è la mente che vuoi far assolutamente allontanare dalla coscienza, dalla tua anima.

Accade poi che vivi giorni come oggi, in cui ti dimentichi anche di mangiare e che le cose appaiono più chiare.
Ho messo i piedi a bagno nell'acqua fredda, quell'insidiosa amica che si chiama acqua, che tanto mi ha dato, che mi avvicina alla paura e che trasmette più di ogni altro elemento. Raccogli una conchiglia e come altre volte nella mia vita, c'ho segnato una data. Il ricordo di oggi.
E comprendi, accetti eppure lasci che le cose vadano secondo quello che effettivamente senti e provi. In quell'esatto istante.
L'Aleph, che unisce le anime, al luogo e al tempo, nella tridimensionalità impercettibile.
E da L'Aleph di Paulo Coelho, finito di leggere pochi giorni fa, vi lascio con questa riflessione...
"se ti accanisci per scoprire le cose buone o cattive del tuo prossimo, finirai per dimenticare la tua anima, avvertirai un grande sfinimento e ti consegnerai alla sconfitta poichè avrai sprecato ogni energia giudicando gli altri"
e poi quest'altra ancora 
"non si possono domare i sognatori".


Fate bei sogni ...

P.s.: mi sono regalata un pendaglio pure, con un sole che c'ha un terzo occhio e dall'altra parte il Tao, e il nuovo album di Battiato, e una corsa in bicicletta in una strada di campagna scura illuminata dalla mezza luna crescente e da un mare di stelle...

martedì 16 ottobre 2012

Tutti i santi giorni

Tutti I Santi Giorni
fotogramma tratto da "Tutti i santi giorni"


Mi piace questa foto. Colori e occhi intensi, copertina e berretti, orpelli invernali che adoro indossare e sfoggiare.
Ma a parte questo, "Tutti i santi giorni" di Virzì, non mi è proprio piaciuto.
Loro bravi, nulla da dire riguardo Luca Marinelli e Thony. Anzi Thony, oltre a essere veramente una bella tipa, canta e compone musica in una maniera che mi attrae tantissimo, ed ora devo attrezzarmi per poterla ascoltare nella mia intimità.
Però mi aspettavo di più da questo film, invece solita tiritera dentro e fuori da specialisti per riuscire a rimanere incinta, genitori siciliani che si presentano in casa e la vogliono conquistare - roba già vista e noiosa - , sesso e sesso, loro che si amano e si lasciano e si ritrovano e si ... beh, il finale scontatissimo non lo svelo.
Rimane questo senso d'amore che stimo e riconosco molto in me, quell'amore per cento a cui tutti aspiriamo, ma la "trama cronaca" mi ha stancato. Alla colonna sonora un bel 10 e al personaggio interpretato da Thony un bel 8, perchè personifica la donna come piace a me: cazzuta al punto giusto e fuori di testa.
Eppure  qualche lacrimuccia m'è scesa...
Ma forse perchè al cinema da sola di venerdì sera è una tristezza unica...
 

venerdì 21 settembre 2012

Pordenone, Carlotto e le mie cronache da lì

Mi credete se vi dico che in 2 ore ho già avuto tre attacchi di pianto?
Si vivono emozioni, e oggi sono state molte. Mi faccio prendere sì, e vedo che la mia vulnerabilità è sempre più forte a tal punto dal farmi scoppiare a piangere mentre ascoltavo "Thin air" dei Pearl Jam, mentre leggevo  un post in facebook di un amico e mentre ripensavo al mio giro a Pordenonelegge di oggi.
Il mio obbiettivo era Massimo Carlotto, che conosco da poco, e il merito per averne approfondito la lettura è di un amico blogger, l'Alligatore, che di lui parlò qui a maggio. L'occasione era un suo intervento in merito alla rassegna della "Mappa dei sentimenti", in particolare il sentimento assegnato a lui era l'Amicizia.
E' stata un'ora intensamente vissuta, emozioni vere e sentite che non mi sarei mai aspettata di provare a un incontro di questo tipo. Eppure è accaduto. Quest'uomo ne ha dette veramente tante sull'amicizia: aneddoti, ricordi, confidenze del suo vissuto, ma le parole che più mi hanno colpito sono state nella descrizione dell'amicizia quale "scambio, accettazione e alchimie infinite"  e che "nella confidenza c'è la fiducia di parlare di qualsiasi cosa" e "diventa una forma strategica di sopravvivenza". E in conclusione un grande elogio dell'amicizia, che mi ha fatto veramente riflettere: quando un amico ci lascia e intendo dire quando muore, l'amico che rimane perde ogni diritto, "uno pensa ai parenti e mai agli amici". E quant'è vero. Eppure gli amici si scelgono in vita, mica come i parenti che ti capitano per forza! e se li scegli veramente li ami, li stimi e li rispetti a tal punto che il tuo lutto da amico ha un profondo peso.
Eccolo Carlotto, occhi bellissimi sapete???di quelli che vorrei avere davanti, di quelli che scelgo di voler davanti. Eppure era lì e non ho avuto coraggio di avvicinarmi, m'è presa un po' di emozione e forse sarei crollata con un pianto. Veramente.
Massimo Carlotto "Pordenonelegge" ed. 2012

Poi mi sono fiondata a sentire Giorgio Faletti che ad accoglierlo lo aspettava tantissima gente. Un intervento breve sulla "speranza", che non mi ha soddisfatto molto, nonostante l'ilarità e la spensieratezza che mi ha trasmesso. Un po' più di spessore me l'aspettavo, diciamocela!!!

Giorgio Faletti "Pordenonelegge" 2012

Poi, visto che c'ero, mi sono intrufolata a sentire Duccio Demetrio, di cui non ho mai letto nulla. La conferenza aveva un bel titolo, inerente alla sua ultima opera, "Perchè amiamo scrivere. Filosofia e miti di una passione". Mi aspettava un posto in piedi, e invece m'hanno fatto accomodare in una scrivania accanto al palco!
Una lezione è stata. Mi sono letteralmente vista catapultare in una lezione di scrittura, di miti greci e sul significato psicologico che ha la scrittura. Anche in questo caso tanti stimoli che ancora devo elaborare bene. Ma sono certa che ne farò buon uso. "La scrittura fa vibrare la nostra identità e interiorità"  è un "graffio, scolpisce". La scrittura può essere una "cura, ma può rivelarsi un inganno. La migliore terapia è l'amore condiviso". Questi sono spunti che lascio scritti qui...a testimoniare le cose più superficiali che Demetrio ha trattato. Ma è andato veramente a fondo.
Due cose fondamentali mi hanno colpito: quando ricordiamo il momento in cui abbiamo iniziato a scrivere e perchè? (naturalmente se lo facciamo, io credo di farne parte da quando iniziai a scrivere i miei diari, poi non ho mai praticato con costanza, ma so perchè l'ho fatto).
L'altra è legata a uno spunto dato dall'intervistatore Prof. Massimo De Bortoli, riguardo la figura del padre, legata alla scrittura, e la figura della madre, legata alla lettura. E qui la mia riflessione deve maturare, anche se superficialmente sento di dire che pure per me l'inizio e la necessità di scrivere sono legati alla figura di mio papà.
Duccio Demetrio "Pordenonelegge" 2012
 Il rientro è stato un'emozione costante...le lacrime accennate prima, questo tramonto bellissimo, la mezza luna che iniziava a sbucare dal cielo, una poiana che s'è appoggiata a un filo dell'alta tensione...la mia vulnerabilità che fa capolino costantemente...
tramonto a Puja
 
E mi sento piena, ricca e appagata...
un pensiero m'è passato per testa...che nonostante fossi sola, stavo bene con me...come ha detto Faletti "non c'è limite al rispetto di sè stessi..."

giovedì 23 agosto 2012

Prove di un matrimonio

Premettiamo una cosa: non mi sposo. Già fatto, otto anni sono passati, oramai alle spalle ho solo anni e anni di partecipazione a matrimoni, espertissima di presenze di fronte ad amici e parenti, giochi, scherzi, letture in chiesa che vengono sempre affidate a me (cavoli, ma timida non potevo nascere), canti, recite, nano, cortei, carriole, uova, palloncini, polistirolo, scherzi di ogni tipo.

Questo è quello più importante dopo il mio: quello del mio fratellino. Di cui poco si sa, ermetismo puro, ma è il mio piccolino che cresce. Più di me, lui è cresciuto con il fai-da-te, mentre mamma era a lavoro 11 ore al giorno. E ricordo ancora quel carnevale, lui a casa da solo con una voglia di frittelle, e così coordinato dalle dritte di nonna e zia, s'è messo a impastarle e friggerle.
E sarò testimone, sorella della sposa, figlia della madre, e figlia della suocera (poi), cognata della sposa, lettrice, addetta a sistemare il parentado e colei che darà l'ultimo sguardo al fratello vestito di tutto punto. Ruoli che mi vanno stretti, ma ultimamente sento dire solo queste cose: così invece di essere Elena, sarò tanti appellativi e cose che mi vanno strette. L'anima, quella sì che ha valore, probabilmente è il valore più caro che noi tutti abbiamo.

Così queste giornate le sto passando nervosamente, a sistemare gli ultimi dettagli del caso, materialismo vivo!  Così medito: sul divano, mentre aspetto Ale che rientra da allenamento (sì doveva smettere, ma bloccare le passioni è anti-etico per me, m'aveva costretto a impedirgli di ritornare in campo....ma mi vedete a costringere a fare qualcosa contro la propria volontà???) e così velo di smalto alle unghie dei piedi...provo il rossetto rosso vivo, e mi gusto il profumo del mio pane che esce dal forno...

E medito...domani sarà un buon risveglio...caffè d'orzo, pane e malto d'orzo...

...inizio a sentire la mia stagione che sta arrivando...
e  la casa  sa di uva matura, sì , sento pure questo...


mercoledì 22 agosto 2012

Due righe ...

"Ecco cara  .... ,
due piccole righe perchè il morale non deve stare a fondo per inutili sciocchezze.
Sappi che l'amicizia va oltre all'entusiasmo, al tutto va bene. E spesso la cosa più bella è sapere che c'è qualcuno che ci pensa. Non si può pretendere che chi amiamo faccia quello che noi desideriamo, siamo fatti di tante sfacettature, bisogni e momenti. E queste sono caratteristiche comuni da entrambi i lati di un'amicizia.
Io desidero che tu venga fuori dal guscio, ma so che questo è difficile. Fino a quando TU (e solo TU puoi farlo), non decidi di farlo, non puoi rattristarti del mondo che ti sta attorno. Perchè il mondo magari sta aspettando te fuori da guscio.
Ricordati, che per te, solo TE puoi fare qualcosa. Il resto è solo il sostegno, il bastone che ti regge, ma sei TE a dover dare la svolta.
Con questo vorrei augurarti buone vacanze, riposa, medita, leggi e godi della tua famiglia. Ritorna felice, ma felice vera e non apparente. Che sennò le cose non quadrano e fanno entrare nell'oblio delle lamentele e della tristezza....
Ti voglio veramente bene, E."

lunedì 13 agosto 2012

Sorgere e tramontare, passo dopo passo

Sono reduce da due giorni intensi.
Intensi per svariati motivi:
- fatica
- meraviglie di paesaggi e natura viste proprio con i miei occhi
- tempo dedicato al mio dialogo interiore
- possibilità di stare con un amico che pensavo di aver perso e invece ho ritrovato
- considerazioni varie che ne ho tratto ...

E allora vi spiego un po' cosa ho fatto. Con Ale (marito) e Andrea siamo partiti domenica mattina, h. 5.30, metà il parcheggio ai piedi dell'incontaminata Val di Fanes. Il nostro obbiettivo era percorrerla, fino a raggiungere il rifugio Pederù (albergo direi), che si trova nel versante tirolese. Passare la notte lì (se non ci fosse stato posto la tenda era in macchina), e poi la mattina seguente risalire verso il rifugio Fennes per poi dopo un'ora arrivare al rifugio Biella (del CAI di Treviso :)  ). Diciamo che senza accorgerci abbiamo fatto una parte del percorso consigliato nell'altavia n. 1, così se volete dare un occhiata potete farlo!
Il tutto è stato fatto in 7(primo giorno) + 6 (il secondo) ore di cammino, in cui la tenacia è stata da dote più forte di tutti e tre. Il mio ginocchio ha chiesto pietà per l'ultimo tratto di strada, una discesa di 800 mt di dislivello che il mio collaterale destro ha mal sopportato: ma senza lamento!!! Dura, fino all'ultimo passo.
E i passi sono stati tanti, lunghi e veloci, calmi e ansimanti in quei tratti di salita in cui dare un nuovo ritmo al cuore era un po' più complicato, e spediti in quei tratti in cui tutto sembrava più facile e accessibile. E' questo l'insegnamento della montagna, la dura prova del rapporto stretto che si ha con la natura, sentirsene veramente parte come sempre dovrebbe accadere, con assoluto rispetto e stima per tutti gli essere che si incontrano, vedono, sentono e percepiscono.
Questi passi hanno dato spazio anche al mio dialogo interiore. Tante le cose che mi sono passate per testa, idee e ambizioni, forza e determinazione per futuri progetti, grande amore per quello che verrà, curiosità per gli intrecci che stanno creandosi nella mia vita, con tanti sorrisi da distribuire, perchè vengono spontaneamente e questa è la più vera consapevolezza che ho avuto lassù.
Rifugio Biella - 2326 mt s.m.
Passi affianco di un amico che per un periodo non ho avuto a mio fianco, ma la montagna ci sta riavvicinando, senza rivangare il passato e mettendo nuove basi al nostro rapporto. Ci siamo abbracciati forte salutandoci, e questo vale più di ogni chiarimento. Sono felice.

La paura poi. Quella di non farcela. Non c'ho nemmeno pensato prima di partire, solo Ale era seriamente preoccupato per il mio ginocchio, fiato, forza nel portare uno zaino e coraggio. La mia stizza nei confronti di questo pessimismo è stata accesa, anzi diciamo che m'ha veramente urtato! E rendere questo viaggio una prova che la posso fare è stato determinante: per me. Mi sono resa conto di una sfumatura della paura: essa si crea, spesso, perchè gli altri ce la incutono, ci pongono di fronte a realtà non vissute direttamente da noi e pensano che possano essere un pericolo per noi, una minaccia per la nostra esistenza. Ma credo che questo spesso sia più dovuto all'incapacità di affrontare momento per momento le difficoltà che si incontrano, senza farle diventare per forza un problema e anche a monte paura di perdere la persona a cui si incutono tutte queste "fisime". Raggirare questo è importante per non farsi sopraffare da ansie e inutili paturnie. Vivere è un'altra cosa, legata al proprio naturale istinto. E sono contenta di essere cresciuta con un senso di approssimazione e incoscienza e in questo ringrazio mia mamma che nell'allevarmi si è fidata anche degli errori che facevo, dei pericoli a cui andavo incontro, del mio essere "maschiaccio" senza per forza deviare questa mia istintualità...(più o meno fino ai 17 anni, poi si è aggrappata a me fino allo sfinimento, ma questa è altra storia).

Ora sono "pezzata": il sole m'ha decisamente segnata in tutto il corpo, segni di zaino, maglie, scarponi e pantaloncini. Il sole, che mi ha accompagnato sempre in questi due giorni, mai abbandonata. Mi scalda, conforta e nutre: insegna che sorgere e tramontare è un aspetto quotidiano, nulla può essere diverso che il vivere giorno per giorno, passo dopo passo.

sabato 11 agosto 2012

Cose che...

Vi capita mai che pensiate alle "cose che..." in riferimento a un periodo particolare, un evento specifico della propria vita?
A me spesso, senza nulla togliere alla mia memoria che è fetente, tagliente e precisa, che mi fa ricordare pure le sensazioni provate in determinati momenti di vita, a volte accade che prendo una data specifica e importante della mia vita, e scandaglio ciò che è avvenuto dopo. Non si tratta di rivivere il passato - cosa che odio con tutta me stessa, non c'è di peggio per perdersi la vita presente - ma di segnare delle tappe importanti nel proprio percorso, delle "stelline" (mi stanno perseguitando le stelle, e quindi ci stanno anche in questo contesto!) di eventi, fatti, curiosità e sensazioni.
In particolare, punto zero è il concerto dei Cure un mese fa. In quest'estate lo identifico come punto di svolta e consapevolezza. La nuova consapevolezza che il mio percorso ha dato buoni frutti e mi sono finalmente resa conto dell'immenso sforzo fatto per arrivare a essere quella che sono.
Le "cose che ..." nell'ultimo mese mi più hanno reso felice sono (solo le prime in classifica...)
- la dichiarazione d'amore di un'amica che sa come me quanto bene ci vogliamo, indistintamente da circa 20 anni, e dirselo ha fatto proprio bene. Senza dimenticare che le nostre reciproche gesta sono fatte senza pretesa di tornaconto
- sognare, sognare e sognare. continuo a farlo, chissà cosa la mia anima mi vuol donare e che strada vuole farmi intraprendere!
- quel giro in bici in centro, giù a capofitto nelle discese ... seduta sul ferro della bici con il mio più caro amico, che  m'ha riportato a un'ilarità infantile e una gioia vera e profonda! Un momento che non dimenticherò mai!

E poi quelle che mi hanno reso meno felici, che però non scarto perchè fanno parte del mio cammino comunque, come ogni cosa formano e aiutano, poi sta sempre a noi dargli il giusto peso e considerazione:
- l'arrivederci a mio nonno, salutato proprio stamane ...
- sentirsi esclusi a volte è una ferita che fa male, quando fai di tutto per aiutare e rendere felice chi ti allontana sempre più ...

Vi auguro un'estate blu! ricca d'amore e gratitudine...io mi accingo a preparare lo zaino, domani si parte per una due giorni sulle dolomiti, forse nottata in tenda sotto le stelle...a presto...

lunedì 6 agosto 2012

Parto

Vado, parto ora per una due giorni sul lago.
Mille cose dovevo fare, mille cose dovevo prepararmi e invece parto senza nulla di programmato, solo la strada conosco il resto verrà da sè.
Ritorno alle mie amiche, alle mie montagne e al mio lago, quello di Garda, che amo tanto.

C'è chi lo chiama bisogno di evasione. Non credo sia quello, piuttosto è seguire il proprio cuore in ogni passo che facciamo, giorno per giorno.


Così oggi parto, con il mio cuore. Lo snodo tra ragione e istinti, che riallinea tutto.

mercoledì 1 agosto 2012

Pensieri umidi

Vi è mai capitato di piangere?
Io credo sia la cosa più bella che possa esserci con il sorriso. E lo faccio io. Entrambe le cose le faccio e mi vengono bene.
Anche poco fa: delusa, illusa, confusa, non so. Però lacrime liberaratorie.

Forse servono a questo, non mi sono mai posta il problema. Ricordo solo che lo zio di mamma diceva che ero "piangiotta", e molti m'han sempre detto "piangi che diventi bella". Così nonostante fossi una spacca marroni numero uno sempre in mezzo a pericoli, maschi, giochi pericolosi, a differenza del resto del gruppo, quando ci rimanevo male, piangevo.(Piero mi disse, nei giorni successivi al funerale di papà, che potevo piangere, però non ero così bella come quando sorridevo).

Ora piango ancora. Nonostante i quasi 34 anni, io riesco a piangere.
E piango perchè:
- quando mi incazzo che le orbite escono dal cranio tanto dal farmi male;
- nei film: ci sono scene che mi colpiscono prima il cuore (fitte), e poi lacrimoni. Scene di ogni tipo: dall'amore, alla guerra, a quando due si lasciano, oppure quando due si incazzano. Però non so spiegare perchè mi accada questo: immedesimazione???
- quando muore qualcuno: ma queste lacrime solo nel mio piccolo, poi a funerali e altre occasioni riesco ad essere di ghiaccio, forse sembro pure cinica. Non traspare nulla.
- quando il cuore batte dal farmi male; forse emozioni e sentimenti che fanno bene, o fanno male, e magari non vanno dove voglio io;
- delusioni;
- manifestazioni d'amore, quando arrivano gratuite... mi sciolgo, mi salgono le lacrime agli occhi e piango.E quando amo. Sono sentimentalista e amo. Chi entra tra le mie braccia, inevitabilmente riceve il mio amore, in una delle sue varie sfumature. Da lì è difficile che lascio andare la morsa. Rientra tra le belle qualità dei scorpioni... ^_^
- pre-ciclo, dove tutto è amplificato, tutto è colpa tua, e ammazzeresti qualcuno pur di non stare così; gli ormoni c'hanno un picco che porta nell'abisso che più abisso non si può...
- quanto mi viene detto "devi". Io il devi non lo accetto da nessuno. E mi mette talmente tanti nervi da farmi piangere;
- quanto le cose non vanno come vorrei io;
- quando mi illudo. Perchè in quel caso mi odio, perchè mi ripeto continuamente di non illudermi e fidarmi troppo, ogni volta ci cado ...poi.
- quando osservo la natura  e  ascolto musica...


E non mi vergogno se piango, nemmeno a essere criticata se piango, nemmeno se gli occhi lucidi si vedono. Nemmeno se a detta di molti è strano io possa piangere, perchè rido e sorrido spesso.

E voi perchè piangete???