Visualizzazione post con etichetta SOGNI. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta SOGNI. Mostra tutti i post

mercoledì 12 giugno 2013

Arriva Sole

.... "io cerco boschi per me, e vallate col sole più caldo di te..."  (Conte/Virano/Pallavicini)



con queste parole che mi accompagnano...mi assento per qualche giorno ...

Intermezzo musicale :)



giovedì 6 giugno 2013

"Non è un rivestimento di superficie" ...

Si parla di bellezza.
Tematica soggettiva e intima, ma di grande attualità.
La bellezza che viene propinata è esclusivamente estetica: il bello visivo, che piace con gli occhi, che è armonioso alla vista. Un piacere che dall'estetica visiva poi raggiunge il resto dei sensi.
Stop. Limitato a l'incartamento esteriore di tutto ciò che c'è attorno a noi.
E così, tanto per raccontarla, martedì vengo convocata da un nuovo consulente che da poco collabora nell'azienda dove lavoro, (che stima le donne, come si stimano i propri calzini), e mi parla di bellezza ed estetica, di mostrare e che si vende quello che gli altri vedono, di brand e stylist, blaBlablaBlablaBla...
Non sapevo se indignarmi o incassare il colpo. "Perchè capita a me ???" Lo ascoltavo e nel mentre mi sono venute in mente delle parole di Erri De Luca, tratte da suoi scritti inediti, in appendice al suo racconto / sceneggiatura del "Il turno di notte lo fanno le stelle",  che Edoardo Ponti ha trasformato in un interessante e molto intenso corto.
Le parole di Erri De Luca, sono tratte dalla "Conversazione Erri-Nives, Pietro Romano", ovvero Nives Meroi, Pietro Dal Prà e Romano Benet, tre famosi alpinisti.

"Per me la bellezza non è un rivestimento di superficie,
 è proprio la natura, la materia di cui sono fatte le cose.
 La natura esiste perchè ha questa forza di bellezza dentro.
 Io vengo da quel golfo di Napoli che è il più celebrato per la sua formula della bellezza 
tra i più belli della storiai e della geografia del mondo.
Bene, quel golfo è stato cesellato da catastrofi, vulcani, eruzioni, terremoti ...
questa è la forza della bellezza.
E' come una forza compressa, poi in superficie può affiorare come un sorriso,
però dentro tiene questa potenza creatrice e distruttrice
 che si infischia di noi.
Noi siamo delle persone che andiamo a infilarci dentro
questa bellezza."




E queste  sagge  parole arrivano a salvarmi dalla rabbia, e passa tutto.
Grazie alla Bellezza. Alla vera Bellezza.


giovedì 9 maggio 2013

Sogno a colori, incontri e profumi...

Primo giro in bici della stagione, e cosa mi imbatto?
In una bestiolina così tenera e docile che mi guardava. Mi aggiravo in una stradina di campagna, dove sono certa sia nata una delle mie bisnonne paterne, e mi ha sorriso.

Nel contempo, un profumo mi ha accompagnato in gran parte del tragitto che ho fatto: uno sguardo in alto, ed ecco svelato il mistero, i fiori di acacia.
Dalle mie parti l'acacia ha ben tre nomi dialettali a seconda della zona: gasia, gadia e robina. A seconda che tu viva di qua o di là del Piave, le differenze dialettali si fanno molto marcate, ma per questa pianta il tutto si accentua, curioso, no?

Si è trattato del mio primo giro in bicicletta della stagione. Mi sono voluta scrollare di dosso un po' di malinconia, data da una brutta notizia ricevuta, da una insoddisfazione lavorativa, da un sentirsi completamente inadatta a ricoprire ruoli ed etichette ... il movimento scuote, fa pensare ad altro, allontana e permette di starsene un po' con sè stessi.
Così  la bici è il rimedio della giornata, assieme  al sogno che ho fatto stanotte, che si è poi materializzato nelle parole della mia amica Roby, che prima mi ha detto che avrei bisogno di un  gatto rosso, che porta bene, e con me ci starebbe divinamente, sono magici! E stanotte,  il gatto che dormiva sul mio fianco, avvolgendomi la schiena era proprio rosso.

domenica 5 maggio 2013

Voglio un gatto

Voglio un gatto, maschio. Certosino.
Ma non so proprio da che parte iniziare per tenerne uno.
Attorno a casa mia bazzicano tutti i gatti dei vicini, con cui ho un intesa visiva e telepatica.
Da me vengono perché trovano la giusta dose di avanzi di frutta e verdura.
E così ho deciso che i gatti vagabondi di casa mia sono veg*mici.

Però io voglio un certosino, che sia anche difficile di carattere, ma che si sciolga di fronte a me, e io di fronte a lui. Perchè in fondo come afferma la mia amica D. "tu sei una gatta, un certosino precisamente".

E a  ripetermelo me ne sono convinta a tal punto, che ho intrapreso un aMICIzia con la certosina del condominio della banca, e poi ieri con questo maschione tenerone, che ha cercato di conquistarmi spudoratamente, talmente inebetita dalle sue moine, che mi rimarrà un ricordo sfumato e contornato da un bellissimo sole...



Ditemi, la vostra anima con quale animale si sente affine?

sabato 23 febbraio 2013

Incubo

"La cucina di casa mia irradiata da un forte sole.
E ci sono, mentre mi affaccendo in qualche mestiere domestico.
Suona la porta, apro e mi ritrovo mio papà, sanguinante, che mi chiede aiuto. L'hanno picchiato a morte.
La sua testa gronda sangue al posto di sudore, i capelli sono come quelli che aveva da giovane, intrisi di siero indurito. Lui entra, si appoggia alla tavola e vi si riversa sopra. Affranto dal dolore e dalla stanchezza.
Impossibilitata ad aiutarlo, mi muore tra le braccia. Le lacrime non smettono di scendere."

Stamattina è stata dura ingranare. Questo incubo mi si ripropone continuamente. Rivivere la morte di mio papà è stato un duro colpo, in 17 anni non mi era mai capitato.
Qualche spunto per interpretarlo? (però, So che l'unica via per comprendere cosa voglio trasmettere sono io...però un aiutino???)

mercoledì 24 ottobre 2012

23 ottobre 2012

Mi si domanda se ho una coscienza. E io certo, ce l'ho.
Anzi, profondamente ancorata al mio essere e alla mia essenza.
Probabilmente ci sono cose che non sono effettivamente coscienza, oppure anima come preferisco chiamarla io. Queste cose sono i martellanti pensieri che  la mente sforna e che si intrufolano in questi meandri macchinosi che si chiamano eventi della vita. E l'anima soffre di queste insidiose e macchinose minacce che bloccano qualsiasi istinto e spontaneità d'animo. [vedete, anche nel gergo si dice così... l'anima è spontanea].
Mi trovo a dire che "faccio scorrere" le cose, e forse significa che le faccio accadere, senza pensarci troppo, senza far coinvolgere la mente. Ma questo non vuol dire che non ho coscienza. Sarò sì incosciente, ma non senza anima. E se preferisco vivere la giornata non devo essere additata, invidiata e messa da parte, ritenuta non idonea, criticata e offesa.

Questo deve valere per tutti, non solo per me. E cerco ogni giorno di distogliere la mente dalle compulsive critiche che vorrebbe uscire e che vieto, e blocco, perchè non sono parte di me, della mia essenza. Io sono ben altro. C'è dell'altro dentro. Che si vede, forse, ma che soprattutto posso dimostrare.

Perché spesso la felicità è anche in un attimo, è anche assaporare la verità, confrontarsi e comprendere le cose per quello che sono. La felicità è anche accettare, sentirsi appagati, è la gioia di un istante. Sono le lacrime che scorrono, lo stereo a palla nella canzone che più ti stordisce la mente. Perché è la mente che vuoi far assolutamente allontanare dalla coscienza, dalla tua anima.

Accade poi che vivi giorni come oggi, in cui ti dimentichi anche di mangiare e che le cose appaiono più chiare.
Ho messo i piedi a bagno nell'acqua fredda, quell'insidiosa amica che si chiama acqua, che tanto mi ha dato, che mi avvicina alla paura e che trasmette più di ogni altro elemento. Raccogli una conchiglia e come altre volte nella mia vita, c'ho segnato una data. Il ricordo di oggi.
E comprendi, accetti eppure lasci che le cose vadano secondo quello che effettivamente senti e provi. In quell'esatto istante.
L'Aleph, che unisce le anime, al luogo e al tempo, nella tridimensionalità impercettibile.
E da L'Aleph di Paulo Coelho, finito di leggere pochi giorni fa, vi lascio con questa riflessione...
"se ti accanisci per scoprire le cose buone o cattive del tuo prossimo, finirai per dimenticare la tua anima, avvertirai un grande sfinimento e ti consegnerai alla sconfitta poichè avrai sprecato ogni energia giudicando gli altri"
e poi quest'altra ancora 
"non si possono domare i sognatori".


Fate bei sogni ...

P.s.: mi sono regalata un pendaglio pure, con un sole che c'ha un terzo occhio e dall'altra parte il Tao, e il nuovo album di Battiato, e una corsa in bicicletta in una strada di campagna scura illuminata dalla mezza luna crescente e da un mare di stelle...

martedì 2 ottobre 2012

Vertigini

"La vertigine è qualcosa di diverso dalla paura di cadere. La vertigine è la voce del vuoto sotto di noi che ci attira, che ci alletta, è il desiderio di cadere, dal quale di difendiamo con paura"
Milan Kundera, L'insostenibile leggerezza dell'essere (tra i miei libri preferiti...e Kundera tra i miei miti letterari)

Ditemi, la vertigine cosa vi ricorda? Cosa ispira? Cosa vi fa vivere e sentire?

Io vertigine non ce l'ho per le altezze, ma mi capita di averla quando il cuore sussulta e mi fa perdere i sensi. Simile a quello che accade dopo una birra o un bicchiere di vino ... ma accade che arriva  per un'emozione improvvisa, e ti arrendi a questo oblio. Arresa, allentamento delle resistenze. E quindi mi piace.

Sono curiosa, e oggi particolarmente! dai dite la vostra...

lunedì 13 agosto 2012

Sorgere e tramontare, passo dopo passo

Sono reduce da due giorni intensi.
Intensi per svariati motivi:
- fatica
- meraviglie di paesaggi e natura viste proprio con i miei occhi
- tempo dedicato al mio dialogo interiore
- possibilità di stare con un amico che pensavo di aver perso e invece ho ritrovato
- considerazioni varie che ne ho tratto ...

E allora vi spiego un po' cosa ho fatto. Con Ale (marito) e Andrea siamo partiti domenica mattina, h. 5.30, metà il parcheggio ai piedi dell'incontaminata Val di Fanes. Il nostro obbiettivo era percorrerla, fino a raggiungere il rifugio Pederù (albergo direi), che si trova nel versante tirolese. Passare la notte lì (se non ci fosse stato posto la tenda era in macchina), e poi la mattina seguente risalire verso il rifugio Fennes per poi dopo un'ora arrivare al rifugio Biella (del CAI di Treviso :)  ). Diciamo che senza accorgerci abbiamo fatto una parte del percorso consigliato nell'altavia n. 1, così se volete dare un occhiata potete farlo!
Il tutto è stato fatto in 7(primo giorno) + 6 (il secondo) ore di cammino, in cui la tenacia è stata da dote più forte di tutti e tre. Il mio ginocchio ha chiesto pietà per l'ultimo tratto di strada, una discesa di 800 mt di dislivello che il mio collaterale destro ha mal sopportato: ma senza lamento!!! Dura, fino all'ultimo passo.
E i passi sono stati tanti, lunghi e veloci, calmi e ansimanti in quei tratti di salita in cui dare un nuovo ritmo al cuore era un po' più complicato, e spediti in quei tratti in cui tutto sembrava più facile e accessibile. E' questo l'insegnamento della montagna, la dura prova del rapporto stretto che si ha con la natura, sentirsene veramente parte come sempre dovrebbe accadere, con assoluto rispetto e stima per tutti gli essere che si incontrano, vedono, sentono e percepiscono.
Questi passi hanno dato spazio anche al mio dialogo interiore. Tante le cose che mi sono passate per testa, idee e ambizioni, forza e determinazione per futuri progetti, grande amore per quello che verrà, curiosità per gli intrecci che stanno creandosi nella mia vita, con tanti sorrisi da distribuire, perchè vengono spontaneamente e questa è la più vera consapevolezza che ho avuto lassù.
Rifugio Biella - 2326 mt s.m.
Passi affianco di un amico che per un periodo non ho avuto a mio fianco, ma la montagna ci sta riavvicinando, senza rivangare il passato e mettendo nuove basi al nostro rapporto. Ci siamo abbracciati forte salutandoci, e questo vale più di ogni chiarimento. Sono felice.

La paura poi. Quella di non farcela. Non c'ho nemmeno pensato prima di partire, solo Ale era seriamente preoccupato per il mio ginocchio, fiato, forza nel portare uno zaino e coraggio. La mia stizza nei confronti di questo pessimismo è stata accesa, anzi diciamo che m'ha veramente urtato! E rendere questo viaggio una prova che la posso fare è stato determinante: per me. Mi sono resa conto di una sfumatura della paura: essa si crea, spesso, perchè gli altri ce la incutono, ci pongono di fronte a realtà non vissute direttamente da noi e pensano che possano essere un pericolo per noi, una minaccia per la nostra esistenza. Ma credo che questo spesso sia più dovuto all'incapacità di affrontare momento per momento le difficoltà che si incontrano, senza farle diventare per forza un problema e anche a monte paura di perdere la persona a cui si incutono tutte queste "fisime". Raggirare questo è importante per non farsi sopraffare da ansie e inutili paturnie. Vivere è un'altra cosa, legata al proprio naturale istinto. E sono contenta di essere cresciuta con un senso di approssimazione e incoscienza e in questo ringrazio mia mamma che nell'allevarmi si è fidata anche degli errori che facevo, dei pericoli a cui andavo incontro, del mio essere "maschiaccio" senza per forza deviare questa mia istintualità...(più o meno fino ai 17 anni, poi si è aggrappata a me fino allo sfinimento, ma questa è altra storia).

Ora sono "pezzata": il sole m'ha decisamente segnata in tutto il corpo, segni di zaino, maglie, scarponi e pantaloncini. Il sole, che mi ha accompagnato sempre in questi due giorni, mai abbandonata. Mi scalda, conforta e nutre: insegna che sorgere e tramontare è un aspetto quotidiano, nulla può essere diverso che il vivere giorno per giorno, passo dopo passo.

sabato 11 agosto 2012

Cose che...

Vi capita mai che pensiate alle "cose che..." in riferimento a un periodo particolare, un evento specifico della propria vita?
A me spesso, senza nulla togliere alla mia memoria che è fetente, tagliente e precisa, che mi fa ricordare pure le sensazioni provate in determinati momenti di vita, a volte accade che prendo una data specifica e importante della mia vita, e scandaglio ciò che è avvenuto dopo. Non si tratta di rivivere il passato - cosa che odio con tutta me stessa, non c'è di peggio per perdersi la vita presente - ma di segnare delle tappe importanti nel proprio percorso, delle "stelline" (mi stanno perseguitando le stelle, e quindi ci stanno anche in questo contesto!) di eventi, fatti, curiosità e sensazioni.
In particolare, punto zero è il concerto dei Cure un mese fa. In quest'estate lo identifico come punto di svolta e consapevolezza. La nuova consapevolezza che il mio percorso ha dato buoni frutti e mi sono finalmente resa conto dell'immenso sforzo fatto per arrivare a essere quella che sono.
Le "cose che ..." nell'ultimo mese mi più hanno reso felice sono (solo le prime in classifica...)
- la dichiarazione d'amore di un'amica che sa come me quanto bene ci vogliamo, indistintamente da circa 20 anni, e dirselo ha fatto proprio bene. Senza dimenticare che le nostre reciproche gesta sono fatte senza pretesa di tornaconto
- sognare, sognare e sognare. continuo a farlo, chissà cosa la mia anima mi vuol donare e che strada vuole farmi intraprendere!
- quel giro in bici in centro, giù a capofitto nelle discese ... seduta sul ferro della bici con il mio più caro amico, che  m'ha riportato a un'ilarità infantile e una gioia vera e profonda! Un momento che non dimenticherò mai!

E poi quelle che mi hanno reso meno felici, che però non scarto perchè fanno parte del mio cammino comunque, come ogni cosa formano e aiutano, poi sta sempre a noi dargli il giusto peso e considerazione:
- l'arrivederci a mio nonno, salutato proprio stamane ...
- sentirsi esclusi a volte è una ferita che fa male, quando fai di tutto per aiutare e rendere felice chi ti allontana sempre più ...

Vi auguro un'estate blu! ricca d'amore e gratitudine...io mi accingo a preparare lo zaino, domani si parte per una due giorni sulle dolomiti, forse nottata in tenda sotto le stelle...a presto...

martedì 31 luglio 2012

Di una stella cadente

L'altra sera rientrando a casa lungo la stradina osservavo la luna. Un bagliore alla sua destra m'ha distolto, era una stella cadente, un arco lungo, veloce e la sommità lucente.
Mi sono riempita di gioia: quando non te l'aspetti tutto appare più bello e sembra sia un miracolo.

Mi piace la poesia, nonostante sia veramente inesperta in materia,ma ho idee molto chiare su chi mi piace: Pasolini, Neruda, Machado. Machado in particolare descrive il sole, nei vari aspetti che lo possono interessare, e questo dà emozioni, a me che poi ho messo la solarità nel mio nome, ricerco sempre le affinità tra quello che sono io e quello che le sue poesie trasmettono.

Ce n'è una che però di sole ha poco, ma di stelle sì. Un po' riassume il qui e ora che spesso ribadisco tra le mie righe...il resto sono brividi e lacrime.

Cantares ...

Tutto passa e tutto rimane
però il nostro è passare,
passare facendo cammini
cammini sopra il mare.
Mai ho cercato la gloria,
né di lasciare il mio canto
alla memoria degli uomini;
io amo i mondi delicati,
lievi e gentili
come bolle di sapone.

Mi piace vederle quando si colorano
di giallo e carminio, volare
sotto il cielo azzurro, tremare
d'improvviso e poi scoppiare.

Mai ho cercato la gloria.
Viandante sono le tue impronte
la via e nulla più:
Viandante non c'e un cammino
si fa il cammino camminando.

Camminando si fa il cammino
e voltando indietro lo sguardo
si vede il sentiero che mai
si tornerà a calcare.

Viandante non c'è una via
ma scia sul mare ... Perché chiamare cammini
i solchi del caso?
Tutto quello che cammina va
come Gesù, sopra il mare
Viandante, sono le tue impronte
il cammino e nulla più;
Viandante non c'è un cammino
la via si fa con l'andare..."

Camminando si fa il cammino
e girando indietro lo sguardo
si vede il sentiero che mai
si deve tornare a calpestare.

Viandante non c'è un cammino
ma le stelle nel mare ...

Todo pasa y todo queda,
pero lo nuestro es pasar,
pasar haciendo caminos,
caminos sobre el mar.

Nunca perseguí la gloria,
ni dejar en la memoria
de los hombres mi canción;
yo amo los mundos sutiles,
ingrávidos y gentiles,
como pompas de jabón.

Me gusta verlos pintarse
de sol y grana, volar
bajo el cielo azul, temblar
súbitamente y quebrarse.

Nunca perseguí la gloria.

Caminante son tus huellas
el camino y nada más;
caminante, no hay camino
se hace camino al andar.

Al andar se hace camino
y al volver la vista atrás
se ve la senda que nunca
se ha de volver a pisar.

Caminante no hay camino
sino estelas en la mar...

¿Para qué llamar caminos
a los surcos del azar?...
Todo el que camina anda,
como Jesús, sobre la mar.

Caminante, son tus huellas
el camino y nada más;
Caminante, no hay camino,
se hace camino al andar.

Al andar se hace el camino,
y al volver la vista atrás
se ve la senda que nunca
se ha de volver a pisar.

Caminante no hay camino
sino estelas en la mar.

Antonio Machado


martedì 24 luglio 2012

Osservazione raso terra

Passi incerti. Caviglie in vista. Scarpe da ginnastica, calzini, ma anche no.
Infradito a volte, e qualche sandalo.
Piedi che ci insegnano. Passo dopo passo, si va sempre avanti. Difficile muoversi all'indietro, non siamo fatti per questo. Lateralmente pure, diventa scomodo. E la visuale cambia completamente.
Ci aiutano a sorreggersi, nel qui ed ora. E permettono l'avanzata. Mai troppo oltre, del futuro ci aiutano solo a intraprenderne la strada.

Tra i ricordi di quand'ero bambina ce n'è più d'uno che mi vede accucciata a terra, seduta sulle caviglie, mani sotto il mento che osservo. Alcune  volte anche con le mani alle orecchie spaventata dagli elicotteri. [nella mia vita precedente forse vivevo in Vietnam durante gli anni 60, c'ho sta impressione ogni tanto, amo starmene sotto la pioggia e più volte mi sono sognata in trincea!]
E ora continuo a farlo: riposo le gambe dopo lunghe ore in piedi e osservo.
L'ho fatto pure dopo il concerto dei Cure e la sensazione è stata nuova. Mi sono soffermata su tutti questi piedi che andavano e venivano, attorniati da rifiuti gettati a terra. Un'altra realtà mi si è presentata a quell'altezza, sebbene fossi sempre lì dove pochi secondi prima me ne stavo a gambe dritte.
Il punto di vista può veramente cambiare a seconda della prospettiva da cui guardi, da come ti senti mentre osservi e da dove e come sei messo.
Perciò: piedi. Di ogni tipo e colore. Ma tutti piedi. Uguali e senza nome. Uguaglianza e assenza di giudizio raso terra. Passo veloce o incerto: non conta nulla, sempre piedi sono. Zoppicanti o regolari: sempre piedi sono. Leggeri e affaticati: sempre piedi sono. Storti, piatti, dritti, screpolati, ruvidi, morbidi, candidi, leggeri, affaticati, forti.
Non riesci a esprimere un giudizio dal basso. Messa alla stessa altezza dei piedi, non puoi farcela a giudicarli. E questo accade anche quando siamo uno di fronte all'altro. Se siamo uguali come possiamo permetterci di giudicare? Miriamo allo stesso orizzonte ed è quello che dobbiamo cercare di fare e ricordare, perchè viene molto più facile esprimere il proprio ego che la propria anima.
Non sono più di te, e te non sei più di me.

Così il ricordo di un fantastico concerto si amplifica di questa nuova scoperta.

E' solo martedì, ma mi sento molto "Friday I'm in love" ... non so che farci! ^_^

venerdì 20 luglio 2012

Questione di sogni

Sono nata per complicarmi la vita, probabilmente una retta via non riuscirò mai a trovarla, ma credo si possa anche vivere in questo continuo correre di qua e di là, provare, deludersi e deludere, stancarsi e rimanere appagati. L'importante è la convinzione. E fino a qui ci sto.
Raggiungere l'obbiettivo laurea mi ha completamente riempito di felicità, e ogni cosa accaduta prima e dopo l'ho vissuta con un intensità tale mai avuta in altri periodo della mia vita. Questo a completare anche il lavoro svolto per la tesi: certo "terzo occhio", ma rendere questa visione interiore in qualcosa di concreto e tangibile era il mio primo obbiettivo, il collegamento tra le radici e le parti alte, la connessione che solo il proprio cuore può permettere, ovvero lo snodo affinchè tutto avvenga fluidamente.
E questa consapevolezza l'ho avuta. La auguro a tutti, è un viaggio pindarico verso la vera conoscenza di sè stessi. Le percezioni che se ne traggono hanno qualcosa di assolutamente psichedelico ed estasiante. Un concerto interiore che se amplificato da una  qualsiasi forma di energia che riusciamo a far vibrare in risonanza con il nostro corpo, esalta. Ogni tanto ci riesco. Il bello è che questo avviene anche nel quotidiano, se passeggio lungo il Sile o se osservo le onde in una solitaria giornata di luglio dopo la tempesta, ascoltando della buona musica, cucinando ...



E questa è la parte più bella di questo mio percorso.
Ma tra i doni che ricevo, non tutto lo comprendo subito. Anzi.
Maggio: un sogno mi ha destato, una sorta di richiesta d'aiuto... la mia guru Roberta, dice che devo assolutamente affidarmi al sogno ... un sogno che poi diventano più sogni, ricorrenti, insistenti, quotidiani, sempre questa persona che nel frattempo mi fa compagnia, fa quello che faccio io, mi segue, insomma non sto male in questi sogni, mi tratta bene. E quindi ogni sera è un'attesa. Quasi una dipendenza. Io che mi ritengo "indipendente", mi ritrovo a dipendere da una ricorrenza onirica, sembra quasi di vivere una vita parallela.
Una premessa è dovuta: nella tesi di laurea parlo pure di sogni, la mia esperienza in merito è ricca di spunti, fin da piccola ne ho sempre fatti tanti, spesso anche illuminanti, preveggenti. Li ho trascritti per molti anni, poi a gennaio di quest'anno per sperimentare la teoria che stavo sviluppando per la tesi, ho preso il quaderno, l'ho strappato e distrutto. Quello che lasciano è l'utile per il presente, vivere nei ricordi non fa bene, ciò che si ricorda al contrario riporta a galla ciò che è necessario per il presente! ma senza l'utilizzo di trucchetti e tracce precedenti. Sono il dialogo con il nostro sè profondo, la nostra Anima, e i sogni sono le visioni dell'anima stessa, che vogliono farsi spazio e avere voce attraverso le immagini. Arrivano quando ne hai bisogno, incosciamente stanno già agendo. Tu non lo sai, ma questo accade.
Ci sono sogni importanti della vita  che li ricorderò sempre, tipo quella lettera che mio papà ha dato a un mio caro amico in un ambientazione tutta color oro. Chissà cosa c'era scritto, mi vengono i brividi ancora adesso che sono passati 6 anni ... la serenità che ricevetti in quel periodo fu coincidente con la mia scelta di diventare vegetariana, dettata anche dall'amicizia con questo mio amico veg* da anni, e poi ci furono la svolta lavorativa e di stile di vita.
L'ho capito dopo, e capirò quello che mi sta capitando in questo periodo, magari mai. E quindi che pretese voglio avere, io piccolina come sono, di comprendere quale sia la strada che il mio destino vuole affidarmi? Voglio sorriderci su, la miglior cosa che io riesco a fare ...


Stamattina mi sono ritrovata attorcigliata nel lenzuolo, una mummia sorridente...mi sono alzata, guardata allo specchio ho sorriso e stiracchiata e mi son detta istintivamente "la notte mi fa bella"... come inizio di giornata è il massimo a cui potessi aspirare ...