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venerdì 5 settembre 2014

Ritorno...quanti libri hai letto tra questi?

Il mio ritorno al blog lo volevo fare con qualcosa di brioso e curioso. Mi è piaciuto questo post dell'amico Alligatore. Si tratta di una catena molto simpatica che rincorre una lista di BBC che stilò nel 2008 una lista anglosassone con i migliori 100 libri (a detta loro) di sempre.La lista che riporto sopra è stata italianizzata e spulciandola ho ricordato libri letti che non ricordavo ormai più e che tra questi titoli ci sono almeno cinque tra i miei libri preferiti. 
Ne ho letti ben 34, ma mi vergogno di non aver letto Moravia, Gli indifferenti. Ho trovato delle incongruenze (l'intera opera di Shakespeare include l'Amleto...Harry Potter è una saga...lo stesso per Il Signore degli Anelli...)
A voi che è successo? Magari vi siete ricordati che nello scaffale di casa nascondete qualche titolo che avevate sepolto? Oppure ritenete che sia una lista insufficiente, poco moderna, che tralascia nomi e titoli indimenticabili?
E se doveste fare una vostra lista, riuscireste ad arrivare a 100 titoli gradevoli?
Ora vi metto le regole da seguire:
1. Mettere come immagine del post quella che ho messo sotto;
2. Citare il blog dove l'avete trovato;
3 Copiare la lista segnalando le vostre letture così:
Libri letti 
Libri lasciati a metà 
- Libri in nero 

LA LISTA!


1.    Il Profeta – Kahlil Gibran

2.    Harry Potter – JK Rowling

3.    Se questo è un uomo – Primo Levi

4.    La Bibbia

5.    Cime Tempestose – Emily Bronte

6.    1984 – George Orwell

7.    I Promessi Sposi – Alessandro Manzoni

8.    Orgoglio e Pregiudizio – Jane Austen

9.     La Divina Commedia – Dante Alighieri

10.   Piccole Donne – Louisa M Alcott

11.    Lessico Familiare – Natalia Ginzburg

12.    Comma 22 – Joseph Heller

13.    Il Signore degli Anelli – J.R.R. Tolkien

14.    L’opera completa di Shakespeare

15.    Il Giardino dei Finzi Contini – Giorgio Bassani     

16.    Lo Hobbit – JRR Tolkien

17.    Il Nome della Rosa – Umberto Eco

18.    Il Gattopardo – Tommasi di Lampedusa

19.    Il Processo – Franz Kafka

20.    Le Affinità Elettive – Goethe

21.    Via col Vento – Margaret Mitchell

22.    Il Grande Gatsby – F. Scott Fitzgerald

23.    Bleak House – Charles Dickens

24.    Guerra e Pace – Leo Tolstoy

25.    Guida Galattica per Autostoppisti – Douglas Adams

26.    Brideshead Revisited – Evelyn Waugh

27.    Delitto e Castigo – Fyodor Dostoyevsky

28.    Odissea – Omero

29.    Alice nel Paese delle Meraviglie – Lewis Carroll

30.    L’insostenibile leggerezza dell’essere – Milan Kundera

31.    Anna Karenina – Leo Tolstoj

32.    David Copperfield – Charles Dickens

33.    Le Cronache di Narnia – CS Lewis

34.    Emma – Jane Austen

35.    Cuore – Edmondo de Amicis

36.    La Coscienza di Zeno – Italo Svevo

37.    Il Cacciatore di Aquiloni – Khaled Hosseini

38.    Il Mandolino del Capitano Corelli – Louis De Berniere

39.    Memorie di una Geisha – Arthur Golden

40.    Winnie the Pooh – AA Milne

41.    La Fattoria degli Animali – George Orwell

42.    Il Codice da Vinci – Dan Brown

43.    Cento Anni di Solitudine – Gabriel Garcia Marquez

44.    Il Barone Rampante – Italo Calvino

45.    Gli Indifferenti – Alberto Moravia

46.    Memorie di Adriano – Marguerite Yourcenar

47.    I Malavoglia – Giovanni Verga

48.    Il Fu Mattia Pascal – Luigi Pirandello

49.    Il Signore delle Mosche – William Golding

50.    Cristo si è fermato ad Eboli – Carlo Levi

51.    Vita di Pi – Yann Martel

52.    Il Vecchio e il Mare – Ernest Hemingway

53.    Don Chisciotte della Mancia – Cervantes

54.    I Dolori del Giovane Werther – J. W. Goethe

55.    Le Avventure di Pinocchio – Collodi

56.    L’ombra del vento – Carlos Ruiz Zafon

57.    Siddharta – Hermann Hesse

58.    Il mondo nuovo – Aldous Huxley

59.    Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte – Mark Haddon

60.    L’Amore ai Tempi del Colera – Gabriel Garcia Marquez

61.    Uomini e topi – John Steinbeck

62.    Lolita – Vladimir Nabokov

63.    Il Commissario Maigret – George Simenon

64.    Amabili resti – Alice Sebold

65.    Il Conte di Monte Cristo – Alexandre Dumas

66.    Sulla Strada – Jack Kerouac

67.    La luna e i Falò – Cesare Pavese

68.    Il Diario di Bridget Jones – Helen Fielding

69.    I figli della mezzanotte – Salman Rushdie

70.    Moby Dick – Herman Melville

71.    Oliver Twist – Charles Dickens

72.    Dracula – Bram Stoker

73.    Tre Uomini in Barca – Jerome K. Jerome

74.    Notes From A Small Island – Bill Bryson

75.    Ulisse – James Joyce

76.    I Buddenbroock – Thomas Mann

77.    Il buio oltre la siepe – Harper Lee

78.    Germinale – Emile Zola

79.    La fiera delle vanità – William Makepeace Thackeray

80.    Possession – AS Byatt

81.    A Christmas Carol – Charles Dickens

82.    Il Ritratto di Dorian Gray – Oscar Wilde

83.    Il Colore Viola – Alice Walker

84.    Quel che resta del giorno – Kazuo Ishiguro

85.    Madame Bovary – Gustave Flaubert

86.    A Fine Balance – Rohinton Mistry

87.    Charlotte’s Web – EB White

88.    Il Rosso e il Nero – Stendhal

89.    Le Avventure di Sherlock Holmes – Sir Arthur Conan Doyle

90.    The Faraway Tree Collection – Enid Blyton

91.    Cuore di tenebra – Joseph Conrad

92.    Il Piccolo Principe– Antoine De Saint-Exupery

93.    The Wasp Factory – Iain Banks

94.    Niente di nuovo sul fronte occidentale – Remarque

95.    Un Uomo – Oriana Fallaci

96.    Il Giovane Holden – Salinger

97.    I Tre Moschettieri – Alexandre Dumas

98.    Amleto– William Shakespeare

99.    La fabbrica di cioccolato – Roald Dahl

100.  I Miserabili – Victor Hugo 


Io amo le liste, e credo che seguirò la mia curiosità e ne scriverò una tutta mia. Vediamo che ne uscirà!

sabato 5 ottobre 2013

La storia apre gli occhi e il cuore.

Perché affrontare un libro che parla della propria storia nazionale?
Perché dovrebbe aiutarci ad affrontare meglio il presente, ricordare quello che si era e migliorare quegli aspetti che c'hanno messo in ombra, che hanno causato disastri, morti e distruzioni.

La storia apre gli occhi e il cuore.
Trovo molta ipocrisia in chi crede all'umanità e rimane insensibile di fronte a qualsiasi tipo di  eccidio. 

Con le morti al largo di Lampedusa, di quegli esseri umani speranzosi, che cercavano una via di fuga verso l'Europa, mi è ritornato un pezzo letto da poco, che di seguito vi riporto, tratto da "Point Lenana", di Wu Ming 1, edito da Einaudi. 
(Lo consiglio.
 Gli appassionati di storia, passato, montagna, arrampicata, eroi e non-eroi lo devono leggere.
 Felice Benuzzi: la vita di un alpinista e diplomatico, con scrupolosa attenzione e documentazione dei fatti storici che ha vissuto.
 E lo dovrebbero leggere anche chi, purtroppo pensa che l'umanità sia pappa e ciccia ...
 e invece è qualcosa di diverso, amo definirla
 "una sfera che si fonde in un'altra sfera..."
così dovremmo percepire l'umanità).

"Vent'anni dopo il primo bombardamento aereo, dalle "sementi" di Giulio Gavotti è cresciuta una guerra di sterminio. In Libia gli aviatori fascisti praticano la caccia all'uomo, calano sulle carovane di civili mitragliando donne e bambini, si divertono un mondo e non hanno remore a dirlo. Nel suo libro Ali italiane sul deserto, uscito nel '33, il capitano Vincenzo Biani descrive un'incursione sulla località di Gifa:
Un formicolio di genti in fermento; uomini, donne, cammelli, greggi;
con quella prosmiscuità tumultuante che si riscontra solo nelle masse
sotto l'incubo di un cataclisma; una moltitudine che non aveva forma,
come lo spavento e la disperazione di cui era preda; e su di essa piovve,
con gettate di acciaio rovente, la punizione che meritava.
Quando le bombe furono esaurite, gli aeroplani scesero più bassi per 
provare le mitragliatrici. Funzionavano benissimo. Nessuno voleva essere
il primo ad andarsene, perchè ognuno aveva preso gusto a quel gioco
nuovo e divertentissimo. E quando finalmente rientrammo a Sirte, il
battesimo del fuoco fu festeggiato con parecchie bottiglie di spumante,
mentre si preparavano gli apparecchi per un'altra spedizione . "

(riproduzione parziale dell'opera non a scopi commerciali).

mercoledì 31 luglio 2013

La felicità esiste. Il finale.

Sono solita, dopo aver letto un libro, lasciarlo sopra il tavolo in sala, su di una catasta di libri già letti, che rimangono lì per un po', a sedimentare. Vederli davanti a me mi permette di tenerli ancora vivi, sono degli enzimi che con la loro visione aiutano a metabolizzare la storia appena letta, a ricordarmela e renderla mia.

Poi accade che, li sfoglio e mi trascrivo quelle frasi che più mi hanno colpito, nel mio appunt-diario.

Succede anche che, mi osservano, e mi attirano nuovamente. Quindi dal divano mi protendo in avanti, lo prendo e mi rimetto a leggere quei capitoli più interessanti. Vengo attratta dal finale. Rileggo l'ultimo capitolo. E mi ritornano sempre le parole di Lucia, una cara amica, che lei inizia tutti i libri dal finale. Dalle ultime 5 righe. Lei sostiene che non si capisce nulla. Ma le piace e lo fa. Boh !?!!

Il finale che ho tra le mani, che non smetterò di leggere per un pezzo, perchè è emozione pura come tutto il resto del libro, è tratto da La felicità esiste di Paolo Zardi. Il passaparola tra blogger me l'ha fatto conoscere, e sappiatelo, lo iniziate e non vi scrollerete dalla poltrona. E' un libro magnetico, una storia che continua a far pensare e  ad emozionare. Sebbene sia una storia di amore, realista e ambientata ai giorni nostri, a volte traspare dell'insensibilità apparente che destabilizza (molto maschile come aspetto, ma a me piace). Ma questo nasconde la verità, quella verità che il titolo del libro vuole palesare: La felicità esiste.
Quando leggi un libro, che mette i brividi, del quale ti confondi con le identità dei personaggi, allora è il libro da consigliare. Non può rimanere nascosto.
Un amico a cui l'ho consigliato, l'ha letto subito, e si è immedesimato in Marco.
Io invece mi rivedo in Sveva.
Un'altra amica lo sta aspettando. E mi dirà poi a chi pensa di assomigliare.
Attendo voi ora.
Beh, non vi dico altro. Tranne il finale.




"Tutto sarebbe cambiato, perchè, se non fosse stato così, se la vita che gli restava non fosse stata diversa da quella che aveva vissuto, allora avrebbe dovuto ammettere che la felicità esisteva, ma non era per lui."


lunedì 29 luglio 2013

Quattro soli a motore - Quota 3000



Questo post necessita di una colonna sonora. Non può essere che Daughter dei Pearl Jam ... 

Detto questo, impostato lo stereo, ora vi racconto di questa avventura dolomitica condivisa con il mio amico Andrea.



Ho deciso di portarmi Corradino, e le sue avventure narrate in "Quattro soli a motore" di Nicola Pezzoli, a quota 3000 metri, cogliendo l'invito contagioso dell' Alligatore in questo suo post.
La splendida cornice dolomitica è quella del Monte Cristallo, nelle dolomiti Ampezzane, lungo la ferrata Dibona, che ha del magnifico: agganciato in quota riesci ad avere una panoramica a 360 gradi tutt'attorno, arrivando fino a penetrare lo sguardo oltre il confine, verso le montagne austriache. Mozzafiato, il tetto più alto in cui io sia mai stata, il mio tetto del mondo!

Una ferrata ad alta quota rimane uno scenario pauroso per molte persone; i limiti con cui ci si scontra sono molti: le vertigini, il fiato che manca, l'equilibrio, la capacità di riconoscere e sfidare le proprie forze, l'istinto di sopravvivenza, il sudore, il freddo. E' per questo che ho portato Corradino con me, perchè lui di paure ne ha affrontate molte, e così apertamente e spontaneamente che sono diventate le mie mentre leggevo la sua storia. Negli occhi di un ragazzino certe cose appaiono crude e vere, palesi, dolorose e reali. Gli occhi di un ragazzino non sono appannati e ricordano quelli che tutti noi abbiamo avuto, occhi di cui abbiamo dimenticato l'uso crescendo e diventando adulti, smarrendo quella genuinità che è il contrassegno di tutti i bambini, ma che rimane la chiave per non farsi prendere in giro, per non diventare vittime dei meccanismi della società.

A me la storia di Corradino ha toccato il cuore, l'ha dilatato oserei dire. 
Mi sono centellinata le pagine e assaporata una scrittura divertente, nuova, creativa e stimolante, che ha reso molto bene il contesto e la vita di Corradino. Bravo a Nicola Pezzoli, Zio Scriba, complimenti ai tuoi occhi e ai tuoi sensi, alla tua sensibilità immensa.

A tal proposito, uno dei miei pezzi preferiti di Quattro soli a motore, che ho sottolineato e riletto e riletto...



a pag. 232 ...

"Anche quando mi fui abituato alle tenebre, a farmi da occhio erano le mani e tutto il resto del corpo, ogni recettore tattile, ogni terminazione nervosa. Pensai allo zio cieco. Per salire dalle scale al buio, dentro una casa sconosciuta, devi dilatare te stesso fino a divenire misura del tutto, radar dell'ignoto, sonar dell'inconosciuto. Pensai a quanto mi avrebbe fatto comodo essere l'Uomo Invisibile, e avrei voluto che l'involucro delle scale, quella loro coltre d'oscurità così densa e protettiva durasse di più. Ma fui ben presto al primo piano."



Buona estate e buona lettura... io continuerò a portarmi Quattro soli a motore in qua e in là ... ;)



venerdì 19 luglio 2013

Quattro soli a motore Libro dell'estate 2013


L'hai letto? Ti è piaciuto, vero? C'è un brano che preferisci? Bene, è arrivato il momento di farlo sapere a tutti! Pubblica una foto della tua copia di Quattro soli a motore di Nicola Pezzoli sul tuo blog o sulla tua pagina facebook, aggiungi la frase o il brano che ti ha colpito di più (e, se vuoi, il numero di pagina, e la didascalia "io l'ho letto e mi è piaciuto"), e liberalo sul web! Un buon consiglio di lettura è il miglior regalo che puoi fare a un amico.
Non l’hai letto! E cosa aspetti? È uscito per la Neo Edizioni, te lo dico io...


Così l'ha presentato al mondo Elle Lo Spirito, creando da subito un evento in facebook, seguendo l'entusiasmo e la proposta dell'Alligatore, in questo suo post.

Forza ragazzi, uniamo le forze e diffondiamo il Libro dell'Estate 2013

"Quattro soli al motore" di Nicola Pezzoli (ZIO SCRIBA)


Fate come me, prenotatelo in libreria, o direttamente dall'editore per evitare un doppio passaggio, e leggetelo subito! Io l'ho iniziato questa notte, eccolo tra le mie lenzuola... ma lo porterò a zonzo con me, in quest'estate che è appena iniziata! La scadenza ideale del 15 agosto è libera, nel senso che se non ce la facciamo a pubblicare un post nel nostro blog per quella data, possiamo andare oltre, c'è pure settembre che si porta lo strascico delle calure, magari tra un filare di vite, una passeggiata in campagna o durante l'ultimo sguazzo al mare.

Dai non perdete l'entusiasmo, contagiate amici e conoscenti. Io ne sono l'esempio. Contagio allo stato puro ;)

lunedì 8 luglio 2013

A parlar di vino

Un venerdì sera, in orario da aperitivo, in una delle tante cantine della gioiosa Marca Trevigiana.
Di cantina in cantina, dovrei dire. Lasciato il mio posto di lavoro, mi sono diretta in questa cantina qui, a San Polo di Piave (TV), che ospitava un evento che aveva come ospiti Massimo Carlotto e Sandro Sangiorgi: il primo noto scrittore noir, il papà del vero Alligatore, ma anche scrittore di molti romanzi di indagine, il secondo giornalista enogastronomico, esperto di vini, sommelier, pioniere del movimento Slow Food.

In un splendido contesto, sotto una vite  a Bellussi, tipico allevamento di viti diffuso quasi esclusivamene nella zona di Treviso, (e a scemare tra Padova e anche nel bolognese), sopra un carro allestito a festa,  i due sopracitati, un giornalista che moderava l'incontro e un bravo bluesman, accompagnatore musicale della serata.

"Vino e letteratura", il titolo della serata era questo. La chiacchierata è stata da capogiro, moltissimi gli spunti che mi sono portata a casa, e soprattutto concetti essenziali, svestiti da quanto semplici essi siano.


Vi lascio solo tre spunti su cui  meditare, quelli che possiamo pure cogliere nella nostra quotidianità.
Il vino: vino naturale in primis, quello che accoglie e sfrutta la propria naturalità fatta anche di enzimi e lieviti  presenti in esso; e cosa fa il vino? Tre cose fondamentali: restituisce il luogo dove cresce la vite e ne mantiene le tradizioni e i sapori originali,  nutre il fisico e lo spirito, rafforza il rapporto con il cibo. Sono tre qualità spesso dimenticate e sottovalutate, scontate direi io. eppure Sangiorgi le valorizza. Non si possono dimenticare.
La passione: diventa un argomento cardine. Carlotto interviene dicendo che nel momento in cui degusta un vino, un suo pensiero va sempre al produttore, e alla fatica che si cela dietro alla passione per l'uva  e la sua trasformazione. Una passione che traspare soprattutto nella qualità e nell'esprimere la vera natura del vino. Una passione che però sta marcendo e perdendo il suo significato nell'Italia dei nostri anni,  la definisce la "passione di spessore", quella che fa girare il mondo, ma che in Italia in ogni settore e ambito è stata persa (si pensi alla politica ad esempio). Lui si ritiene fortunato: scrive e dosa a suo piacimento la passione nei suoi personaggi. Bello, no? Anche nel progetto letterario che lo vede protagonista con Marco Videtta in questi mesi, "Le vendicatrici", ovvero una lettura noir della condizione della donna che vive ai giorni d'oggi, con la crisi che la travolge e che la discrimina. Lui lo dice: si è innamorato delle quattro protagoniste di questo filone... e non so se sia stata una frase ad effetto, oppure no, sta di fatto che ora il desiderio di buttarcisi sopra a queste storie è immediata. La passione con cui ne ha parlato era palese e contagiosa!
Sensi: assaporare i vini e degustarli è avvicinarsi a sè stessi e all'uso di tutti i nostri sensi. La moda ha un periodo breve per quanto riguada i gusti e Sangiorgi aggiunge pure che è inutile fare gli snob o i bastiancontrari per forza. Se piace un vino, che è e fa la moda del momento, accettiamolo!, se invece non ci piace, va bene lo stesso! si deve capire che degustare  è acuire i propri sensi e non seguire la moda.

Che ne dite, cosa ne possiamo trarre da questa chiacchierata sotto le vigne?
Io mi sono molto rinvigorita, ho avuto modo di affrancare le mie convinzioni in merito, soprattutto per ciò che riguarda i sensi. Spesso dimenticati, ma pur sempre protagonisti di ogni singolo atto che facciamo. Determinano la nostra libertà di esprimerci, la libertà vera, quella  che più volte tiro in ballo, e che è lontana dal liberismo e dai libertini e dai popolani (o popolari, o popolanti, o popo-lesi, o popoliani?) della libertà. Libertà. Punto.
Che ne dite, calice alla mano e ci meditiamo un po' su ???

giovedì 6 giugno 2013

"Non è un rivestimento di superficie" ...

Si parla di bellezza.
Tematica soggettiva e intima, ma di grande attualità.
La bellezza che viene propinata è esclusivamente estetica: il bello visivo, che piace con gli occhi, che è armonioso alla vista. Un piacere che dall'estetica visiva poi raggiunge il resto dei sensi.
Stop. Limitato a l'incartamento esteriore di tutto ciò che c'è attorno a noi.
E così, tanto per raccontarla, martedì vengo convocata da un nuovo consulente che da poco collabora nell'azienda dove lavoro, (che stima le donne, come si stimano i propri calzini), e mi parla di bellezza ed estetica, di mostrare e che si vende quello che gli altri vedono, di brand e stylist, blaBlablaBlablaBla...
Non sapevo se indignarmi o incassare il colpo. "Perchè capita a me ???" Lo ascoltavo e nel mentre mi sono venute in mente delle parole di Erri De Luca, tratte da suoi scritti inediti, in appendice al suo racconto / sceneggiatura del "Il turno di notte lo fanno le stelle",  che Edoardo Ponti ha trasformato in un interessante e molto intenso corto.
Le parole di Erri De Luca, sono tratte dalla "Conversazione Erri-Nives, Pietro Romano", ovvero Nives Meroi, Pietro Dal Prà e Romano Benet, tre famosi alpinisti.

"Per me la bellezza non è un rivestimento di superficie,
 è proprio la natura, la materia di cui sono fatte le cose.
 La natura esiste perchè ha questa forza di bellezza dentro.
 Io vengo da quel golfo di Napoli che è il più celebrato per la sua formula della bellezza 
tra i più belli della storiai e della geografia del mondo.
Bene, quel golfo è stato cesellato da catastrofi, vulcani, eruzioni, terremoti ...
questa è la forza della bellezza.
E' come una forza compressa, poi in superficie può affiorare come un sorriso,
però dentro tiene questa potenza creatrice e distruttrice
 che si infischia di noi.
Noi siamo delle persone che andiamo a infilarci dentro
questa bellezza."




E queste  sagge  parole arrivano a salvarmi dalla rabbia, e passa tutto.
Grazie alla Bellezza. Alla vera Bellezza.


martedì 4 giugno 2013

La storia di Mara di Paolo Cossi

Vi incuriosisce approfondire e osservare l'altra parte della medaglia?
Spesso ci si ferma solo ed esclusivamente sulle apparenze, dettate dal comune parlottare e da idee distorte che ci facciamo. Mi è capitato di cambiare completamente idea, osservando certi aspetti della vita da un altro punto di vista, spesso quello opposto, oscuro e sconosciuto. Stessa cosa nel conoscere le persone, farle fluire interamente dentro di me, senza giudizi e con accoglienza.
E Paolo Cossi, di cui vi parlai poco tempo fa qui , è un fumettista che ha la particolare caratteristica di porre attenzione e sensibilità nelle vite che narra. Entra nell'intimità delle persone  e nei fatti che presenta, e lo si capisce vedendolo all'opera in "Ballate di China" ma anche nel suo "La Storia di Mara", edizioni Lavieri.
Mara Nanni, potremmo comunemente definirla un ex brigatista, scivolata nella quotidianità delle Brigate Rosse, con entusiasmo e travolta dagli eventi ma anche dalla sua debolezze dettate dalla mancanza di esperienza, forse.  Ma prima di tutto era una donna, che è inciampata nel corso della sua vita, si è fatta trasportare da passione, ardore e istinto, in quello a cui credeva, e per questo poi dovette pagare.
Una giovane donna Mara Nanni, raccontata in prima persona, da una Mara Nanni che respira nuovamente l'aria della libertà, di cui provi compassione inizialmente ma poi riesci pure a sorridere delle sue vicissitudini. Paolo Cossi ne delinea un profilo decisamente umano, come realmente è, e ne risalta pure la femminilità.
E questo a me è particolarmente piaciuto.
A voi ... abbiate la curiosità di approfondire.



martedì 28 maggio 2013

1993 - 2013 Fahrenheit 451 ritorna tra le mie mani

"Siete felice?" domandò.
"Che cosa? Sono che?" gridò lui di rimando.
Ma la ragazza se n'era già andata , si allontanava correndo nel chiaro di luna. s'udì la porta della sua casa chiudersi dolcemente.

Odora di vent'anni di vita, l'edizione del 1993, forse uno dei primi libri impegnati che acquistai all'età di 14 anni e mezzo..."Fahrenheit 451" di Ray Bradbury. Ho ricercato quel libro dopo la visione del film omonimo di Truffaut. Il caso (?), mi ha messo tra le mani questo dvd nella parte dedicata al cinema della libreria dove mi rifornisco, e non si staccava, lì tenace attaccato a me, inevitabile acquistarlo.
La sera stessa l'ho visto...e subito dopo sono corsa  a frugare tra i miei libri, ed è stato una forte emozione scoprire che l'avevo datato (lo faccio tutt'ora), e che probabilmente l'avevo prestato ad un'amica, una mia compagna delle superiori che poi finì per sposare il mio migliore amico con cui ho diviso momenti di vita tra le elementari e le superiori. Quello che mi conficcò una penna stilografica sul dorso mano al corso pomeridiano di inglese, creando il mio unico tatuaggio, un punto blu. Quell'amico di cui ricordo la faccia quando si presentò a casa mia nel momento più brutto della mia vita, abbracciandomi goffamente, in quella sfida con la morte, che a quell'età è complicato gestire: rimane un ricordo indimenticabile.
Non ricordavo di averlo prestato, ma nella prima pagina ho trovato queste righe scritte in matita da me, "Ciao Ely! Buona lettura, anzi, buone vacanze. Rifletti bene, non lasciare la nostra classe, sarebbe una grossa perdita. T.V.B. ElenaRossi" (essere tre Elena in classe era complicato, pertanto io risultavo la Rossi e lei Ely...e l'altra lasciamola perdere). I libri raccontano storie, sono il frutto di menti come le nostre, che con pazienza e dedizione ci raccontano qualcosa, lasciano ricordi indelebili tra le loro pagine, tracce di vita ed emozioni. A nostra volta risfogliandoli si riscopre quello che avevano suscitato in noi, tracce di quello che eravamo e di come siamo evoluti. Osservare la propria biblioteca che cresce è come sfogliare un vero album di fotografie...
"Fahrenheit 451", film e libro, sono da leggere e vedere, attuali come non mai. Quelle immagini con gli occhi di essere umani del 2013 fanno riflettere molto: si immagina il futuro prossimo, con la possibilità che venga tolta anche la lettura, una  cultura  monopolizzata. A me l'idea dà i brividi, e credo che l'idea dell'esilio in boschi sperduti possa diventare reale se una cosa del genere dovesse accadere...
La storia non ve la racconto, spero proprio di aver solo stimolato una rilettura e rivisione...

 "E se leggere fosse proibito?"