Visualizzazione post con etichetta RICORDI. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta RICORDI. Mostra tutti i post

martedì 4 febbraio 2014

Ricordi

Sono una grande sostenitrice delle parole.
Le parole hanno un loro significato e spesso ne falsiamo la loro natura.
E' la parola "ricordo" che ieri e oggi mi assilla.
Un incidente stradale si è portato via un amico. L'amico degli abbracci, dei sorrisi ma anche l'amico delle litigate, anzi della baruffa della valigia.
rimangono quindi i ricordi, ovvero...

 "ricordo..."re" - indietro e "cor" - cuore - ....
quindi andare indietro col cuore... 
...e così il ricordo non è memoria, ma rimane qualcosa dentro il cuore...


E così una parola spesso inflazionata, diventa una parola che quando venne creata aveva un intenso valore. E io da oggi, voglio ridarle la giusta dignità...

Buonanotte. E.

martedì 7 gennaio 2014

Segreto dell'anno.


Mi vengono benissimo le liste dei film visti, dei libri letti, delle frasi che mi sono piaciute, delle canzoni che preferisco, dei gruppi musicali che adoro.
E mi vengono molto bene le scatole dei ricordi dove metto biglietti d'auguri, ritagli di giornali, e volantini di manifestazioni che mi sono piaciute, e la raccolta delle cartoline e dei biglietti da visita dei ristoranti che fanno vegetariano e mi trattano umanamente. E le liste degli invitati ai mega pranzi che organizzavo (nel 2013 ho saltato!) con amici e dei menù, e le liste dei desideri dei libri che vorrei leggere, che di compleanno in compleanno cerco di mettere tra le mani di mio marito, (che si dia da fare, perdio! è un p.r. poco attivo a riguardo!) per poi ricevere montagne di sciarpe e foularini.

Raccolgo e catalogo, un disordine nel mio ordine sistematico, che poco sa di pragmatismo, ma molto di labirinti e incastri visivi.
Ma la cosa che mi viene meglio sono le emozioni: quelle che catturo e faccio mie per tutta la vita. E diventano reali quei momenti in cui solletico il corpo e ogni mio senso mi fa  riprovare l'esatta emozione vissuta tempo addietro...
...e rapisco gli odori, li abbino al momento e ne godo i benefici quando li risento...

Ed è per questo che tengo ancora un pigiama di mio papà, nel fondo dell'armadio e me lo annuso...c'ha lo stesso odore di anni fa, quando di anni ne avevo 17...

Quindi per questo 2014, un segreto da svelare e vi sentirete liberi e appagati. Avanti il prossimo, gli passo il testimone.

giovedì 18 luglio 2013

Mandela Day



Ci sono diverse forme di attivismo che approvo e seguo.
Una di queste è rappresentata da Nelson Mandela e dal suo coraggio.
Nella giornata del Mandela Day, un segno musicale che a me riscalda il cuore, e riporta dolci ricordi di un Sole che iniziava ad avere una coscienza cosmica.

sabato 23 febbraio 2013

Incubo

"La cucina di casa mia irradiata da un forte sole.
E ci sono, mentre mi affaccendo in qualche mestiere domestico.
Suona la porta, apro e mi ritrovo mio papà, sanguinante, che mi chiede aiuto. L'hanno picchiato a morte.
La sua testa gronda sangue al posto di sudore, i capelli sono come quelli che aveva da giovane, intrisi di siero indurito. Lui entra, si appoggia alla tavola e vi si riversa sopra. Affranto dal dolore e dalla stanchezza.
Impossibilitata ad aiutarlo, mi muore tra le braccia. Le lacrime non smettono di scendere."

Stamattina è stata dura ingranare. Questo incubo mi si ripropone continuamente. Rivivere la morte di mio papà è stato un duro colpo, in 17 anni non mi era mai capitato.
Qualche spunto per interpretarlo? (però, So che l'unica via per comprendere cosa voglio trasmettere sono io...però un aiutino???)

sabato 2 febbraio 2013

Riassunto di gennaio, passando per Django e Karma Yoga...

Questo mese di gennaio?
Il mese dell'intolleranza. Potrei definirlo così. Lo so, non mi si addice, però non ne potevo più delle solite lamentele, discorsi, tiritere, frasi fatte, opportunismi e maldicenze. Basta. E mi sono staccata dal mondo.
Risultato: una serie di intolleranze alimentari che si sono accentuate provocandomi rossori e ponfi al viso.
Dovevo passarci, capire che l'intolleranza si era impossessata di me e che dovevo fare qualcosa. Divenirne consapevole. Quindi un lavoro su me stessa, Beech tra i Fiori di Bach, Limone e Idroterapia attraverso i getti al viso.
E quindi mi sto calmando, ma non è così semplice: la mente cede ma  l'anima è un po' più frustata, rigida e offesa a volte.

Il mese di gennaio non è mai stato semplice per me. I momenti più tristi della mia vita riconducono a questo mese, quindi ci sono dei giorni in cui sono proprio intrattabile, e l'isolamento diventa un'esigenza vera. Anche se gli anni passano, sento ancora dolore attanagliare il  cuore... col cavolo che il tempo fa passare tutto: i legami veri e forti non si spezzano -  si modificano, ma la sostanza e quello che c'è stato rimane e non si cancella.
In questa solitudine (data da gennaio+intolleranza), mi sono rifugiata al cinema. Da Ralph spaccatutto, La vita di Pi, Lo Hobbit, Django Unchained fino a Twenty, un documentario sulla vita dei Pearl Jam.

E di Django due parole, due. Non scrivo e dico nulla di trama e personaggi e storia.
"Interpretare un soggetto": sintetizzo così ciò che m'ha trasmesso questo film. Se ne parla in tutte le salse, dal lato storico, al pulp, alla genialità di Tarantino. Ma a me poco importa, sono cose impersonali, provenienti dalla critica, ma lontane dal mio sentire. Ciò che più ha colpito, è come l'evolversi della storia sia stata caratterizzata da molte messe in scena, mascheramenti, frodi e bugie, pur di arrivare allo scopo finale, la liberazione di Broomhilda. Interpretare il ruolo, (e farlo bene, senza farsi sgammare) non distoglie da quello che effettivamente siamo dentro, dai nostri sentimenti, da quello che l'anima effettivamente prova, ma può essere il mezzo per raggiungere lo scopo della propria vita. Questo vestendo i panni di giullare, di un cattivo mercenario di negri, di un pistolero ammazza banditi, di negro.
Il mio maestro di yoga, una semplice persona, molto umile che insegna yoga a cento persone gratuitamente, riempiendo palestra e impartendo vere lezioni di vita, una sera di due anni fa, parlando di Karma-yoga, disse che è vero, la non-violenza deve essere tra le nostre basi e priorità di vita, ma nel momento in cui ci trovassimo di fronte alla maggiore ingiustizia, ecco, in quel caso potremmo manifestare la nostra indignazione, resistenza e protesta, anche agendo molto violentemente. Il nostro coraggio a lottare diverrebbe una virtù e la nostra anima rimarrebbe pura e ligia a sé stessa.

Un groviglio, lo so. Ma in questo periodo sono Spider woman... ragnatele, su è giù per le pareti arrampicando, ma anche nella vita...

martedì 15 gennaio 2013

Quota 200. A mettere i puntini sulle i.

Si tratta del post n° 200.
Mai avrei pensato di poterci arrivare a questo punto, ma ci sono, ne sono felice pure.
Pensando a cosa scrivere, mi son detta: la prima cosa che ti viene in mente???
I puntini sulle i. Cosa significano?
I puntini sulle i vanno messi. La I è nata con il puntino sopra, scrivendo in corsivo, quindi va messa. Si tratta di una regola. Punto.
Ma quando avevo sette anni, nell'arte di imparare a scrivere in corsivo, mi ostinavo a non volerli mettere, e quindi riempivo pagine di "i", come punizione/compito per casa.
Non molto diverso dalle pagine di v e f (che ancora ho difficoltà a distinguere scrivendo a mano), o di d e b e p. E di quelle parole inventate? La chitarra è stata ticarra per anni, l'albero invece abero, lo zio Vittorino lo chiamavo Botolino...
Probabilmente una bambina così, ai giorni nostri viene subito portata dal logopedista.
Il mio maestro invece insisteva con le trascrizioni di pagine di parole e lettere. E mi lasciava libera: libera di essere mancina, di invertire i numeri scrivendoli contrari, di scrivere parole nuove, di permettere alla lieve dislessia che avevo di dissolversi da sola. Un granel de pevarè ... mi chiama ancora così.

Scrivo ancora a mano, le recensioni di libri e film le faccio in un quadernone. E ci sono liste delle cose che mi piacciono, riferimenti al sole e all'occhio ovunque, liste di regali e frasi che mi piacciono.
E i puntini sulle i ancora me li dimentico.



giovedì 22 novembre 2012

Tecnologia!

Tecnologia sì, tecnologia no...
Uno sbattimento quest'ultimo periodo con grandi rompimenti di palle da parte di amici e amiche perchè non sono what'suppata e perchè non posso voiperarle e perchè non c'ho l'ultimo modello di grido del telefonino.

(Pensate, che scattate delle foto al concerto degli Skunk Anansie di ieri, non me l'hanno fatta avere per boicottare il mio poco essere tecnologica)

Ma secondo voi, cos'è essere tecnologici? E che uso ne facciamo della tecnologia?
Vi spiego un po' la mia teoria. Molto brevemente, uno spunto per interagire assieme, visto che attraverso la tecnologia interagiamo costantemente tra blogger!

La tecnologia è progresso, nessuno lo nega e tutti ne traiamo benefici. Ha ottimizzato dei processi, è utile per facilitare certe mansioni, è veloce e a portata di tutti, a volte intuitiva. Ci riempie i tempi morti, ci fa compagnia, a volte risparmiare, fare amicizie nuove, interagire e dire la nostra con più facilità.
Quello che ci ha portato è che facilità la vita, ma non la risolve. Ci sono cose in cui la tecnologia riesce anche a togliere. La personalità dei rapporti si sono sfibrati. Non posso immaginare di essere considerata una persona diversa solamente perchè non riesco interagire con gli amici...Ci si allontana dai sensi, i miei adorati sensi che amo mettere alla prova costantemente, anche soffrendo, ma sono quelli che in effetti danno il senso alla mia vita.
La natura, l'uso delle braccia, il respirare l'aria aperta si fanno senza tecnologia. Eppure anche questa è vita. Una vita priva di controllo, libera e serena, lontana da ogni vincolo.
E poi l'uso del cervello: questo nostro computer interno che non si trova più a cercare/trovare soluzioni ai piccoli intoppi della vita, a non poter ricordare più un numero di telefono a memoria, a dover per forza utilizzare i promemoria telefonici per ricordare le date dei compleanni. Solo piccolissimi esempi, quotidiani, di come abbiamo disabituato ad usare la nostra capa. Sentire l'odore di un libro, osservarlo, sottolinearlo, renderlo vivo, toccarlo e farlo bene di piacere.

Ne sono certa, cadremo tutti nella trappola del telefonino touch-screen, ma spero il più lontano possibile. Perchè voglio anche riempire le mie giornate e non trascorrerle unicamente appiccicata ad uno schermo, a interagire attraverso messaggini e sorrisini. Sono pronta a un altro digiuno tecnologico se fosse il caso.

I sorrisi apprezzateli reali, quelli del mio viso, che si abbinano bene ai miei occhi.
Abbiate coraggio di essere ancora umani.

venerdì 9 novembre 2012

Cambiamenti dal basso

Sto vivendo un periodo così intenso che non mi rendo conto nemmeno del tempo che passa. L'intensità è dovuta a tante cose da fare, da emozioni vissute, da pensieri vaganti che sto cercando di rimettere in sesto.
Probabilmente i mesi scorsi sono sembrata melanconica (ma è la mia stagione che porta a questo...lasciatemela!), a volte triste e polemica. Vero, verissimo. A volte lo sono ancora.
Però come riesco a essere molto melanconica, triste e polemica, riesco a essere anche tanto empatica con il mondo   da permettere alle energie belle e positive di impossessarsi di me, e darmi un bel sorriso che risolleva gli animi. 
Sto vivendo una fase di cambiamento, che coinvolge solo ed esclusivamente me stessa, a partire dai capelli, che in 7 mesi ho stravolto come non mai in 33 anni di vita. E questa necessità la sento dentro e necessaria, sono contenta di quello che ne è uscito.
Sto vivendo di contatti, di nuovi mondi e conoscenze, esperienze nuove, amicizie ritrovate. 
Se fosse stato 2 anni fa, questo stile di vita sarebbe stato un affanno per me, un torcigliarsi di sensi di colpa nei confronti di famiglia e marito che m'avrebbe distrutto. Invece ora vivo la mia vita con fluidità e la libertà è mia.
Ho trovato questa foto dal profilo facebook dei Pearl Jam, che riassume quello a cui miro, alla mia meta vitale. Ci tengo tantissimo a porre me stessa al centro della mia vita, non pensando sia egoismo ma puro amor proprio. Senza questo come possiamo pensare di stare accanto agli altri esseri, essere compassionevole e amarli? E intendo qualsiasi essere vivente che interessi la nostra sfera personale, e quindi di entrare in stretta connessione con loro e viverli con naturalezza e intensità.
A tal proposito un mio nuovo proposito da portar avanti, riguarda la riflessologia plantare. Parlai proprio  di massaggi qui, ma in questo caso si tratta di andare a massaggiare il piede, zone specifiche del piede e il riflesso di viscere e organi. M'è capitato di farne, e credo sia tra i massaggi da cui ho tratto di più.
Il piede, l'ancora che ci tiene fermi e sorregge, il nostro confine con la terra, quell'elemento che adoro e che sento necessario a me che sono tanto acqua e sensibilità. Il piede connette con il resto del corpo, è il catalizzatore usato dalle le mani e il corpo di chi massaggia. Ma lo ritengo così umile e vero che mi emoziona.  Mettersi ai piedi dell'altro. In India si sfiorano i piedi dei Baba come segno di riverenza. E' una pratica che amo fare perchè  non è solo stimolazione.Sfiorare, ed effettuare pressioni è entrare in collisione ed empatia con l'altro a tal punto da non sentire più il confine del corpo. Direte che sono pazza, ma una cosa simile l'espresse un certo Vincent...con parole meno poetiche forse, ma il senso può essere quello.

Altra cosetta...sto cercando di scrivere un post a cui tengo tantissimo. Ma ogni volta divento una fontana di lacrime... 17+17 ... 

domenica 4 novembre 2012

Sempre le solite coseeee

Sole, sogni, auto che sfrecciano, camminate e luce e strade, faccioni e sorrisi ma anche melanconia, dark  e tenacia...e fuoco e fiamme.
Mi sono accorta che queste sono le cose che accomunano questi video...buttati lì in fretta e furia d'istinto e utilizzando memoria fotografica,  in risposta a questa Sit Rock di It's only rock'n roll blog
Che poi sono le cose che mi caratterizzano, di cui parlo e a cui faccio riferimento tante volte, e che sono vita per me.
Eccovi la lista! ditemi che ne pensate, e poi andate alla sfida che vi ho elencato e se volete mettetevi in gioco :)


1 - REM - Shining happy people
2 - Queen - I want to break free
3 - Green Day - Boulevard of broken dreams
4 - Alice in Chains - No excuses
5 - Pearl Jam - The Fixer
6 - The Cranberries - just my immagination
7 - The Smashing Pumpinkins - Ava Adore
8 - Dido feat. Eminem - Stan
9 - Darkness - One way ticket to hell
10 - Radiohead - Karma Police
11 - Aerosmith - Pink
12 - Gun's Roses - November Rain
13 -Alanis Morisette - Ironic
14 - Soundgarden - Black hole sun
15 - Metallica - Fuel
16 - Genesis - I can't dance
17 - Oasis - Wonderwall
18 - Red hot chilli peppers - Under the bridge
19 - Empire of the sun - Walkink on a dream
20 - The Verve - Bitter sweet symphony

Beh, non mi ricordo più se mi piacciono o meno le liste, però quest è veramente una bellissima sfida!!! :)

Tra i miei preferiti, vi lascio questo, poco rock, ma tanto Sole ...

martedì 16 ottobre 2012

Tutti i santi giorni

Tutti I Santi Giorni
fotogramma tratto da "Tutti i santi giorni"


Mi piace questa foto. Colori e occhi intensi, copertina e berretti, orpelli invernali che adoro indossare e sfoggiare.
Ma a parte questo, "Tutti i santi giorni" di Virzì, non mi è proprio piaciuto.
Loro bravi, nulla da dire riguardo Luca Marinelli e Thony. Anzi Thony, oltre a essere veramente una bella tipa, canta e compone musica in una maniera che mi attrae tantissimo, ed ora devo attrezzarmi per poterla ascoltare nella mia intimità.
Però mi aspettavo di più da questo film, invece solita tiritera dentro e fuori da specialisti per riuscire a rimanere incinta, genitori siciliani che si presentano in casa e la vogliono conquistare - roba già vista e noiosa - , sesso e sesso, loro che si amano e si lasciano e si ritrovano e si ... beh, il finale scontatissimo non lo svelo.
Rimane questo senso d'amore che stimo e riconosco molto in me, quell'amore per cento a cui tutti aspiriamo, ma la "trama cronaca" mi ha stancato. Alla colonna sonora un bel 10 e al personaggio interpretato da Thony un bel 8, perchè personifica la donna come piace a me: cazzuta al punto giusto e fuori di testa.
Eppure  qualche lacrimuccia m'è scesa...
Ma forse perchè al cinema da sola di venerdì sera è una tristezza unica...
 

mercoledì 12 settembre 2012

Primo giorno di scuola

Settembre 1984, due trecce grosse e nere, una frangetta spiritosa, una grande cartella rettangolare fuxia con le stelline e un grembiule azzurro: ero io il primo giorno di scuola elementare. Indimenticabile.
Lo ricorda vivamente pure il mio maestro, Mario, che si è rifugiato nell'agordino dopo aver concluso il ciclo di scuola con noi ed essere andato in pensione. Lì lui è il "maestro di Treviso", grande conoscitore della montagna e fondatore della bibblioteca del comune di Taibon agordino.

Quel giorno ce lo ricordiamo bene perchè ci presentò la sua "zia strega". Tutti attorno a lui, che accompagnato dalla sua chitarra, ci introduceva a questa figura misteriosa che per 5 anni ci è stata vicina nelle nostre passeggiate e storie fantastiche. Piccolina che ero, mi ero seduta sopra un banco, il maestro seduto accanto a me...la sua storia cantata si concluse con un "ocio che arriva a sia strega!!!!", presi uno spavento tale da farmi saltare, urlare e strabuzzare gli occhi!!!

Da quel giorno divenni "el granel de pevarè" (granello di pepè), sia per la mia vivacità che per la reattività con cui prendo le cose. Ed è una caratteristica che ancora mi accompagna.

Ripensando a quei momenti ci si accorge che certe cose, seppure si desideri cambiarle, rimangono insite in noi: vivacità ed esuberanza, sedersi sopra tavole/banchi (direi tutto tranne sedie) e l'abbracciare e toccare chi entra in sintonia con me non credo potranno mai abbandonare il mio essere.  Un marchio indelebile di quand'ero bambina, il simbolo di quella piccola me.

E voi cosa ricordate di quei momenti da scolari il primo giorno di scuola???

domenica 10 giugno 2012

Cronache trentine

Un particolare pensiero a Ray Bradbury, visionario anti-conformormista scrittore di Fahrenheit 451, nonchè di Cronache Marziane. Molto aveva già intuito nei suoi libri; la passione per i libri, la lettura e l'importanza della cultura mi vennero impressi leggendo Fahrenhei 451.  A lui  mi lega  l'avversione per gli e-book, che tanto detesto e che tolgono l'anima al libro stesso. Per ora non mi ci voglio nemmeno avvicinare: adoro la carta e annusarli, evidenziarli e annotare le mie impressioni a lato pagina; libreria e biblioteca rimangono i posti che preferisco, luoghi magici e catalizzatori della crescita personale di ognuno di noi.
E a questi luoghi mi ricollego, perché in questi 9 mesi di "gestazione", in cui ho visto nascere la mia tesi, molto tempo l'ho trascorso qui: i cosiddetti corsi pre-parto.
L'idea della gestazione è venuta all'insegnante che mi ha seguito nella stesura della tesi: Federica mi ha accompagnato in questo percorso, alla nascita della mia "bambina", come la chiamava lei, e il risultato è stato fantastico. Riuscire a sviluppare argomentazioni attorno al terzo occhio, alla ghiandola pineale e a tutto ciò che ci gira attorno non è stato semplice, tenendo conto del grande occultismo che viene fatto attorno a tutto ciò. Probabilmente paura che sempre più persone diventino consapevoli delle proprie virtù interiori, innate in ognuno di noi e spesso nascoste da cumuli di condizionamenti e convinzioni altrui.

Così è nato il mio ultimo percorso accademico e strettamente connesso a una realtà scolastica, in cui ciò che fai, lo fai perchè devi portare a termine l'obbiettivo di superare esami e discussione di tesi: da ora in poi tutto sarà più leggero e volontario, piacere di studiare per me. Non vedo l'ora di commutare queste "costrizioni", in pura volontà.

9 giugno, ero la terza candidata. L'emozione era elevatissima. Il cuore l'ho sentito risuonare tutta la notte, percepivo il battere che mi faceva vibrare sul letto. Davanti alla commissione inaspettatamente ho dimenticato il mio corpo e le parole sono uscite fluenti e senza insicurezze. Mi hanno lasciato parlare più di quanto previsto: 45 minuti mi hanno riferito, e che soddisfazione ricevere i complimenti subito lì in diretta! soddisfatta di me, perché di più non potevo sperare, oltre le mie aspettative!
Il risultato è stato il massimo che uno studente possa aspirare,,, quasi me ne vergogno, però è il mio 110 e lode, meritato e sudato nei tempi giusti e con tanta passione: l'orgoglio pertanto ci sta, eccome!

felice, con la mia amica di sempre, Marika

E qui con alcune mie compagne di corso

Felice, si vede ???? ^_^
Un momento della discussione della tesi ...


E qui chi mi vuole bene!!!
Oggi, la consegna del diploma, abbraccio con la mia relatrice
















Ora un po' di relax è dovuto. Sento la tensione abbandonare il mio corpo, i muscoli che si distendono, le rughe che si ritraggono, l'alieno che s'era impossessato di me se ne sta andando e poco a poco sto riprendo un aspetto un po' più umano ... uhuuuuahhh.... che sonno!!!!

mercoledì 23 maggio 2012

Indelebile consapevolezza









... di una quasi adolescente.




...vent'anni fa ricordo che fremevo, l'attesa era il saggio di danza. I passi me li ricordo ancora.

Una chiara sera pre-estiva, i primi bollori amorosi in corpo, a un mese avrei dato il mio primo bacio.

Eppure ricordo lo shock di quell'esplosione. A cui seguì, pochi anni dopo, l'acquisto del mio primo libro rilegato, "Cose di Cosa Nostra", Giovanni Falcone.

venerdì 23 marzo 2012

Musica maestro!

Riprese le redini di questo blog, per poche ore che mi sto concedendo, volevo ringraziare l'  Alligatore che mi ha insignito del titolo di Versatile Blogger, di cui già vi parlai un po' di post fa...
Non sto ad elencarvi altri sette malefatte che mi riguardano, però mi piacerebbe farvi conoscere un mio passatempo, che nasce senza una motivazione particolare, collegato a una mia grande passione: la musica.
Mi capita spesso, spessissimo anzi, di attribuire  delle canzoni  a persone o fatti che succedono, è il gioco dell'abbina musica. Bastano pochi elementi per stimolare l'associazione: un nome, un parola nel testo... oppure le vibrazioni stesse che la musica mi trasmette, che entrano e senza che me ne accorga mi riportano a un particolare ricordo.
E visto che è un po' di tempo che non collego lo stereo al mio blog, eccovi delle proposte del mio gioco abbina musica:
- visto che il premio l'ho ricevuto dall'Alligatore, gli dedico questa ... troppo facile l'analogia, ma ci sta bene! E' spesso mia compagna di viaggio nei tragitti mattutini verso lavoro, "Alligator aviator autopilot antimatter" dei REM, eccoli:



- Silvia, la mia amica tanto spesso nominata, che mai avevo collegato a una  canzone, eppure oggi l'illuminazione, eccola  qui Elettrica dei Litfiba, sembra sia stata scritta su di lei!



- e poi ci sono io ...
con Brain of J., ovvio i Pearl Jam...

Ok, chissà quanti lo fanno sto giochetto, ma a me piace, e come versatile blogger, ci stava, no??? ^_^

E se passate al Vinitaly, padiglione Veneto stand C8, venite a trovarmi ^_^ sarò in quel di Verona e dintorni da domenica a mercoledì!!!!
Con i bicchieri di vetro, ovvio ;-) sennò che buon vino è ????

venerdì 3 febbraio 2012

col freddo??? Mele cotte!

Tre quarti di Italia è imbiancata.
Qui a Treviso non s'è visto fiocco, le nuvole stavano alte sparate da un vento siberiano, da una bora che affila la pelle. Eppure come ho già detto, a me piace così. Tra gli elementi, l'aria è il secondo che preferisco, e nei panni di letargico ghiro ci sto bene: mi vesto bene, mi copro, con sciarpa, guanti e cappello/berretto, e tengo il naso fuori, respiro con la bocca chiusa, e nel possibile certo di ottimizzare i miei spostamenti.
Mi preparo al freddo durante il resto dell'anno. Tendenzialmente ho sempre avuto le estremità fredde, ma da quando cerco di essere ligia con le pratiche igienistiche consistenti in spazzolature a secco del corpo, e doccia più fredda, i miglioramenti si sono visti. Vi dico che la doccia fredda proprio non riesco a farla, è un mio grosso limite, un rapporto incompreso con l'acqua. Però la buona volontà di provarci c'è... e visto che i risultati li ho visti, questo mi rende felice.
La mia cucina si è messa un po' a riposo in quest'ultima settimana, sempre cose veloci, non necessariamente calde, spesso monotematiche con kilate di riso in bianco a sostegno di una gastrite nervosa che m'ha preso lo scorso weekend.
Tra le cose ghiotte che ci si può concedere in queste serate fredde, c'è la mela cotta.
Quando andavo all'asilo era all'ordine del giorno. Non la sopportavo proprio, con i fagiolini finiva sistematicamente sotto il tavolo e questo comportava una punizione. Ma proprio non ce la facevo a ingurgitare questi due piatti, e fintanto che non mi sono sposata, non li ho più mangiati.
Poi i gusti si sono ammorbiditi ed ora non posso assolutamente rinunciare a entrambe.
La mela cotta, qui a casa mia, viene fatta a modo mio...insomma, deve essere veramente ghiotta, sennò sa da asilo e ospedale. Così ve la presento:

Per 2 persone, prendere 3 mele, spellarle e farle a fettine. Imburrate una teglia da forno, e riponetele lì dentro. Cospargete le mele di uva passa a piacere, 2 cucchiai di malto, e dei fiocchi di burro. Prendete dei biscotti secchi, tritateli e cospargete anche questi sopra il tutto, anche questi con dosi a piacere.
Infornate per 20 minuti a 180 gradi, e poi servite in coppette.
La mia infornata è stata nella cucina economica, il tempo in questo forno si riduce e devo sempre controllare che non si bruci qualcosa, l'effetto comunque è lo stesso ^_^

Buon weekend a tutti e tante coccole.... ^_^

domenica 22 gennaio 2012

Di letargia e di pinza

Letargia.
E' la parola del mese di gennaio. Per anni ho associato il mese di gennaio al mese delle sventure.
Ma quest'anno ho deciso che non sarà così, e mi sono messa in letargo.
Un letargo pomeridiano e serale, a lavoro sono attiva, ma appena esco mi accascio e mi tuffo nella bambagia di casa mia.
Mettersi a riposo, occupare il proprio tempo libero per fare delle attività casalinghe, passioni da divano, riflettere e leggere, guardare un film. Attività che preferisco fare  d'inverno.
E che inverno sia allora.
Mi piace la stagionalità, lo scandire del tempo metereologico con il tempo vitale e quotidiano. La natura con le stagioni vuole darci delle spiegazioni e degli insegnamenti, e portarci a seguirla in quanto esseri viventi attivi e naturali. E mi suggerisce riposo e letargo. Le giornate sono più corte, la luce è poca e questo ci aiuta a dormire di più, il sole corre basso e  per poco tempo, e quando lo si vede alzarsi la mattina ci offre una luce talmente intensa che suggerisce di vivere al massimo le poche ore luminose disponibili.
E io mi ci sono adattata benissimo. Il letargo mi sta dando molti spunti per la tesi, leggo molto, scrivo e mi sono creata un mio posticino per terra sul tappeto del soggiorno con una montagna di cuscini attorno e qui sono comoda.
Adoro star seduta per terra: gambe crociate, stesa a pancia in giù, in ginocchio, ci starei sempre. E' la maniera per poter ricaricarsi dalla madre terra, anche se è il pavimento di casa, si può trarne comunque un beneficio. Se chiedete a mia mamma com'ero da piccola vi dirà che oltre a essere un maschiaccio e starmene appesa su rami di alberi, seduta su pilastri e traverse delle porte di calcio mentre i maschi giocavano, me ne stavo anche  a studiare e leggere in camera seduta a terra tra i due letti. Istinto per ricaricami innato, e ne ho saputo il significato solo gli ultimi anni.
E così la mia letargia mi sta riportando una serie di ricordi di infanzia che mi stupiscono. Probabilmente anche gli studi dell'ultimo mese aiutano (ve lo dirò più avanti l'argomento...), e varie coincidenze mi hanno aperto dei cassettini della memoria molto remoti, e ciò mi ha fatto veramente piacere. Ed eccone alcuni:
- il sapone recuperato. In un commento di Feli in un post di Bibi, si parlava di rimasugli di sapone. E zac, l'immagine di mio papà che tritava i resti con un macinacaffè, e che impastava questa polvere con dell'acqua e poi la metteva ad asciugare in una calza di nylon rotta e poi stesa al sole.
- le caramelle di zucchero di mia nonna materna, che teneva in credenza sopra l'armadietto dei liquori, mi sono giunte da un ricordo olfattivo, annusando un prosecco martedì...quel zuccherino era quello della nonna Ippolita, inferma, che mi diceva di aprire lo sportello e di prendermi una "memela", un gesto che voleva sostituire una carezza che non riusciva a darmi.
- l'osso del finocchio. La parte dura centrale del finocchio finiva sempre sotto i miei denti. Mia mamma non la tagliava quando lo faceva in insalata, perchè troppo duro, e lo lasciava a me e a mio papà da sgranocchiare.
- la pinza. In dialetto veneto detta "pinsa", un dolce tipico delle festività natalizie, della befana in particolare, che immancabilmente non mancava dalla tavola della nonna paterna. La mia nonna Adelia, madre di 11 figli, nessun parto gemellare, era un portento di forza, grande lavoratrice e ottima cuoca, anche delicatina sul come fare, ma tutto era delizioso. E questo dolce che vi voglio proporre lo si fa tradizionalmente qui da noi,  o con la polenta, o con il pane secco. Mia nonna non sopportava, e così pure io, la pinza con la polenta perchè rimane troppo poltigliosa-slipiga. La sua ricetta invece, che ora vi riporto anche adattata vegana come la faccio io, consiste in un impasto più sodo in cui il gusto eè quello della frutta secca che ci si aggiunge.

Pinza veneta di nonna Adelia
- 2 panetti di pane raffermo a pezzetti
- 1 litro di latte  (io di soia)
- 1 cucchiaio di semi di finocchio (io un cucchiaino di semi di finocchio e uno di semi di cumino)
- 1 pacchetto di fichi secchi (gr 250-300)
- 250 grammi di uvetta sultanina
- 2 cucchiai di zucchero (io stessa dose di zucchero di canna o due cucchiai di malto o una decina di datteri a tocchetti)
- 3 cucchiaio di farina  00 (io semi-integrale)


Mettere a bagno nel latte il pane raffermo fino a che si rammolisce, e con un cucchiaio di legno aiutarlo ad assorbire più latte possibile. Quando diventa abbastanza poltiglioso, aggiungere la farina e lo zucchero e mescolare; poi è l'ora dei semi, dell'uvetta e dei fichi secchi tagliati a tocchetti precedentemente.
Questo composto non è detto che risulti sodo, anzi! spesso è un po' liquido anche.
Coprire con carta da forno una teglia rettangolare e versarci il tutto dentro.
In forno a 180 gradi. Quando si crea un colore bruno sopra, togliere la teglia dal forno, e in una padella da forno ricoperta anch'essa da carta, rivoltare la pinza, in modo che si cucini uniformemente anche il fondo. Infornare la padella, mantenere la stessa temperatura, ma qui serve l'impostazione "ventilato".
Una ventina di minuti, si formerà una crosticina sopra e spegnere.
Lasciar raffreddare e gustare con ciò che volete! Ottimo con il brulè ^_^

E voi ne avete qualche ricordo dell'infanzia che scalda il cuore in queste fredde giornate invernali???


Curiosa che sono...
e intanto continuo a rimanermene nel mio cuccio invernale, in attesa poi che la primavera mi insegni,
comeogni anno,
 a rifiorire...