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lunedì 8 luglio 2013

A parlar di vino

Un venerdì sera, in orario da aperitivo, in una delle tante cantine della gioiosa Marca Trevigiana.
Di cantina in cantina, dovrei dire. Lasciato il mio posto di lavoro, mi sono diretta in questa cantina qui, a San Polo di Piave (TV), che ospitava un evento che aveva come ospiti Massimo Carlotto e Sandro Sangiorgi: il primo noto scrittore noir, il papà del vero Alligatore, ma anche scrittore di molti romanzi di indagine, il secondo giornalista enogastronomico, esperto di vini, sommelier, pioniere del movimento Slow Food.

In un splendido contesto, sotto una vite  a Bellussi, tipico allevamento di viti diffuso quasi esclusivamene nella zona di Treviso, (e a scemare tra Padova e anche nel bolognese), sopra un carro allestito a festa,  i due sopracitati, un giornalista che moderava l'incontro e un bravo bluesman, accompagnatore musicale della serata.

"Vino e letteratura", il titolo della serata era questo. La chiacchierata è stata da capogiro, moltissimi gli spunti che mi sono portata a casa, e soprattutto concetti essenziali, svestiti da quanto semplici essi siano.


Vi lascio solo tre spunti su cui  meditare, quelli che possiamo pure cogliere nella nostra quotidianità.
Il vino: vino naturale in primis, quello che accoglie e sfrutta la propria naturalità fatta anche di enzimi e lieviti  presenti in esso; e cosa fa il vino? Tre cose fondamentali: restituisce il luogo dove cresce la vite e ne mantiene le tradizioni e i sapori originali,  nutre il fisico e lo spirito, rafforza il rapporto con il cibo. Sono tre qualità spesso dimenticate e sottovalutate, scontate direi io. eppure Sangiorgi le valorizza. Non si possono dimenticare.
La passione: diventa un argomento cardine. Carlotto interviene dicendo che nel momento in cui degusta un vino, un suo pensiero va sempre al produttore, e alla fatica che si cela dietro alla passione per l'uva  e la sua trasformazione. Una passione che traspare soprattutto nella qualità e nell'esprimere la vera natura del vino. Una passione che però sta marcendo e perdendo il suo significato nell'Italia dei nostri anni,  la definisce la "passione di spessore", quella che fa girare il mondo, ma che in Italia in ogni settore e ambito è stata persa (si pensi alla politica ad esempio). Lui si ritiene fortunato: scrive e dosa a suo piacimento la passione nei suoi personaggi. Bello, no? Anche nel progetto letterario che lo vede protagonista con Marco Videtta in questi mesi, "Le vendicatrici", ovvero una lettura noir della condizione della donna che vive ai giorni d'oggi, con la crisi che la travolge e che la discrimina. Lui lo dice: si è innamorato delle quattro protagoniste di questo filone... e non so se sia stata una frase ad effetto, oppure no, sta di fatto che ora il desiderio di buttarcisi sopra a queste storie è immediata. La passione con cui ne ha parlato era palese e contagiosa!
Sensi: assaporare i vini e degustarli è avvicinarsi a sè stessi e all'uso di tutti i nostri sensi. La moda ha un periodo breve per quanto riguada i gusti e Sangiorgi aggiunge pure che è inutile fare gli snob o i bastiancontrari per forza. Se piace un vino, che è e fa la moda del momento, accettiamolo!, se invece non ci piace, va bene lo stesso! si deve capire che degustare  è acuire i propri sensi e non seguire la moda.

Che ne dite, cosa ne possiamo trarre da questa chiacchierata sotto le vigne?
Io mi sono molto rinvigorita, ho avuto modo di affrancare le mie convinzioni in merito, soprattutto per ciò che riguarda i sensi. Spesso dimenticati, ma pur sempre protagonisti di ogni singolo atto che facciamo. Determinano la nostra libertà di esprimerci, la libertà vera, quella  che più volte tiro in ballo, e che è lontana dal liberismo e dai libertini e dai popolani (o popolari, o popolanti, o popo-lesi, o popoliani?) della libertà. Libertà. Punto.
Che ne dite, calice alla mano e ci meditiamo un po' su ???

domenica 12 maggio 2013

Ricorrenza. Punto.

Volevo condividere. E testimoniare.
A maggio festeggio sempre una ricorrenza molto importante e significativa nella mia vita, che è legata a delle scelte molto forti che decisi di prendere per me e solo per me.
Era il mese di maggio del 2006 che presi la decisione di non mangiare più carne e di non assumere più medicinali. Scelta radicale, legata a continui mal di testa che mi opprimevano ogni volta che mangiavo proteine animali, provocandomi giornate difficili da affrontare e a volte abuso di pasticche (per me abuso voleva dire due capsule al giorno). Significò intraprendere la strada più vicina alla mia vera indole e in modo naturale, per allontanarmi sempre più dall'ideale di uomo che la società moderna sta creando, e aggrapparmi a ciò con cui mi sento più affine perchè ne sono parte consapevole, la Natura.
Fu l'inizio di un nuovo percorso di vita, tante cose sono successe e cambiamenti profondi e radicali sono avvenuti in me. 
Queste scelte sono state tutte positive, ma la percezione dei  propri sensi è la qualità maggiore che ho riscoperto, e la auguro a chiunque. 
Si dice sensibilità quando ci si trova di fronte qualcuno che sa essere empatico, comprensivo, che ci abbraccia anche se senza farlo, ma ce lo fa capire anche solo con uno sguardo o un sorriso, o una parola detta o scritta. E sensi-bilità quindi diventa l'abilità a usare i propri sensi, quelli esterni e quindi quelli che si manifestano verso e con l'esterno, ma anche quelli interiori, ad esempio l'ascolto interiore, la visione interiore... 

E così immersa nei miei sensi, vi lascio con questa coccola, solo  perchè mi scioglie letteralmente e ne abbiamo bisogno un po'  tutti di tenerezza, in attesa di cieli stellati ...



martedì 26 febbraio 2013

Dieta vegana: aspetto salutistico

C'ho messo due mesi e 10 giorni per leggerle The China Study, di T. Colin Campbell e Thomas M. Campbell II, però ne è valsa la pena.
Un trattato medico-scientifico in cui attraverso la base scientifica, e la documentazione di studi trentennali nel campo dell'alimentazione, in particolare uno di questi (quello più corposo e documentato), implicava l'analisi delle abitudini alimentari e di vita di più di 70 contee cinesi.
Devo essere sincera, la lettura l'ho voluta fare con distacco, per non farmi condizionare, ovviamente essere di parte mi sarebbe diventato molto semplice.
Eppure ogni capitolo l'ho assorbito come fosse un libro di patologia, con forti implicazioni alimentari.
Il riassunto di questo libro sta in queste parole: "Il trionfo della salute non risiede nelle singole sostanze nutritive, la nei cibi naturali che contengono quelle sostanza: i cibi di origine vegetale [...] perchè lavorano di concerto nel nostro organismo."
Maggiore apporto di cibi vegetali, riduzione totale delle proteine animali di qualsiasi tipo, e assenza di integratori di singole sostanze  nutritive, portano alla salute, la mantengono e rendono vitali ogni singola cellula del nostro organismo.
Varie le documentazioni fornite, gli studi dettagliatamente segnalati con note, schemi ed esemplificazioni.
Varie le malattie trattate: dal cancro, con l'implicazione che le proteine animali attivano la nocività dei carcinogeni, per poi passare alle malattie autoimmuni e metaboliche.

L'unica mia opinione che voglio lasciarvi, riguarda una critica.
Per quanto d'accordo mi possa ritenere con i sigg. Campbell, sono stata sorpresa dall'assenza di un accenno all'aspetto emotivo che ritengo indispensabile nello sviluppo della malattia. L'anima, spirito, atma, soffio vitale, come volete chiamarla, utilizza il corpo per comunicare il proprio stato di mal-essere. La dieta diventa il sostegno dell'anima e non la via per raggiungere la vecchiaia in piena salute.

Per il resto attendo che lo leggiate...

lunedì 29 ottobre 2012

Signora Luna

"signora luna che mi accompagni 
per tutto il mondo 
puoi tu spiegarmi 
dov'è la strada che porta a me 
forse nel sole 
forse nell'ombra 
così par esser 
ombra nel sole 
luce nell'ombra 
sempre per me "
_
Vinicio Capossela




Probabilmente nel blog di ElenaSole non si può immaginare la Luna, eppure è così vicina a me a tal punto da influenzare seriamente il mio umore, le mie percezioni e le mie emozioni, i miei cicli vitali e la mia alimentazione, i miei desideri e le mie antipatie, i miei liquidi e la mia materia.
La luna piena è lì alta stasera, completamente illuminata dal Sole...

giovedì 25 ottobre 2012

Cutie Pie


 Un grazie grande grande a Felicia di Le delizie di Feli   e Barbara di Correndomi Incontro. Per questo dono che mi hanno dato: mi hanno pensato e questo mi riempie il cuore.
 
 
Per accettare questo “cutie” premio bisogna seguire dei punti che sono:
  1. Citare chi ha inventato il premio: Il sentiero di Luna
  2. Citare chi ti ha consegnato il premio: Felicia  e Barbara
Descrivere le 3 cose più carine del proprio blog o di se stessi come blogger ...
Che difficile schematizzare! Beh, il mio blog è come me, ecletico e solare. Ci sta un po' di me, di quello che provo, sento, vedo, assimilo, raggi di ogni tipo, colori e varietà di cose. Forse molta confusione, ma è quello che effettivamente sono io, approssimazione e disordine a modo mio. Niente schemi fissi, spazio libero e respiro. E poi Sole e tanto sole dentro le mie pagine. Quando non c'è fuori, lo si trova qui.
Iniziato come gioco, necessità di scrivermi e di continuare quella passione per il diario personale, riportandola su delle pagine visibili a tutti: necessità di condivisione e confronto forse, volontà di apparire e anche presunzione di poter essere utile!

Ora dovrei passare il testimone ad altri 10 blog e vi dico, non è così semplice scegliere e selezionare...e quindi lasciatemi la licenza di ricordare tutti quelli che apprezzo, leggo e da cui imparo e traggo molto, condivido e osservo con attenzione. Nuovi amici che ho trovato qui, dove le barriere del giudizio non riesco a trovare.
Grazie a voi tutti... E.



mercoledì 10 ottobre 2012

Scelte e responsabilità veg*: il lato materiale della cosa...

Ogni tanto non fa male ritornare su tematiche a me molto care che riguardano vegetarianesimo, etica e controllo del pensiero delle masse. In giorni come questi, in cui ci vengono spiattellate notizie che riguardano unicamente aliquote in aumento e dis-aumento e manovre congiunturali o "maestrali", fatte ad hoc per impennare gli umori e far correre tutti al consumismo spietato, ripenso a cosa sia per me il consumismo, legato soprattutto a una scelta vegetariana, scelta di vita mia e personale, come tutte le scelte dovrebbero essere. Ricordiamolo bene. Perchè queste riflessioni? perchè in tutto ciò che ci circonda -  il soldo, la notorietà e l'essere/avere di più - danno il valore aggiunto. Così in apparenza.
Allora anche qui, trovo dieci motivi dal risvolto materialistico,  che mi fanno dire sì alla mia e personale scelta vegetariana (che nulla di materialistico c'ha...)...

1) avvicinarsi al vegetarianesimo comporta una maggiore coscienza di ciò che si mette sul piatto, ecco quindi che le cose più schifose e ricche di conservanti, coloranti e additivi non le prendo: risparmio in salute, risparmio in ecologia (meno rifiuti) e risparmio in termini economici

2) recupero e riciclo: diventa una sfida personale quella di sfruttare al massimo tutto ciò che ho in dispensa, senza buttare nulla. L'obbiettivo è disfarsi dei rifiuti andando a finire l'intero prodotto che ci sta dentro. (Non vi nascondo il grande rammarico di dover buttare dei fondi di cereali che han preso le farfalline con il caldo eccezionale di agosto: è successo, una lezione per il prossimo anno)

3) non cibarsi di carne comporta una maggiore tranquillità e pacatezza, lucidità mentale e forza fisica. La lucidità permette di distogliere lo sguardo da pubblicità e altre amenità che ci convincono che non stiamo attenendoci ai corretti schemi societari che impongono di essere diverso dalla propria indole, quindi meno pubblicità e meno controllo della mia mente, che sceglie cosa acquistare e quindi non si fa imbambolare da quell'offerta o dal miglior prodotto presente nel mercato

4) la salute ne guadagna. Da maggio 2006, di grave, ho avuto solo un'otite con quasi perforazione del timpano, manifestatasi in fase d'atterraggio rientrando da NY, probabilmente avevano iniziato a togliere la decompressione, era il primo dell'anno e la fretta era tanta... Che ho curato a modo mio... anche qui ho scelto di prendermi cura di me stessa, responsabile di me stessa. I mal di testa che quotidianamente mi attanagliavano sono spariti. L'ultimo attacco risale a un anno fa, post mozzarella avariata. E' consumistico anche star male e prender le medicine, e farsi accusare da chiunque che star male è un delitto. Io opto per malattia => richiesta del corpo di riposare => mi occupo di me stesso => sto nel dolore, significherà pur qualcosa sto messaggio che arriva dalle proprie viscere??? e quindi opportunità di star a contatto con sè stessi e meno soldi alle lobby farmaceutiche.

5) orto e cura della terra. Sembra una cosa ovvia, ma c'è ancora chi non apprezza l'energia dell'appena raccolto, che oltre a darci prodotti sani e controllati a km zero, ci rifornisce di vegetali a un prezzo molto concorrenziale. E poi prendersi cura anche di una sola pianta di basilico, tanto per iniziare, dà grandi soddisfazioni al cuore. Provateci.

6) risvolto etico-economico: le scelte al supermercato ricadono sempre più spesso su prodotti equosolidali, in confezioni eque, prediligendo lo sfuso e i prodotti che non sono di origine animale. E poi il fatto di spendere anche qualcosina in più ci fa porre attenzione agli sprechi, al non acquistare cose inutili e a selezionare prima di tornar a casa con le borse piene. E' una cosa "naturale", che avviene automaticamente nei veg*. Appunto. E consiglio pure di scrivere una lista di quello che manca. Appunto.

7) si risparmia in tempo. La cucina veg è veloce e fantasiosa. A volte lesso dei cereali e legumi, due volte la settimana in discreta quantità. Li ripongo  in frigo, e all'occorrenza li unisco a verdure saltate, in polpettine, in abbinata a spezie ed erbette. E mi occupo delle mie passioni con quello che risparmio :)

8) si guadagna anche in esaltazione dei sapori. Il nostro organismo, senza la carne, si appropria dei propri sensi. Se ripenso alla fettina, ricordo che non sapeva di nulla. E' la cottura a dare il sapore, con le spezie aggiunte e le marinature. (La carne di per sè sa di marcio...) (lo so, c'azzecca poco, ma sempre valore aggiunto è!!!)

9) il fabbisogno della bilancia del cibo, a livello globale, non viene intaccato da chi sceglie veg*, sia a livello di dispendio di cibo relegato agli allevamenti, che nei consumi di acqua e anche a riguardo dello sfruttamento dei terreni. Vi invito a leggere questo articolo di Maurizio Pallante e Andrea Bertaglio, dal blog che hanno ne Il Fatto quotidiano. Se volete sbellicarvi dalle risate, leggete pure i commenti. L'accanimento dei veg* e dei non veg* è fuorviante alla tematica. Questo mi crea pure dispiacere, però le risate hanno la maggiore...poveretti (!?!!)

10) economia domestica, in termini di vero risparmio in monetine perchè non vengo invitata a cena proprio perchè la mia scelta sembra vincolare il mondo intero quando devo essere invitata fuori o a casa di qualche amico o famigliare. Così mi ritrovo spesso a casetta per cena.

E' stato difficile trovare tanti punti "consumistici" e materialisti in questa mia scelta. Prendiamola come un gioco. A calcare che le scelte sono sempre tante, diverse, ma che soprattutto sono legate a un aspetto individualistico e di responsabilità.
Vi ricordo che la mia scelta fu derivata da una iniziale necessità a ritrovare la salute per poi diventare cosciente scelta etica.

La scelta di dieci punti era per lasciare un interessante link, in cui i dieci riguardano la scelta di rivolgersi o no,  al proprio medico, tratto dal sito www.disinformazione.it ...

... ricordate: scelte e responsabilità...


mercoledì 29 agosto 2012

Ritrovar - mi ?

In questi giorni mi sto preparando "Ritrovare il benessere"...un lavoro in cui sto investendo molto e che sarà la base per la mia futura attività di naturopata-iridolo (mi suona strano, ma è così!).
Finalmente sembra che eventi e sballottamenti vari non direttamente imputabili a mie scelte, si siano calmati e così sto sfruttando le mie ore libere a scrivere e impaginare questo lavoretto.Si tratta di un fascicolo con consigli che si possono seguire per poter ritrovare l'equilibrio perduto. L'alimentazione sarà alla base di tutto, unita a tutti gli altri elementi che ci circondano, a rafforzare quel concetto che spesso ribadisco e che consiste nel sentirsi parte viva della Natura. Quali essere viventi non possiamo escluderci e sentirsi meno o più responsabili nei confronti di tutto ciò che ci circonda. Tutto il creato è un insieme di vibrazioni che costantemente entrano in contatto con il nostro essere, sta a noi coglierle e rispettarle.
Questo ri-avvicinamento all'alimentazione mi ha fatto ritornare la voglia di cucinare, come era mia prassi diciamo. Probabilmente ha inciso il caldo torrido dei scorsi mesi ad allontanarmici, forse delle resistenze che ancora sono forti, tant'è che questa cosa non mi rattrista per nulla. Fa parte della vita allontanarsi dalle cose che piacciono di più, scoprirne altre per poi magari ritornare.
E allora, visto che il forno ora si può tornare ad accendere, il pane viene già da scorsa settimana sfornato: la mia pasta madre c'ha sempre avuto un occhio di riguardo da parte mia, e così i risciacqui sono stati costantemente effettuati. Con gli avanzi ho pure azzardato delle tigelline fritte in padella, che farcite con patè di olive non erano male.
Ma la cosa che maggiormente mi ha dà soddisfazione è la panzanella rivisitata. Oramai i pomodori stanno scemando dall'orto, e quindi sotto con questa velocissima ricetta.

Prendere 3 pomodori  maturi al punto giusto, tagliarli a cubetti, riporli il una ciotola e cospargerli di gomasio.
Tagliare tre fette del vostro pane a pasta madre, meglio se ricco di semini,e poi farlo a dadini che verrano messi con il pomodoro precedentemente tagliato. Aggiungere poi un quarto di cipolla tagliata finemente, altro gomasio, olio e un cucchiaio di acqua, e dell'origano.
Ci stanno bene anche altre piante aromatiche, a piacere come volete, io preferisco l'origano, ma non rifiuto il basilico, che quest'anno è stato particolarmente generoso e ancora è bello verde.
Si può gustare dopo mezz'ora, ma meglio se marinata in frigorifero una notte! Piatto unico, perfetto anche come accompagnamento per un aperitivo con una birra (con il vino solo sauvignon o un rosso, la spiccata acidità del pomodoro rovina tutto il contesto!).


(P.S.: Non sto vagando nel buio...tempo al tempo...e pazienza, c'ho il lumino acceso)



domenica 22 luglio 2012

Eat different, veg* party

Uhhhh insomma .... tutto sembra a posto, la mia così tanto attesa festa di laurea sta per arrivare ...poche ore e si inizia a ballare!!!
Attesa per un po' di motivi:
1 - e festa sia! adoro le feste e mi piace organizzarle, quindi diamo al via ai festeggiamenti!
2 - me lo merito! un po' di festa a me, dopo mesi e mesi di sacrifici e testa bassa sui libri credo sia il minimo a cui possa aspirare!
3 - ritrovare gli amici! condividere con loro chiacchiere, musica e cibo!
4 - tutto vegetariano, anzi quasi tutto vegano! e fatto rigorosamente in casa da Silvia e me! una soddisfazione enorme per sfamare 50 bocche, per la grande maggioranza (tutte tranne noi due), inconsapevoli mangiatutto! non nego che le tensioni ci sono state, per carpire il nostro segreto menù. Eppure sono stata ligia alla mia segretezza. E qui mia mamma c'ha messo uno zampino gigante, di quelli da forti sensi di colpa che possono far schiattare. E tutto perchè il suo compagno disdegna la mia cucina e il mio modo di vedere le cose (mi offre ancora il prosciutto, che posso fare se non pazientare ogni volta o cercare di vederlo sempre meno?). E al mio categorico "no, è tutto top-secret", se ne esce con una sfilza di commenti assurdi, del tipo che non sono cambiata, che sono la solita e che almeno alla mamma certe cose si dicono. Apoteosi del rapporto tra madre e figlia, ogni mattina mi sveglio augurandomi di vivere una situazione del genere, certo che sì, non vedevo l'ora ieri dopo cinque ore a sgobbare. Però la scorza è dura!!! Non demordo, non crollo di fronte a questa sfida alla mia felicità.

E voi l'anteprima del menù ;) oramai qualche concessione posso permettermela, e vi svelo tutto..
Il menù consta in:
- bruschette pomodori e basilico fresco;
- salsina piccante di lenticchie rosse;
- hummus di ceci;
- salsa universale alla rucola;
- salsa verde di lenticchie;
- tzazichi (vegetariano);
- insalata di riso multicolore! (vegetariana);
- parmigiana di melanzane (vegetariana);
- formaggi misti (per assecondare i più restii);
- patate al forno;
- salame di cioccolato (vegetariano);
- anguria;
- vino, birra, acqua, caffè a volontà!!!
- compilation tutta rock, scelta e fatta da me!!!

Bene, ora vado a prepararmi il discorso! ma già c'ho mezza idea ...

mercoledì 18 luglio 2012

Intollerante io???

Mi è bastato veramente un nonnulla per saltare e immusonirmi.
Ci sono quelle cose che non vorresti mai ti venissero dette, divento permalosa quando non c'è sostanza in certe affermazioni.
Sta di fatto che "voi vegetariani e vegani siete tutti degli intolleranti", solo perchè ho espresso la mia felicità di aver assistito a un concerto di una vegana, Alanis Morisette, ieri sera, beh, m'ha fatto veramente male, una ferita al costato. Dolore vero.

E quindi un risveglio pessimo, una mattinata insopportabile, e riflessioni. Rifletto se questa ferita sa di verità, se veramente mi atteggio da intollerante, se faccio parte di quella cerchia di veg* che escludono chi non è come sè stessi.

Beh, io non sono così. Non ho mai criticato le scelte altrui: conosco le differenze tra la mia scelta e quella di chi mangia carne, ma questa scelta riguarda me, e solo me. Mi posso permettere di domandare a chi fa subacquea e ama i pesci nel loro ambiente, come facciano a mangiarseli. Questo sì, perchè mi piace capire perchè lo fanno. Ma le scelte riguardano loro, solo loro. E come potrei mai essere intollerante se la mia scelta alimentare è dettata anche dall'amore incondizionato per tutta la natura, in qualsiasi forma essa sia! Amo, incondizionatamente, la natura. Ogni forma che mi circonda riempie la mia essenza, ogni mio senso veicola quello che recepisco e lo porta alla mia anima. Questo è quello che accade e quello che sento. Ma mai potrei impormi nelle scelte altrui.

Gli appellativi non mi piacciono, se mi nutro diversamente e vengo coniata dell'appellativo "vegetariana", non vuol dire che io sia diversa da qualsiasi altra persona. Questo vale per tutti. Si possono sì utilizzare le parole per definire, ma non confondere l'anima di una persona con un aggettivo che ne definisce una scelta. Questo non va bene a me.

Quindi mi metto il cuore in pace e mi metto in "pearl jam terapia", per ritornare a galla.


E vi lascio con la canzone che più mi ha dato i brividi ieri sera, percepirli sul proprio corpo dà la sensazione di vita...
e ringrazio pure le critiche, se non ci fossero forse non riuscirei nemmeno a mettermi in discussione ...

sabato 11 febbraio 2012

Primo passo: iridologia e alimentazione naturale

Giorni intensi di cose da fare e progetti da sviluppare, sono un po' assente dal blog, ma ogni tanto riesco a darci un occhio, e mi ricordo di tutti voi! Magari non lascio un salutino, ma vi leggo!!!
Uno dei progetti che sto sviluppando ultimamente, insieme a Silvia, è una serie di incontri in cui lei tratterà di cucina naturale ed io di iridologia: abbineremo le costituzioni iridologiche a dei piatti salutari e in linea con l'essere come unicità. E' il nostro contributo per sensibilizzare sempre più persone a prendersi cura di sè stessi partendo dalle cose più semplici e a portata di tutti, che riempiono la nostra vita quotidianamente ma a cui  non sappiamo mai darci il giusto peso, abbinando l'iridologia come metodo attraverso il quale ci si può far aiutare tramite un naturopata per individuare punti di forza e  possibili debolezze.
Silvia è una forza della natura: cuoca, naturopata e vegana, racchiude in sè tantissime virtù! e da lei imparo tantissimo, è un piacere poter condividere con un'amica percorsi di questo genere!!! ^_^
E sono molto eccitata da questo progetto, non vi nascondo anche un po' di agitazione, perchè si tratta di parlare in pubblico  di qualcosa a cui tengo molto, ma di cui solitamente non parlo molto perchè mi trovo con interlocutori non interessati, beeh... e se poi mi incappello e non riesco a uscirne???


Intanto oggi ci sarà la presentazione del progetto alla scuola Yoga Anahata Kimè di Mestre, e domani alla nuova sede di Venezia, in zona Rialto Santa Maria Formosa.


Mandateci tante energie ^_^

venerdì 6 maggio 2011

Nutrirsi d'altro

Silenzio. Contradistingue questa settimana.
Mi sono ritrovata spesso sola questa settimana.
Vuoi un po' per questo Tecnodigiuno dal telefonino che mi sta dando enormi soddisfazioni...
Vuoi un po' perchè volevo stare con me stessa. E così è stato. Molto silenzio e....
...il girare dei pedali della mia bicicletta che mi ha portato in qua e in là nei dintorni
...l'aria che fruscia tra i miei capelli
...l'acqua che scorre mentre lavo pentole e stoviglie reduci dai miei esperimenti culinari
...voci di registrazioni scolastiche
...natura, uccellini che mi parlano, sole che scalda, luce tanta luce.
E non sentire la mia voce, pomeriggi trascorsi così con il dolce peso del mio corpo e basta, riuscire a stare con me stessa. Bello, ci si sente vivi, non mi sento sola, assolutamente no.

Poi grande affetto. Amici, quelli più cari, i 3 più veri, con cui stare assieme. Li ho "concentrati" in due giorni, e mi hanno riempito di loro stessi, e questo è nutrimento.

Ed cco che il mio nutrimento è dovuto anche ad altro. Non è solo verdurina (come m'ha detto un amico poche settimane fa, pseh!), ma anche Amore, quello che fa scorrere il sangue e ti dà tante emozioni: quello che ricevo da me, la mia D1/2, dagli Amici e dalla Natura.




mercoledì 13 aprile 2011

Asparagi vi adoro!

In preda ad arrabbiatura. Grande e grandiosa.
Fuori il tempo è pazzerello, giornata tipica di primavera, nuvole si alternano a raggi di sole caldi, il vento spazza tutto ciò che è superfluo, e ci si mette pure che mi tocca starmene qui lchiuso a darci dentro con il prossimo esame da preparare, psicosomatica. Ed è proprio con questa materia che mi arrabbio, perchè non è possibile che in tutte le definizioni in cui mi imbatto, debba trovarmi ad affrontare la "terapia consigliata" con uso esclusivo di farmaci, ipnosi e training autogeno. Sono cose che non mi calzano, per nulla. Il mio approccio alla psicosomatica vuole essere capire l'interazione tra soma e corpo, come queste due entità si spalleggiano, l'uomo visto a 360 gradi! e proprio non me ne frega nulla di tecniche, (che poi possono essere attuate solo da psicologi e medici!cosa servono a me!!!), io voglio capire la persona, avere un aiuto per comprendere ed affinare la mia sensibilità. Uno sfogo, sì certo, e anche piuttosto leggero rispetto a quello che veramente sento dentro.

Detto ciò la  psicomaneistericanevrotica che è in me passoa alla cosa più gioiosa della giornata: gli asparagi!
Ebbene sì, come ogni anno quando aprile bussa anche loro si fanno sentire, e nel mio territorio pullulano! sono gli asparagi, che dalle mie parti hanno anche il marchio IGP, ma nonostante questa garanzia di territorialità, esistono anche nei comuni non rientranti nel territorio protetto dal consorzio, e capita spesso che molti contadini abbiamo un pezzo d'orto dedicato agli asparagi, con fondo di terra sabbioso, esclusivamente per loro.
Presi 2 kg da una famiglia che li coltiva poco distante da casa nostra, già ne ho messi metà in pentola. Tagliato la parte bassa di un cm, li ho raschiati con un pelapatate per eliminare l'involucro esterno che risulta essere SpagosoLegnoso in bocca. Dopodichè, risciaquati, e tagliato nuovamente la parte bassa. Questa parte, che necessita di più cottura perchè più dura, l'ho tagliata a rondelle, rondelle che dopo aver lessato a vapore, utilizzerò per un risotto. Ho preso la vaporiera, riempita d'acqua, e nel cestello inferiore ho messo a lessare i tocchetti, in quello superiore le cime lunghe e intere degli asparagi. 30 minuti e si sono cotti.
Lasciarli raffreddare prima di mangiarli (da caldi non rilasciano tutto il loro sapore, a me non dicono nulla): riporli in un piatto di portata, un pizzico di sale, meglio se integrale, e se aromatizzato ancora meglio, e a seconda dei gusti una macinata di pepe nero, un filo di olio extravergine d'oliva e sono pronti per essere portati in tavola. L'abbinamento è essenzialmente vegetariano: abbinati a uova sode sono veramente gustosi, ma io non li disdegno nemmeno in versione vegana abbinandogli del tofu strapazzato come già descritto qui.
Le rondelle sono invece pronte per il fondo del risotto con aglio e olio d'oliva: molto semplice, ma di grande impatto al palato.
La casa è immersa dal loro odore di cottura, molto caratteristico che mi ricorda che quand'ero piccola non lo sopportavo...per fortuna si cresce, e per fortuna che li ho scoperti...e per fortuna che me li mangio, e non ne farei più a meno, nella mia top-ten del gusto...
Due informazioni nutrizionali: sono dei rizomi della famiglia delle Liliacee (la stessa di cipolle e aglio),ricchi di potassio, poco calorici, molte proteine, hanno un effetto lassante, depurativo, rimineralizzante, consigliati nei casi di astenia e anemia, dermatosi, litiasi, insufficienze epatiche renali; attenzione nei casi di lesioni alle vie urinarie soprattutto se vengono cotti. Il loro miglior effetto lo danno da crudi, da cotti è preferibile farlo lessandoli, se cotti in acqua invece bere l'acqua di decozione e se proprio non va giù utilizzarla per le nostre piante!

Ritorno alla psicosomatica??? no, no... no, no, no... !!!!

venerdì 1 aprile 2011

Alimentazione consapevole: primo passo

Sono giorni decisamente intensi, in cui MoltoTutto è incentrato sullo studio. Mi sto completamente dedicando a prepararmi all'ennesima fatica scolastica, l'esame di dietetica.
Tutto sembra ovvio, quello che leggo, rileggo e ripasso, sembra una via facile. Ma così non è.
Ho realizzato, osservando il mio rapporto con il cibo, che gli scogli più duri per riuscire ad avere una maggiore consapevolezza nell'alimentazione, sono sconfiggere le abitudini, e provareprovareprovare con le proprie mani, bocca, stomaco, intestino, corpo cosa significa mangiare e nutrirsi meglio, e poi, senza togliere nulla al cibo, non sottovalutare la propria salute psichica.
Prima di tutto, dietetica: che vuol dire? si tratta della scienza che si occupa di alimentazione e nutrizione, dell'impatto che l'alimento ha nel nostro corpo partendo dalla scelta degli alimenti, da come li ingeriamo e mastichiamo in bocca, fino ad arrivare giù nello stomaco, per poi passare all'ileo, dove vengono rimestati, assorbiti, e poi giù per il crasso fino all'espulsione. Questo comporta avere chiare le combinazioni alimentari, conoscere dove nello specifico avviene la digestione di ciò che si digerisce e i tempi che ci vogliono per farlo! tenendo conto delle interferenze che un cibo può avere con altri assunti nello stesso momento. Dalla biochimica poi si passa anche a capire quale regime alimentare sia più consono o meno all'uomo, o almeno a cercare di capire quale sia il più corretto e vicino alla nostra tipologia di persona, e da qui conoscere nello specifico quali sono i nutrienti di cui abbiamo più bisogno. Un bignamino niente male, vero? ma almeno offre un idea sommaria di cosa tratti questa vasta materia.
Ma torniamo a quanto ho realizzato in questi giorni.
Abitudini alimentari: qual è la sfida maggiore, in qualsiasi campo, per una persona? modificare e sbaragliare le abitudini. La routine sembra un rituale intoccabile, che non dobbiamo sfiorare perchè potrebbe comportare una grande destabilizzazione, il cambiamento potrebbe portarci a perderci nel labirinto delle nostre emozioni, un labirinto che solo la nostra mente crea, infatti non vuole farci uscire dagli schemi fissi perchè sarebbe una rivincita per la nostra interiorità, la nostra anima. La soluzione, è decidere fin da subito che le vecchie abitudini devono essere soppiantate da nuove abitudini. Far valere maggiormente quello che si vuole fare, non farsi coinvolgere dagli impedimenti che la mente pone e nemmeno da quelli di tutte quelle persone che ci stanno accanto e che vogliono convincerti che è tutto sbagliato quello che stiamo facendo. Ascoltarsi, la cosa più difficile da fare, e dare un senso concreto a questo ascolto.

Un esempio: l'abitudine incallita di Mister T. Beve latte ogni mattina, da quando è nato, dopo l'allattamento dalla mamma, beve una tazza di latte ogni mattina. E ogni mattina quella tazza lo aiuta ad andare in bagno, non può assolutamente rinunciarci. Una abitudine poco salutistica, che evidenzia pure un'intolleranza al lattosio, e che dovrebbe essere soppiantata. Bene, un giorno Mister T decide che vuole ritrovare la salute, e approciarsi in maniera diversa all'alimentazione, sente che questa è la giusta via -bravo Mister T-, cosa dite se lo facciamo iniziare  sbarazzandosi della solita tazza di latte? Come fare? determinazione prima di tutto, aiutare a seguire l'impulso e la volontà di cambiamento che l'ha portato a pensare a questo, e se fosse veramente difficile trovare un'altra abitudine che lo aiuti a soppiantare quella precedente un'idea carina sarebbe quella di creare un calendario giornaliero con indicato cosa mangiare a colazione, includendo qualche giorno anche uno yogurt (magari autoprodotto, così si capisce cosa significa acidificazione del latte, predigestione dei fermenti...) della frutta fresca e magari azzardare anche dei frullati di latte di soia con frutta.

Avvicinarsi gradatamente a gusti nuovi e più salutari, che siano simili alla precedente abitudine. Semplice, no??

Per quanto riguarda la "salute psichica" ce ne sarebbe da dire molto. Molti modi di dire ci riconducono al tratto gastrointestinale per raffigurare stati d'animo precisi, che proprio lì vanno a bersagliare. Si pensi alla "stretta allo stomaco", oppure "lo sento di pancia che è la cosa per me", "essere bilioso", "la rabbia mi farà venire un fegato grande così", ecc ecc ... Non ci si rende conto di quanto siano importanti le emozioni e le sensazioni fisiche, per poter digerire, assorbire, metabolizzare assimilare meglio e prevenire le carenze. Tutto quello che siamo coinvolge il nostro corpo. La prima cosa su cui punterei è instaurare un buon rapporto con noi stessi, è il primo passo per portarci a stare bene.I rapporti con gli altri sono strati più superficiali del nostro essere e se sta meglio ciò che è alla base poi vien da sè che si sistema anche il resto. Seguire anche in questo caso il proprio "sentire", senza abbandonare noi stessi, avere fiducia in noi stessi, non sottovalutarsi, avere autostima. Atteggiamenti positivi, cura di sè stessi, e in campo alimentare scegliere cibo genuino, biologico, con filiera corta, non crudele. E in questa scelta pensare al meglio per noi stessi.
E mentre si mangia atteggiamento rilassato. Nulla di peggiore di un pranzo in cui il nostro animo è teso, arrabbiato, preoccupato. E poi diciamo NO alla tivù e a sfogliare il giornale. Sono attività che distraggono, ci fanno arrabbiare. E mangiando mastichiamoMastichiamomastichiamo, con consapevolezza e ringraziamo il cibo che diventerà noi, sicuramente quel cibo ci farà meglio di quello che noi crediamo se lo accogliamo.
Come inizio direi che focalizzarsi su questi due punti potrebbe bastare.
Queste considerazioni sono il frutto della mia esperienza, nulla di scientifico, ma molta VITA: con le abitudini non sono messa male, testarda e convinta come sono non ho avuto problemi. Il rispetto di me e seguire il mio sentire sono la cosa più difficile invece. Poi però risulta esser anche la più bella, quando mi imbarco in questo nuovo viaggio trovo sempre qualcosa di veramente prezioso nascosto, ed ogni volta è una piacevole sorpresa...

martedì 22 marzo 2011

Solo matematica

Una piccola considerazione, una folgorazione matematica avuta in macchina stamattina:
se per produrre un kg di carne ci vogliono minimo 16 kg di cereali (ci sono studi che dicono anche 20, ma io tengo il minimo...), sapete quanti pasti da 50 gr l'uno si riescono a fare? 320 pasti.
320 pasti diviso per 2 pasti al giorno, si ottiene quanti giorni quei cereali possono soddisfare parte di un fabbisogno alimentare: si ottiene 160 giorni.
Pertanto, con il cibo utilizzato in un allevamento intensivo per ottenere un kg di carne, si può sfamare per quasi 6 mesi una persona...
Un semplice calcolo matematico, che esula da etica, coltivazioni intensive, sfruttamenti negli allevamenti, spreco d'acqua, ogm, etc etc...

Solo matematica.

lunedì 28 febbraio 2011

Nel rispetto di me, e di voi

Riporto un articolo letto pochi giorni fa su qui, sul sito perterra.org. Si tratta di un estratto del Telegraph, in cui senza ambizioni animaliste, attivismi di alcun genere, viene riportato pari pari quali possono essere gli effetti della carne rossa.
"Se i vegetariani lo sostenevano da tempo, adesso c’e’ anche la conferma scientifica: la carne rossa fa davvero male. Questa settimana infatti il governo britannico annuncera’ i risultati di una ricerca compiuta dallo Scientific Advisory Committee on Nutrition che sicuramente non renderanno molto felici i carnivori convinti.
Un esauriente studio ha appena concluso che la carne rossa, cosi’ come i suoi derivati, se consumata in dosi maggiori ai 500gr. a settimana, non solo potrebbe potenzialmente aumentare le probabilita’ di contrarre il cancro, ma il rischio e’ cosi’ alto da spingere il governo ad emettere un comunicato ufficiale in proposito.
Il World Cancer Research Fund gia’ nel 2007 aveva detto che per ridurre drasticamente il rischio di tumore all’intestino, stomaco, ovaie, seno e vescica sarebbe stato opportuno, per quanto riguarda i bambini, evitare totalmente il consumo di ‘processed meat’ – ovvero insaccati, salsicce, carne in scatola e simili – mentre agli adulti veniva consigliato di non superare i 70gr. giornalieri.
La nuova ricerca invece include anche la carne rossa non trattata, confermando che questo tipo di alimento contiene un pigmento capace di danneggiare il DNA delle cellule del sistema digestivo. Fattori che hanno in tempi moderni peggiorato la situazione includerebbero l’impiego di conservanti nei derivati ed il fatto che alcuni allevatori scelgano di gonfiare le mucche di ormoni. Sbruciacchiare la carne, cosi’ come gli altri cibi, invece causerebbe da sempre un ulteriore danno perche’ durante il processo si producono sostanze cancerogene.
Sara’ interessante vedere come l’industria della carne reagira’ alla notizia: fino ad ora Meatinfo, nonostante sia un punto di riferimento per le persone nel settore, non ha riportato niente in proposito.
La British Nutrition Foundation ha invece messo le mani davanti settimana scorsa dicendo che non c’erano prove sufficienti per garantire con certezza un legame tra il consumo di carne e il cancro o le malattie cardiovascolari; bisogna pero’ ricordare che, nonostante le apparenze, questa fondazione potrebbe avere troppi interessi in gioco per essere obiettiva visto che parzialmente sovvenzionata dal British Pig Executive e dal English Beef and Lamb Executive."
Ci tengo a evidenziare i seguenti punti, soprattutto perchè in questi giorni, avendo divulgato l'articolo anche ad amici onnivori, mi sono trovata di fronte al solito muro assolutistico che "di tutto e vario, porta a mantenere la salute".
- l'articolo evidenzia che "la carne incriminata", è pari a 500 gr alla settimana. Questo 500 grammi la settimana, sono la solita fettina giornaliera che solitamente molte persone mangiano, perciò rientra in un contesto quotidiano di molte persone; oggettivamente 500 gr la settimana sono addirittuta pochi, si pensi che attualmente il consumo pro-capite di carne annuo è stimato a 60 kg per persona(ci si arriva tranquillamente fate un po' di conti...) nel primo dopoguerra i kg procapite erano 20!!!
- riferendomi a quest'ultimo dato fornito, faccio riferimento a quanto spesso si sente dire "la carne è sempre stata mangiata". Ok se così è stato, ricordiamoci che nelle nostre realtà contadine la carne condivisa in grandi famiglie era un misero pezzettino, che veniva mangiato nel dì di festa; chi ne abusava erano i ceti alti, e spesso le persone si ammalavano di gotta, artriti, e avevano una aspettativa di vita comunque bassa nonostate fossero agiate... Pertanto non possiamo assolutamente dire che i nostri "vecchi" vivono così a lungo perchè mangiano carne, anzi si deve considerare che proprio loro per gran parte della loro vita hanno mangiato pochissima carne, e che ora non è che ne abusino... (...spesso li senti dire che per tutta la loro vita hanno mangiato del loro orto, uno spicchio d'aglio al giorno, tanta frutta...)
- "di tutto un poco", semplice a dirlo. Il nostro corpo è parte attiva della natura, e come tale va secondo natura. Credo sia naturale che si ribelli a quanto va contro natura. Riporto la mia esperienza: sono diventata vegetariana perchè la carne mi faceva star male, emicranie, palpitazioni quando l'assumevo, sono stati segnali di ribellioni che il mio involucro corpo cercava di darmi, e io li ascoltati. Poi tutto è stato un percorso in salita, in cui "l'andare secondo Natura", è stata la strada migliore che potessi prendere. Ora un minimo additivo in un biscotto acquistato, un lievito non perfettamente lievitato, mi danno noia!E sono felice di questo, perchè sono reattiva e riesco a comunicare con me! E allora rispettiamo quello che siamo, e impariamo ad ascoltare il nostro corpo. La nostra anima parla anche attraverso di lui, e credetemi che è difficile farla parlare, perchè di mezzo spesso c'è la nostra mente, che cerca di ostacolare e di farci credere cose assolutamente contrastanti con il nostro ESSERE.
- la questione tumori non è da sottovalutare, non è il primo articolo che ci propone un confronto dieta/malattie. Perciò cerchiamo di aprire gli occhi e renderci consapevoli. E poi non ci sono solo i tumori... l'acido urico è il primo danneggiatore delle articolazioni che comportano artriti ad esempio...

Come ho già detto l'articolo non propone nulla di etico e nemmeno le mie considerazioni hanno voluto fare altrettanto. L'ho voluto fare per non dimenticarci di noi stessi in primis. L'ho vissuto su me stessa, prendersi cura di sè stessi, cercare di capirsi, vivere secondo natura ci aiuta ad aprirsi agli altri senza troppi artefici. Naturalmente non voglio nemmeno fare la maestrina che impone una dieta vegetariana a tutti (beh, magari fosse così... eh eh), ma far sapere come la penso, beh questo concedetemelo. Nel rispetto di me, e di voi.
E.

giovedì 27 gennaio 2011

Sciopero dei consumatori

Vi segnalo un'iniziativa, alla quale aderirò con molto entusiasmo: a partire da domani 28 gennaio al 4 febbraio 2011 è stato indetto uno sciopero dei consumatori.
Si tratta di una protesta al continuo aumento dei prezzi, in particolar modo dei beni di prima necessità.
Concretamente in cosa consiste questa iniziativa? Ecco qui in sintesi delle cose da fare, semplicemente, che non richiedono nessuno sforzo, se non un po' di coscienza e determinazione:
- recarsi meno possibile a fare la spesa: i motivi sono connessi sia al minor utilizzo dell'automobile nei spostamenti ed avere meno tentazioni di acquisti superflui;
- acquistare solo beni di prima necessità: evitare pertanto tutto ciò che è superfluo, non salutare, di cui non abbiamo un bisogno vitale, come ad esempio bibite, snack, frutta esotica, frutta e verdura fuori stagione, ecc... o che potremmo acquistare in altri periodi (la macchina tagliaerba per esempio!), o di elettrodomestici, che non necessitano di essere sostituiti proprio in questi giorni!!!
- evitare di fare benzina: è vero, per spostarsi e andare a lavoro per molti di noi è necessaria l'auto (compresa me, purtroppo i mezzi pubblici tra casa mia e lavoro sono treno e corriera, a orari impensabili e con fermate non vicine a dove lavoro), ma nel weekend possiamo sfruttare la bicicletta per andare a prendere il pane o trovare un amico, o perchè no le nostre gambe!
- recarsi ai negozi che preferiscono la filiera corta o in cui la prevalenza di cibo è di origine biologica ed equosolidale e sostenibile; negozi che non aderiscono alle grandi catene alimentari, che preferiscono la qualità alla quantità, non i grandi magazzini zeppi di cibo messo in bella evidenza a sembrar oro colato, e che ci invoglia solo a riempire il carrello; e se fosse proprio necessario andare in uno di questi mega-centri invece di prendere il carrello, aiutarsi con un cestino e imporsi di acquistare solo ciò che c'è scritto nella lista preparata a casa con obbiettività, e portarsi da casa una borsa di stoffa, in cui dentro ci stà solo quello di cui abbiamo bisogno;
- togliersi la pigrizia di torno, e invece di preparsi per cena qualcosa di pre-cotto, scegliere le materie prime: oltre a stimolare ancor di più la fantasia, questo permette di mettere pure in moto il nostro corpo, allontanarlo dal troppo pensare, dal frastuono che ci abbatte ogni giorno. Un esempio può essere fare gli gnocchi con le patate (che tutti hanno, no??), e la farina disponibili in credenza, oppure anzichè acquistare dei biscotti pieni di conservanti e confezionati da quelle grandi multinazionali, perchè non farseli da sè? e la zuppa o il purè? perchè anche questi non sostituirli con cibi vivi, di stagione, a km zero e soprattutto fatti da noi, con la nostra energia, che solo a mangiarli ti ritrovi con il sorriso in bocca e la pancia sazia ma felice perchè si tratta di qualcosa di autoprodotto? di TUO??? Riguardo quest'ultima osservazione, sono una grande sostenitrice del fai da te, e credo fermamente che spesso si tratti di pigrizia, e combatto contro chi dice di non aver tempo, ma poi passa ore al supermercato o si inebetisce davanti alla tivù;
- altra cosa, spegnere la tivù: darle meno spazio possibile di insinuarsi nei nostro pensieri, alternative al cosidetto relax ci sono, eccome!!! leggere quel libro che troppo pieno di polvere ti sta chiamando dalla libreria, andare a farsi una passeggiata, pensare al programma per le prossime vacanze, dedicarsi al proprio benessere con un bel bagno caldo, trovarsi a far ciacole con degli amici.... (o studiare per gli esami della prossima settimana, eh eh...) e potrei andar avanti all'infinito!!!
Sostenibilità, evitare gli sprechi, e fare del bene a sè stessi. Può essere un incipit a una visione diversa del mondo che ci circonda, una sorta di "prova" da ripetere costantemente fino a che diventa una sana abitudine. Un consumismo senza consapevolezza può solo portarci a impoverirci in termini economici, ma anche in tempo sprecato dietro a qualcosa che non ci arricchisce interiormente. Perchè quello di cui abbiamo bisogno è proprio dare stimolo alle nostre radici, nutrirle per crescere meglio e se qualcuno pensasse "sono cose che fanno in pochi, cosa mi metto a fare io nel mio piccolo..." beh, pensa solo a come ci si sente vicini a un bel albero, sano e robusto, nutrito di "valori" veri ...può portare nient'altro che giovamento a tutto ciò che lo circonda...
... e allora buono sciopero dei consumatori a tutti, sbizzarritevi con la fantasia!!! e pensiamo che da boschetto possiamo diventare una rigogliosa foresta...
E.

lunedì 15 novembre 2010

Dolcezza Cachi

Un altro weekend così intenso che nemmeno mi sono accorta dell'arrivo del lunedì.
E ieri sera, crollata a letto senza il minimo pensiero per testa, se non il peso della stanchezza. Se ci ripenso sembravo un neonato dopo la poppata.
Sono un po' ritornata bambina infatti in questi due giorni, e in particolare sabato: sono stata all'aria aperta, da mia mamma, a raccogliere kiwi e cachi. La visibilità dall'alto dell'albero non era il massimo, ma la sensazione di respirare bene, di arrampicarmi e sentirmi libera mi ha riempito di belle sensazioni...sono stati bei momenti, anche l'ilarità con mia mamma mentre le lanciavo i rami zeppi di frutta...ne avevo proprio bisogno. Il tempo è letteralmente volato, e mi sono ripromessa di passare più tempo così, senza guardare l'orologio, in pieno relax mentale soprattutto!
Ora devo anche ingegnarmi a trovare qualche ricetta con questo frutto un po' difficile da apprezzare (per la prima volta l'ho assaggiato sabato, niente male!) ... marmellate, dolci...inizierò a sperimentare...
Qualche informazione nutrizionale su questo frutto così bello, che richiama il sole al tramonto, e che mi affascina molto, soprattutto vedere l'albero già privo di foglie, con i frutti appesi...sembra un albero di natale in anticipo! Nei campi in cui tutto, Il cachi un frutto tipico autunnale, è da consumare quando matura successivamente al raccolto. La buccia diventa di un colore arancione carico e inizia a rompersi; non va mangiato appena raccolto in quanto la forte presenza di tannino lo renderebbe astringente al palato, si deve aspettare la seconda fase della maturazione quando infatti i tannini diminuiscono e incrementa la parte zuccherina che gli conferisce quel tipico sapore dolce. La consistenza è gelatinosa, infatti è preferibile mangiarlo "al cucchiaio". Per la forte presenza di glucidi, non è consigliato a chi soffre di diabete, al contrario invece è ottimo per chi ha difficoltà metaboliche legate al fegato, lassativo e diuretico, fonte di potassio e beta-carotene, Vitamina C e A.
Generalmente si gusta crudo, tagliandolo a metà, e mangiandolo con il cucchiaio, ma ci sono tradizioni, tipo quella giapponese, in cui viene essicato. E poi marmellate, con cui guarnire crostate, oppure dolci in cui mescolarne direttamente la polpa...ho già l'acquolina in bocca....

mercoledì 15 settembre 2010

Sono una malata mentale

Dopo più di un mese di assenza, eccomi che rientro più viva che mai e con un articolo, tratto dal sito http://www.disinformazione.it/, che mi fa onore!
"Mangiare sano ora è un disturbo mentale", questo il titolo e tratta di un argomento molto tosto, da molti ultimamente sottovalutato e temuto: la sana alimentazione. Perchè nonostante riporti un caso che dà degli psicotici a tutti quelli che di cibo sano, vivo, e naturale vogliono nutrirsi, è un articolo forte perchè pone di fronte a tutti noi quanto timore c'è nei confronti di chi sostiene e si batte per la genuinità, per l'alimentazione priva di dipendenze, quella che nutre e fa crescere le nostre identità, obbiettività, quella che apre la mente e non si vincola al conformismo.
Di seguito l'articolo, non c'è molto altro da aggiungere...

" Mangiare sano ora è un disturbo mentale"
di Mike Adams, the Health Ranger, NaturalNews Editor
visto su http://www.nopsych.it/558-mangiare-sano-disturbo-mentale
L'industria psichiatrica, nel suo sforzo infinito di trasformare artificiosamente ogni attività umana in "disordini mentali", sta ora propagandando il disordine più ridicolo che abbia mai inventato: il Disturbo del Mangiare Sano.
Non è uno scherzo: se ti focalizzi sul mangiare cibi naturali sei "mentalmente malato" e probabilmente hai bisogno di qualche tipo di cura chimica che includa potenti farmaci psicotropi. Scrive il quotidiano The Guardian: «La fissazione di mangiare sano può essere il sintomo di un grave disordine psicologico» e continua affermando che questo "disordine" è chiamato ortoressia nervosa, una locuzione Latineggiante che significa "preoccupati riguardo il mangiare correttamente".
Ma non potevano chiamarlo semplicemente "disordine da preoccupazione sul mangiare sano", poiché sarebbe sembrato come se non sapessero di cosa stanno parlando. Per cui l'hanno traslato in Latino, così sembra intelligente (anche se non lo è). Ecco da dove proviene la maggior parte dei nomi delle malattie: i dottori descrivono i sintomi che vedono con un nome tipo osteoporosi (che significa "ossa con dei buchi").
Tornando a questa malattia inventata, "ortoressia", il Guardian continua: «Gli ortoressici hanno delle regole rigide sul cibo. Il rifiuto di toccare zucchero, sale, caffeina, alcol, grano, glutine, lievito, soia, cereali e latticini non è altro che l'inizio delle restrizioni dietetiche. Ogni cibo entrato in contatto con pesticidi, diserbanti o che contiene additivi artificiali è inammissibile».
Aspetta un secondo. Allora cercare di evitare le sostanze chimiche, i latticini, la soia e lo zucchero ora fa di voi un paziente della salute mentale? Sì, secondo questi esperti. Se prestate effettivamente attenzione all'evitare pesticidi, diserbanti e ingredienti modificati geneticamente come soia e zucchero, c'è qualcosa in voi che non va.
Vi siete accorti che mangiare cibo spazzatura viene considerato "normale"? Se mangiate cibi spazzatura trattati con prodotti chimici sintetici secondo loro va bene. Apparentemente i malati mentali sono quelli che scelgono cibi organici e naturali.
Cos'è "normale" allora per quanto riguarda il cibo?
Vi avevo detto che sarebbe successo. Anni fa avevo avvertito i lettori di NaturalNews che presto ci sarebbe stato un tentativo di bandire i broccoli poiché contengono fito-nutrimenti anticancro. Questo assalto da parte della salute mentale contro i consumatori attenti alla propria salute fa parte di quel programma. È un tentativo di emarginare i consumatori di cibi sani dichiarandoli mentalmente instabili e, perciò, giustificare il loro ricovero coatto nei manicomi dove gli verranno iniettati farmaci psichiatrici e cibo istituzionale completamente trattato, morto e pieno di sostanze chimiche tossiche.
Il Guardian si spinge perfino al ridicolo dicendo che «L'ossessione su quali sono i cibi "buoni" e quali i "cattivi" può condurre gli ortoressici ad essere malnutriti».
Segui l'illogicità di ciò, se ci riesci: mangiare "buon" cibo causa malnutrizione! Suppongo che si ritenga che mangiando cibo cattivo vengano forniti tutti i nutrimenti di cui avete bisogno. Questa è la dichiarazione sulla nutrizione più pazza che abbia letto. Non c'è da stupirsi che la gente oggi sia così malata: gli viene detto dai media tradizionali che mangiare cibo sano è un disturbo mentale che causerà malnutrizione!
Zitti e ingoiate la galletta verde (Soylent Green)
È proprio come ho riferito anni fa: non avete il permesso di contestare il vostro cibo, gente. Seduti, zitti, avventatevi sul cibo e divoratelo. Smettetela di pensare a cosa state mangiando e fate quello che vi viene detto dai principali mass media e dai loro inserzionisti di cibo trattato. Non sapevate che mettere in dubbio le proprietà salutistiche del vostro cibo spazzatura è un disturbo mentale? E se siete "ossessionati" riguardo al cibo (facendo cose come leggere l'etichetta degli ingredienti, per esempio), allora siete strani. Magari perfino malati.
Questo è il messaggio che stanno divulgando ora. I consumatori di cibo spazzatura sono "normali", "sani" e "ben nutriti". I consumatori di cibo sano, invece, sono malati, anormali e malnutriti.
Ma perché, chiedete voi, dovrebbero attaccare quelli che mangiano sano? Persone come il dottor Gabriel Cousens possono spiegarvelo: perché una maggiore consapevolezza mentale e spirituale è possibile solo con una dieta composta da cibo vivo e naturale.
Mangiare cibo spazzatura abbassa il vostro livello intellettivo rendendovi più facili da controllare. Questo cibo scompiglia letteralmente la vostra mente, intorpidendo i vostri sensi con il glutammato monosodico (MSG), l'aspartame ed estratti di lievito. Le persone che vivono di cibo spazzatura sono docili e perdono velocemente l'abilità di pensare con la propria testa. Seguono qualsiasi cosa gli venga detta dalla TV o da quelli che sono in una posizione di apparente autorità, senza mai porsi delle domande sulle loro azioni o su quanto sta realmente succedendo nel mondo intorno a loro.
Al contrario, le persone che mangiano cibi sani e naturali - con tutte le sostanze nutrienti curative ancora intatte - cominciano a risvegliare la loro mente e il loro spirito. Col tempo, cominciano a mettere in discussione la realtà che li circonda e perseguono delle esplorazioni più illuminate di temi come comunità, natura, etica, filosofia e del grande quadro delle cose che stanno succedendo nel mondo. Diventano "consapevoli" e possono iniziare a vedere l'esatta struttura di Matrix, per così dire.
Questo, ovviamente, è un pericolo enorme per quelli che gestiscono la nostra società basata sul consumo, dato che il consumo dipende dall'ignoranza unita alla suggestionabilità. Per fare in modo che la gente continui ciecamente ad acquistare cibi, medicinali, polizze sulla salute e beni di consumo, è necessario spegnere le loro funzioni cerebrali superiori. Il cibo spazzatura trattato, a cui vengono aggiunge sostanze chimiche tossiche, raggiunge questo risultato piuttosto bene. Come mai, secondo voi, il cibo morto e trattato è il pasto predefinito nelle scuole pubbliche, negli ospedali e nelle prigioni? Perché il cibo morto spegne i livelli superiori della coscienza, e tiene le persone focalizzate su qualsiasi distrazione con cui sia possibile nutrire il loro cervello: televisione, violenza, paura, sport, sesso e così via.
In ogni caso vivere come uno zombie è "normale" nella società odierna, poiché moltissime persone lo stanno facendo. Ma non sono normali nel mio libro: il vero "normale" è una persona energica, in salute e sveglia, nutrita con cibo vivo, che agisce da cittadino sovrano in un mondo libero. Mangiare cibo vivo è come prendere la pillola rossa, perché col tempo si apre una nuova ampia prospettiva sulla struttura della realtà. Rende liberi di pensare con la propria testa.
Mangiare cibo spazzatura trattato è come prendere la pillola blu, poiché vi tiene intrappolati in una realtà inventata, dove le esperienze di vita sono architettate dalle aziende di prodotti di consumo, le quali dirottano i vostri sensi con sostanze chimiche (come glutammato monosodico) progettate per ingannare il cervello facendogli credere che state mangiando cibo vero.
Se volete essere vivi, consapevoli e in controllo della vostra vita, mangiate cibo sano e vivo. Ma non aspettatevi di diventare famosi presso gli "esperti" tradizionali della salute mentale o i dietologi: sono tutti programmati per considerarvi "pazzi" per il fatto che non seguite le loro diete ortodosse a base di cibo morto a cui vengono aggiunte sostanze chimiche sintetiche.
Ma voi e io conosciamo la verità: noi siamo quelli normali. I consumatori di cibo spazzatura sono i veri malati mentali, e l'unica via per fare in modo che aprano gli occhi sul mondo reale è iniziare a nutrirli con cibo vivo.
Alcune persone sono pronte a prendere la pillola rossa, mentre altre non lo sono. Tutto quello che si può fare è mostrare loro la porta. Devono aprirla da soli.
Nel frattempo provate ad evitare i funzionari della salute mentale che stanno cercando di etichettarvi come persone affette da disturbi mentali solo perché fate attenzione a cosa introducete nel vostro corpo. Non c'è niente di male nell'evitare zucchero, soia, glutammato monosodico, aspartame, sciroppo di glucosio-fruttosio (HFCS) e altre sostanze chimiche tossiche nel cibo. A dire il vero, la vostra vita dipende da questo. >>