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venerdì 21 giugno 2013

Ricorrenze del solstizio

Stamattina Lea è venuta in ufficio.
Pearl Jam nel loro "take your dog to work"
Si è fatta largo, ha oltrepassato la porta dell'ufficio, ha oltrepassato la scrivania, ha raggiunto la mia sedia, e si è accovacciata alla mia destra, vicino agli scaffali.
Lea è la cagnolina di un mio cliente. Una bastardina rossa, con un ventre gonfio e un musetto dolce e ruffiano.
Questo episodio cade giusto in questa giornata, chiamata take your dog to work day, che invita aziende e dipendenti a poter dare la disponibilità di portare a lavoro i propri cani ma anche con l'auspicio di poter sensibilizzare alle adozioni di cani.
A mio avviso, per evitare di considerarla unicamente un'americana, è bene cogliere consapevolmente il significato che vuole trasmetterci una ricorrenza del genere. Avvicinarsi al mondo animale credo sia una delle migliori cose che il nostro essere "umani" possa dimostrare: loro vengono da noi, come noi da loro, uno scambio reciproco.
Coincidenza che fa combaciare questo giorno con il solstizio d'estate.
Buoni festeggiamenti nella festa del Sole.
Il mio augurio? Uno dei miei mantra...
Sensibilità, amore e consapevolezza vi (e mi) accompagnino...

domenica 9 giugno 2013

World Oceans Days

Sono in ritardo di un giorno, ma questo non importa.
Ricordarsi delle cose non deve sempre essere prerogativa di una data; se ci teniamo veramente a qualcosa, sentiamo la necessità di farlo ogni giorno, come avviene per le persone che amiamo: non pensiamo a loro solo il giorno del compleanno, ma costantemente. Vero?
Ieri, 8 giugno, era la giornata mondiale dedicata agli oceani.
E a tutti gli esseri che vivono nel mare, che lo popolano: l'oceano è  la loro vita e il loro ambiente. Gli oceani e il mare che oramai sono diventati la nostra discarica, dove la pesca è la "forma buona" della caccia (a tal proposito mi rivolgo a quelli che dicono "poverino, non mangio il fagiano perchè gli hanno sparato", eppure poi si cibano del branzino pescato con l'amo, o che ha visto la propria libera vita svanire da una rete... è ipocrisia questa, capito ???? [e poi il pesce cucinato con l'occhio, non vi colpisce dentro???]), dove si effettuano esperimenti nucleari e si trivella.
Una giornata dedicata a loro. Che deve diventare "ogni giorno dedicato a loro".
Sensibilizzarsi all'ambiente: per me è una cosa ovvia, ma forse serve una rieducazione in merito. Vi invito a essere curiosi, quella curiosità di scoprire cosa sia un ambiente marino, ricordarsi che è come il giardino di casa propria che vogliamo e pretendiamo sempre pulito, e quindi essere sensibili alla sua salvaguardia. Tutto qua. Semplice. Invece di gossippare, basta solo curiosare e far brillare i propri neuroni per una valida causa, comprenderla e renderla una propria abitudine. Scegliere da dove partire diverrà una sfida con voi stessi ;)

Una canzone, tra le mie preferite,  "Amongst the waves" dei Pearl Jam, sentita e voluta per la causa della salvaguardia degli oceani.


"...Riding high amongst the waves
I can feel like  I
 have a soul that has been saved
I can see the light
coming through the clouds in rays ..."


lunedì 3 giugno 2013

Non è prevenzione questa.

Prevenire, da Prae  Avanti, e Venire: Venire.
Prevenzione è l'atto del prevenire, con una concezione prettamente legata all'adottare una serie di provvedimenti che aiutino ad evitare dei mali futuri. Questi provvedimenti vengono effettuati da un qualcuno, sono delle azioni positive, che non comportano un futuro danno, e chi le fa è il soggetto che lo vuole evitare.

Questa premessa mi sta molto a cuore, perchè ci  sono delle campagne di prevenzione, che non approvo.
In particolare parlo dell'Angelina Jolie, della mastectomia a cui si è sottoposta, per prevenire la possibilità di un tumore al seno, e/o alle ovaie.
Vi invito a leggere questo interessante articolo di Marcello Pamio, che può aiutare a comprendere meglio iL caso e  la facilità con cui si parla di tagliare e sopprimere parti del proprio corpo, con lo scopo di ridurre i rischi di tumori e di fare prevenzione. Si elimina la parte, ma non si cerca di eliminare la causa.
Mi piace il passo dell'articolo in cui parla di psicosomatica, di corpo e soma e di soma e corpo, dell'interrelazione tra le due parti; non è da sottovalutare la sottile linea che ci può rendere ammalati anche se non lo siamo, pensando che la prevenzione sia un atto di solo taglia e cuci, e di come si possa influenzare il proprio stato di saluto solo attraverso pubblicità, terrorismo mediatico.

Domandiamoci invece cosa comporta una mastectomia, un raschiamento dell'utero, un'asportazione della tiroide. A livello ormonale crea un vero e proprio disallineamento dell'ipofisi, a livello psicologico sconvolge una donna. Lo stesso potrebbe valere per un uomo.

Non è prevenzione questa.
Curiamo la nostra vita con coccole, amore, cibo e sorrisi, alleniamoci, camminiamo, accogliamo pure le sofferenze rendendole un'opportunità per uno spiraglio verso nuovi orizzonti.

Loro ci vogliono ammalati, ma  io mi rifiuto di crederci


domenica 19 maggio 2013

Esuli parole...

Le onde cullano i miei sensi...i miei pensieri vagano...
...cosa sarebbe il mondo se il "potere" fosse più femminile ? Ci sarebbero guerre, omicidi, minacce? Una donna potrebbe trasformarsi in un dittatore, genocida, mitomane di sé stesso? Potrebbe un uomo sottostare a una donna?

...dalla Sicilia questi pensieri si fanno largo, mirano a un mondo migliore, a l'uguaglianza che dovrebbe pareggiare le diversità, positivamente...

domenica 12 maggio 2013

Ricorrenza. Punto.

Volevo condividere. E testimoniare.
A maggio festeggio sempre una ricorrenza molto importante e significativa nella mia vita, che è legata a delle scelte molto forti che decisi di prendere per me e solo per me.
Era il mese di maggio del 2006 che presi la decisione di non mangiare più carne e di non assumere più medicinali. Scelta radicale, legata a continui mal di testa che mi opprimevano ogni volta che mangiavo proteine animali, provocandomi giornate difficili da affrontare e a volte abuso di pasticche (per me abuso voleva dire due capsule al giorno). Significò intraprendere la strada più vicina alla mia vera indole e in modo naturale, per allontanarmi sempre più dall'ideale di uomo che la società moderna sta creando, e aggrapparmi a ciò con cui mi sento più affine perchè ne sono parte consapevole, la Natura.
Fu l'inizio di un nuovo percorso di vita, tante cose sono successe e cambiamenti profondi e radicali sono avvenuti in me. 
Queste scelte sono state tutte positive, ma la percezione dei  propri sensi è la qualità maggiore che ho riscoperto, e la auguro a chiunque. 
Si dice sensibilità quando ci si trova di fronte qualcuno che sa essere empatico, comprensivo, che ci abbraccia anche se senza farlo, ma ce lo fa capire anche solo con uno sguardo o un sorriso, o una parola detta o scritta. E sensi-bilità quindi diventa l'abilità a usare i propri sensi, quelli esterni e quindi quelli che si manifestano verso e con l'esterno, ma anche quelli interiori, ad esempio l'ascolto interiore, la visione interiore... 

E così immersa nei miei sensi, vi lascio con questa coccola, solo  perchè mi scioglie letteralmente e ne abbiamo bisogno un po'  tutti di tenerezza, in attesa di cieli stellati ...



mercoledì 17 aprile 2013

...e non arriva mai a caso..

Pensieri veloci attraversano istanti di vita...
e ti ritrovi, felice e cantante, mentre sfrecci in macchina,
un'ape appesa al bordo del finestrino ti fa compagnia...
fluttuante...
mi faccio cullare,
ogni volta è così... e la musica non arriva mai a caso...

E.

martedì 2 ottobre 2012

Vertigini

"La vertigine è qualcosa di diverso dalla paura di cadere. La vertigine è la voce del vuoto sotto di noi che ci attira, che ci alletta, è il desiderio di cadere, dal quale di difendiamo con paura"
Milan Kundera, L'insostenibile leggerezza dell'essere (tra i miei libri preferiti...e Kundera tra i miei miti letterari)

Ditemi, la vertigine cosa vi ricorda? Cosa ispira? Cosa vi fa vivere e sentire?

Io vertigine non ce l'ho per le altezze, ma mi capita di averla quando il cuore sussulta e mi fa perdere i sensi. Simile a quello che accade dopo una birra o un bicchiere di vino ... ma accade che arriva  per un'emozione improvvisa, e ti arrendi a questo oblio. Arresa, allentamento delle resistenze. E quindi mi piace.

Sono curiosa, e oggi particolarmente! dai dite la vostra...

lunedì 1 ottobre 2012

Autunno dolciastro

E' autunno. Accettiamolo, non facciamoci prendere dalla tristezza facendo colare il nostro naso. Cerchiamo di prendere il meglio di questa stagione, cogliamo l'aspetto positivo della stagione dall'animo melanconico, osservando le foglie cadere che altro non sono speranza per la nuova vita che verrà, per il rinnovamento necessario a ognuno di noi. Ci rattrista il doverci fermare, ma impariamo dalla natura stessa a cogliere questo invito a riconsiderare la calma, la lentezza, ad abituarci alla minor luce che sarà sempre meno presente nelle nostre giornate.

A tal proposito, due spunti: il testo di una canzone di Carmen Consoli - vado a periodi con la musica, questo è quello di massima ispirazione con la cantantessa, e la sua melanconia è adatta all'autunno - e una mia ricettina ^_^

Si tratta di Autunno dolciastro. A me fa venire i brividi...

Lentamente tra una pagina e l'altra di un libro qualunque
ingannavo l'attesa
gia' settembre
poche voci distanti e un autunno distratto al di la' dei vetri
quasi speravo che non arrivassi piu'
quasi credevo che non mi mancassi
eppure
stavo aspettando
distrarsi sembrava piuttosto facile
credevo di sopportare la tua indifferenza cercando pretesti e rimedi inutili
eri tu quel tasto dolente
eri tu autunno dolciastro
eri tu
Freddamente valutavo i miei limiti i gesti avventati le frequenti rinunce
era tardi e bruciavano gli occhi fissavo il soffitto
il mio letto disfatto quasi speravo che non arrivassi piu'
quasi credevo che non mi mancassi
eppure
stavo aspettando
distrarsi sembrava piuttosto facile
credevo di sopportare la tua indifferenza cercando pretesti e rimedi inutili
credevo di soffocare la mia insofferenza
eri tu quel tasto dolente
eri tu autunno dolciastro
eri tu eri tu quel tasto dolente
eri tu autunno dolciastro
eri tu autunno dolciastro...

e giust'appunto, autunno dolciastro in cucina ...
Gli ingredienti sono 300 gr di farina integrale, 100 gr di zucchero di canna mascobado, 50 gr di farina di castagne, 200-300 ml di latte di soia (a seconda del grado di umidità della giornata, ho notato che i liquidi variano molto con il clima, il grado di idratazione varia tantissimo), 50 ml di olio di semi di girasole, una bustina di cremor tartaro, 1-2 mele.
Le mie mele stivate, ammaccate dalla grandine, bio, buone.

Velocissimo: prendere il robot da cucina, mettere le farine, il cremor tartaro  e lo zucchero e dare una mescolata veloce. Unire i liquidi e azionare. Il composto è pronto da travasare in uno stampo per dolci a cui andremo a stendere della mela tagliata a fettine. Infornare per 45-50 minuti a 180°, forno statico!

Et-Voilà! un dolciastro dai sapori autunnali. Ne esce una classica focaccia co le mele sopra, brutta da vedere, giusta per colazione. Ottima direi per scaldare il nostro corpo, tenerlo a freno dagli zuccheri che tendenzialmente con i primi freddi si tende abusare.
Nulla di più semplice, vegan, salutare, dal sapore autunnale...un po' castagna, un po' mela, un po' pigrizia e un po' melanconica...

Lo sguardo alle foglie che cadono,
ai forti colori che la natura vuole offrirci,
 a quell'ultimo raggio di sole che vuole rimanere impresso nelle foglie...


venerdì 21 settembre 2012

Pordenone, Carlotto e le mie cronache da lì

Mi credete se vi dico che in 2 ore ho già avuto tre attacchi di pianto?
Si vivono emozioni, e oggi sono state molte. Mi faccio prendere sì, e vedo che la mia vulnerabilità è sempre più forte a tal punto dal farmi scoppiare a piangere mentre ascoltavo "Thin air" dei Pearl Jam, mentre leggevo  un post in facebook di un amico e mentre ripensavo al mio giro a Pordenonelegge di oggi.
Il mio obbiettivo era Massimo Carlotto, che conosco da poco, e il merito per averne approfondito la lettura è di un amico blogger, l'Alligatore, che di lui parlò qui a maggio. L'occasione era un suo intervento in merito alla rassegna della "Mappa dei sentimenti", in particolare il sentimento assegnato a lui era l'Amicizia.
E' stata un'ora intensamente vissuta, emozioni vere e sentite che non mi sarei mai aspettata di provare a un incontro di questo tipo. Eppure è accaduto. Quest'uomo ne ha dette veramente tante sull'amicizia: aneddoti, ricordi, confidenze del suo vissuto, ma le parole che più mi hanno colpito sono state nella descrizione dell'amicizia quale "scambio, accettazione e alchimie infinite"  e che "nella confidenza c'è la fiducia di parlare di qualsiasi cosa" e "diventa una forma strategica di sopravvivenza". E in conclusione un grande elogio dell'amicizia, che mi ha fatto veramente riflettere: quando un amico ci lascia e intendo dire quando muore, l'amico che rimane perde ogni diritto, "uno pensa ai parenti e mai agli amici". E quant'è vero. Eppure gli amici si scelgono in vita, mica come i parenti che ti capitano per forza! e se li scegli veramente li ami, li stimi e li rispetti a tal punto che il tuo lutto da amico ha un profondo peso.
Eccolo Carlotto, occhi bellissimi sapete???di quelli che vorrei avere davanti, di quelli che scelgo di voler davanti. Eppure era lì e non ho avuto coraggio di avvicinarmi, m'è presa un po' di emozione e forse sarei crollata con un pianto. Veramente.
Massimo Carlotto "Pordenonelegge" ed. 2012

Poi mi sono fiondata a sentire Giorgio Faletti che ad accoglierlo lo aspettava tantissima gente. Un intervento breve sulla "speranza", che non mi ha soddisfatto molto, nonostante l'ilarità e la spensieratezza che mi ha trasmesso. Un po' più di spessore me l'aspettavo, diciamocela!!!

Giorgio Faletti "Pordenonelegge" 2012

Poi, visto che c'ero, mi sono intrufolata a sentire Duccio Demetrio, di cui non ho mai letto nulla. La conferenza aveva un bel titolo, inerente alla sua ultima opera, "Perchè amiamo scrivere. Filosofia e miti di una passione". Mi aspettava un posto in piedi, e invece m'hanno fatto accomodare in una scrivania accanto al palco!
Una lezione è stata. Mi sono letteralmente vista catapultare in una lezione di scrittura, di miti greci e sul significato psicologico che ha la scrittura. Anche in questo caso tanti stimoli che ancora devo elaborare bene. Ma sono certa che ne farò buon uso. "La scrittura fa vibrare la nostra identità e interiorità"  è un "graffio, scolpisce". La scrittura può essere una "cura, ma può rivelarsi un inganno. La migliore terapia è l'amore condiviso". Questi sono spunti che lascio scritti qui...a testimoniare le cose più superficiali che Demetrio ha trattato. Ma è andato veramente a fondo.
Due cose fondamentali mi hanno colpito: quando ricordiamo il momento in cui abbiamo iniziato a scrivere e perchè? (naturalmente se lo facciamo, io credo di farne parte da quando iniziai a scrivere i miei diari, poi non ho mai praticato con costanza, ma so perchè l'ho fatto).
L'altra è legata a uno spunto dato dall'intervistatore Prof. Massimo De Bortoli, riguardo la figura del padre, legata alla scrittura, e la figura della madre, legata alla lettura. E qui la mia riflessione deve maturare, anche se superficialmente sento di dire che pure per me l'inizio e la necessità di scrivere sono legati alla figura di mio papà.
Duccio Demetrio "Pordenonelegge" 2012
 Il rientro è stato un'emozione costante...le lacrime accennate prima, questo tramonto bellissimo, la mezza luna che iniziava a sbucare dal cielo, una poiana che s'è appoggiata a un filo dell'alta tensione...la mia vulnerabilità che fa capolino costantemente...
tramonto a Puja
 
E mi sento piena, ricca e appagata...
un pensiero m'è passato per testa...che nonostante fossi sola, stavo bene con me...come ha detto Faletti "non c'è limite al rispetto di sè stessi..."

sabato 1 settembre 2012

Le previsioni del tempo

Sapete una cosa che detesto?
Le previsioni del tempo e tutto quello che ci sta attorno a questa ben studiata divulgazione di notizie fatte per:
- spaventare;
- limitare le scelte;
- obbligare a frequentare centri commerciali e posti chiusi dove fa fresco ( o caldo) e non piove;
- a predisporre la gente a essere di quell'umore perchè il tempo sarà così;
- a creare inutili aspettative;
- a programmare l'improgrammabile.

Soprattutto limitanti sotto ogni aspetto della vita corrente, fanno in modo anche di farti decidere cosa mettere senza pensare che l'atto di indossare deve essere fatto in base alle esigenze e alle necessità, non a quello che viene previsto dal meteo.
Così oggi, tra un acquazzone e l'altro, senza pormi tanti limiti, me ne sono stata i jeans e canotta, sono riuscita a farmi un giro in bicicletta e pure quattro risate a vedere una serie di persone insciarpate!!! (lo sapete che odio gli uomini con il foulard: beh, oggi ben tre!!! indecente e troppo ridere!!!)

Lasciamoci trasportare  dai nostri istinti, e non da quello che ci viene propinato! Il meteo lasciamolo agli agricoltori, ma il resto delle persone viva tranquillamente la propria vita, ma che la viva veramente!!! Sentirsi sciolti, liberare le proprie emozioni, tramutarle in gioia e sorrisi! e contagioso, vedrete!!!

E dopo  questo: buona domenica. Purtroppo non potrò esserci al raduno del blogger, troppo difficile raggiungere da sola il posto, e farmi ore 6 ore tra treno e bus...peccato, aspetto tutti i vostri post con dettagli di foto, emozioni e cronaca!!!
così l'opzione sarà una capatina alla mostra del cinema al Lido, biglietti già presi per To the wonder di Malick! e chissenefrega se tempesterà, tirerà vento e mi si scompiglieranno i capelli! Chissenefrega!!!! ridiamoci su!!!!

Vi ho contagiato????


mercoledì 29 agosto 2012

Ritrovar - mi ?

In questi giorni mi sto preparando "Ritrovare il benessere"...un lavoro in cui sto investendo molto e che sarà la base per la mia futura attività di naturopata-iridolo (mi suona strano, ma è così!).
Finalmente sembra che eventi e sballottamenti vari non direttamente imputabili a mie scelte, si siano calmati e così sto sfruttando le mie ore libere a scrivere e impaginare questo lavoretto.Si tratta di un fascicolo con consigli che si possono seguire per poter ritrovare l'equilibrio perduto. L'alimentazione sarà alla base di tutto, unita a tutti gli altri elementi che ci circondano, a rafforzare quel concetto che spesso ribadisco e che consiste nel sentirsi parte viva della Natura. Quali essere viventi non possiamo escluderci e sentirsi meno o più responsabili nei confronti di tutto ciò che ci circonda. Tutto il creato è un insieme di vibrazioni che costantemente entrano in contatto con il nostro essere, sta a noi coglierle e rispettarle.
Questo ri-avvicinamento all'alimentazione mi ha fatto ritornare la voglia di cucinare, come era mia prassi diciamo. Probabilmente ha inciso il caldo torrido dei scorsi mesi ad allontanarmici, forse delle resistenze che ancora sono forti, tant'è che questa cosa non mi rattrista per nulla. Fa parte della vita allontanarsi dalle cose che piacciono di più, scoprirne altre per poi magari ritornare.
E allora, visto che il forno ora si può tornare ad accendere, il pane viene già da scorsa settimana sfornato: la mia pasta madre c'ha sempre avuto un occhio di riguardo da parte mia, e così i risciacqui sono stati costantemente effettuati. Con gli avanzi ho pure azzardato delle tigelline fritte in padella, che farcite con patè di olive non erano male.
Ma la cosa che maggiormente mi ha dà soddisfazione è la panzanella rivisitata. Oramai i pomodori stanno scemando dall'orto, e quindi sotto con questa velocissima ricetta.

Prendere 3 pomodori  maturi al punto giusto, tagliarli a cubetti, riporli il una ciotola e cospargerli di gomasio.
Tagliare tre fette del vostro pane a pasta madre, meglio se ricco di semini,e poi farlo a dadini che verrano messi con il pomodoro precedentemente tagliato. Aggiungere poi un quarto di cipolla tagliata finemente, altro gomasio, olio e un cucchiaio di acqua, e dell'origano.
Ci stanno bene anche altre piante aromatiche, a piacere come volete, io preferisco l'origano, ma non rifiuto il basilico, che quest'anno è stato particolarmente generoso e ancora è bello verde.
Si può gustare dopo mezz'ora, ma meglio se marinata in frigorifero una notte! Piatto unico, perfetto anche come accompagnamento per un aperitivo con una birra (con il vino solo sauvignon o un rosso, la spiccata acidità del pomodoro rovina tutto il contesto!).


(P.S.: Non sto vagando nel buio...tempo al tempo...e pazienza, c'ho il lumino acceso)



giovedì 23 agosto 2012

Prove di un matrimonio

Premettiamo una cosa: non mi sposo. Già fatto, otto anni sono passati, oramai alle spalle ho solo anni e anni di partecipazione a matrimoni, espertissima di presenze di fronte ad amici e parenti, giochi, scherzi, letture in chiesa che vengono sempre affidate a me (cavoli, ma timida non potevo nascere), canti, recite, nano, cortei, carriole, uova, palloncini, polistirolo, scherzi di ogni tipo.

Questo è quello più importante dopo il mio: quello del mio fratellino. Di cui poco si sa, ermetismo puro, ma è il mio piccolino che cresce. Più di me, lui è cresciuto con il fai-da-te, mentre mamma era a lavoro 11 ore al giorno. E ricordo ancora quel carnevale, lui a casa da solo con una voglia di frittelle, e così coordinato dalle dritte di nonna e zia, s'è messo a impastarle e friggerle.
E sarò testimone, sorella della sposa, figlia della madre, e figlia della suocera (poi), cognata della sposa, lettrice, addetta a sistemare il parentado e colei che darà l'ultimo sguardo al fratello vestito di tutto punto. Ruoli che mi vanno stretti, ma ultimamente sento dire solo queste cose: così invece di essere Elena, sarò tanti appellativi e cose che mi vanno strette. L'anima, quella sì che ha valore, probabilmente è il valore più caro che noi tutti abbiamo.

Così queste giornate le sto passando nervosamente, a sistemare gli ultimi dettagli del caso, materialismo vivo!  Così medito: sul divano, mentre aspetto Ale che rientra da allenamento (sì doveva smettere, ma bloccare le passioni è anti-etico per me, m'aveva costretto a impedirgli di ritornare in campo....ma mi vedete a costringere a fare qualcosa contro la propria volontà???) e così velo di smalto alle unghie dei piedi...provo il rossetto rosso vivo, e mi gusto il profumo del mio pane che esce dal forno...

E medito...domani sarà un buon risveglio...caffè d'orzo, pane e malto d'orzo...

...inizio a sentire la mia stagione che sta arrivando...
e  la casa  sa di uva matura, sì , sento pure questo...


giovedì 16 agosto 2012

Elenco escatologico della biancheria

Tra i miei libri preferiti, già consigliato forse in qualche commento in qua e in là, ci sta "Se incontri IL BUDDHA per la strada UCCIDILO" di Sheldon B. Kopp, edito da Casa Editrice Astrolabio.
E' il mio libro salvezza nei momenti di sconforto. In quei momenti in cui pensavo che le cose andassero bene, vorrei appendermi a qualche cosa (che non so), e in quelli in cui cerco una sorta di aiuto. Che poi non so nemmeno io cosa voglio. Premessa: non sono esaurita!!! nemmeno depressa!!! a sprazzi malinconica, pensante e pensierosa. Evoluzione forse, sguardo alla conoscenza di me stessa sicuramente.

Così le parole di questo manuale di sopravvivenza aiutano. Aiutano a rendesi conto che l'unico padrone di noi stessi, siamo noi stessi. E per superare qualsiasi cosa, le uniche gambe da utilizzare sono le nostre, magari accompagnati sì, ma a volerlo possiamo solo noi.  "I am mine", me lo ripeto spesso, e soprattutto ci credo.

Da questo libricino ne escono tantissime storie e aneddoti, storici e mitici, a cui vengono legati dei piccoli insegnamenti zen orientali e poi l'interpretazione dell'autore.
La parte più carina è l'elenco escatologico della biancheria, che si trova alla fine del libro, "un elenco parziale delle 927 ( o 928?) verità eterne" (The laudry list tratto da Voices 6, n.2 autunno 1970).
Ecco quelle più vicine a me:
1. è tutto qui!
5. nulla dura per sempre
7. non puoi aver nulla a meno che non lasci la presa
8. puoi conservare soltanto ciò che dai via
13. in realtà non controlli nulla
14. non puoi costringere nessuno ad amarti
15. nessuno è più forte o debole di te
18. se hai un eroe, dagli un altro sguardo: in qualche modo hai diminuito te stesso
21. ogni parte di te ha il suo valore, se solo l'accetti
22. il progresso è un'illusione
35. nessuna scusa sarà accettata
36. puoi fuggire, ma non puoi nasconderti
41. sei libero di fare qualunque cosa vuoi. Devi soltanto affrontarne le conseguenze.
43. impara a perdonare te stesso, più e più e più volte ...



martedì 24 luglio 2012

Osservazione raso terra

Passi incerti. Caviglie in vista. Scarpe da ginnastica, calzini, ma anche no.
Infradito a volte, e qualche sandalo.
Piedi che ci insegnano. Passo dopo passo, si va sempre avanti. Difficile muoversi all'indietro, non siamo fatti per questo. Lateralmente pure, diventa scomodo. E la visuale cambia completamente.
Ci aiutano a sorreggersi, nel qui ed ora. E permettono l'avanzata. Mai troppo oltre, del futuro ci aiutano solo a intraprenderne la strada.

Tra i ricordi di quand'ero bambina ce n'è più d'uno che mi vede accucciata a terra, seduta sulle caviglie, mani sotto il mento che osservo. Alcune  volte anche con le mani alle orecchie spaventata dagli elicotteri. [nella mia vita precedente forse vivevo in Vietnam durante gli anni 60, c'ho sta impressione ogni tanto, amo starmene sotto la pioggia e più volte mi sono sognata in trincea!]
E ora continuo a farlo: riposo le gambe dopo lunghe ore in piedi e osservo.
L'ho fatto pure dopo il concerto dei Cure e la sensazione è stata nuova. Mi sono soffermata su tutti questi piedi che andavano e venivano, attorniati da rifiuti gettati a terra. Un'altra realtà mi si è presentata a quell'altezza, sebbene fossi sempre lì dove pochi secondi prima me ne stavo a gambe dritte.
Il punto di vista può veramente cambiare a seconda della prospettiva da cui guardi, da come ti senti mentre osservi e da dove e come sei messo.
Perciò: piedi. Di ogni tipo e colore. Ma tutti piedi. Uguali e senza nome. Uguaglianza e assenza di giudizio raso terra. Passo veloce o incerto: non conta nulla, sempre piedi sono. Zoppicanti o regolari: sempre piedi sono. Leggeri e affaticati: sempre piedi sono. Storti, piatti, dritti, screpolati, ruvidi, morbidi, candidi, leggeri, affaticati, forti.
Non riesci a esprimere un giudizio dal basso. Messa alla stessa altezza dei piedi, non puoi farcela a giudicarli. E questo accade anche quando siamo uno di fronte all'altro. Se siamo uguali come possiamo permetterci di giudicare? Miriamo allo stesso orizzonte ed è quello che dobbiamo cercare di fare e ricordare, perchè viene molto più facile esprimere il proprio ego che la propria anima.
Non sono più di te, e te non sei più di me.

Così il ricordo di un fantastico concerto si amplifica di questa nuova scoperta.

E' solo martedì, ma mi sento molto "Friday I'm in love" ... non so che farci! ^_^

martedì 10 luglio 2012

Ritorno adolescente

Mi sono rituffata nel passato lontano. E' successo sabato, biglietti in mano dell'Heineken Jammin Festival, Cure in primis, con la mia Marika forever, abbiamo varcato il confine veneto con quel FrecciaBianca visivamente tanto Eurostar, che puntuale c'ha fatto scendere alla Centrale di Milano.

D'obbligo un giro in zona duomo, alla ricerca di una bettola che non sapesse da turisti, e ce l'abbiamo fatta, mangiandoci una pizza in un ristorantino ove solo milanese si sentiva parlare. Bene, almeno qui non veniamo fregate. Due pizze, acqua e caffè 23 euro. Onesti sì.
E con la panza piena, le strade zeppe di donne e omaccioni alla caccia dell'affare nella prima giornata dei saldi, siamo partite verso Rho. 
Clima rovente, asfalto che tagliava le gambe, non aiuta il benessere fisico, quello mentale è già diretto alla serata, pregusta il sound dei Cure, che ci riporta piccoline, ma che un posto hanno avuto nella nostra adolescenza. 
Così per non scottarci, pensiamo bene di gironzolare tra i vari stand allestiti e così ci facciamo un tatuaggio all'hennè, ci improvvisiamo chitarriste in una stazione multimediale, che non chiedetemi cosa accade, ma si deve pizzicare la corda, tenendo il tasto che ti dicono e ti sfidi con l'altro concorrente. Marika mi ha letteralmente stracciata, ovvio non c'avevo capito nulla di sto gioco. Pazienza, io e tecnologia non andiamo d'accordo. Per la prima volta ho preso in mano una chitarra mancina. Io che i pochi accordi imparati e sudati, li facevo da destra. Mi sono quasi emozionata!

Il concerto è stato esemplare. Non ho assolutamente voluto farmi condizionare da stampa e altri blog, solo la mia opinione. Pertanto esemplare l'esecuzione e la presenza in palco di 2 ore e 50. Poco dialogo con il pubblico, un Robert molto timido, rimasto tale come 20 anni fa, le rughe certo si vedevano. Tutti  i classici eseguiti, non ci si può assolutamente lamentare; naturalmente la partecipazione è stata scostante da parte del pubblico, il tutto dato da più di trenta canzoni, tra cui diverse simili tra loro, e quindi un paio di volte la noia  s'è sentita, e il brusio tra di noi c'è stato. 
La compagnia è stata fantastica, a volte le cose assumono un aspetto speciale proprio perché le sinergie che si creano sono equilibrate e perfette, e così grazie anche a Davide, Elisa e Giacomo. E' una mia fissa, sì certo, ma queste attrazioni mi piacciono e soddisfano, soprattutto perchè non ci voglio trovare un significato: sono belle perchè sono così spontanee.
Non mi dilungo sul rientro...e la notte in stazione a Milano...alla clemenza delle guardie a farci entrare e aprirci il portone ... e a tutte quelle fotografie mentali che mi sono fatta gironzolando per 3 ore, gli innamorati stesi a terra abbracciati che dormivano, e alle ronde delle guardie, e ai segni zodiacali scavati nel marmo dell'androne della stazione, e alle teste penzolanti di chi fortunato è riuscito a sonnecchiare.
E' stato un weekend ++11 ... 

venerdì 15 giugno 2012

Di sintonia e Shantaram

Si dice che io sia un po' maniaca delle forze energetiche e sinergiche.
Si dice, ed è vero. Sento necessariamente di equilibrare la mia energia con quella degli altri, per stare bene devo necessariamente avere attorno a me belle persone e trovarmi in luoghi che concilino il benessere. Probabilmente sarei un bel caso di analisi psicometrica, checcevojofar! sono così e mi viene spontaneo così da sempre.
Anche alle superiori: trascorsi gli ultimi due anni in banco con Claudio e Mirko, esattamente tra di loro che erano culo e braga, ma io in mezzo a loro ci stavo così bene e protetta, e s'era creato il giusto equilibrio per chiaccherare (a destra con Mirko), e per scopiazzare (a sinistra con Claudio super-secchione). Loro rimangono i "miei" compagni di banco, nel senso più stretto del possesso. Nessuno altro ha il primato su di loro.
Equilibri che si creano senza forzature, poi ti giri e li osservi e capisci che sei sempre stata così sbadatamente fissata in determinati clichè di cui non ti dai spiegazione, ma nemmeno voglio farlo, a me piace anche non sapere il perchè delle cose. Anzi detesto il dover andar sempre a fondo nei perchè, perchè, perchè!!!

Shantaram (Le tavole d'oro)E così tra i vari equilibri che ho, c'è quello di Shantaram di Gregory David Roberts. Un libro che porta all'apertura mentale verso un altro mondo: l'India vista attraverso l'occhio dell'autore, che narra la sua nuova vita iniziata lì, come ricercato dopo essere evaso da un carcere in Australia, suo paese natale. Si tratta della fine degli anni 70 e inizio anni 80, viaggi tra paesaggi indiani, afgani, mafia e islam, droga e riciclaggio di denaro. Lui diventa "Shantaram", nome datogli  ancora prima di diventare "uomo di pace", un augurio per il futuro e monito per poter cambiare rotta.
Me lo prestò Marika, le aveva aperto gli occhi, voleva condividere questa nuova prospettiva con me. E per me è diventato il regalo delle amiche: Silvia e Francesca l'hanno ricevuto con il mio desiderio che pure loro incontrino  "l'uomo di pace" che tanto ha stregato me. Un ideale che  vale la pena incontrare nella propria vita.
Ve lo consiglio, e leggetelo prima che esca il film. Jhonny Depp ne ha acquistato i diritti cinematografici anni fa, le riprese si rimandano dal 2008, probabilmente potremmo vedere questa pellicola nel 2014, sempre che Bollywood non faccia il miracolo prima -.- !!!
Non è il volume ideale per la valigia, ma è il peso giusto per farsi dondolare in amaca...velati da un velo d'aria tiepida... uhmm...

domenica 10 giugno 2012

Cronache trentine

Un particolare pensiero a Ray Bradbury, visionario anti-conformormista scrittore di Fahrenheit 451, nonchè di Cronache Marziane. Molto aveva già intuito nei suoi libri; la passione per i libri, la lettura e l'importanza della cultura mi vennero impressi leggendo Fahrenhei 451.  A lui  mi lega  l'avversione per gli e-book, che tanto detesto e che tolgono l'anima al libro stesso. Per ora non mi ci voglio nemmeno avvicinare: adoro la carta e annusarli, evidenziarli e annotare le mie impressioni a lato pagina; libreria e biblioteca rimangono i posti che preferisco, luoghi magici e catalizzatori della crescita personale di ognuno di noi.
E a questi luoghi mi ricollego, perché in questi 9 mesi di "gestazione", in cui ho visto nascere la mia tesi, molto tempo l'ho trascorso qui: i cosiddetti corsi pre-parto.
L'idea della gestazione è venuta all'insegnante che mi ha seguito nella stesura della tesi: Federica mi ha accompagnato in questo percorso, alla nascita della mia "bambina", come la chiamava lei, e il risultato è stato fantastico. Riuscire a sviluppare argomentazioni attorno al terzo occhio, alla ghiandola pineale e a tutto ciò che ci gira attorno non è stato semplice, tenendo conto del grande occultismo che viene fatto attorno a tutto ciò. Probabilmente paura che sempre più persone diventino consapevoli delle proprie virtù interiori, innate in ognuno di noi e spesso nascoste da cumuli di condizionamenti e convinzioni altrui.

Così è nato il mio ultimo percorso accademico e strettamente connesso a una realtà scolastica, in cui ciò che fai, lo fai perchè devi portare a termine l'obbiettivo di superare esami e discussione di tesi: da ora in poi tutto sarà più leggero e volontario, piacere di studiare per me. Non vedo l'ora di commutare queste "costrizioni", in pura volontà.

9 giugno, ero la terza candidata. L'emozione era elevatissima. Il cuore l'ho sentito risuonare tutta la notte, percepivo il battere che mi faceva vibrare sul letto. Davanti alla commissione inaspettatamente ho dimenticato il mio corpo e le parole sono uscite fluenti e senza insicurezze. Mi hanno lasciato parlare più di quanto previsto: 45 minuti mi hanno riferito, e che soddisfazione ricevere i complimenti subito lì in diretta! soddisfatta di me, perché di più non potevo sperare, oltre le mie aspettative!
Il risultato è stato il massimo che uno studente possa aspirare,,, quasi me ne vergogno, però è il mio 110 e lode, meritato e sudato nei tempi giusti e con tanta passione: l'orgoglio pertanto ci sta, eccome!

felice, con la mia amica di sempre, Marika

E qui con alcune mie compagne di corso

Felice, si vede ???? ^_^
Un momento della discussione della tesi ...


E qui chi mi vuole bene!!!
Oggi, la consegna del diploma, abbraccio con la mia relatrice
















Ora un po' di relax è dovuto. Sento la tensione abbandonare il mio corpo, i muscoli che si distendono, le rughe che si ritraggono, l'alieno che s'era impossessato di me se ne sta andando e poco a poco sto riprendo un aspetto un po' più umano ... uhuuuuahhh.... che sonno!!!!

martedì 24 aprile 2012

Arcobaleno

L'Elena pensiero pervade, in me soprattutto.
E quello che accade è che poi mi ritrovo a includere nell'Elena pensiero, che è pure Elena sentire, tantissime cose che vedo e sento e odoro e tocco e gusto.
Che sia il periodo? che sia la primavera? Che sia la tesi?
Beh, qualcosa è accaduto sta di fatto che, tanto per condividere (che ultimamente mi piace):

- sono settimane che mi alzo con il sorriso, e precipitata in macchina per andare a lavoro, canto per tutti i 16 km che faccio per arrivarci;
- mi sento veramente bene, non m'importa della pioggia, non mi condiziona minimamente, e anzi me la prendo visto che c'è. Esco senza ombrello, in caso capelli raccolti così non s'arricciano...
- ho deciso che è giunta l'ora di fare le cose con più calma, soprattutto a lavoro, una cosa alla volta. Già mi veniva bene, ora devo ottenere il buono per poi aspirare all'ottimo...
- ho cambiato punto di vista, mi sono auto-costretta ad osservare chi mi sta sulle balle, sotto un'altra luce...e il risultato è stato positivo. Ogni persona mi trasmette dei lati positivi e così mi apro unicamente a quelli. Provare per credere. Ho anche tagliato diversi rami secchi. E la linfa scorre meglio.
- in cucina ci voglio ritornare con lo stesso impegno di mesi fa. Però la mia autoproduzione di pane con la mia pasta madre è costante  e benefica. Sento che è parte delle mie energie, e percepisco il suo nutrimento. E' un sentire sottile, ma c'è e mi rende ... felice, sì!!!!




Non mi aspetto nulla, mi allargo all'universo ogni giorno. Questo sì che lo faccio. Mi allargo, lo sfioro, e questo piace a entrambe, uno scambio reciproco.
E ricordare che dopo la pioggia, esce il Sole ...

mercoledì 4 aprile 2012

Eppure ogni giorno

Eppure ogni giorno, ovvero "il peso dei pensieri"

Potrebbe essere questo il titolo. Trattasi di tutte quelle paranoie, tormenti, congetture, parole e gesta usati quando ci sentiamo abbandonati, allontanati, non capiti, messi in un angolo e ci piangiamo addosso.

Eppure ogni giorno si sentono lamentele, lamentele, lamentele.
Eppure ogni giorno facciamo ruotare a mille il nostro cervello alla ricerca di qualcosa che non va.
Eppure ogni giorno critichiamo chi vorremo fosse come noi o come noi vogliamo.
Eppure ogni giorno ci preoccupiamo di cosa fare per stare meglio.
Eppure ogni giorno ci facciamo prendere dalle ansie.
Eppure ogni giorno ci guardiamo allo specchio e non vediamo nulla.
Eppure ogni giorno pretendiamo sempre di più.
Eppure ogni giorno osserviamo il giardino degli altri sempre più fiorente.
Eppure ogni giorno ascoltiamo i tg e ci facciamo prendere dall'ansia.
Eppure ogni giorno mangiamo e beviamo senza capire perchè e per come.
Eppure ogni giorno crediamo di avere l'ultima malattia di grido.
Eppure ogni giorno scegliamo se il verde sta con il blu, e se lo smalto si intona con le scarpe.
Eppure ogni giorno.
Eppure ogni giorno sprechiamo tantissime energie a correr dietro a queste contorsioni mentali che ci affliggono.
Eppure ogni giorno entriamo negli ingranaggi delle mistificazioni di massa.
Eppure ogni giorno non ci rendiamo conto nemmeno che respiriamo.
Eppure ogni giorno pensiamo più all'involucro che alla sostanza.
Eppure ogni giorno valgono più i soldi.
Eppure ogni giorno.

Eppure ogni giorno c'è chi va oltre i precedenti eppure. Prende consapevolezza di sè, che le cose non sono solo frutto delle proprie visioni contorte, che i pensieri bisogna farli scorrere e lasciar andare nell'aria piuttosto che il vortice vada verso l'interno.
Io ci tengo a quest'ultimo punto, voglio e mi ostino a rientrarci. A tutti i costi non voglio essere manipolata, pretendo da me stessa il rispetto per me stessa, e non oso che nessuno influisca su di me.
Ogni atto di manipolazione va contro il mio essere.
Ragionare, discutere, utilizzare tutti i sensi che la natura mi ha messo a disposizione.
Fare in modo che tutti i sensi siano attivi: essi sono preziosi per me.
Amare me stessa prima di tutto: non è egoismo, è avere la prima testimonianza d'amore a stretto contatto con la mia pelle, il mio essere, il mio spirito, la mia anima.
E poi ringraziare e non pretendere dagli altri più di quello che si può dare loro.

venerdì 23 marzo 2012

Musica maestro!

Riprese le redini di questo blog, per poche ore che mi sto concedendo, volevo ringraziare l'  Alligatore che mi ha insignito del titolo di Versatile Blogger, di cui già vi parlai un po' di post fa...
Non sto ad elencarvi altri sette malefatte che mi riguardano, però mi piacerebbe farvi conoscere un mio passatempo, che nasce senza una motivazione particolare, collegato a una mia grande passione: la musica.
Mi capita spesso, spessissimo anzi, di attribuire  delle canzoni  a persone o fatti che succedono, è il gioco dell'abbina musica. Bastano pochi elementi per stimolare l'associazione: un nome, un parola nel testo... oppure le vibrazioni stesse che la musica mi trasmette, che entrano e senza che me ne accorga mi riportano a un particolare ricordo.
E visto che è un po' di tempo che non collego lo stereo al mio blog, eccovi delle proposte del mio gioco abbina musica:
- visto che il premio l'ho ricevuto dall'Alligatore, gli dedico questa ... troppo facile l'analogia, ma ci sta bene! E' spesso mia compagna di viaggio nei tragitti mattutini verso lavoro, "Alligator aviator autopilot antimatter" dei REM, eccoli:



- Silvia, la mia amica tanto spesso nominata, che mai avevo collegato a una  canzone, eppure oggi l'illuminazione, eccola  qui Elettrica dei Litfiba, sembra sia stata scritta su di lei!



- e poi ci sono io ...
con Brain of J., ovvio i Pearl Jam...

Ok, chissà quanti lo fanno sto giochetto, ma a me piace, e come versatile blogger, ci stava, no??? ^_^

E se passate al Vinitaly, padiglione Veneto stand C8, venite a trovarmi ^_^ sarò in quel di Verona e dintorni da domenica a mercoledì!!!!
Con i bicchieri di vetro, ovvio ;-) sennò che buon vino è ????