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lunedì 3 giugno 2013

Non è prevenzione questa.

Prevenire, da Prae  Avanti, e Venire: Venire.
Prevenzione è l'atto del prevenire, con una concezione prettamente legata all'adottare una serie di provvedimenti che aiutino ad evitare dei mali futuri. Questi provvedimenti vengono effettuati da un qualcuno, sono delle azioni positive, che non comportano un futuro danno, e chi le fa è il soggetto che lo vuole evitare.

Questa premessa mi sta molto a cuore, perchè ci  sono delle campagne di prevenzione, che non approvo.
In particolare parlo dell'Angelina Jolie, della mastectomia a cui si è sottoposta, per prevenire la possibilità di un tumore al seno, e/o alle ovaie.
Vi invito a leggere questo interessante articolo di Marcello Pamio, che può aiutare a comprendere meglio iL caso e  la facilità con cui si parla di tagliare e sopprimere parti del proprio corpo, con lo scopo di ridurre i rischi di tumori e di fare prevenzione. Si elimina la parte, ma non si cerca di eliminare la causa.
Mi piace il passo dell'articolo in cui parla di psicosomatica, di corpo e soma e di soma e corpo, dell'interrelazione tra le due parti; non è da sottovalutare la sottile linea che ci può rendere ammalati anche se non lo siamo, pensando che la prevenzione sia un atto di solo taglia e cuci, e di come si possa influenzare il proprio stato di saluto solo attraverso pubblicità, terrorismo mediatico.

Domandiamoci invece cosa comporta una mastectomia, un raschiamento dell'utero, un'asportazione della tiroide. A livello ormonale crea un vero e proprio disallineamento dell'ipofisi, a livello psicologico sconvolge una donna. Lo stesso potrebbe valere per un uomo.

Non è prevenzione questa.
Curiamo la nostra vita con coccole, amore, cibo e sorrisi, alleniamoci, camminiamo, accogliamo pure le sofferenze rendendole un'opportunità per uno spiraglio verso nuovi orizzonti.

Loro ci vogliono ammalati, ma  io mi rifiuto di crederci


lunedì 14 gennaio 2013

Guardandosi negli occhi a parlare di buonismo

L'ho scritto nel commento al post precedente, ho dei blog che in assoluto preferisco, e con cui ho un legame virtuale molto intimo e vivo. Che sembra un'assurdità, invece accade nell'era della tecnologia, della rete e della comunicazione virtuale. Uno è l'Alligatore, di cui mi appassiona tutto ciò che scrive di musica, la sua passione celata in quello che vuole trasmettere e i tantissimi spunti che mi fornisce, letture, prospettive, visioni nuove negli ambiti più disparati. E poi è misterioso ;) !!!
L'altra amica è la Bibi, che ritengo essere un'anima gemella virtuale, per le tante cose in comune che abbiamo, e per il percorso che stiamo percorrendo nella nostra vita. A volte mi sorpassa, a volte sorpasso lei, poi ci affianchiamo, ci confrontiamo, e a me piace questo confronto, da amica. Tutto qua. E vorrei veramente abbracciarla di nuovo questo scricciolo di donna. E anche l'alligatore, per par condicio ;)
E quindi l'iniziativa di Bibi, mi piace tantissimo. Questa tavola rotonda dove confrontarci parlando di un argomento, e quindi offrirci un piatto privo di crudeltà.
 Il tema del blog di Bibi, La Tavola Rotonda: spadellando e ... chiacchierando!!!, nel mese di gennaio è il buonismo.
Ci penso da ieri sera, e prima in macchina rientrando da lavoro. Perchè mi crea un po' di contrasto interiore questa tematica. Di primo impatto sembra ricondurre a un connotato negativo, come se si tratti dell'essere buoni con ingenuità, spesso usato nei confronti dei bonaccioni, quelli che appaiono buoni in quanto non hanno una propria opinione.
Ma questo non è il vero significato di buonismo che intendo io.
Buonismo è tutto ciò che permette alla propria coscienza di realizzare che essere buoni, pacifici nel termine di "creatori e sostenitori di pace", è il mezzo per attraversare la vita nel migliore dei modi. Quindi mi ritengo una che fa del buonismo, perchè ci crede a una via migliore per vivere, privandosi di ogni crudeltà. E le crudeltà ci possono stare a volte, ma sta a quel lumicino dentro di noi a farci aprire il cuore.
Ed è anche per questo che all'inizio ho accennato a Alligatore e Bibi, perchè loro sì che ne sanno di buonismo! e lo trasmettono!
E quindi, come nelle migliori tavole, vi offro quello che dà  la mia terra veneta in questo periodo:
Insalata di radicchio di Treviso ai pistacchi
Il radicchio sembra essere amaro, ma quello di Treviso è accogliente, dolce e buono al palato, mette d'accordo anche chi solo a sentire la parola radicchio torce il naso per il ricordo dell'amaro! Ma il radicchio di Treviso, per diventare tale, fa un percorso lungo, e il cuore croccante che racchiude, è di una dolcezza inimmaginabile. Quindi può essere l'esempio calzante del buonismo.
Si prende il ceppo di un radicchio di Treviso, si monda e si lavano foglie. Dopo averle asciugate con un panno, si tagliano della lunghezza di 2 centimetri, si mettono in una terrina, e poi si condiscono con un filo d'olio extra vergine d'oliva e un goccio di aceto balsamico.
Mescolare, e travasare il tutto in un piatto, e al posto del sale, si cosparge il tutto con un trito al mortaio di pistacchi.  Quel colore verde ricorderà il quarto chakra, quello dell'apertura all'amore...e il gioco è fatto, sarete tutti più buoni :)


lunedì 6 agosto 2012

Parto

Vado, parto ora per una due giorni sul lago.
Mille cose dovevo fare, mille cose dovevo prepararmi e invece parto senza nulla di programmato, solo la strada conosco il resto verrà da sè.
Ritorno alle mie amiche, alle mie montagne e al mio lago, quello di Garda, che amo tanto.

C'è chi lo chiama bisogno di evasione. Non credo sia quello, piuttosto è seguire il proprio cuore in ogni passo che facciamo, giorno per giorno.


Così oggi parto, con il mio cuore. Lo snodo tra ragione e istinti, che riallinea tutto.

giovedì 1 marzo 2012

Il raffreddore passerà

Assente, assente per più di due settimane.
Non mi sono accorta del tempo che è volato, che mi ha trascinato direttamente al primo giorno di marzo. Un primo di marzo che mi ha svegliato con un raffreddore fastidioso: non ho un raffreddore da non so più quanto tempo, non ricordo nemmeno più come si fa a soffiare il naso, eppure trovo che sia una benedizione, mi segnala che sono viva, che il mio corpo reagisce, c'è e vuole dirmi qualcosa.
In metamedicina il raffreddore viene interpretato come un "prolungamento" delle lacrime, qualcosa che ci rattrista, che ci mette un po' giù di tono. Vi chiederete, ma come fai ora che c'è il sole, le temperature si sono alzate, e tutto risplende di luce viva ad essere triste?
Io che credo molto  in queste cose ... e sono giunta a una conclusione...ma prima un preambolo...
Il periodo che sto vivendo è decisamente intenso, la tesi sta assorbendo molte mie energie e tempo. Sveglia alle 6, yoga per mezz'ora-40 minuti, colazione, parto da casa, arrivo in ufficio per le 8, ci rimango per 6 ore, poi torna a casa, pranzo, finisco alle 15.30 e sotto per 3-4-5 ore a scrivere, ricercare e leggere. Mi diverto, mi faccio di quei viaggi, eppure quando rientro nella vita ordinaria sono un po' stanchina ^_^
Ceno con mio marito due sere la settimana, oltre al weekend, il resto delle sere quando rientra da allenamento sono già lì schiattata sul divano a ronfare di gusto. Rimango ore anche senza parlare, canto sì, e il silenzio mi fa compagnia. L'intensità di quello che vivo non mi rende assolutamente triste, trovo un'immensa felicità anche in questo tempo mio, nel mio silenzio.
Ho anche capito che felicità è una condizione che esula dal divertimento, che divertirsi non sempre significa anche essere felici e che esiste anche la condizione in cui anche avere delle difficoltà, o tensioni e tanti impegni da incastrare e che rendono le giornate difficili da gestire,fa sentire comunque felici.
Giusto per dare il giusto significato alla mia felicità, lo scorso weekend l'ho trascorso a Casa Essenia a frequentare un corso di Stretching dei Meridiani; un'esperienza condivisa con Silvia, io e lei e delle splendide persone con le quali stiamo entrando in sintonia sotto molti fronti. Dei giorni molto intensi, vissuti con trasporto e concentrazione, anche stanchezza dopo il rientro, eppure molta felicità. Stare vicino a Silvia, al momento difficile che sta vivendo, mi riempie di felicità, sembra un controsenso, eppure essere soggetto attivo in questo suo percorso di dolore mi rende felice. Condividere con un'amica un'esperienza che ci accomuna, in cui non servono molti preamboli per spiegarla, e in cui ciò che conta non è il dove si è ma con chi si è, è veramente esaltante.
Giustappunto ritornando al mio raffreddore, ci sarà un motivo per cui mi sarà venuto??? tutta sta felicità che pavento e sento non dovrebbe aiutarmi a superare le aggressioni di questi batteri???
E invece la mina vagante c'è stata e si è trattato di pura incompresione: capita che si creino i cosidetti divari tra quello che senti, quello che riesci a trasmettere di quello che senti, e quello che gli altri percepiscono, di quello che credono sia il meglio per te e che a te manco te ne frega. E così mi sono ritrovata a sentirmi dire che devo stare "tranquilla" (più tranquilla di così, ho cancellato la mia vita sociale!!! ^_^) e non prendermi troppi impegni (quali,scusa???) tipo il weekend appena passato. A mettermi in guardia contro il troppo fare, che è vero, esiste, ma non è un sacrificio, assolutamente.
Fa riflettere sta cosa, come gli altri e i nostri cari e amici ci vedono, come vogliono prendersi cura di noi e come alla fine non ci riescono proprio perchè interpongono il proprio pensiero di fronte alle nostre vere necessità.
E quello di cui ho bisogno è spensieratezza, stimoli, un abbraccio anche, e poco giudizio, perchè non mi sto imbigottendo, sto solo dando fondamenta alla mia vita.

Perchè a volte basta solo un abbraccio, un sorriso e la stessa lunghezza d'onda si crea da sè....e il raffreddore, puaf!!! sparisce!!!

E quando mi ritrovo in questi momenti di sconcerto, in cui non vengo capita e non vengono capite le mie scelte e i miei passi felci, trovo utile andare a rispolverare questi due bellissimi post di Barbara di Correndomi incontro, le scelte ecocompatibili e  altre sue riflessioni. Trovo forza nelle sue parole, a sostegno del mio percorso, stimo molto Barbara, la ritengo veramente un'amica virtuale che mi offre aiuto, anche se lei non lo sa ^_^

Sono certa, il raffreddore passerà...


sabato 11 febbraio 2012

Primo passo: iridologia e alimentazione naturale

Giorni intensi di cose da fare e progetti da sviluppare, sono un po' assente dal blog, ma ogni tanto riesco a darci un occhio, e mi ricordo di tutti voi! Magari non lascio un salutino, ma vi leggo!!!
Uno dei progetti che sto sviluppando ultimamente, insieme a Silvia, è una serie di incontri in cui lei tratterà di cucina naturale ed io di iridologia: abbineremo le costituzioni iridologiche a dei piatti salutari e in linea con l'essere come unicità. E' il nostro contributo per sensibilizzare sempre più persone a prendersi cura di sè stessi partendo dalle cose più semplici e a portata di tutti, che riempiono la nostra vita quotidianamente ma a cui  non sappiamo mai darci il giusto peso, abbinando l'iridologia come metodo attraverso il quale ci si può far aiutare tramite un naturopata per individuare punti di forza e  possibili debolezze.
Silvia è una forza della natura: cuoca, naturopata e vegana, racchiude in sè tantissime virtù! e da lei imparo tantissimo, è un piacere poter condividere con un'amica percorsi di questo genere!!! ^_^
E sono molto eccitata da questo progetto, non vi nascondo anche un po' di agitazione, perchè si tratta di parlare in pubblico  di qualcosa a cui tengo molto, ma di cui solitamente non parlo molto perchè mi trovo con interlocutori non interessati, beeh... e se poi mi incappello e non riesco a uscirne???


Intanto oggi ci sarà la presentazione del progetto alla scuola Yoga Anahata Kimè di Mestre, e domani alla nuova sede di Venezia, in zona Rialto Santa Maria Formosa.


Mandateci tante energie ^_^