Assente, assente per più di due settimane.
Non mi sono accorta del tempo che è volato, che mi ha trascinato direttamente al primo giorno di marzo. Un primo di marzo che mi ha svegliato con un raffreddore fastidioso: non ho un raffreddore da non so più quanto tempo, non ricordo nemmeno più come si fa a soffiare il naso, eppure trovo che sia una benedizione, mi segnala che sono viva, che il mio corpo reagisce, c'è e vuole dirmi qualcosa.
In metamedicina il raffreddore viene interpretato come un "prolungamento" delle lacrime, qualcosa che ci rattrista, che ci mette un po' giù di tono. Vi chiederete, ma come fai ora che c'è il sole, le temperature si sono alzate, e tutto risplende di luce viva ad essere triste?
Io che credo molto in queste cose ... e sono giunta a una conclusione...ma prima un preambolo...
Il periodo che sto vivendo è decisamente intenso, la tesi sta assorbendo molte mie energie e tempo. Sveglia alle 6, yoga per mezz'ora-40 minuti, colazione, parto da casa, arrivo in ufficio per le 8, ci rimango per 6 ore, poi torna a casa, pranzo, finisco alle 15.30 e sotto per 3-4-5 ore a scrivere, ricercare e leggere. Mi diverto, mi faccio di quei viaggi, eppure quando rientro nella vita ordinaria sono un po' stanchina ^_^
Ceno con mio marito due sere la settimana, oltre al weekend, il resto delle sere quando rientra da allenamento sono già lì schiattata sul divano a ronfare di gusto. Rimango ore anche senza parlare, canto sì, e il silenzio mi fa compagnia. L'intensità di quello che vivo non mi rende assolutamente triste, trovo un'immensa felicità anche in questo tempo mio, nel mio silenzio.
Ho anche capito che felicità è una condizione che esula dal divertimento, che divertirsi non sempre significa anche essere felici e che esiste anche la condizione in cui anche avere delle difficoltà, o tensioni e tanti impegni da incastrare e che rendono le giornate difficili da gestire,fa sentire comunque felici.
Giusto per dare il giusto significato alla mia felicità, lo scorso weekend l'ho trascorso a
Casa Essenia a frequentare un corso di Stretching dei Meridiani; un'esperienza condivisa con Silvia, io e lei e delle splendide persone con le quali stiamo entrando in sintonia sotto molti fronti. Dei giorni molto intensi, vissuti con trasporto e concentrazione, anche stanchezza dopo il rientro, eppure molta felicità. Stare vicino a Silvia, al momento difficile che sta vivendo, mi riempie di felicità, sembra un controsenso, eppure essere soggetto attivo in questo suo percorso di dolore mi rende felice. Condividere con un'amica un'esperienza che ci accomuna, in cui non servono molti preamboli per spiegarla, e in cui ciò che conta non è il dove si è ma con chi si è, è veramente esaltante.
Giustappunto ritornando al mio raffreddore, ci sarà un motivo per cui mi sarà venuto??? tutta sta felicità che pavento e sento non dovrebbe aiutarmi a superare le aggressioni di questi batteri???
E invece la mina vagante c'è stata e si è trattato di pura incompresione: capita che si creino i cosidetti divari tra quello che senti, quello che riesci a trasmettere di quello che senti, e quello che gli altri percepiscono, di quello che credono sia il meglio per te e che a te manco te ne frega. E così mi sono ritrovata a sentirmi dire che devo stare "tranquilla" (più tranquilla di così, ho cancellato la mia vita sociale!!! ^_^) e non prendermi troppi impegni (quali,scusa???) tipo il weekend appena passato. A mettermi in guardia contro il troppo fare, che è vero, esiste, ma non è un sacrificio, assolutamente.
Fa riflettere sta cosa, come gli altri e i nostri cari e amici ci vedono, come vogliono prendersi cura di noi e come alla fine non ci riescono proprio perchè interpongono il proprio pensiero di fronte alle nostre vere necessità.
E quello di cui ho bisogno è spensieratezza, stimoli, un abbraccio anche, e poco giudizio, perchè non mi sto imbigottendo, sto solo dando fondamenta alla mia vita.
Perchè a volte basta solo un abbraccio, un sorriso e la stessa lunghezza d'onda si crea da sè....e il raffreddore, puaf!!! sparisce!!!
E quando mi ritrovo in questi momenti di sconcerto, in cui non vengo capita e non vengono capite le mie scelte e i miei passi felci, trovo utile andare a rispolverare questi due bellissimi post di Barbara di Correndomi incontro, le
scelte ecocompatibili e
altre sue riflessioni. Trovo forza nelle sue parole, a sostegno del mio percorso, stimo molto Barbara, la ritengo veramente un'amica virtuale che mi offre aiuto, anche se lei non lo sa ^_^
Sono certa, il raffreddore passerà...