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mercoledì 12 giugno 2013

Arriva Sole

.... "io cerco boschi per me, e vallate col sole più caldo di te..."  (Conte/Virano/Pallavicini)



con queste parole che mi accompagnano...mi assento per qualche giorno ...

Intermezzo musicale :)



giovedì 6 giugno 2013

"Non è un rivestimento di superficie" ...

Si parla di bellezza.
Tematica soggettiva e intima, ma di grande attualità.
La bellezza che viene propinata è esclusivamente estetica: il bello visivo, che piace con gli occhi, che è armonioso alla vista. Un piacere che dall'estetica visiva poi raggiunge il resto dei sensi.
Stop. Limitato a l'incartamento esteriore di tutto ciò che c'è attorno a noi.
E così, tanto per raccontarla, martedì vengo convocata da un nuovo consulente che da poco collabora nell'azienda dove lavoro, (che stima le donne, come si stimano i propri calzini), e mi parla di bellezza ed estetica, di mostrare e che si vende quello che gli altri vedono, di brand e stylist, blaBlablaBlablaBla...
Non sapevo se indignarmi o incassare il colpo. "Perchè capita a me ???" Lo ascoltavo e nel mentre mi sono venute in mente delle parole di Erri De Luca, tratte da suoi scritti inediti, in appendice al suo racconto / sceneggiatura del "Il turno di notte lo fanno le stelle",  che Edoardo Ponti ha trasformato in un interessante e molto intenso corto.
Le parole di Erri De Luca, sono tratte dalla "Conversazione Erri-Nives, Pietro Romano", ovvero Nives Meroi, Pietro Dal Prà e Romano Benet, tre famosi alpinisti.

"Per me la bellezza non è un rivestimento di superficie,
 è proprio la natura, la materia di cui sono fatte le cose.
 La natura esiste perchè ha questa forza di bellezza dentro.
 Io vengo da quel golfo di Napoli che è il più celebrato per la sua formula della bellezza 
tra i più belli della storiai e della geografia del mondo.
Bene, quel golfo è stato cesellato da catastrofi, vulcani, eruzioni, terremoti ...
questa è la forza della bellezza.
E' come una forza compressa, poi in superficie può affiorare come un sorriso,
però dentro tiene questa potenza creatrice e distruttrice
 che si infischia di noi.
Noi siamo delle persone che andiamo a infilarci dentro
questa bellezza."




E queste  sagge  parole arrivano a salvarmi dalla rabbia, e passa tutto.
Grazie alla Bellezza. Alla vera Bellezza.


domenica 12 maggio 2013

Ricorrenza. Punto.

Volevo condividere. E testimoniare.
A maggio festeggio sempre una ricorrenza molto importante e significativa nella mia vita, che è legata a delle scelte molto forti che decisi di prendere per me e solo per me.
Era il mese di maggio del 2006 che presi la decisione di non mangiare più carne e di non assumere più medicinali. Scelta radicale, legata a continui mal di testa che mi opprimevano ogni volta che mangiavo proteine animali, provocandomi giornate difficili da affrontare e a volte abuso di pasticche (per me abuso voleva dire due capsule al giorno). Significò intraprendere la strada più vicina alla mia vera indole e in modo naturale, per allontanarmi sempre più dall'ideale di uomo che la società moderna sta creando, e aggrapparmi a ciò con cui mi sento più affine perchè ne sono parte consapevole, la Natura.
Fu l'inizio di un nuovo percorso di vita, tante cose sono successe e cambiamenti profondi e radicali sono avvenuti in me. 
Queste scelte sono state tutte positive, ma la percezione dei  propri sensi è la qualità maggiore che ho riscoperto, e la auguro a chiunque. 
Si dice sensibilità quando ci si trova di fronte qualcuno che sa essere empatico, comprensivo, che ci abbraccia anche se senza farlo, ma ce lo fa capire anche solo con uno sguardo o un sorriso, o una parola detta o scritta. E sensi-bilità quindi diventa l'abilità a usare i propri sensi, quelli esterni e quindi quelli che si manifestano verso e con l'esterno, ma anche quelli interiori, ad esempio l'ascolto interiore, la visione interiore... 

E così immersa nei miei sensi, vi lascio con questa coccola, solo  perchè mi scioglie letteralmente e ne abbiamo bisogno un po'  tutti di tenerezza, in attesa di cieli stellati ...



domenica 5 maggio 2013

Voglio un gatto

Voglio un gatto, maschio. Certosino.
Ma non so proprio da che parte iniziare per tenerne uno.
Attorno a casa mia bazzicano tutti i gatti dei vicini, con cui ho un intesa visiva e telepatica.
Da me vengono perché trovano la giusta dose di avanzi di frutta e verdura.
E così ho deciso che i gatti vagabondi di casa mia sono veg*mici.

Però io voglio un certosino, che sia anche difficile di carattere, ma che si sciolga di fronte a me, e io di fronte a lui. Perchè in fondo come afferma la mia amica D. "tu sei una gatta, un certosino precisamente".

E a  ripetermelo me ne sono convinta a tal punto, che ho intrapreso un aMICIzia con la certosina del condominio della banca, e poi ieri con questo maschione tenerone, che ha cercato di conquistarmi spudoratamente, talmente inebetita dalle sue moine, che mi rimarrà un ricordo sfumato e contornato da un bellissimo sole...



Ditemi, la vostra anima con quale animale si sente affine?

lunedì 15 aprile 2013

Dialogo.

Il silenzio.
e del silenzio.
Sfoglio le pagine del mio blog, e sorrido alle fasi evolutive del mio percorso. Mi piace scrivere, lo faccio per dare un senso a quello che sono e faccio, lasciandone traccia per  me stessa.
Proprio in questi ricordi Solari, ultimamente mi sono spesso domandata  cosa mi gratifica di più, tra i vari piacere di cui amo attorniarmi.
E credo che il silenzio ricopra una grande parte del mio piacere.
E il silenzio, nella mia concezione, non diventa assenza di suoni, ma assenza di rumori e distrazioni, assenza di  lamentele e chiacchiericci. Nel silenzio riesco a gustarmi un bicchiere di vino, a osservare la natura, a percepire il battito del mio cuore, vedere i miei nervi che si contraggono, cogliere i segnali che la mia anima  vuole trasmettere attraverso il  corpo, utilizzare ogni mio senso alla potenza massima, nella loro espressione esterna, ma anche quella interiore, così sconosciuta, ma così importante per la conoscenza di sè stessi.
Non è  solitudine, riesco a starmene in silenzio anche in compagnia (di qualità e ridotta ai minimi), mentre ascolto musica, estraniandomi ed entrando in stretto contatto con me stessa. Si tratta di selezionare e non di ignorare.
Più di ogni altro periodo della mia vita, trovo serenità assoluta solo quando riesco a godere del silenzio.
E nelle foto che seguono, questo ne è stato un esempio. In una Erto eccitata da moto, e appassionati urlanti arrampicatori, sono riuscita a farcela ... e qui credo di essere arrivata a cogliere quella necessità interiore, di starmene in silenzio, dando priorità alla mia anima...






martedì 19 marzo 2013

Educazione Siberiana: la mia visione delle cose

E' sempre così: profonda delusione, sconcerto, e confusione.
Questo accade dopo la visione di un film, tratto da un libro letto.
E ritorno dopo tre settimane un po' incazzata, anche se non c'ho ancora le forze per dimostrarlo, l'influenza m'ha atterrato anche i neuroni della scrittura, ma lo sono credetemi.
Si tratta di Educazione Siberiana, di  Gabriele Salvatores, tratto dall'omonimo libro di Nicolai Lilin.

La lettura del libro è stata sconvolgente. Ho uno strano rapporto con la violenza, la durezza, e la vita aspra: mi attraggono da pazzi. Nonostante la mia natura sia pacifica e antiviolenza, poi mi ritrovo ad apprezzare gli aspetti rudi di queste storie. Ma, c'è un ma. Questa violenza, è data da un' EDUCAZIONE, derivante da una cultura, quella siberiana. Un popolo che subisce una vera violenza, deportato a sud ovest della Russia dal regime comunista, ma che si appende alle proprie radici, tramandandole con dedizione, di generazione in generazione, per non perderle e rinforzarle ancora di più.
Amicizia, famiglia, carcere, protezione dei deboli, significato dei tatuaggi, gerarchia criminale, importanza della donna, attaccamento alla religione: questi sono solo alcune tematiche, che rendono dignitosa e rispettabile la loro vita. Leggendo, non ti accorgi che hai a che fare con criminali, ma ti avvicini al loro cuore, in particolare alla sensibilità di Kolima (Nicolai Lilin). Mi ha subito ricordato Shantaram..., ne parlai qui. Due uomini che associo, forse per il coltello in mano che li contraddistingue e l'animo che mi attrae...chissà! Di scene romantiche non ce ne sono, non c'è nemmeno il tempo e la volontà di scrivere di questo: è un libro che parla di EDUCAZIONE, e questa è la prospettiva giusta per leggerlo.
"...base morale che prevede umiltà e semplicità nelle azioni di ogni singolo criminale, e rispetto la per libertà di qualunque essere vivente ...". Sembra una contraddizione ma non lo è proprio. La loro violenza è mirata a determinati ceppi sociali (banchieri, militari, politici, polizia...). E negli animali hanno un rispetto assoluto. La  loro uccisione è esclusivamente legata al proprio sostentamento, (che in Siberia deve essere ben alto), e non per divertimento e scempio. Questo mi ha aperto il cuore.

E poi il film. Ammetto, Salvatores mi piace! Puerto Escondido, rimane tra i suoi, il mio preferito.
Ma Educazione siberiana... non trasmette la vera educazione siberiana.
Regole  non rispettate, (ad esempio...la picca non viene regalata da un parente, a un novello criminale, ma da un vecchio estraneo alla famiglia...), situazione famigliare stravolta, una storia d'amore inesistente, personaggi mescolati, un'inimicizia inesistente, un finale che non trovo nel libro...e il vortice dei miei pensieri mentre lo proiettavano, era di confusione pura, un groviglio di informazioni da ripulire e non sporcare con la nuova visione di Salvatores.
Si accendono le luci, guardo mio marito, e gli dico..."leggiti il libro, non credere a quello che hanno detto qui..." e quindi ora se lo sta leggendo lui, e spesso si ferma...mi dice che è tutt'altra cosa, dà ragione ai miei pensieri, e quindi non sono così pazza, le mie considerazioni sono vere.

Poi leggo in rete che a molti è piaciuto, ok bravi;
Poi leggo che per esigenze con il pubblico americano, è stato "rivisitato", ok. Ma nel libro si dice "perchè fuggire dal regime sovietico, per finire un quello americano..." quando a loro ragazzini viene vietato qualsiasi materiale (vestiario, musica, riviste) che riconduca all'occidente, in particolare agli Stati Uniti.
Poi leggo che tanti l'hanno letto, e visto. E non accennano che nonno Kuzja non è il vero nonno di Kolima, e nemmeno vive con lui, e nemmeno dona a lui la picca...che il padre non gli è morto, che ... insomma...
E poi leggo, e poi leggo...e poi leggo, e poi leggo...

Ed è qui che mi soffermo: leggiamo e osserviamo, facciamoci un'opinione, anche contrastante rispetto alla massa, ma facciamoci una propria e dannata , personalissima opinione. Che vada al di là del fatto "ma è la sua vera biografia", perchè diciamocelo, tutto che ciò che è distante dalle nostre abitudini ci sembra irreale, è la paura del nuovo, dell'irreale, dello sconosciuto.
Sfidiamoci !!!! Non facciamo prendere dal vorticoso mondo del controllo delle nostre idee!
Leggiamo, informiamoci e andiamo oltre ogni singolo ostacolo.

martedì 20 novembre 2012

assente ma presente!

Momentaneamente ho perso la penna.
Forse troppe idee confusa, l'età che è avanzata o forse sto periodo va così.
Tante cose belle, i miei 17+17 e chissà quando ne scriverò qualcosa, i festeggiamenti per un compleanno che quest'anno pensavo passasse in sordina e invece sto festeggiando da venerdì scorso e almeno fino a fine mese ho occasioni giornaliere per potermi far coccolare. Quindi l'amore c'è, lo sento è reciproco, e le sorprese che ho ricevuto finora mi hanno riempito delle falde che si stavano allargando nel mio cuoricino.
Qualche brutta cosa è capitata, una brutta-bella, nel senso che so che evolverà in bella, una brutta-brutta che spero mi dia la forza per cambiare prospettiva (lavorativamente parlando).

Mi piace assaporare quei momenti in cui riesco a cogliere nuovi aspetti di me, un'evoluzione di conoscenza che mi sta facendo crescere, maturare e rendendo sempre più consapevole.
Evito di programmare, mi circondo solo di sorrisi, ma quelli sono reciproci e contagiosi, quindi è una cosa inevitabile.


..domani sera, Jesolo, loro...