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domenica 24 febbraio 2013

Orzotto alla birra. Ad apparire giovani!

La mattina di oggi. Una passeggiata e raggiungere i seggi.
Solo pensionati. Vabbè, mettiamoci in coda e attendiamo il nostro turno.
Elettrice n. 48 della mia sezione, e quindi "la signora può votare".
Panico dello scrutatore addetto a dare le schede: "Ma a lei anche quella del Senato?" e direi che i 25 li ho superati da un po' :)
Momento di ilarità tra tutti i presenti, un grazie per il complimento indiretto e quindi mi fiondo in cabina, piegata in due dalle risate.
Ecco, questo sarà un bel momento da ricordare. Una giornata che segnerà il futuro di tutti noi, il mio diritto al voto ma sentito così forte rispetto alle altre volte. C'è necessità di aria. Nuova e fresca.

Nel frattempo vi lascio con una ricetta stuzzicante a dir poco, che ho accompagnato con un ottimo Primitivo del Salento, l'idea del contrasto mi piaceva...

Orzotto alla birra

Ingredienti x due persone:
- 2 tazze di orzo
- 1 birra bionda da 33 cl
- una cipolla piccola
- brodo di miso
- 5 foglie grandi di salvia
- sale q.b.
- olio d'oliva
- pepe

In un tegame fate appassire la cipolla, poi aggiungete l'orzo e fatelo tostare per qualche minuto. Sfumate per primo con la birra, e poi alternate birra e brodo, fin quando sarà cotto. Le tempistiche variano a seconda del tipo di orzo, se l'avete precedentemente messo a bagno, o se l'avete utilizzato direttamente dal sacchetto. Quindi ci metterete tra i 20 e 30 minuti.
Tempo necessario per friggere delle striscioline di salvia in un po' d'olio, facendole diventare croccanti.
Cotto l'orzo, mantecate con dell'olio d'oliva, aggiustate di sale (dipende dalla qualità di miso, questa operazione potrebbe essere saltata) e impiattate.
Cospargere con del pepe macinato fresco, e la salvia croccante :)
Et voilà, il piatto della semplicità :)

venerdì 21 dicembre 2012

Vertigini: l'inverno è arrivato

Credo sia stato l'inverno che ha bussato alla mia porta.
Sta di fatto che sono dieci giorni che soffro di vertigini, emicrania per due giorni, e da ieri dolori ovunque, senza un minimo di febbre, raffreddore, abbassamento di voce.
Le vertigini sono fastidiosissime. In auto è diventato difficile muovermi, camminare in lastricati a mosaico mi dà nausea, e ogni minimo attacco di nervi esalta queste vertigini. Sto facendo degli esami, non ho voluto sottovalutare il problema. Però ci sto lavorando anche con il messaggio che vuole trasmettermi il corpo.
Vertigini, instabilità, ovvero non trovare il giusto equilibrio delle parti. Ma anche vertigini per far perdere i sensi, staccare la spina da questa quotidianità assillante, delirante che opprime molte ore, duro lavoro, incomprensioni, corse (verso dove?), che sballottano alla grande. Vertigini che mi mettono di fronte alla mia stabilità (?) emotiva, agli scossoni che il mio cuore sostiene, in ogni ambito e affetto...perchè il cuore prima di tutto.
Quindi relax obbligato, divano e sane dormite a letto, e un bel po' di tempo dedicato alla cucina.
Ecco quindi una zuppa veloce, riscaldante, di quelle che consolano ed è  giusta per questa giornata che ha aperto le porte del letargo, ed io, che sono stagione-dipendente, mi ci sono preparata per bene, e già ci sto comoda nella pigrizia.
Prendete due carote, una patata media e una cipolla bionda: lavatele, mondatele e mettetele a lessare in acqua a cui avrete aggiunto un cucchiaio di miso di riso per insaporire (io lo uso anche come "dado", il sapore è delizioso anche se l'acqua bolle e uccide gli enzimi pazienza...almeno di glutammato e altri insaporitori qui non ce n'è!) e qualche cimetta di rosmarino essiccato.
Quando il tutto sarà cotto, con il minipimer frullate le verdure con  l'acqua di cottura rimasta.
A questo punto aggiungete due pugni di quinoa, aggiustate di sale, se necessario, e lasciate cuore per 10 minuti.
Versate nel piatto la zuppa fumante, e ...un filo d'olio extra vergine d'oliva e dei crostini ricavati dal vostro pane messi a rosolare con dell'olio, spezie e peperoncino nel forno della cucina a legna...e il piatto è pronto!
Buon appetito...buon inverno a tutti voi miei cari...

lunedì 8 ottobre 2012

Raboso nel risotto

Arriva ottobre, e la vendemmia qui da noi ancora non è finita.
Il raboso chiuderà la turnata, e finalmente si tornerà a quella sorta di normalità che tanto attendo: diciamolo, lavorare in una cantina è frenesia pura, la vendemmia porta allo sclero totale, gente, uva, burocrazia e controlli e quando rimane la raccolta del raboso si inizia già ad allentare i ritmi, complici le giornate che si accorciano.
Il raboso è un vitigno a bacca scura, autoctono veneto, in particolare della regione limitrofa al Piave, in particolare quando la Piave entra in pianura e attraversa la provincia di Treviso. La particolarità del raboso Piave è l'asprezza e l'acidità, molti tannini e un corpo molto duro e sostanzioso. Il vino dei nostri nonni, per anni scomparso e ritornato in voga negli ultimi anni, rivalutando proprio questa particolare decisione che ne conferma un vino molto appetibile e apprezzato.
Lo adoro sapete? e la cosa che più mi soddisfa è che non necessariamente si debba abbinare alla carne. Anzi, io me lo gusto da solo, oppure con una zuppa di legumi, con polenta e formaggio o perchè no con un risotto!!!
Come quello che vi propongo oggi.
Risotto al raboso
Prendete una cipollina, mondatela e tagliatela sottilmente e fatela appassire con un po' d'olio e una manciata di semi di sesamo. Appena imbiondisce aggiungete il riso che più vi aggrada, quello con cui meglio vi trovate a fare il risotto - ho notato che ognuno ha la sua preferenza, e guai a consigliar diversamente! - e nelle quantità che preferite. Noi a casa due tazze da caffè sono ideali per due persone, c'è chi usa i pugnetti, vedete voi (poi fatemi sapere come fate voi, curiosa io !?!!!!).
Tostate il riso e aggiungete un mestolo di brodo vegetale, precedentemente preparato. Continuate la cottura del risotto alla solita maniera, alternando ai mestoli di brodo, del Raboso Piave. Quando il riso sarà al dente, aggiungete due cucchiai di grana (o alternativa vegan, del lievito alimentare) e una noce di burro (o un goccio d'olio d'oliva), mantecate e lasciate riposare a fuoco spento per qualche minuto prima di servire.
Ottimo con un calice di raboso... quale miglior maniera per iniziare una lunga settimana autunnale....

domenica 1 luglio 2012

Ritornare...dal verde, al verde nel piatto

Ritornati ieri, da una settimana immersi nel verde, nel piccolo borgo di Bulla (BZ), in Val Gardena. Nulla di più rilassante rispetto all'ultimo periodo. Abituata al frastuono della pianura, alla frenesia del  "fare", la prima cosa che ho notato è il suono del silenzio.
Perchè di suono si tratta anche se è silenzio: tutto è assopito, eppure lo senti, e ti muove dentro.
Sono ancora frastornata dal rientro, perciò un post su quello che ho fatto verrà nei prossimi giorni. Frastornata perchè c'ho il pensiero del lavoro: io che non ho mai fatto pesare le mie ore d'ufficio, mi ritrovo a dover far i conti con un'ansia e rabbia da rientro che mai m'è presa negli anni scorsi, forse dovuta all'esser stata braccata diverse volte nei giorni scorsi dai colleghi persi nel "cajvo" [leggi: nebbia], smarriti in inutili procedure, che non sanno posticipare e si trovano incespicati nei problemi che si creano da sè.
Come tutti i problemi: li definiamo tali perchè così a noi appaiono, ma subito definirli opportunità potrebbe darci la svolta per andare avanti. Ma io voglio affrontare il mio rientro nonostante  la sorta di disagio che mi sta prendendo, e la mia opportunità sarà attendere con trepidazione agosto in cui mi prenderò un po' di giorni tutti miei  per andare dalle mie amiche del Lago, e sosterò in quella mia terra ambita per un paio di giorni tra Riva del Garda e Brentonico. Tutti ciò già mi rilassa, sento i muscoli allentare e un accenno di sorriso fa capolino. Dai che ce la faccio!!!! 

Ritornata dalle verdi montagne - dove fino a venerdì sera me ne stavo in felpa - qui nella gioiosa Marca trevigiana  l'ingegno deve darsi da fare per sprecare meno energie possibili, rinfrescare il corpo, utilizzando i frutti della terra che l'orto del suocero sta iniziando a dare.
Perciò per pranzo ho optato a questa soluzione: bruschette con il pane sfornato stamattina presto, con pomodoro a cubetti rigorosamente lasciato a raffreddare e insaporire in frigo con abbondante basilico proveniente dalla mia personale produzione ^_^ e patè di olive.
e poi zuppa fredda di piselli ai sapori d'Oriente.

Per due persone servono 400 grammi di piselli, preferibilmente quelli sgranati da voi, come ho fatto io, e messi a congelare per la scorta invernale (che tale non sarà, perchè mi sa che finiranno prima) e una piccola patata tagliata a cubetti, [pure questa appena colta dal campo]. Piselli e patata messi a cucinare a vapore, 15 minuti e poi sono pronti, ricordarsi di spegnere il gas.
In un'altra pentola versare lo scalogno con un filo d'olio e farlo appassire velocemente, aggiungerci sopra i piselli e le patate, e poi 5 mestoli del brodo della cottura a vapore precedente, che è già caldo, e un cucchiaio di miso. Mescolare il tutto, lasciare lì per 10 minuti. Trascorso questo tempo, una spolverata di coriandolo in polvere e dei semi di cumino e una presa di sale!
Frullatore ad immersione alla mano, frullare il tutto a fuoco spento, e fatta l'emulsione, aggiungere un altro mestolo di brodo della cottura a vapore, mescolare e lasciare lì a intiepidire.
Dopo almeno due ore, versare sul piatto, cospargere con del prezzemolo [pure questo fresco, raccolto dal campo o quello dell'orto sul balcone, e non quello surgelato daiii! ],, un filo d'olio d'oliva e si può degustare in tranquillità e pace.


Con questa ricetta partecipo a questo Giveaway, quello di Vaty, una mia nuova blog-conoscenza, con la quale mi sento molto affine, tra Oriente e pianoforte...^_^, lei è dolcissima...
Un'opportunità per testimoniare che il mondo veg* non è privazione e solo erbetta, ma qualcosa di gustoso, piacevole, creativo e senza violenza, in questo caso abbinato a ciò che la terra ci dà in questa magnifica stagione aggiungendo l'esoticità dei sapori orientali, a me molto graditi!

eh sì, è ritornato il sole, a fare breccia nei  nostri cuori ....

sabato 14 gennaio 2012

Carpaccio di finocchio


Ecco, questo è il piatto del sorriso, non ve lo mette a vederlo?
Non sono una fotografa provetta, anzi pessima direi, però provate a immaginarvi questo piatto in tavola se non vi viene il sorriso!???!!!
E' un piatto unico, crudista e vegan, da proporre in quei momenti in cui ci si vuole un po' alleggerire, come questo post-feste per molti di noi, oppure come antipasto quando vengono gli amici a casa e volete stupirli con qualcosa di nuovo!!!
Trattasi di carpaccio di finocchio...e per farlo ci si mette un attimo!
Prendete un finocchio, tagliatelo a metà, e di ognuna delle due metà tagliatelo per la lunghezza  a fette il più sottili possibili. Pelate un'arancia e fate altrettanto tagliandola a rondelle fini.
Distendete i finocchi, salateli con del sale integrale disponete alcune fette di arancia e cospargete di olio, poi un altro strato di finocchio e arance sale e olio e qui una bella cosparsata di coriandolo tritato, delle olive verdi dolci e delle mandorle a scagliette.
Prendere il piatto e riporre in frigo a marinare per almeno 3 ore!
Poi gnam gnam, sentirete che buono!

Vi auguro buon weekend, il mio sarà molto tranquillo, cinema e pub stasera, e domani cenetta con amici. Nel mezzo ci metto l'inizio della stesura della tesi, mandatemi tanta energia che c'ho bisogno di ispirazione!

Un abbraccio, E.

lunedì 10 ottobre 2011

Penna Serena

Lo scorso weekend ho avuto il piacere di conoscere un amica di Mari, Serena, una ragazza di Modena con cui ho avuto il piacere di trascorrere un po' di ore tra venerdì e sabato!
E proprio con lei, sedute di fronte ad un caffè - concedetemelo, devo ancora riprendermi dall'esame, e della caffeina, mio pseudo-nutrimento nel mese di settembre, ne ho ancora bisogno - parlando di cosa volevo preparare per pranzo, m'è venuta questa idea semplice e veloce, che chiude in bellezza la stagione estiva.
Ingredienti (x 2)
3 peperoni di media grandezza
aglio
olio d'oliva
semi di sesamo
sale rosa aromatizzato
penne o altra pasta corta

Prima di tutto mettere a bollire l'acqua e pesare la pasta. Io e marito siamo buone forchette, non ci accontentiamo degli 80 grammi a testa, almeno 100 a me e un po' di più a lui non ce li tolgono nessuno!
Mentre l'acqua prende il bollore, lavare, pulire e tagliare a listarelle sottili i peperoni (gli ultimi dell'orto, quest'anno ci hanno veramente preso per la gola, ne son venuti molti, sani, belli e colorati - che andremo a cucinare in una pentola dai bordi alti in cui prima avremmo fatto appassire uno spicchio d'aglio. Lasciare che i peperoni perdano un po' del loro tono, salare e aspettare che asciughi gran parte dell'acqua che hanno rilasciato, e poi frullatore ad immersione, e rendere il tutto una poltiglia.
Poi tostare i semi di sesamo fino a quando iniziano a saltare sul tegame e subito spegnere il fuoco! se cuociono troppo diventano amari!!!!
Nel frattempo cuciniamo la pasta, la scoliamo, la amalgamiamo alla crema di peperoni. Poi impiattiamo e cospargiamo il tutto con il sesamo....


E un pensiero alla zio Renato che stanotte ci ha lasciati, lui che incosapevolmente mi ha avviato ad uno stile di vita naturale, vegetariano e salutistico. Collaborò con Luigi Costacurta e la scelta di frequentare l'Accademia di naturopatia di Trento fu proprio per la fiducia che lui riponeva in questa struttura. Ricordo ancora il brillore degli occhi quando lo incontrai e gli dissi che scelta avevo intrapreso....le sue ultime parole udite dicevano che bisogna spezzare le barre che la società si porta avanti da generazioni, passo passo, sarà dura ma con tenacia si raggiungerà parte degli obbiettivi che ci si pone. Un'altra sua raccomandazione fu ed è di non aver paura ad affrontare temi forti e vivere uno stile diverso dalla massa, che lui l'aveva vissuto negli anni 80 e in quei tempi sì che era difficile!

E come salutava lui.... Salute!!!!!

domenica 2 ottobre 2011

Porro sapore d'autunno

Prima domenica di libertà...che faccio?
Beh, prima cosa pensare al relax. Non è proprio così automatico sciogliere le tensioni, ma almeno realizzare che ci si può arrivare a passettini è buona cosa.
In frigorifero ho ben poco, però pensavo di riproporre per pranzo questo piatto veloce gustoso e autunnale, che almeno l'autunno arrivi nel piatto! Sembra essere d'estate, qui la gente ancora va al mare, ci sono 28 gradi, si sta benissimo. Ma io sono una tipa stagionale: ad ogni equinozio e ogni solstizio cambio stagione e mi faccio coinvolgere da quello che vuole trasmettermi il tempo che scorre. Almeno qualche foglia cadere si vede, e lo stesso per i loro colori, che iniziano ad essere cangianti, giallo-rosso-marrone-giallo-verde scuro-rosso cupo...
Ritornando ai fornelli!
Veloce Veloce, questa ricettina gluten-free!
Premunirsi di un porro - io quello dell'orto profumato e saporitissimo - e affettarlo sottilmente. Cospargere di olio una pentola, metterci il porro, una manciata di uvetta e lasciar rosolare per 15 minuti aggiungendo dell'acqua per non farlo friggere. Poi unire del grano saraceno - per 2 100 grammi almeno - e con del brodo vegetale precedentemente preparato, cucinarlo a mo' di risotto. A metà cottura, dopo circa 10 minuti, unire 2 cucchiai di pistacchi tritati - io quelli di Bronte presi al VeganFest di Camaiore, già pronti tritati - e proseguire con la cottura. Quando si è raggiunto la cottura, mantecare con dell'olio di oliva, e poi inpiattare, cospargendo di altro pistacchio tritato!

Bontà assicurata!

Oggi per farmi un giretto nei dintorni, vado qui a Libri in Cantina, sarà un giro in solitudine mentre marito è via con la squadra di calcio....Quel che ci vuole, adoro starmene con i libri fai da me...con i miei tempi soprattutto...
E poi vi ricordo la settimana mondiale Vegetariana: INVITO  chi già lo è vegetariano/vegano che sia testimone,(non sono attivista, ma mi sforzo di essere parte attiva di quello che sento, e promuovo fai da me ^^, sempre e comunque durante tutto l'anno, con amore verso ogni essere). Mentre per chi non lo fosse ancora vegetariano/vegano  proponogo un "fioretto", almeno provarci, capire cosa significa e perchè, avere l'intenzione di amare la terra e la natura, un po' più di quello che si fa ^^. Non è uno sforzo, non è rinuncia e solo amore ^^

Buona domenica! E.

venerdì 1 luglio 2011

Cus-cus colori dell'orto


Sì, vi avevo già salutato, però fremevo dalla voglia di lasciarvi un'altra fresca ricetta, quella della cena del mio amico mangiatutto. Così fresca, veloce e colorata, difficile resisterle, conquista veramente tutti i palati! E poi questa ricetta la voglio anche abbinare alla partecipazione al mio primo contest. Conquistata dal titolo "Una gita senza formaggio" di Pan per focaccia, non potevo desistere dal promuovere la cucina vegana con un piatto veloce da fare e buonissimo (sì, lo continuo a ripetere, ma è così deliziosoooo ^_^ ).
Si tratta del cus cus alle verdure, fatto con le verdure che l'orto offre in questo periodo! Velocissima da fare, adatta a un picnic, senza formaggio, gluten free perchè si usa cus cus di riso e mais....e soprattutto ghiottissima ^_^
Ingredienti: (per una terrina di medie-grandi dimensioni)
250 gr di cus cus di riso-mais
50 gr di piselli
2 zucchine a tocchetti piccoli
2 carote a tocchetti piccoli
1/2 peperone rosso
1/2 peperone giallo (o in mancanza del mais in scatola, per il tocco di giallo Sole)
una spolverata di misticanza di fiori essicati con sale e aglio essicato e altri aromi (questi qui)
Olio d'oliva a piacere
E mettiamoci al lavoro: lessare il cus cus, (mi raccomando, non eccedete con l'acqua come capita a me, soprattutto con questa qualità che tende ad assorbire di più i liquidi). Nel frattempo che si aspetta che si raffreddi, tagliare le zucchine e i peperoni, mi raccomando, i pezzetti devono essere della dimensione di ...beh, direi mezza unghia del mignolo ^_^, e riporli in una terrina. (crudi) Lessare per pochi minuti i piselli, giusto il tempo per scaldarli quel poco e togliergli il sapore di "verde", inoltre con la scottatura dei legumi si distruggono gli anti-enzimi - che servono come difesa da parassiti e altri attacchi- che per noi umani possono essere molto problematici, addirittura letali. Perciò attenzione! (soprattutto per i fagioli). Aggiungerli alle verdure crude.  Appena raffreddato il cus-cus, sgranarlo e versarlo nella terrina contenente le verdure, spolverare un po' di misticanza di fiori, assaggiare, e se manca sale aggiungerne un po' ed a discrezione anche del'olio. Mettere in frigo fino a quando non è ora di servirlo. Poco prima di portarlo in tavola, o di condividerlo con gli amici stesi su di una coperta tra i monti a prendere il fresco (io i pic-nic li associo solo alla montagna, dal Cansiglio in su tutto va bene!) spolverare il tutto con un altro poco poco di mix di fiori essicati senza mescolare, in modo che si veda un po' azzurro sopra: ciò gli  darà quel tocco in più di colore e di sapore!
Ora veramente scappo a finire di preparare le valigie.......holà!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

domenica 27 febbraio 2011

Disastri copia e incolla

Grigiore e freddo... un'altra domenica da re-inventarsi in casa!
Avevo in progetto di provare a prepararmi il seitan in casa, nulla di più disastroso: mi sono ritrovata con un rotolino di 3 cm di lunghezza di glutine.
Certo me la sono proprio voluta, mi sono intestardita che dovevo provare a farlo con la farina di farro...e il risultato è stato: poco glutine. Ebbene, ne ho tratto delle considerazioni positive:
- il farro contiene poco glutine, risulta più digeribile infatti, e non mi provoca tutte quei gonfiori e problemi di pelle che mi dà il grano;
- il seitan è una bomba proteica! facendolo (o almeno provandoci), si capisce quanta farina sia necessaria per tirarne fuori una quantità tale da permetterci di fare un pasto...io ne uso veramente poco, preferisco i cereali integrali in chicco e legumi piuttosto...

Dovevo assolutamente rimediare la giornata in cucina. Il frigorifero mi presentava delle tagliatelle che avevo preparato il giorno prima, e un cavolo romano...idea!!! in Sicilia avevo mangiato una pasta fatta in casa con un sughetto delizioso di cavolfiore, uva passa e pinoli, facilissimo da riproporre!
In un battibaleno ho lessato il cavolo, l'ho poi saltato in padella con dell'uva passa precedentemente ammollata in acqua e ho aggiunto pure dei pinoli tostati. Del cavolo una parte lo tenuta intera a cimette, e un'altra l'ho schiacciata con una forchetta per formare una cremina.
Le tagliatelle si sono cotte in pochi minuti, unite al sughetto sono state il nostro pranzo della domenica! deliziose e gustose come quelle mangiate due settimane fa in Sicilia!

Bon appetit!

lunedì 11 ottobre 2010

Pesto misto verde

Cus-Cus ... mi piace gustarmelo in ogni stagione, ma quando iniziano a scomparire le colorate verdure estive, cosa metterci assieme?
Così mi sono guardata attorno, e sono corsa nel mio piccolo orticello di piante aromatiche, è ne ho colte un mix... e quel che è venuto, abbinato a delle noci, è stato un delizioso pesto!
Ingredienti: (x 2 persone)
- 6 foglie di salvia
- 3 rametti di rosmarino
- 10 foglie di menta
- 2 foglie di melissa
- 1 mazzetto di erba cipollina
- 8 noci
- olio evo q.b.
- sale q.b.

Dopo aver lavato e mondato le erbe, e aver sgusciato sei noci, mettere tutti gli ingredienti nel tritatutto, e avviare il motore aggiungendo a seconda delle necessità un po' di olio di oliva e un pizzico di sale.
Si formerà una cremina da utilizzare come condimento del cus-cus....o di una pasta ( in questo caso aggiungere le altre due noci spezzettate con le mani) o anche da spalmare su fette di pane integrale tostate o come salsina per antipasto!
Il mix di queste piante è piacevole, si sente l'accenno dell'erba cipollina, la freschezza della menta, il limone della melissa, l'asprezza della salvia, e la solarità del rosmarino...
Ah, un accorgimento: essendoci il rosmarino, eviterei di proporre questa salsa alla sera per il fatto che questa pianta è uno stimolatore e aiuta a rimaner svegli.

giovedì 23 settembre 2010

Riso venere con zucchine

Ferro...ferro...ferro... questo è il mio mantra ultimamente!
Ed eccomi alle prese con il riso venere, ricco 4 volte in più rispetto alle altre varietà di riso di ferro e 2 volte di silicio.
Così questa settimana me ne sono lessata 3 etti circa, lo tengo in frigo, dentro un contenitore simil-sottovuoto e lo utilizzo a seconda di ciò che mi passa per testa e in base alle esingenze...(diciamo che lo si può conservare per 3-4 giorni).
Ed ecco che propongo questa ricetta ultra veloce, messa in piedi stamattina alle 6.30 per il pranzo da portare in ufficio: il riso era lessato e pronto, le zucchine appena raccolte dall'orto (ormai le ultime mi sa...sig..sig)...e quindi "insalata di riso alle zucchine".
In un tegame, con un pelapatate, ho sminuzzato una zucchina di media grandezza, aggiunto un filo d'olio e poco sale...e dopo 7 minuti a fuoco medio erano già pronti da unire al riso!
Ci si potrebbero aggiungere anche delle mandorle o dei pinoli per rendere il tutto ancora più completo e nutriente!

martedì 15 giugno 2010

Pasta fredda primi caldi

Queste non sono le giornate adatte per parlare di cibi freschi e pronti...la temperatura si è abbassata e il grigiore con questa pioggerella autunnale fanno a dir poco desiderare di voler mettersi ai fornelli a preparare una pasta fredda!
Però i colori caldi di questo piatto possono aiutarci a riscaldare il nostro appetito, ed ecco qui una veloce pasta fredda molto accattivante, veloce da fare, e adatta anche alle persone che hanno qualche problema con il glutine.
L'ingrediente principale è la pasta di mais, che ho scoperto in quanto sono intollerante al grano. Molto gustosa, risulta essere più appettibile rispetto alla pasta di riso, nono scuoce e inoltre è veramente saziante.
La prima volta che l'avevo preparata, avevo utilizzato 100 grammi a persona, e il risultato è stato una valanga di pasta, che mi ha decisamente riempito. Le volte successive sono stata prudente, con 70 gr a persona.

Per questa pasta fredda, gli ingredienti per 4 persone (o 2 persone utilizzandola per due pasti) sono:
- 280-300 gr di pasta di mais, consiglio ricci o pennette;
- 2 zucchine
- 2 carote
- 50 gr di mandorle
- 2 cucchiai di olio di oliva
- un cucchiaino di curcuma
- sale q.b.

Si mette a bollire l'acqua per cuocere la pasta, e nel frattempo si mondano zucchine e carote, e si tagliano a rondelle.
In una padella con l'olio di oliva, si saltano le verdure a fuoco vivo, aggiungendo un pizzico di sale e il cucchiaino di curcuma. A me piacciono croccanti le verdure saltate, così perdono pochi nutrienti, rimangono più colorate e le mastico di più!
Le mandorle invece vanno sminuzzate e tostate in un antiaderente facendo attenzione di non bruciarle troppo.
Quando l'acqua bolle cucinare la pasta attedendosi alle tempistiche riportate nella confezione e dopo averla scolata, aggiungerla nella padella con le verdure e le mandorle tostate. Mescolare il tutto assieme e poi riporre a raffreddare in una terrina.
Il raffreddamente deve avvenire in due fasi, la prima a temperatura ambiente per circa 40 minuti e poi in frigo .... e poi il piatto può essere servito!!!
L'ho provata anche tiepida, buona sì! ma l'effetto da fredda è tutta un'altra, in quanto la tostatura delle mandorle e la curcuma si amalgano con il tempo al resto degli ingredienti!