Il raboso chiuderà la turnata, e finalmente si tornerà a quella sorta di normalità che tanto attendo: diciamolo, lavorare in una cantina è frenesia pura, la vendemmia porta allo sclero totale, gente, uva, burocrazia e controlli e quando rimane la raccolta del raboso si inizia già ad allentare i ritmi, complici le giornate che si accorciano.
Il raboso è un vitigno a bacca scura, autoctono veneto, in particolare della regione limitrofa al Piave, in particolare quando la Piave entra in pianura e attraversa la provincia di Treviso. La particolarità del raboso Piave è l'asprezza e l'acidità, molti tannini e un corpo molto duro e sostanzioso. Il vino dei nostri nonni, per anni scomparso e ritornato in voga negli ultimi anni, rivalutando proprio questa particolare decisione che ne conferma un vino molto appetibile e apprezzato.
Lo adoro sapete? e la cosa che più mi soddisfa è che non necessariamente si debba abbinare alla carne. Anzi, io me lo gusto da solo, oppure con una zuppa di legumi, con polenta e formaggio o perchè no con un risotto!!!
Come quello che vi propongo oggi.
Risotto al raboso
Tostate il riso e aggiungete un mestolo di brodo vegetale, precedentemente preparato. Continuate la cottura del risotto alla solita maniera, alternando ai mestoli di brodo, del Raboso Piave. Quando il riso sarà al dente, aggiungete due cucchiai di grana (o alternativa vegan, del lievito alimentare) e una noce di burro (o un goccio d'olio d'oliva), mantecate e lasciate riposare a fuoco spento per qualche minuto prima di servire.
Ottimo con un calice di raboso... quale miglior maniera per iniziare una lunga settimana autunnale....