Ci sono emozioni che vanno ben oltre il "sentire" normale delle cose.
Non serve descriverle, si ricordano nel profondo di noi stessi, e lasciano traccia indelebile nel nostro percorso di vita.
13 maggio, Metallica, Stadio Friuli di Udine, unica tappa italiana della band per eccellenza heavy-metal, eredi di Black Sabbath e Led Zeppeling ... (alle spalle la capacità di dare la svolta evolutiva tra gli anni Settanta e Ottanta, mentre io mi accingevo ad andare all'asilo loro pubblicavano il loro primo album...)
Elena e Marika, prima...
Durante....
sempre durante....
Il dopo rimane nel cuore, molto profondamente e radicato. Adrenalina pura che mi ha tenuto sveglia fino alle 4, stanchezza inesistente, botte che sono letteralmente evaporate. La lunga camminata per andare incontro alla corriera che "si era parcheggiata" per comodità lontano dallo stadio è stata temprante, le stelle splendevano, il freddo non si percepiva, le vibrazioni di quello che ci era appena passato in corpo risuonava e mi teneva viva.
Lo ripeto, lo confermo, lo sottoscrivo: la musica, quella che scegliamo per noi stessi, e non quella imposta e forzata, nutre l'anima. Non riuscirei farne a meno ...
Elena
p.s: mi mancava Alemarito, rimasto a casa per la sua fobia delle grandi folle...