Mi sento un po' Beatrix Kiddo.
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domenica 8 febbraio 2015
venerdì 5 settembre 2014
Ritorno...quanti libri hai letto tra questi?
Il mio ritorno al blog lo volevo fare con qualcosa di brioso e curioso. Mi è piaciuto questo post dell'amico Alligatore. Si tratta di una catena molto simpatica che rincorre una lista di BBC che stilò nel 2008 una lista anglosassone con i migliori 100 libri (a detta loro) di sempre.La lista che riporto sopra è stata italianizzata e spulciandola ho ricordato libri letti che non ricordavo ormai più e che tra questi titoli ci sono almeno cinque tra i miei libri preferiti.
Ne ho letti ben 34, ma mi vergogno di non aver letto Moravia, Gli indifferenti. Ho trovato delle incongruenze (l'intera opera di Shakespeare include l'Amleto...Harry Potter è una saga...lo stesso per Il Signore degli Anelli...)
A voi che è successo? Magari vi siete ricordati che nello scaffale di casa nascondete qualche titolo che avevate sepolto? Oppure ritenete che sia una lista insufficiente, poco moderna, che tralascia nomi e titoli indimenticabili?
E se doveste fare una vostra lista, riuscireste ad arrivare a 100 titoli gradevoli?
Ora vi metto le regole da seguire:
1. Mettere come immagine del post quella che ho messo sotto;
2. Citare il blog dove l'avete trovato;
3 Copiare la lista segnalando le vostre letture così:
- Libri letti
- Libri lasciati a metà
2. Citare il blog dove l'avete trovato;
3 Copiare la lista segnalando le vostre letture così:
- Libri letti
- Libri lasciati a metà
- Libri in nero
LA LISTA!
2. Harry Potter – JK Rowling
3. Se questo è un uomo – Primo Levi
4. La Bibbia
5. Cime Tempestose – Emily Bronte
6. 1984 – George Orwell
7. I Promessi Sposi – Alessandro Manzoni
8. Orgoglio e Pregiudizio – Jane Austen
9. La Divina Commedia – Dante Alighieri
10. Piccole Donne – Louisa M Alcott
11. Lessico Familiare – Natalia Ginzburg
12. Comma 22 – Joseph Heller
13. Il Signore degli Anelli – J.R.R. Tolkien
14. L’opera completa di Shakespeare
15. Il Giardino dei Finzi Contini – Giorgio Bassani
16. Lo Hobbit – JRR Tolkien
17. Il Nome della Rosa – Umberto Eco
18. Il Gattopardo – Tommasi di Lampedusa
19. Il Processo – Franz Kafka
20. Le Affinità Elettive – Goethe
21. Via col Vento – Margaret Mitchell
22. Il Grande Gatsby – F. Scott Fitzgerald
23. Bleak House – Charles Dickens
24. Guerra e Pace – Leo Tolstoy
25. Guida Galattica per Autostoppisti – Douglas Adams
26. Brideshead Revisited – Evelyn Waugh
27. Delitto e Castigo – Fyodor Dostoyevsky
28. Odissea – Omero
29. Alice nel Paese delle Meraviglie – Lewis Carroll
30. L’insostenibile leggerezza dell’essere – Milan Kundera
31. Anna Karenina – Leo Tolstoj
32. David Copperfield – Charles Dickens
33. Le Cronache di Narnia – CS Lewis
34. Emma – Jane Austen
35. Cuore – Edmondo de Amicis
36. La Coscienza di Zeno – Italo Svevo
37. Il Cacciatore di Aquiloni – Khaled Hosseini
38. Il Mandolino del Capitano Corelli – Louis De Berniere
39. Memorie di una Geisha – Arthur Golden
40. Winnie the Pooh – AA Milne
41. La Fattoria degli Animali – George Orwell
42. Il Codice da Vinci – Dan Brown
43. Cento Anni di Solitudine – Gabriel Garcia Marquez
44. Il Barone Rampante – Italo Calvino
45. Gli Indifferenti – Alberto Moravia
46. Memorie di Adriano – Marguerite Yourcenar
47. I Malavoglia – Giovanni Verga
48. Il Fu Mattia Pascal – Luigi Pirandello
49. Il Signore delle Mosche – William Golding
50. Cristo si è fermato ad Eboli – Carlo Levi
51. Vita di Pi – Yann Martel
52. Il Vecchio e il Mare – Ernest Hemingway
53. Don Chisciotte della Mancia – Cervantes
54. I Dolori del Giovane Werther – J. W. Goethe
55. Le Avventure di Pinocchio – Collodi
56. L’ombra del vento – Carlos Ruiz Zafon
57. Siddharta – Hermann Hesse
58. Il mondo nuovo – Aldous Huxley
59. Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte – Mark Haddon
60. L’Amore ai Tempi del Colera – Gabriel Garcia Marquez
61. Uomini e topi – John Steinbeck
62. Lolita – Vladimir Nabokov
63. Il Commissario Maigret – George Simenon
64. Amabili resti – Alice Sebold
65. Il Conte di Monte Cristo – Alexandre Dumas
66. Sulla Strada – Jack Kerouac
67. La luna e i Falò – Cesare Pavese
68. Il Diario di Bridget Jones – Helen Fielding
69. I figli della mezzanotte – Salman Rushdie
70. Moby Dick – Herman Melville
71. Oliver Twist – Charles Dickens
72. Dracula – Bram Stoker
73. Tre Uomini in Barca – Jerome K. Jerome
74. Notes From A Small Island – Bill Bryson
75. Ulisse – James Joyce
76. I Buddenbroock – Thomas Mann
77. Il buio oltre la siepe – Harper Lee
78. Germinale – Emile Zola
79. La fiera delle vanità – William Makepeace Thackeray
80. Possession – AS Byatt
81. A Christmas Carol – Charles Dickens
82. Il Ritratto di Dorian Gray – Oscar Wilde
83. Il Colore Viola – Alice Walker
84. Quel che resta del giorno – Kazuo Ishiguro
85. Madame Bovary – Gustave Flaubert
86. A Fine Balance – Rohinton Mistry
87. Charlotte’s Web – EB White
88. Il Rosso e il Nero – Stendhal
89. Le Avventure di Sherlock Holmes – Sir Arthur Conan Doyle
90. The Faraway Tree Collection – Enid Blyton
91. Cuore di tenebra – Joseph Conrad
92. Il Piccolo Principe– Antoine De Saint-Exupery
93. The Wasp Factory – Iain Banks
94. Niente di nuovo sul fronte occidentale – Remarque
95. Un Uomo – Oriana Fallaci
96. Il Giovane Holden – Salinger
97. I Tre Moschettieri – Alexandre Dumas
98. Amleto– William Shakespeare
99. La fabbrica di cioccolato – Roald Dahl
100. I Miserabili – Victor Hugo
Io amo le liste, e credo che seguirò la mia curiosità e ne scriverò una tutta mia. Vediamo che ne uscirà!
giovedì 13 febbraio 2014
No Captcha Day
No captcha day: ovvero facciamoci sentire a furor di blogger!!!
Per l'occasione, in stile Sole, vorrei che tutti voi provaste l'elisir della giornata senza captcha, da bere ogni mattina per portarvi a pranzo senza alcun cenno di fame: un frullato energetico e pieno di proprietà (antiossidante, lassativo, vitamina C, omega 3, utilizzo di zuccheri non raffinati, nessun ingrediente di origine animale, ricetta vegan e con quasi esclusivo utilizzo di alimenti crudi ).
Lo dedico all'Alligatore, all'iniziativa che ha messo in piedi, ben descritta qui, e a questa giornata speciale!
Ingredienti per un frullato:
- 2 kiwi pelato e a tocchetti
- una manciata di semi di girasole
- una manciata di semi di lino
- una manciata di anacardi
- una manciata di uvetta sultanina
- un cucchiaio di malto di riso o mais
- 150-200 ml di latte vegetale a piacere (meglio di riso)
Appena svegli, mentre vi preparate il thé bancha, munitevi di vaso e minipimer. Dentro al vaso cacciatevi con decisione gli ingredienti e poi azionate il frullatore a immersione: su e giù, su e giù fino a quando non si presenterà una deliziosa poltiglia color Alligatore, che delizierà il vostro palato.
In un bicchiere di birra, o in una tazzona dimensione large, versatelo e gustatelo mentre assaporate i primi momenti della giornata...
Il tormento captcha improvvisamente svanirà e la giornata inizierà alla grande!
Per l'occasione, in stile Sole, vorrei che tutti voi provaste l'elisir della giornata senza captcha, da bere ogni mattina per portarvi a pranzo senza alcun cenno di fame: un frullato energetico e pieno di proprietà (antiossidante, lassativo, vitamina C, omega 3, utilizzo di zuccheri non raffinati, nessun ingrediente di origine animale, ricetta vegan e con quasi esclusivo utilizzo di alimenti crudi ).
Lo dedico all'Alligatore, all'iniziativa che ha messo in piedi, ben descritta qui, e a questa giornata speciale!
Ingredienti per un frullato:
- 2 kiwi pelato e a tocchetti
- una manciata di semi di girasole
- una manciata di semi di lino
- una manciata di anacardi
- una manciata di uvetta sultanina
- un cucchiaio di malto di riso o mais
- 150-200 ml di latte vegetale a piacere (meglio di riso)
Appena svegli, mentre vi preparate il thé bancha, munitevi di vaso e minipimer. Dentro al vaso cacciatevi con decisione gli ingredienti e poi azionate il frullatore a immersione: su e giù, su e giù fino a quando non si presenterà una deliziosa poltiglia color Alligatore, che delizierà il vostro palato.
In un bicchiere di birra, o in una tazzona dimensione large, versatelo e gustatelo mentre assaporate i primi momenti della giornata...
Il tormento captcha improvvisamente svanirà e la giornata inizierà alla grande!
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mercoledì 31 luglio 2013
La felicità esiste. Il finale.
Sono solita, dopo aver letto un libro, lasciarlo sopra il tavolo in sala, su di una catasta di libri già letti, che rimangono lì per un po', a sedimentare. Vederli davanti a me mi permette di tenerli ancora vivi, sono degli enzimi che con la loro visione aiutano a metabolizzare la storia appena letta, a ricordarmela e renderla mia.
Poi accade che, li sfoglio e mi trascrivo quelle frasi che più mi hanno colpito, nel mio appunt-diario.
Succede anche che, mi osservano, e mi attirano nuovamente. Quindi dal divano mi protendo in avanti, lo prendo e mi rimetto a leggere quei capitoli più interessanti. Vengo attratta dal finale. Rileggo l'ultimo capitolo. E mi ritornano sempre le parole di Lucia, una cara amica, che lei inizia tutti i libri dal finale. Dalle ultime 5 righe. Lei sostiene che non si capisce nulla. Ma le piace e lo fa. Boh !?!!
Il finale che ho tra le mani, che non smetterò di leggere per un pezzo, perchè è emozione pura come tutto il resto del libro, è tratto da La felicità esiste di Paolo Zardi. Il passaparola tra blogger me l'ha fatto conoscere, e sappiatelo, lo iniziate e non vi scrollerete dalla poltrona. E' un libro magnetico, una storia che continua a far pensare e ad emozionare. Sebbene sia una storia di amore, realista e ambientata ai giorni nostri, a volte traspare dell'insensibilità apparente che destabilizza (molto maschile come aspetto, ma a me piace). Ma questo nasconde la verità, quella verità che il titolo del libro vuole palesare: La felicità esiste.
Quando leggi un libro, che mette i brividi, del quale ti confondi con le identità dei personaggi, allora è il libro da consigliare. Non può rimanere nascosto.
Un amico a cui l'ho consigliato, l'ha letto subito, e si è immedesimato in Marco.
Io invece mi rivedo in Sveva.
Un'altra amica lo sta aspettando. E mi dirà poi a chi pensa di assomigliare.
Attendo voi ora.
Beh, non vi dico altro. Tranne il finale.

Poi accade che, li sfoglio e mi trascrivo quelle frasi che più mi hanno colpito, nel mio appunt-diario.
Succede anche che, mi osservano, e mi attirano nuovamente. Quindi dal divano mi protendo in avanti, lo prendo e mi rimetto a leggere quei capitoli più interessanti. Vengo attratta dal finale. Rileggo l'ultimo capitolo. E mi ritornano sempre le parole di Lucia, una cara amica, che lei inizia tutti i libri dal finale. Dalle ultime 5 righe. Lei sostiene che non si capisce nulla. Ma le piace e lo fa. Boh !?!!
Il finale che ho tra le mani, che non smetterò di leggere per un pezzo, perchè è emozione pura come tutto il resto del libro, è tratto da La felicità esiste di Paolo Zardi. Il passaparola tra blogger me l'ha fatto conoscere, e sappiatelo, lo iniziate e non vi scrollerete dalla poltrona. E' un libro magnetico, una storia che continua a far pensare e ad emozionare. Sebbene sia una storia di amore, realista e ambientata ai giorni nostri, a volte traspare dell'insensibilità apparente che destabilizza (molto maschile come aspetto, ma a me piace). Ma questo nasconde la verità, quella verità che il titolo del libro vuole palesare: La felicità esiste.
Quando leggi un libro, che mette i brividi, del quale ti confondi con le identità dei personaggi, allora è il libro da consigliare. Non può rimanere nascosto.
Un amico a cui l'ho consigliato, l'ha letto subito, e si è immedesimato in Marco.
Io invece mi rivedo in Sveva.
Un'altra amica lo sta aspettando. E mi dirà poi a chi pensa di assomigliare.
Attendo voi ora.
Beh, non vi dico altro. Tranne il finale.
"Tutto sarebbe cambiato, perchè, se non fosse stato così, se la vita che gli restava non fosse stata diversa da quella che aveva vissuto, allora avrebbe dovuto ammettere che la felicità esisteva, ma non era per lui."
lunedì 29 luglio 2013
Quattro soli a motore - Quota 3000
Questo post necessita di una colonna sonora. Non può essere che Daughter dei Pearl Jam ...
Detto questo, impostato lo stereo, ora vi racconto di questa avventura dolomitica condivisa con il mio amico Andrea.
Ho deciso di portarmi Corradino, e le sue avventure narrate in "Quattro soli a motore" di Nicola Pezzoli, a quota 3000 metri, cogliendo l'invito contagioso dell' Alligatore in questo suo post.
La splendida cornice dolomitica è quella del Monte Cristallo, nelle dolomiti Ampezzane, lungo la ferrata Dibona, che ha del magnifico: agganciato in quota riesci ad avere una panoramica a 360 gradi tutt'attorno, arrivando fino a penetrare lo sguardo oltre il confine, verso le montagne austriache. Mozzafiato, il tetto più alto in cui io sia mai stata, il mio tetto del mondo!
Una ferrata ad alta quota rimane uno scenario pauroso per molte persone; i limiti con cui ci si scontra sono molti: le vertigini, il fiato che manca, l'equilibrio, la capacità di riconoscere e sfidare le proprie forze, l'istinto di sopravvivenza, il sudore, il freddo. E' per questo che ho portato Corradino con me, perchè lui di paure ne ha affrontate molte, e così apertamente e spontaneamente che sono diventate le mie mentre leggevo la sua storia. Negli occhi di un ragazzino certe cose appaiono crude e vere, palesi, dolorose e reali. Gli occhi di un ragazzino non sono appannati e ricordano quelli che tutti noi abbiamo avuto, occhi di cui abbiamo dimenticato l'uso crescendo e diventando adulti, smarrendo quella genuinità che è il contrassegno di tutti i bambini, ma che rimane la chiave per non farsi prendere in giro, per non diventare vittime dei meccanismi della società.
Mi sono centellinata le pagine e assaporata una scrittura divertente, nuova, creativa e stimolante, che ha reso molto bene il contesto e la vita di Corradino. Bravo a Nicola Pezzoli, Zio Scriba, complimenti ai tuoi occhi e ai tuoi sensi, alla tua sensibilità immensa.
A tal proposito, uno dei miei pezzi preferiti di Quattro soli a motore, che ho sottolineato e riletto e riletto...
a pag. 232 ...
"Anche quando mi fui abituato alle tenebre, a farmi da occhio erano le mani e tutto il resto del corpo, ogni recettore tattile, ogni terminazione nervosa. Pensai allo zio cieco. Per salire dalle scale al buio, dentro una casa sconosciuta, devi dilatare te stesso fino a divenire misura del tutto, radar dell'ignoto, sonar dell'inconosciuto. Pensai a quanto mi avrebbe fatto comodo essere l'Uomo Invisibile, e avrei voluto che l'involucro delle scale, quella loro coltre d'oscurità così densa e protettiva durasse di più. Ma fui ben presto al primo piano."
Buona estate e buona lettura... io continuerò a portarmi Quattro soli a motore in qua e in là ... ;)
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venerdì 19 luglio 2013
Quattro soli a motore Libro dell'estate 2013
L'hai letto? Ti è piaciuto, vero? C'è un brano che preferisci? Bene, è arrivato il momento di farlo sapere a tutti! Pubblica una foto della tua copia di Quattro soli a motore di Nicola Pezzoli sul tuo blog o sulla tua pagina facebook, aggiungi la frase o il brano che ti ha colpito di più (e, se vuoi, il numero di pagina, e la didascalia "io l'ho letto e mi è piaciuto"), e liberalo sul web! Un buon consiglio di lettura è il miglior regalo che puoi fare a un amico.
Non l’hai letto! E cosa aspetti? È uscito per la Neo Edizioni, te lo dico io...
Così l'ha presentato al mondo Elle Lo Spirito, creando da subito un evento in facebook, seguendo l'entusiasmo e la proposta dell'Alligatore, in questo suo post.
Forza ragazzi, uniamo le forze e diffondiamo il Libro dell'Estate 2013
"Quattro soli al motore" di Nicola Pezzoli (ZIO SCRIBA)
Fate come me, prenotatelo in libreria, o direttamente dall'editore per evitare un doppio passaggio, e leggetelo subito! Io l'ho iniziato questa notte, eccolo tra le mie lenzuola... ma lo porterò a zonzo con me, in quest'estate che è appena iniziata! La scadenza ideale del 15 agosto è libera, nel senso che se non ce la facciamo a pubblicare un post nel nostro blog per quella data, possiamo andare oltre, c'è pure settembre che si porta lo strascico delle calure, magari tra un filare di vite, una passeggiata in campagna o durante l'ultimo sguazzo al mare.
Dai non perdete l'entusiasmo, contagiate amici e conoscenti. Io ne sono l'esempio. Contagio allo stato puro ;)
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lunedì 8 luglio 2013
A parlar di vino
Un venerdì sera, in orario da aperitivo, in una delle tante cantine della gioiosa Marca Trevigiana.
Di cantina in cantina, dovrei dire. Lasciato il mio posto di lavoro, mi sono diretta in questa cantina qui, a San Polo di Piave (TV), che ospitava un evento che aveva come ospiti Massimo Carlotto e Sandro Sangiorgi: il primo noto scrittore noir, il papà del vero Alligatore, ma anche scrittore di molti romanzi di indagine, il secondo giornalista enogastronomico, esperto di vini, sommelier, pioniere del movimento Slow Food.
In un splendido contesto, sotto una vite a Bellussi, tipico allevamento di viti diffuso quasi esclusivamene nella zona di Treviso, (e a scemare tra Padova e anche nel bolognese), sopra un carro allestito a festa, i due sopracitati, un giornalista che moderava l'incontro e un bravo bluesman, accompagnatore musicale della serata.
"Vino e letteratura", il titolo della serata era questo. La chiacchierata è stata da capogiro, moltissimi gli spunti che mi sono portata a casa, e soprattutto concetti essenziali, svestiti da quanto semplici essi siano.
Vi lascio solo tre spunti su cui meditare, quelli che possiamo pure cogliere nella nostra quotidianità.
Il vino: vino naturale in primis, quello che accoglie e sfrutta la propria naturalità fatta anche di enzimi e lieviti presenti in esso; e cosa fa il vino? Tre cose fondamentali: restituisce il luogo dove cresce la vite e ne mantiene le tradizioni e i sapori originali, nutre il fisico e lo spirito, rafforza il rapporto con il cibo. Sono tre qualità spesso dimenticate e sottovalutate, scontate direi io. eppure Sangiorgi le valorizza. Non si possono dimenticare.
La passione: diventa un argomento cardine. Carlotto interviene dicendo che nel momento in cui degusta un vino, un suo pensiero va sempre al produttore, e alla fatica che si cela dietro alla passione per l'uva e la sua trasformazione. Una passione che traspare soprattutto nella qualità e nell'esprimere la vera natura del vino. Una passione che però sta marcendo e perdendo il suo significato nell'Italia dei nostri anni, la definisce la "passione di spessore", quella che fa girare il mondo, ma che in Italia in ogni settore e ambito è stata persa (si pensi alla politica ad esempio). Lui si ritiene fortunato: scrive e dosa a suo piacimento la passione nei suoi personaggi. Bello, no? Anche nel progetto letterario che lo vede protagonista con Marco Videtta in questi mesi, "Le vendicatrici", ovvero una lettura noir della condizione della donna che vive ai giorni d'oggi, con la crisi che la travolge e che la discrimina. Lui lo dice: si è innamorato delle quattro protagoniste di questo filone... e non so se sia stata una frase ad effetto, oppure no, sta di fatto che ora il desiderio di buttarcisi sopra a queste storie è immediata. La passione con cui ne ha parlato era palese e contagiosa!
Sensi: assaporare i vini e degustarli è avvicinarsi a sè stessi e all'uso di tutti i nostri sensi. La moda ha un periodo breve per quanto riguada i gusti e Sangiorgi aggiunge pure che è inutile fare gli snob o i bastiancontrari per forza. Se piace un vino, che è e fa la moda del momento, accettiamolo!, se invece non ci piace, va bene lo stesso! si deve capire che degustare è acuire i propri sensi e non seguire la moda.
Che ne dite, cosa ne possiamo trarre da questa chiacchierata sotto le vigne?
Io mi sono molto rinvigorita, ho avuto modo di affrancare le mie convinzioni in merito, soprattutto per ciò che riguarda i sensi. Spesso dimenticati, ma pur sempre protagonisti di ogni singolo atto che facciamo. Determinano la nostra libertà di esprimerci, la libertà vera, quella che più volte tiro in ballo, e che è lontana dal liberismo e dai libertini e dai popolani (o popolari, o popolanti, o popo-lesi, o popoliani?) della libertà. Libertà. Punto.
Che ne dite, calice alla mano e ci meditiamo un po' su ???
Di cantina in cantina, dovrei dire. Lasciato il mio posto di lavoro, mi sono diretta in questa cantina qui, a San Polo di Piave (TV), che ospitava un evento che aveva come ospiti Massimo Carlotto e Sandro Sangiorgi: il primo noto scrittore noir, il papà del vero Alligatore, ma anche scrittore di molti romanzi di indagine, il secondo giornalista enogastronomico, esperto di vini, sommelier, pioniere del movimento Slow Food.
In un splendido contesto, sotto una vite a Bellussi, tipico allevamento di viti diffuso quasi esclusivamene nella zona di Treviso, (e a scemare tra Padova e anche nel bolognese), sopra un carro allestito a festa, i due sopracitati, un giornalista che moderava l'incontro e un bravo bluesman, accompagnatore musicale della serata.
"Vino e letteratura", il titolo della serata era questo. La chiacchierata è stata da capogiro, moltissimi gli spunti che mi sono portata a casa, e soprattutto concetti essenziali, svestiti da quanto semplici essi siano.
Vi lascio solo tre spunti su cui meditare, quelli che possiamo pure cogliere nella nostra quotidianità.
Il vino: vino naturale in primis, quello che accoglie e sfrutta la propria naturalità fatta anche di enzimi e lieviti presenti in esso; e cosa fa il vino? Tre cose fondamentali: restituisce il luogo dove cresce la vite e ne mantiene le tradizioni e i sapori originali, nutre il fisico e lo spirito, rafforza il rapporto con il cibo. Sono tre qualità spesso dimenticate e sottovalutate, scontate direi io. eppure Sangiorgi le valorizza. Non si possono dimenticare.
La passione: diventa un argomento cardine. Carlotto interviene dicendo che nel momento in cui degusta un vino, un suo pensiero va sempre al produttore, e alla fatica che si cela dietro alla passione per l'uva e la sua trasformazione. Una passione che traspare soprattutto nella qualità e nell'esprimere la vera natura del vino. Una passione che però sta marcendo e perdendo il suo significato nell'Italia dei nostri anni, la definisce la "passione di spessore", quella che fa girare il mondo, ma che in Italia in ogni settore e ambito è stata persa (si pensi alla politica ad esempio). Lui si ritiene fortunato: scrive e dosa a suo piacimento la passione nei suoi personaggi. Bello, no? Anche nel progetto letterario che lo vede protagonista con Marco Videtta in questi mesi, "Le vendicatrici", ovvero una lettura noir della condizione della donna che vive ai giorni d'oggi, con la crisi che la travolge e che la discrimina. Lui lo dice: si è innamorato delle quattro protagoniste di questo filone... e non so se sia stata una frase ad effetto, oppure no, sta di fatto che ora il desiderio di buttarcisi sopra a queste storie è immediata. La passione con cui ne ha parlato era palese e contagiosa!
Sensi: assaporare i vini e degustarli è avvicinarsi a sè stessi e all'uso di tutti i nostri sensi. La moda ha un periodo breve per quanto riguada i gusti e Sangiorgi aggiunge pure che è inutile fare gli snob o i bastiancontrari per forza. Se piace un vino, che è e fa la moda del momento, accettiamolo!, se invece non ci piace, va bene lo stesso! si deve capire che degustare è acuire i propri sensi e non seguire la moda.
Che ne dite, cosa ne possiamo trarre da questa chiacchierata sotto le vigne?
Io mi sono molto rinvigorita, ho avuto modo di affrancare le mie convinzioni in merito, soprattutto per ciò che riguarda i sensi. Spesso dimenticati, ma pur sempre protagonisti di ogni singolo atto che facciamo. Determinano la nostra libertà di esprimerci, la libertà vera, quella che più volte tiro in ballo, e che è lontana dal liberismo e dai libertini e dai popolani (o popolari, o popolanti, o popo-lesi, o popoliani?) della libertà. Libertà. Punto.
Che ne dite, calice alla mano e ci meditiamo un po' su ???
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sabato 25 maggio 2013
Passi di Sole.
Un freddo pomeriggio di un sabato di maggio.
Un pranzo fatto di sapori di Sicilia, ricordando i dieci giorni di vacanza appena trascorsi tra Taormina e Noto e Acitrezza, con un insalata di finocchi, arancia e peperoncino e degli spaghetti con un pesto di pistacchi. Un calice di prosecco per ritornare ad assaporare i sapori acidi della mia zona.
Contenta, nonostante la pioggia e le nuvole persistenti nei cieli del nord: non mi sono mai fatta condizionare dal clima, accettazione credo. Oppure non ci faccio proprio caso. Spesso dimentico l'ombrello o il cappello, i capelli si arruffano tipo Toni Iomi e se bagno le scarpe le cambio.
Come una bambina stamattina, sono scesa dalla macchina ancora accesa e corsa verso uno dei posti preferiti qui a Treviso, una libreria veramente incredibile, la Lovat di Villorba, per la vastità di libri che hanno, con ampio spazio alle piccole case editrici, alle tematiche svariate, all'angolo bambini, musica e arte. Un grande spazio dedicato alla musica, commerciale e indie, al cinema con dvd (anche introvabili, sennò te li trovano, facile eh!?!!!) e ai fumetti, abbigliamento "musicale", e un altro spazio dedicato agli incontri con gli autori.
Questo fiondarmi dall'auto ancora in corsa ha fatto sì di beccarmi "sembravi una bambina, te ne sei accorta?" sì sì, lo so, chissenefrega, ma l'entusiasmo era grande, e quindi perché soffocarlo! E poi sono così, solo Sole, non a caso.
Vabbè, uno dei libri che mi sono regalata stamattina - "La porta proibita" di Tiziano Terzani - è frutto dell'inizio di un percorso. Sì lo chiamo così.
Tra i libri che mi hanno accompagnato in Sicilia, mi sono portata "Un indovino mi disse" di Tiziano Terzani, cogliendo lo spunto dal blog dell'amico Alligatore in due suoi post, prima questo per presentare il libro e e poi quest'altro nel quale ci invitata a seguire l'iniziativa; vi linko le parole del regista Mario Zanot in cui spiega come fare per portare alla realizzazione un sogno, quello di creare dal libro un film. Seguite l'evoluzione del progetto direttamente dal sito, lo vogliamo sul grande schermo!
Sono stata coinvolta nel profondo da questo mio primo Terzani. Mi è capitato con pochi libri di piangere all'ultima pagina e la cosa più bella, di sentire qualcosa muovermi nel cuore, come quello che accade quando ci si innamora. Quindi un libro che mi inizia a una nuova strada? o intensifica e accresce i miei passi in quella già intrapresa sette anni fa? Chissà ... entusiasmo e occhi lucidi dalla commozione, e curiosità per quel che verrà ...
La trama è legata a questo anno di vita, il 1993, in cui Tiziano Terzani ha rinunciato a volare, perchè glielo predisse un indovino ad Honk Kong nel lontano 1976. E quindi tutti i suoi spostamenti tra gli stati asiatici, dove lavorava come giornalista, e l'Europa, sono stati effettuati a ritmo lento con navi e treni e taxi e motorini e a piedi. Le varie tappe, tra Laos, Birmania, Cina, Thailandia, ... , sono state contornate da incontri appositamente voluti da lui, con intensa ironia e sfida, con indovini, maghi, cartomanti, stregoni, dukun... l'incontro con il caso, o con il destino? credere a queste energie sottili? si può prevedere il futuro?
Sono alcune delle domande che Terzani si è fatto, e che mi ero posta scrivendo la tesi lo scorso anno, relativa al terzo occhio e all'epifisi, e che in continua evoluzione il mio pensiero sostiene, cambia, critica ... si aprono nuove porte, un po' come l'albero di natale della tradizione tedesca, ogni giorno apri una finestrella e trovi una sorpresa dietro. E quindi il mio spirito fanciullesco ne gode tantissimo: tante scoperte, tesi che improvvisamente cadono ma nuovi orizzonti dove guardare.
Lo consiglio, leggetelo Tiziano Terzani.
Non ve ne pentirete, e spesso vi ritroverete a ridere a crepapelle, anche se siete attorniati di persone, in attesa del check-in, come è capitato a me ... o a emozionarmi veramente, riscoprendo momenti che sono il senso della vita...
Un pranzo fatto di sapori di Sicilia, ricordando i dieci giorni di vacanza appena trascorsi tra Taormina e Noto e Acitrezza, con un insalata di finocchi, arancia e peperoncino e degli spaghetti con un pesto di pistacchi. Un calice di prosecco per ritornare ad assaporare i sapori acidi della mia zona.
Contenta, nonostante la pioggia e le nuvole persistenti nei cieli del nord: non mi sono mai fatta condizionare dal clima, accettazione credo. Oppure non ci faccio proprio caso. Spesso dimentico l'ombrello o il cappello, i capelli si arruffano tipo Toni Iomi e se bagno le scarpe le cambio.
Come una bambina stamattina, sono scesa dalla macchina ancora accesa e corsa verso uno dei posti preferiti qui a Treviso, una libreria veramente incredibile, la Lovat di Villorba, per la vastità di libri che hanno, con ampio spazio alle piccole case editrici, alle tematiche svariate, all'angolo bambini, musica e arte. Un grande spazio dedicato alla musica, commerciale e indie, al cinema con dvd (anche introvabili, sennò te li trovano, facile eh!?!!!) e ai fumetti, abbigliamento "musicale", e un altro spazio dedicato agli incontri con gli autori.
Questo fiondarmi dall'auto ancora in corsa ha fatto sì di beccarmi "sembravi una bambina, te ne sei accorta?" sì sì, lo so, chissenefrega, ma l'entusiasmo era grande, e quindi perché soffocarlo! E poi sono così, solo Sole, non a caso.
Vabbè, uno dei libri che mi sono regalata stamattina - "La porta proibita" di Tiziano Terzani - è frutto dell'inizio di un percorso. Sì lo chiamo così.
Tra i libri che mi hanno accompagnato in Sicilia, mi sono portata "Un indovino mi disse" di Tiziano Terzani, cogliendo lo spunto dal blog dell'amico Alligatore in due suoi post, prima questo per presentare il libro e e poi quest'altro nel quale ci invitata a seguire l'iniziativa; vi linko le parole del regista Mario Zanot in cui spiega come fare per portare alla realizzazione un sogno, quello di creare dal libro un film. Seguite l'evoluzione del progetto direttamente dal sito, lo vogliamo sul grande schermo!
Sono stata coinvolta nel profondo da questo mio primo Terzani. Mi è capitato con pochi libri di piangere all'ultima pagina e la cosa più bella, di sentire qualcosa muovermi nel cuore, come quello che accade quando ci si innamora. Quindi un libro che mi inizia a una nuova strada? o intensifica e accresce i miei passi in quella già intrapresa sette anni fa? Chissà ... entusiasmo e occhi lucidi dalla commozione, e curiosità per quel che verrà ...
La trama è legata a questo anno di vita, il 1993, in cui Tiziano Terzani ha rinunciato a volare, perchè glielo predisse un indovino ad Honk Kong nel lontano 1976. E quindi tutti i suoi spostamenti tra gli stati asiatici, dove lavorava come giornalista, e l'Europa, sono stati effettuati a ritmo lento con navi e treni e taxi e motorini e a piedi. Le varie tappe, tra Laos, Birmania, Cina, Thailandia, ... , sono state contornate da incontri appositamente voluti da lui, con intensa ironia e sfida, con indovini, maghi, cartomanti, stregoni, dukun... l'incontro con il caso, o con il destino? credere a queste energie sottili? si può prevedere il futuro?
Sono alcune delle domande che Terzani si è fatto, e che mi ero posta scrivendo la tesi lo scorso anno, relativa al terzo occhio e all'epifisi, e che in continua evoluzione il mio pensiero sostiene, cambia, critica ... si aprono nuove porte, un po' come l'albero di natale della tradizione tedesca, ogni giorno apri una finestrella e trovi una sorpresa dietro. E quindi il mio spirito fanciullesco ne gode tantissimo: tante scoperte, tesi che improvvisamente cadono ma nuovi orizzonti dove guardare.
Lo consiglio, leggetelo Tiziano Terzani.
Non ve ne pentirete, e spesso vi ritroverete a ridere a crepapelle, anche se siete attorniati di persone, in attesa del check-in, come è capitato a me ... o a emozionarmi veramente, riscoprendo momenti che sono il senso della vita...
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