Un venerdì sera, in orario da aperitivo, in una delle tante cantine della gioiosa Marca Trevigiana.
Di cantina in cantina, dovrei dire. Lasciato il mio posto di lavoro, mi sono diretta in questa cantina qui, a San Polo di Piave (TV), che ospitava un evento che aveva come ospiti Massimo Carlotto e Sandro Sangiorgi: il primo noto scrittore noir, il papà del vero Alligatore, ma anche scrittore di molti romanzi di indagine, il secondo giornalista enogastronomico, esperto di vini, sommelier, pioniere del movimento Slow Food.
In un splendido contesto, sotto una vite a Bellussi, tipico allevamento di viti diffuso quasi esclusivamene nella zona di Treviso, (e a scemare tra Padova e anche nel bolognese), sopra un carro allestito a festa, i due sopracitati, un giornalista che moderava l'incontro e un bravo bluesman, accompagnatore musicale della serata.
"Vino e letteratura", il titolo della serata era questo. La chiacchierata è stata da capogiro, moltissimi gli spunti che mi sono portata a casa, e soprattutto concetti essenziali, svestiti da quanto semplici essi siano.
Vi lascio solo tre spunti su cui meditare, quelli che possiamo pure cogliere nella nostra quotidianità.
Il vino: vino naturale in primis, quello che accoglie e sfrutta la propria naturalità fatta anche di enzimi e lieviti presenti in esso; e cosa fa il vino? Tre cose fondamentali: restituisce il luogo dove cresce la vite e ne mantiene le tradizioni e i sapori originali, nutre il fisico e lo spirito, rafforza il rapporto con il cibo. Sono tre qualità spesso dimenticate e sottovalutate, scontate direi io. eppure Sangiorgi le valorizza. Non si possono dimenticare.
La passione: diventa un argomento cardine. Carlotto interviene dicendo che nel momento in cui degusta un vino, un suo pensiero va sempre al produttore, e alla fatica che si cela dietro alla passione per l'uva e la sua trasformazione. Una passione che traspare soprattutto nella qualità e nell'esprimere la vera natura del vino. Una passione che però sta marcendo e perdendo il suo significato nell'Italia dei nostri anni, la definisce la "passione di spessore", quella che fa girare il mondo, ma che in Italia in ogni settore e ambito è stata persa (si pensi alla politica ad esempio). Lui si ritiene fortunato: scrive e dosa a suo piacimento la passione nei suoi personaggi. Bello, no? Anche nel progetto letterario che lo vede protagonista con Marco Videtta in questi mesi, "Le vendicatrici", ovvero una lettura noir della condizione della donna che vive ai giorni d'oggi, con la crisi che la travolge e che la discrimina. Lui lo dice: si è innamorato delle quattro protagoniste di questo filone... e non so se sia stata una frase ad effetto, oppure no, sta di fatto che ora il desiderio di buttarcisi sopra a queste storie è immediata. La passione con cui ne ha parlato era palese e contagiosa!
Sensi: assaporare i vini e degustarli è avvicinarsi a sè stessi e all'uso di tutti i nostri sensi. La moda ha un periodo breve per quanto riguada i gusti e Sangiorgi aggiunge pure che è inutile fare gli snob o i bastiancontrari per forza. Se piace un vino, che è e fa la moda del momento, accettiamolo!, se invece non ci piace, va bene lo stesso! si deve capire che degustare è acuire i propri sensi e non seguire la moda.
Che ne dite, cosa ne possiamo trarre da questa chiacchierata sotto le vigne?
Io mi sono molto rinvigorita, ho avuto modo di affrancare le mie convinzioni in merito, soprattutto per ciò che riguarda i sensi. Spesso dimenticati, ma pur sempre protagonisti di ogni singolo atto che facciamo. Determinano la nostra libertà di esprimerci, la libertà vera, quella che più volte tiro in ballo, e che è lontana dal liberismo e dai libertini e dai popolani (o popolari, o popolanti, o popo-lesi, o popoliani?) della libertà. Libertà. Punto.
Che ne dite, calice alla mano e ci meditiamo un po' su ???
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lunedì 8 luglio 2013
A parlar di vino
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domenica 19 maggio 2013
Esuli parole...
Le onde cullano i miei sensi...i miei pensieri vagano...
...cosa sarebbe il mondo se il "potere" fosse più femminile ? Ci sarebbero guerre, omicidi, minacce? Una donna potrebbe trasformarsi in un dittatore, genocida, mitomane di sé stesso? Potrebbe un uomo sottostare a una donna?
...dalla Sicilia questi pensieri si fanno largo, mirano a un mondo migliore, a l'uguaglianza che dovrebbe pareggiare le diversità, positivamente...
...cosa sarebbe il mondo se il "potere" fosse più femminile ? Ci sarebbero guerre, omicidi, minacce? Una donna potrebbe trasformarsi in un dittatore, genocida, mitomane di sé stesso? Potrebbe un uomo sottostare a una donna?
...dalla Sicilia questi pensieri si fanno largo, mirano a un mondo migliore, a l'uguaglianza che dovrebbe pareggiare le diversità, positivamente...
domenica 12 maggio 2013
Ricorrenza. Punto.
Volevo condividere. E testimoniare.
A maggio festeggio sempre una ricorrenza molto importante e significativa nella mia vita, che è legata a delle scelte molto forti che decisi di prendere per me e solo per me.
Era il mese di maggio del 2006 che presi la decisione di non mangiare più carne e di non assumere più medicinali. Scelta radicale, legata a continui mal di testa che mi opprimevano ogni volta che mangiavo proteine animali, provocandomi giornate difficili da affrontare e a volte abuso di pasticche (per me abuso voleva dire due capsule al giorno). Significò intraprendere la strada più vicina alla mia vera indole e in modo naturale, per allontanarmi sempre più dall'ideale di uomo che la società moderna sta creando, e aggrapparmi a ciò con cui mi sento più affine perchè ne sono parte consapevole, la Natura.
Fu l'inizio di un nuovo percorso di vita, tante cose sono successe e cambiamenti profondi e radicali sono avvenuti in me.
Queste scelte sono state tutte positive, ma la percezione dei propri sensi è la qualità maggiore che ho riscoperto, e la auguro a chiunque.
Si dice sensibilità quando ci si trova di fronte qualcuno che sa essere empatico, comprensivo, che ci abbraccia anche se senza farlo, ma ce lo fa capire anche solo con uno sguardo o un sorriso, o una parola detta o scritta. E sensi-bilità quindi diventa l'abilità a usare i propri sensi, quelli esterni e quindi quelli che si manifestano verso e con l'esterno, ma anche quelli interiori, ad esempio l'ascolto interiore, la visione interiore...
E così immersa nei miei sensi, vi lascio con questa coccola, solo perchè mi scioglie letteralmente e ne abbiamo bisogno un po' tutti di tenerezza, in attesa di cieli stellati ...
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venerdì 19 aprile 2013
Momenti di poesia
Momenti di poesia.
Così si dice. Nei modi di dire, che nella maggior parte dei casi non ammetto nel mio colloquiare e scrivere, cerco sempre di dare un senso logico, ricercato da me, non da web ed enciclopedie.
Ecco quindi che in "momenti di poesia" ritrovo quelle sensazioni che la lettura o scrittura di una poesia mi trasmettono. Sono vere emozioni, maggiori e assolute rispetto alla lettura di un libro. La poesia ci offre questo, riporta a galla la nostra essenza, il nostro sentire sottile, assopito dalla quotidianità, dalla frenesia. E' estasi portata a parole, e tramutata in brividi e batticuore, e sensazioni di ogni tipo che viaggiano attraverso i nostri sensi, ovunque. Sono i messaggi che il nostro io profondo, anima, o come preferite chiamarla, invia al nostro corpo, che diventa messaggero e traduttore.
Leggere poesie, dovrebbe diventare la nostra pillola quotidiana. Una meditazione attiva e molto semplice, che non implica scuole e studi. Solo lasciarsi trasportare e cullare.
A me le poesie piacciono. In questo mese di aprile, costretta a tantissime corse e frenesia, ho avuto la possibilità di essere ripagata con tante piccole cose e momenti molto intimi, momenti di poesia. E sono grata per essermene accorta. Stiamo perdendo questa capacità di essere intimamente vicini a noi stessi e non ci accorgiamo delle piccole cose.
E mentre me li ripasso in testa, li definisco "momenti di poesia" e caspiterina, a me non piacciono i modi di dire, eppure in questo caso, me lo perdono perchè ci credo profondamente.
E quindi, mi regalo anche qualche poesia in più da leggere, per non dimenticarmene di questo profondo appagamento che riesce a dare...
...quindi vi lascio questa di Neruda, un po' perchè a me piace tanto lui, un po' perchè nominato di recente...
Così si dice. Nei modi di dire, che nella maggior parte dei casi non ammetto nel mio colloquiare e scrivere, cerco sempre di dare un senso logico, ricercato da me, non da web ed enciclopedie.
Ecco quindi che in "momenti di poesia" ritrovo quelle sensazioni che la lettura o scrittura di una poesia mi trasmettono. Sono vere emozioni, maggiori e assolute rispetto alla lettura di un libro. La poesia ci offre questo, riporta a galla la nostra essenza, il nostro sentire sottile, assopito dalla quotidianità, dalla frenesia. E' estasi portata a parole, e tramutata in brividi e batticuore, e sensazioni di ogni tipo che viaggiano attraverso i nostri sensi, ovunque. Sono i messaggi che il nostro io profondo, anima, o come preferite chiamarla, invia al nostro corpo, che diventa messaggero e traduttore.
Leggere poesie, dovrebbe diventare la nostra pillola quotidiana. Una meditazione attiva e molto semplice, che non implica scuole e studi. Solo lasciarsi trasportare e cullare.
A me le poesie piacciono. In questo mese di aprile, costretta a tantissime corse e frenesia, ho avuto la possibilità di essere ripagata con tante piccole cose e momenti molto intimi, momenti di poesia. E sono grata per essermene accorta. Stiamo perdendo questa capacità di essere intimamente vicini a noi stessi e non ci accorgiamo delle piccole cose.
E mentre me li ripasso in testa, li definisco "momenti di poesia" e caspiterina, a me non piacciono i modi di dire, eppure in questo caso, me lo perdono perchè ci credo profondamente.
E quindi, mi regalo anche qualche poesia in più da leggere, per non dimenticarmene di questo profondo appagamento che riesce a dare...
...quindi vi lascio questa di Neruda, un po' perchè a me piace tanto lui, un po' perchè nominato di recente...
"Bimba bruna e flessuosa, il sole che fa la frutta,
quello che riempie il grano, quello che piega le alghe,
ha fatto il tuo corpo allegro, i tuoi occhi luminosi
e la tua bocca che ha il sorriso del'acqua.
Un sole nero e ansioso si attorciglia alle matasse
della tua nera chioma, quando allunghi le braccia.
Tu giochi con il sole come un ruscello
e lui ti lascia negli occhi due piccoli stagni scuri.
Bimba bruna e flessuosa, nulla mi avvicina a te.
Tutto da te mi allontana, come dal mezzogiorno.
Sei la delirante gioventù dell'ape,
l'ebbrezza dell'onda, la forza della spiga.
Eppure il mio cuore cupo ti cerca,
e amo il tuo corpo allegro, la tua voce disinvolta e sottile.
Farfalla bruna dolce e definitiva
come il campo di grano e il sole, il papavero e l'acqua."
giovedì 27 settembre 2012
Radiohead e sensi
Conclusosi il tour dei Radiohead in Italia, si può scrivere di loro.
Li ho visti a Bologna, in una serata estiva di fine settembre, in cui cielo stellato e luna crescente risplendevano belli nel cielo. Come il mio solito, non mi soffermo su quali canzoni, scaletta abbiano fatto: su questo lascio la critica vera a stilare classifiche, dare voti, conteggiare i tempi e confrontare.
A me importa altro.
Intanto lo spettacolo è stato inaspettato, senza troppe illusioni, ipnotico. Complice un palco con dall'effetto psicadelico, con scelte di colori molto affini al mio essere e al mio sentire la musica, in grado di essere coinvolgenti e far trasportare i sensi nella direzione che la musica voleva portarti.
Esplosioni di sole e fuoco, supportate dal giallo e dall'arancio e dal rosso, mare e onde da un blu ritmato, e la natura dai contrastanti verdi. Il fuxia a fare da contorno e contrasto assieme a lilla e a frammenti di luce pura. Un arcobaleno in movimento a ricordarmi il percorso della mia tesi, pensate un po' che accidenti poteva venirmi in mente durante il concerto dei Radiohead!
E occhi: quelli di ogni componente delle band, trasmessi ed evidenti a tutti, volti segnati dalla musica, e questo mi è piaciuto molto. Thom Yorke con i capelli appena un po' lunghi e raccolti, barba incolta e leggermente più in carne rispetto al solito è stato veramente una bella sorpresa. Poi lui, vegano attivista di Greenpeace, a voler difondere la protesta contro lo sfruttamento del Polo Nord, come raccontato pure qui. Quindi affinità al 100% con questi ideali pacifisti e di amore per la natura. Li trovo tutti così, non ci posso far nulla! :)
La scelta dei brani non è stata scontata, elettronica e lontana dai primi Radiohead, eseguita divinamente. Voce insidiante da far perdere le connessioni dei sensi. Quel contatto che spesso cerco di spiegarmi nei miei pensieri, sul potere della musica ad aprire i canali delle nostre entità superiori è avvenuto. Complicità dei sensi, della luce, della musica e della voce. Io credo fermamente in queste cose, al potere della musica. Fin dagli albori ha accompagnato riti e momenti d'estasi che venivano ricercati quale esigenza primaria di vita!
Voce, ritorno all'origine di ogni essere: il primo vagito è canto alla vita.
Musica: è la ricercatezza di commutare in vibrazioni la natura.
Nulla di più elementare e affine a ogni essere, noi musica.
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giovedì 23 agosto 2012
Prove di un matrimonio
Premettiamo una cosa: non mi sposo. Già fatto, otto anni sono passati, oramai alle spalle ho solo anni e anni di partecipazione a matrimoni, espertissima di presenze di fronte ad amici e parenti, giochi, scherzi, letture in chiesa che vengono sempre affidate a me (cavoli, ma timida non potevo nascere), canti, recite, nano, cortei, carriole, uova, palloncini, polistirolo, scherzi di ogni tipo.
Questo è quello più importante dopo il mio: quello del mio fratellino. Di cui poco si sa, ermetismo puro, ma è il mio piccolino che cresce. Più di me, lui è cresciuto con il fai-da-te, mentre mamma era a lavoro 11 ore al giorno. E ricordo ancora quel carnevale, lui a casa da solo con una voglia di frittelle, e così coordinato dalle dritte di nonna e zia, s'è messo a impastarle e friggerle.
E sarò testimone, sorella della sposa, figlia della madre, e figlia della suocera (poi), cognata della sposa, lettrice, addetta a sistemare il parentado e colei che darà l'ultimo sguardo al fratello vestito di tutto punto. Ruoli che mi vanno stretti, ma ultimamente sento dire solo queste cose: così invece di essere Elena, sarò tanti appellativi e cose che mi vanno strette. L'anima, quella sì che ha valore, probabilmente è il valore più caro che noi tutti abbiamo.
Così queste giornate le sto passando nervosamente, a sistemare gli ultimi dettagli del caso, materialismo vivo! Così medito: sul divano, mentre aspetto Ale che rientra da allenamento (sì doveva smettere, ma bloccare le passioni è anti-etico per me, m'aveva costretto a impedirgli di ritornare in campo....ma mi vedete a costringere a fare qualcosa contro la propria volontà???) e così velo di smalto alle unghie dei piedi...provo il rossetto rosso vivo, e mi gusto il profumo del mio pane che esce dal forno...
E medito...domani sarà un buon risveglio...caffè d'orzo, pane e malto d'orzo...
Questo è quello più importante dopo il mio: quello del mio fratellino. Di cui poco si sa, ermetismo puro, ma è il mio piccolino che cresce. Più di me, lui è cresciuto con il fai-da-te, mentre mamma era a lavoro 11 ore al giorno. E ricordo ancora quel carnevale, lui a casa da solo con una voglia di frittelle, e così coordinato dalle dritte di nonna e zia, s'è messo a impastarle e friggerle.
E sarò testimone, sorella della sposa, figlia della madre, e figlia della suocera (poi), cognata della sposa, lettrice, addetta a sistemare il parentado e colei che darà l'ultimo sguardo al fratello vestito di tutto punto. Ruoli che mi vanno stretti, ma ultimamente sento dire solo queste cose: così invece di essere Elena, sarò tanti appellativi e cose che mi vanno strette. L'anima, quella sì che ha valore, probabilmente è il valore più caro che noi tutti abbiamo.
Così queste giornate le sto passando nervosamente, a sistemare gli ultimi dettagli del caso, materialismo vivo! Così medito: sul divano, mentre aspetto Ale che rientra da allenamento (sì doveva smettere, ma bloccare le passioni è anti-etico per me, m'aveva costretto a impedirgli di ritornare in campo....ma mi vedete a costringere a fare qualcosa contro la propria volontà???) e così velo di smalto alle unghie dei piedi...provo il rossetto rosso vivo, e mi gusto il profumo del mio pane che esce dal forno...
E medito...domani sarà un buon risveglio...caffè d'orzo, pane e malto d'orzo...
...inizio a sentire la mia stagione che sta arrivando...
e la casa sa di uva matura, sì , sento pure questo...
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giovedì 16 agosto 2012
Elenco escatologico della biancheria
Tra i miei libri preferiti, già consigliato forse in qualche commento in qua e in là, ci sta "Se incontri IL BUDDHA per la strada UCCIDILO" di Sheldon B. Kopp, edito da Casa Editrice Astrolabio.
E' il mio libro salvezza nei momenti di sconforto. In quei momenti in cui pensavo che le cose andassero bene, vorrei appendermi a qualche cosa (che non so), e in quelli in cui cerco una sorta di aiuto. Che poi non so nemmeno io cosa voglio. Premessa: non sono esaurita!!! nemmeno depressa!!! a sprazzi malinconica, pensante e pensierosa. Evoluzione forse, sguardo alla conoscenza di me stessa sicuramente.
Così le parole di questo manuale di sopravvivenza aiutano. Aiutano a rendesi conto che l'unico padrone di noi stessi, siamo noi stessi. E per superare qualsiasi cosa, le uniche gambe da utilizzare sono le nostre, magari accompagnati sì, ma a volerlo possiamo solo noi. "I am mine", me lo ripeto spesso, e soprattutto ci credo.
Da questo libricino ne escono tantissime storie e aneddoti, storici e mitici, a cui vengono legati dei piccoli insegnamenti zen orientali e poi l'interpretazione dell'autore.
La parte più carina è l'elenco escatologico della biancheria, che si trova alla fine del libro, "un elenco parziale delle 927 ( o 928?) verità eterne" (The laudry list tratto da Voices 6, n.2 autunno 1970).
Ecco quelle più vicine a me:
1. è tutto qui!
5. nulla dura per sempre
7. non puoi aver nulla a meno che non lasci la presa
8. puoi conservare soltanto ciò che dai via
13. in realtà non controlli nulla
14. non puoi costringere nessuno ad amarti
15. nessuno è più forte o debole di te
18. se hai un eroe, dagli un altro sguardo: in qualche modo hai diminuito te stesso
21. ogni parte di te ha il suo valore, se solo l'accetti
22. il progresso è un'illusione
35. nessuna scusa sarà accettata
36. puoi fuggire, ma non puoi nasconderti
41. sei libero di fare qualunque cosa vuoi. Devi soltanto affrontarne le conseguenze.
43. impara a perdonare te stesso, più e più e più volte ...
E' il mio libro salvezza nei momenti di sconforto. In quei momenti in cui pensavo che le cose andassero bene, vorrei appendermi a qualche cosa (che non so), e in quelli in cui cerco una sorta di aiuto. Che poi non so nemmeno io cosa voglio. Premessa: non sono esaurita!!! nemmeno depressa!!! a sprazzi malinconica, pensante e pensierosa. Evoluzione forse, sguardo alla conoscenza di me stessa sicuramente.
Così le parole di questo manuale di sopravvivenza aiutano. Aiutano a rendesi conto che l'unico padrone di noi stessi, siamo noi stessi. E per superare qualsiasi cosa, le uniche gambe da utilizzare sono le nostre, magari accompagnati sì, ma a volerlo possiamo solo noi. "I am mine", me lo ripeto spesso, e soprattutto ci credo.
Da questo libricino ne escono tantissime storie e aneddoti, storici e mitici, a cui vengono legati dei piccoli insegnamenti zen orientali e poi l'interpretazione dell'autore.
La parte più carina è l'elenco escatologico della biancheria, che si trova alla fine del libro, "un elenco parziale delle 927 ( o 928?) verità eterne" (The laudry list tratto da Voices 6, n.2 autunno 1970).
Ecco quelle più vicine a me:
1. è tutto qui!
5. nulla dura per sempre
7. non puoi aver nulla a meno che non lasci la presa
8. puoi conservare soltanto ciò che dai via
13. in realtà non controlli nulla
14. non puoi costringere nessuno ad amarti
15. nessuno è più forte o debole di te
18. se hai un eroe, dagli un altro sguardo: in qualche modo hai diminuito te stesso
21. ogni parte di te ha il suo valore, se solo l'accetti
22. il progresso è un'illusione
35. nessuna scusa sarà accettata
36. puoi fuggire, ma non puoi nasconderti
41. sei libero di fare qualunque cosa vuoi. Devi soltanto affrontarne le conseguenze.
43. impara a perdonare te stesso, più e più e più volte ...
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martedì 31 luglio 2012
Di una stella cadente
L'altra sera rientrando a casa lungo la stradina osservavo la luna. Un bagliore alla sua destra m'ha distolto, era una stella cadente, un arco lungo, veloce e la sommità lucente.
Mi sono riempita di gioia: quando non te l'aspetti tutto appare più bello e sembra sia un miracolo.
Mi piace la poesia, nonostante sia veramente inesperta in materia,ma ho idee molto chiare su chi mi piace: Pasolini, Neruda, Machado. Machado in particolare descrive il sole, nei vari aspetti che lo possono interessare, e questo dà emozioni, a me che poi ho messo la solarità nel mio nome, ricerco sempre le affinità tra quello che sono io e quello che le sue poesie trasmettono.
Ce n'è una che però di sole ha poco, ma di stelle sì. Un po' riassume il qui e ora che spesso ribadisco tra le mie righe...il resto sono brividi e lacrime.
Cantares ...
Tutto passa e tutto rimane
però il nostro è passare,
passare facendo cammini
cammini sopra il mare.
Mai ho cercato la gloria,
né di lasciare il mio canto
alla memoria degli uomini;
io amo i mondi delicati,
lievi e gentili
come bolle di sapone.
Mi piace vederle quando si colorano
di giallo e carminio, volare
sotto il cielo azzurro, tremare
d'improvviso e poi scoppiare.
Mai ho cercato la gloria.
Viandante sono le tue impronte
la via e nulla più:
Viandante non c'e un cammino
si fa il cammino camminando.
Camminando si fa il cammino
e voltando indietro lo sguardo
si vede il sentiero che mai
si tornerà a calcare.
Viandante non c'è una via
ma scia sul mare ... Perché chiamare cammini
i solchi del caso?
Tutto quello che cammina va
come Gesù, sopra il mare
Viandante, sono le tue impronte
il cammino e nulla più;
Viandante non c'è un cammino
la via si fa con l'andare..."
Camminando si fa il cammino
e girando indietro lo sguardo
si vede il sentiero che mai
si deve tornare a calpestare.
Viandante non c'è un cammino
ma le stelle nel mare ...
Mi sono riempita di gioia: quando non te l'aspetti tutto appare più bello e sembra sia un miracolo.
Mi piace la poesia, nonostante sia veramente inesperta in materia,ma ho idee molto chiare su chi mi piace: Pasolini, Neruda, Machado. Machado in particolare descrive il sole, nei vari aspetti che lo possono interessare, e questo dà emozioni, a me che poi ho messo la solarità nel mio nome, ricerco sempre le affinità tra quello che sono io e quello che le sue poesie trasmettono.
Ce n'è una che però di sole ha poco, ma di stelle sì. Un po' riassume il qui e ora che spesso ribadisco tra le mie righe...il resto sono brividi e lacrime.
Cantares ...
Tutto passa e tutto rimane
però il nostro è passare,
passare facendo cammini
cammini sopra il mare.
Mai ho cercato la gloria,
né di lasciare il mio canto
alla memoria degli uomini;
io amo i mondi delicati,
lievi e gentili
come bolle di sapone.
Mi piace vederle quando si colorano
di giallo e carminio, volare
sotto il cielo azzurro, tremare
d'improvviso e poi scoppiare.
Mai ho cercato la gloria.
Viandante sono le tue impronte
la via e nulla più:
Viandante non c'e un cammino
si fa il cammino camminando.
Camminando si fa il cammino
e voltando indietro lo sguardo
si vede il sentiero che mai
si tornerà a calcare.
Viandante non c'è una via
ma scia sul mare ... Perché chiamare cammini
i solchi del caso?
Tutto quello che cammina va
come Gesù, sopra il mare
Viandante, sono le tue impronte
il cammino e nulla più;
Viandante non c'è un cammino
la via si fa con l'andare..."
Camminando si fa il cammino
e girando indietro lo sguardo
si vede il sentiero che mai
si deve tornare a calpestare.
Viandante non c'è un cammino
ma le stelle nel mare ...
Todo pasa y todo queda,
pero lo nuestro es pasar,
pasar haciendo caminos,
caminos sobre el mar.
Nunca perseguí la gloria,
ni dejar en la memoria
de los hombres mi canción;
yo amo los mundos sutiles,
ingrávidos y gentiles,
como pompas de jabón.
Me gusta verlos pintarse
de sol y grana, volar
bajo el cielo azul, temblar
súbitamente y quebrarse.
Nunca perseguí la gloria.
Caminante son tus huellas
el camino y nada más;
caminante, no hay camino
se hace camino al andar.
Al andar se hace camino
y al volver la vista atrás
se ve la senda que nunca
se ha de volver a pisar.
Caminante no hay camino
sino estelas en la mar...
¿Para qué llamar caminos
a los surcos del azar?...
Todo el que camina anda,
como Jesús, sobre la mar.
Caminante, son tus huellas
el camino y nada más;
Caminante, no hay camino,
se hace camino al andar.
Al andar se hace el camino,
y al volver la vista atrás
se ve la senda que nunca
se ha de volver a pisar.
Caminante no hay camino
sino estelas en la mar.
pero lo nuestro es pasar,
pasar haciendo caminos,
caminos sobre el mar.
Nunca perseguí la gloria,
ni dejar en la memoria
de los hombres mi canción;
yo amo los mundos sutiles,
ingrávidos y gentiles,
como pompas de jabón.
Me gusta verlos pintarse
de sol y grana, volar
bajo el cielo azul, temblar
súbitamente y quebrarse.
Nunca perseguí la gloria.
Caminante son tus huellas
el camino y nada más;
caminante, no hay camino
se hace camino al andar.
Al andar se hace camino
y al volver la vista atrás
se ve la senda que nunca
se ha de volver a pisar.
Caminante no hay camino
sino estelas en la mar...
¿Para qué llamar caminos
a los surcos del azar?...
Todo el que camina anda,
como Jesús, sobre la mar.
Caminante, son tus huellas
el camino y nada más;
Caminante, no hay camino,
se hace camino al andar.
Al andar se hace el camino,
y al volver la vista atrás
se ve la senda que nunca
se ha de volver a pisar.
Caminante no hay camino
sino estelas en la mar.
Antonio Machado
giovedì 26 luglio 2012
Commozione reciproca
Ieri sera mi sono addormentata sul divano che erano le 22, dopo aver fatto un massaggio ad un'amica e a ricevere così tanto da questo scambio reciproco, dal farci commuovere reciprocamente. Sono cose che non si dimenticano perchè scalfiscono il cuore.
“Fa’
che il tocco sia una preghiera.
Quando tocchi il corpo di qualcuno fallo come se pregassi, come se dio in persona fosse lì, e tu lo stessi servendo.
Fluisci con energia totale, e non appena ti accorgerai che il corpo fluisce e l’energia crea una nuova situazione di armonia, ti sentirai deliziato come mai prima.
Cadrai in uno stato di meditazione profonda. Mentre massaggi, semplicemente massaggia. […]
Sii nelle tue dita, nelle tue mani,
come se tutto il tuo essere,
tutta la tua anima fossero lì.
Non lasciare che sia solo toccare un corpo. Tutta la tua anima entra nel corpo dell’altro, lo penetra, rilassa i suoi complessi più profondi.
E fallo diventare un gioco.
Non farlo come un lavoro,
ma in maniera giocosa e divertente.
Divertiti e lascia che anche l’altro si diverta.” - OSHO
Quando tocchi il corpo di qualcuno fallo come se pregassi, come se dio in persona fosse lì, e tu lo stessi servendo.
Fluisci con energia totale, e non appena ti accorgerai che il corpo fluisce e l’energia crea una nuova situazione di armonia, ti sentirai deliziato come mai prima.
Cadrai in uno stato di meditazione profonda. Mentre massaggi, semplicemente massaggia. […]
Sii nelle tue dita, nelle tue mani,
come se tutto il tuo essere,
tutta la tua anima fossero lì.
Non lasciare che sia solo toccare un corpo. Tutta la tua anima entra nel corpo dell’altro, lo penetra, rilassa i suoi complessi più profondi.
E fallo diventare un gioco.
Non farlo come un lavoro,
ma in maniera giocosa e divertente.
Divertiti e lascia che anche l’altro si diverta.” - OSHO
Non posso che ringraziare per tutto quello che sto ricevendo ultimamente, che va oltre il senso materiale delle cose. Molto ben oltre. Lo auguro a tutti.
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