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mercoledì 3 ottobre 2012

Bestioline anche da me!




 
Lisbona, la mia amica Marika c'è stata  la scorsa primavera e questa foto me l'ha prestata ... ^_^

Manina, come vedi Bestioline anche da me!!!

P.s.: dedicata all'Alligatore della mia palude preferita...^_^

 

venerdì 14 settembre 2012

Trieste: rimane traccia indelebile

Trieste 22 luglio dello scorso anno, non dimenticherò mai, scattai questa foto mentre aspettavo Claudio, l'ultima volta che lo vidi.



Mi sono imbattuta in queste parole di Paulo Coelho, di cui non ho mai letto nulla, ma spesso ho incrociato nella mia vita persone che abbiano tratto molto dai suoi scritti. (curiosa che sono mi andrò a leggere il libro da cui traggo queste parole, è dovuto -.- ). Da "Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduto e ho pianto":

"Non possiamo mai giudicare le vite degli altri, perché ogni persona conosce solo il suo dolore e le sue rinunce. Una cosa è sentire di essere sul giusto cammino, ma un'altra è pensare che il tuo sia l'unico cammino."

martedì 24 luglio 2012

Osservazione raso terra

Passi incerti. Caviglie in vista. Scarpe da ginnastica, calzini, ma anche no.
Infradito a volte, e qualche sandalo.
Piedi che ci insegnano. Passo dopo passo, si va sempre avanti. Difficile muoversi all'indietro, non siamo fatti per questo. Lateralmente pure, diventa scomodo. E la visuale cambia completamente.
Ci aiutano a sorreggersi, nel qui ed ora. E permettono l'avanzata. Mai troppo oltre, del futuro ci aiutano solo a intraprenderne la strada.

Tra i ricordi di quand'ero bambina ce n'è più d'uno che mi vede accucciata a terra, seduta sulle caviglie, mani sotto il mento che osservo. Alcune  volte anche con le mani alle orecchie spaventata dagli elicotteri. [nella mia vita precedente forse vivevo in Vietnam durante gli anni 60, c'ho sta impressione ogni tanto, amo starmene sotto la pioggia e più volte mi sono sognata in trincea!]
E ora continuo a farlo: riposo le gambe dopo lunghe ore in piedi e osservo.
L'ho fatto pure dopo il concerto dei Cure e la sensazione è stata nuova. Mi sono soffermata su tutti questi piedi che andavano e venivano, attorniati da rifiuti gettati a terra. Un'altra realtà mi si è presentata a quell'altezza, sebbene fossi sempre lì dove pochi secondi prima me ne stavo a gambe dritte.
Il punto di vista può veramente cambiare a seconda della prospettiva da cui guardi, da come ti senti mentre osservi e da dove e come sei messo.
Perciò: piedi. Di ogni tipo e colore. Ma tutti piedi. Uguali e senza nome. Uguaglianza e assenza di giudizio raso terra. Passo veloce o incerto: non conta nulla, sempre piedi sono. Zoppicanti o regolari: sempre piedi sono. Leggeri e affaticati: sempre piedi sono. Storti, piatti, dritti, screpolati, ruvidi, morbidi, candidi, leggeri, affaticati, forti.
Non riesci a esprimere un giudizio dal basso. Messa alla stessa altezza dei piedi, non puoi farcela a giudicarli. E questo accade anche quando siamo uno di fronte all'altro. Se siamo uguali come possiamo permetterci di giudicare? Miriamo allo stesso orizzonte ed è quello che dobbiamo cercare di fare e ricordare, perchè viene molto più facile esprimere il proprio ego che la propria anima.
Non sono più di te, e te non sei più di me.

Così il ricordo di un fantastico concerto si amplifica di questa nuova scoperta.

E' solo martedì, ma mi sento molto "Friday I'm in love" ... non so che farci! ^_^

martedì 10 luglio 2012

Ritorno adolescente

Mi sono rituffata nel passato lontano. E' successo sabato, biglietti in mano dell'Heineken Jammin Festival, Cure in primis, con la mia Marika forever, abbiamo varcato il confine veneto con quel FrecciaBianca visivamente tanto Eurostar, che puntuale c'ha fatto scendere alla Centrale di Milano.

D'obbligo un giro in zona duomo, alla ricerca di una bettola che non sapesse da turisti, e ce l'abbiamo fatta, mangiandoci una pizza in un ristorantino ove solo milanese si sentiva parlare. Bene, almeno qui non veniamo fregate. Due pizze, acqua e caffè 23 euro. Onesti sì.
E con la panza piena, le strade zeppe di donne e omaccioni alla caccia dell'affare nella prima giornata dei saldi, siamo partite verso Rho. 
Clima rovente, asfalto che tagliava le gambe, non aiuta il benessere fisico, quello mentale è già diretto alla serata, pregusta il sound dei Cure, che ci riporta piccoline, ma che un posto hanno avuto nella nostra adolescenza. 
Così per non scottarci, pensiamo bene di gironzolare tra i vari stand allestiti e così ci facciamo un tatuaggio all'hennè, ci improvvisiamo chitarriste in una stazione multimediale, che non chiedetemi cosa accade, ma si deve pizzicare la corda, tenendo il tasto che ti dicono e ti sfidi con l'altro concorrente. Marika mi ha letteralmente stracciata, ovvio non c'avevo capito nulla di sto gioco. Pazienza, io e tecnologia non andiamo d'accordo. Per la prima volta ho preso in mano una chitarra mancina. Io che i pochi accordi imparati e sudati, li facevo da destra. Mi sono quasi emozionata!

Il concerto è stato esemplare. Non ho assolutamente voluto farmi condizionare da stampa e altri blog, solo la mia opinione. Pertanto esemplare l'esecuzione e la presenza in palco di 2 ore e 50. Poco dialogo con il pubblico, un Robert molto timido, rimasto tale come 20 anni fa, le rughe certo si vedevano. Tutti  i classici eseguiti, non ci si può assolutamente lamentare; naturalmente la partecipazione è stata scostante da parte del pubblico, il tutto dato da più di trenta canzoni, tra cui diverse simili tra loro, e quindi un paio di volte la noia  s'è sentita, e il brusio tra di noi c'è stato. 
La compagnia è stata fantastica, a volte le cose assumono un aspetto speciale proprio perché le sinergie che si creano sono equilibrate e perfette, e così grazie anche a Davide, Elisa e Giacomo. E' una mia fissa, sì certo, ma queste attrazioni mi piacciono e soddisfano, soprattutto perchè non ci voglio trovare un significato: sono belle perchè sono così spontanee.
Non mi dilungo sul rientro...e la notte in stazione a Milano...alla clemenza delle guardie a farci entrare e aprirci il portone ... e a tutte quelle fotografie mentali che mi sono fatta gironzolando per 3 ore, gli innamorati stesi a terra abbracciati che dormivano, e alle ronde delle guardie, e ai segni zodiacali scavati nel marmo dell'androne della stazione, e alle teste penzolanti di chi fortunato è riuscito a sonnecchiare.
E' stato un weekend ++11 ... 

venerdì 15 giugno 2012

Di sintonia e Shantaram

Si dice che io sia un po' maniaca delle forze energetiche e sinergiche.
Si dice, ed è vero. Sento necessariamente di equilibrare la mia energia con quella degli altri, per stare bene devo necessariamente avere attorno a me belle persone e trovarmi in luoghi che concilino il benessere. Probabilmente sarei un bel caso di analisi psicometrica, checcevojofar! sono così e mi viene spontaneo così da sempre.
Anche alle superiori: trascorsi gli ultimi due anni in banco con Claudio e Mirko, esattamente tra di loro che erano culo e braga, ma io in mezzo a loro ci stavo così bene e protetta, e s'era creato il giusto equilibrio per chiaccherare (a destra con Mirko), e per scopiazzare (a sinistra con Claudio super-secchione). Loro rimangono i "miei" compagni di banco, nel senso più stretto del possesso. Nessuno altro ha il primato su di loro.
Equilibri che si creano senza forzature, poi ti giri e li osservi e capisci che sei sempre stata così sbadatamente fissata in determinati clichè di cui non ti dai spiegazione, ma nemmeno voglio farlo, a me piace anche non sapere il perchè delle cose. Anzi detesto il dover andar sempre a fondo nei perchè, perchè, perchè!!!

Shantaram (Le tavole d'oro)E così tra i vari equilibri che ho, c'è quello di Shantaram di Gregory David Roberts. Un libro che porta all'apertura mentale verso un altro mondo: l'India vista attraverso l'occhio dell'autore, che narra la sua nuova vita iniziata lì, come ricercato dopo essere evaso da un carcere in Australia, suo paese natale. Si tratta della fine degli anni 70 e inizio anni 80, viaggi tra paesaggi indiani, afgani, mafia e islam, droga e riciclaggio di denaro. Lui diventa "Shantaram", nome datogli  ancora prima di diventare "uomo di pace", un augurio per il futuro e monito per poter cambiare rotta.
Me lo prestò Marika, le aveva aperto gli occhi, voleva condividere questa nuova prospettiva con me. E per me è diventato il regalo delle amiche: Silvia e Francesca l'hanno ricevuto con il mio desiderio che pure loro incontrino  "l'uomo di pace" che tanto ha stregato me. Un ideale che  vale la pena incontrare nella propria vita.
Ve lo consiglio, e leggetelo prima che esca il film. Jhonny Depp ne ha acquistato i diritti cinematografici anni fa, le riprese si rimandano dal 2008, probabilmente potremmo vedere questa pellicola nel 2014, sempre che Bollywood non faccia il miracolo prima -.- !!!
Non è il volume ideale per la valigia, ma è il peso giusto per farsi dondolare in amaca...velati da un velo d'aria tiepida... uhmm...

giovedì 17 maggio 2012

13 maggio, una scarica d'energia!

Ci sono emozioni che vanno ben oltre il "sentire" normale delle cose.
Non serve descriverle, si ricordano nel profondo di noi stessi, e lasciano traccia indelebile nel nostro percorso di vita.

13 maggio, Metallica, Stadio Friuli di Udine, unica tappa italiana della band per eccellenza heavy-metal, eredi di Black Sabbath e Led Zeppeling ... (alle spalle la capacità di dare la svolta evolutiva tra gli anni Settanta e Ottanta, mentre io mi accingevo ad andare all'asilo loro pubblicavano il loro primo album...) 




Elena e Marika, prima...





Durante....


sempre durante....



Il dopo rimane nel cuore, molto profondamente e radicato. Adrenalina pura che mi ha tenuto sveglia fino alle 4, stanchezza inesistente, botte che sono letteralmente evaporate. La lunga camminata per andare incontro alla corriera che "si era parcheggiata" per comodità lontano dallo stadio è stata temprante, le stelle splendevano, il freddo non si percepiva, le vibrazioni di quello che ci era appena passato in corpo risuonava e mi teneva viva.

Lo ripeto, lo confermo, lo sottoscrivo: la musica, quella che scegliamo per noi stessi, e non quella imposta e  forzata, nutre l'anima. Non riuscirei farne a meno ...
Elena

p.s: mi mancava Alemarito, rimasto a casa per la sua fobia delle grandi folle...


venerdì 11 maggio 2012

Le mie 3 amiche Joséphine


Penelope Bagieu - Hop Edizioni
Vi presento Joséphine.
E' stato amore a prima vista e ringrazio l'Alligatore-Cupido che me l'ha presentata e mi ci ha fatto innamorare subito.
Si tratta della storia a fumetto di questa impacciata, sfortunata, sfrontata, sognatrice, pasticciona e a dir poco imperfetta single.
Ogni episodio fa sorridere, ci si immedesima con la propria quotidianità, difetti fisici compresi, che in Joséphine sono evidenti, eh sì c'ha il culo grosso e le tette si intravedono... forse.
Ma lei riesce a sviluppare quella capacità per riderci su e andare oltre.

Mi piace, mi ci rivedo, e ci vedo pure le tre amiche più care che ho, alle quali ho regalato questo libricino terapeutico.
Per ricordarsi che si deve pur imparare dai propri errori, apprezzare i propri difetti fisici, ironizzare se qualcosa va storto e soprattutto sorridere.

A loro il mio affetto, presenza e riconoscenza per quello che fanno ...
.... grazie Marika, Francesca e Silvia. ^_^