martedì 5 luglio 2016

La marchetta: esegenesi di un termine

Eccomi. Una certa nostalgia m'è presa e ritorno con uno scritto di quasi tre anni fa, scovato tra le bozze di blogger. Attualissimo  e mi sa che non cadrà mai di moda.
Mi sento molto pessimista nel pubblicarlo, ma che ci volete fare, non sempre si ritorna con buoni propositi.

"L'uso delle marchette risale all'epoca fascista, tempo in cui una marca veniva apposta nel libretto di lavoro per attestare il pagamento dei contributi previdenziali. Questa modalità si usò fino agli anni settanta.
Contemporaneamente il significato venne traslato nell'ambito della prostituzione: le prostitute ricevevano una sorta di gettone prepagato (la marchetta) dal cliente che si rivolgeva a loro, che veniva poi cambiato alla cassa della casa chiusa per essere pagate.

La marchetta a cui faccio riferimento io è molto più attuale, mi sono appropriata del termine per evidenziare un sistema di accumulo che ricambia con l'esaltazione e l'accettazione sociale.
La marca o il gettone sono le cose che si fanno: più si fa, più eventi si accumulano, più libri si leggono, più amici in facebook, più viaggi si fanno, più attività fisiche...
Accumulo di marchette. In cambio prestigio, condivisione sociale, ma soprattutto esaltazione.

Brutta cosa l'esaltazione, si autoalimenta e non ne puoi più fare a meno, attendi "I like" e sgretoli il resto.

Ne uscirà il diario delle marchette dell'esaltazione, come quello che si usa per i rifugi in montagna.
Elenchi virtuali di cose che non sono cose, accumulo sfrenato di momenti che durano l'istante di un autoscatto (selfie ora!) e incontinenza di tag e ashtag che diverrà la sintesi della nostra lingua. 
Spirale mentale alla potenzialità  del proprio apparire, sgretolamento veloce dei propri valori, distruzione di massa di più generazioni. Amen"

domenica 8 febbraio 2015

Kill Captcha

Mi sento un po' Beatrix Kiddo.


mercoledì 4 febbraio 2015

Ho realizzato un sogno!

In questi mesi di latitanza non sono stata ferma.
Non sono sparita e nemmeno ho deciso di mollare tutto.
Ho solo avuto poco tempo di scrivere e ho dato molte energie a un altro progetto.
Il sogno a cui ho dedicato anima e corpo negli ultimi anni si è realizzato:
ho aperto il mio studio di Naturopatia!

In tempi in cui il pessimismo regna sovrano e in cui molti mi hanno scoraggiato, ho avuto la forza di prendere a braccetto le mie paure per affrontare questa avventura in cui credo molto.

Ci credo perchè amo la Natura. E questo è il primo principio.
Sarà un dogma difficile da trasmettere: oramai la società in cui viviamo si è impoverita di quei valori semplici che sono strettamente legati alla vita naturale. A tutto viene dato un valore in termini di denaro, e questa mercificazione delle emozioni sta indebolendo l'uomo. L'uomo che si sente padrone e vincitore in questa terra; la sfida è alla base dei suoi giorni (basti vedere: statistiche, "mi piace", programmi tv di gare e confronti, corsa al podio a lavoro, tuttologia a non finire) mentre la profondità, quell'occhio interiore che tutti abbiamo e dovremmo sfruttare, viene dimenticato.
Io sto dalla parte di quell'occhio dimenticato.
Non intendo consigliare di andare a vivere nelle caverne tibetane.
Ma trovare giovamento da un tramonto in riva al lago, beh ... questo aspettatevelo!
Passate a trovarmi anche nel mio blog dedicato alla naturopatia!




venerdì 5 settembre 2014

Ritorno...quanti libri hai letto tra questi?

Il mio ritorno al blog lo volevo fare con qualcosa di brioso e curioso. Mi è piaciuto questo post dell'amico Alligatore. Si tratta di una catena molto simpatica che rincorre una lista di BBC che stilò nel 2008 una lista anglosassone con i migliori 100 libri (a detta loro) di sempre.La lista che riporto sopra è stata italianizzata e spulciandola ho ricordato libri letti che non ricordavo ormai più e che tra questi titoli ci sono almeno cinque tra i miei libri preferiti. 
Ne ho letti ben 34, ma mi vergogno di non aver letto Moravia, Gli indifferenti. Ho trovato delle incongruenze (l'intera opera di Shakespeare include l'Amleto...Harry Potter è una saga...lo stesso per Il Signore degli Anelli...)
A voi che è successo? Magari vi siete ricordati che nello scaffale di casa nascondete qualche titolo che avevate sepolto? Oppure ritenete che sia una lista insufficiente, poco moderna, che tralascia nomi e titoli indimenticabili?
E se doveste fare una vostra lista, riuscireste ad arrivare a 100 titoli gradevoli?
Ora vi metto le regole da seguire:
1. Mettere come immagine del post quella che ho messo sotto;
2. Citare il blog dove l'avete trovato;
3 Copiare la lista segnalando le vostre letture così:
- Libri letti 
- Libri lasciati a metà 
- Libri in nero 

LA LISTA!


1.    Il Profeta – Kahlil Gibran

2.    Harry Potter – JK Rowling

3.    Se questo è un uomo – Primo Levi

4.    La Bibbia

5.    Cime Tempestose – Emily Bronte

6.    1984 – George Orwell

7.    I Promessi Sposi – Alessandro Manzoni

8.    Orgoglio e Pregiudizio – Jane Austen

9.     La Divina Commedia – Dante Alighieri

10.   Piccole Donne – Louisa M Alcott

11.    Lessico Familiare – Natalia Ginzburg

12.    Comma 22 – Joseph Heller

13.    Il Signore degli Anelli – J.R.R. Tolkien

14.    L’opera completa di Shakespeare

15.    Il Giardino dei Finzi Contini – Giorgio Bassani     

16.    Lo Hobbit – JRR Tolkien

17.    Il Nome della Rosa – Umberto Eco

18.    Il Gattopardo – Tommasi di Lampedusa

19.    Il Processo – Franz Kafka

20.    Le Affinità Elettive – Goethe

21.    Via col Vento – Margaret Mitchell

22.    Il Grande Gatsby – F. Scott Fitzgerald

23.    Bleak House – Charles Dickens

24.    Guerra e Pace – Leo Tolstoy

25.    Guida Galattica per Autostoppisti – Douglas Adams

26.    Brideshead Revisited – Evelyn Waugh

27.    Delitto e Castigo – Fyodor Dostoyevsky

28.    Odissea – Omero

29.    Alice nel Paese delle Meraviglie – Lewis Carroll

30.    L’insostenibile leggerezza dell’essere – Milan Kundera

31.    Anna Karenina – Leo Tolstoj

32.    David Copperfield – Charles Dickens

33.    Le Cronache di Narnia – CS Lewis

34.    Emma – Jane Austen

35.    Cuore – Edmondo de Amicis

36.    La Coscienza di Zeno – Italo Svevo

37.    Il Cacciatore di Aquiloni – Khaled Hosseini

38.    Il Mandolino del Capitano Corelli – Louis De Berniere

39.    Memorie di una Geisha – Arthur Golden

40.    Winnie the Pooh – AA Milne

41.    La Fattoria degli Animali – George Orwell

42.    Il Codice da Vinci – Dan Brown

43.    Cento Anni di Solitudine – Gabriel Garcia Marquez

44.    Il Barone Rampante – Italo Calvino

45.    Gli Indifferenti – Alberto Moravia

46.    Memorie di Adriano – Marguerite Yourcenar

47.    I Malavoglia – Giovanni Verga

48.    Il Fu Mattia Pascal – Luigi Pirandello

49.    Il Signore delle Mosche – William Golding

50.    Cristo si è fermato ad Eboli – Carlo Levi

51.    Vita di Pi – Yann Martel

52.    Il Vecchio e il Mare – Ernest Hemingway

53.    Don Chisciotte della Mancia – Cervantes

54.    I Dolori del Giovane Werther – J. W. Goethe

55.    Le Avventure di Pinocchio – Collodi

56.    L’ombra del vento – Carlos Ruiz Zafon

57.    Siddharta – Hermann Hesse

58.    Il mondo nuovo – Aldous Huxley

59.    Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte – Mark Haddon

60.    L’Amore ai Tempi del Colera – Gabriel Garcia Marquez

61.    Uomini e topi – John Steinbeck

62.    Lolita – Vladimir Nabokov

63.    Il Commissario Maigret – George Simenon

64.    Amabili resti – Alice Sebold

65.    Il Conte di Monte Cristo – Alexandre Dumas

66.    Sulla Strada – Jack Kerouac

67.    La luna e i Falò – Cesare Pavese

68.    Il Diario di Bridget Jones – Helen Fielding

69.    I figli della mezzanotte – Salman Rushdie

70.    Moby Dick – Herman Melville

71.    Oliver Twist – Charles Dickens

72.    Dracula – Bram Stoker

73.    Tre Uomini in Barca – Jerome K. Jerome

74.    Notes From A Small Island – Bill Bryson

75.    Ulisse – James Joyce

76.    I Buddenbroock – Thomas Mann

77.    Il buio oltre la siepe – Harper Lee

78.    Germinale – Emile Zola

79.    La fiera delle vanità – William Makepeace Thackeray

80.    Possession – AS Byatt

81.    A Christmas Carol – Charles Dickens

82.    Il Ritratto di Dorian Gray – Oscar Wilde

83.    Il Colore Viola – Alice Walker

84.    Quel che resta del giorno – Kazuo Ishiguro

85.    Madame Bovary – Gustave Flaubert

86.    A Fine Balance – Rohinton Mistry

87.    Charlotte’s Web – EB White

88.    Il Rosso e il Nero – Stendhal

89.    Le Avventure di Sherlock Holmes – Sir Arthur Conan Doyle

90.    The Faraway Tree Collection – Enid Blyton

91.    Cuore di tenebra – Joseph Conrad

92.    Il Piccolo Principe– Antoine De Saint-Exupery

93.    The Wasp Factory – Iain Banks

94.    Niente di nuovo sul fronte occidentale – Remarque

95.    Un Uomo – Oriana Fallaci

96.    Il Giovane Holden – Salinger

97.    I Tre Moschettieri – Alexandre Dumas

98.    Amleto– William Shakespeare

99.    La fabbrica di cioccolato – Roald Dahl

100.  I Miserabili – Victor Hugo 


Io amo le liste, e credo che seguirò la mia curiosità e ne scriverò una tutta mia. Vediamo che ne uscirà!

domenica 16 febbraio 2014

Colore


Florence + The Machine, Spectum
" ‘Til we let the spectrum in
Say my name
And every color illuminates
We are shining
And we will never be afraid again.."

Quali essi siano non ha valenza, l'importante è che ci sia lo spirito del colore nelle nostre vite...

giovedì 13 febbraio 2014

No Captcha Day

No captcha day: ovvero facciamoci sentire a furor di blogger!!!

Per l'occasione, in stile Sole, vorrei che tutti voi provaste l'elisir della giornata senza captcha, da bere ogni mattina per portarvi a pranzo senza alcun cenno di fame: un frullato energetico e pieno di proprietà (antiossidante, lassativo, vitamina C, omega 3, utilizzo di zuccheri non raffinati, nessun ingrediente di origine animale, ricetta vegan e con quasi esclusivo utilizzo di alimenti crudi ).
Lo dedico all'Alligatore, all'iniziativa che ha messo in piedi, ben descritta  qui, e a questa giornata speciale!

Ingredienti per un frullato:
- 2 kiwi pelato e a tocchetti
- una manciata di semi di girasole
- una manciata di semi di lino
- una manciata di anacardi
- una manciata di uvetta sultanina
- un cucchiaio di malto di riso o mais
- 150-200 ml di latte vegetale a piacere (meglio di riso)

Appena svegli, mentre vi preparate il thé bancha, munitevi di vaso e minipimer. Dentro al vaso cacciatevi con decisione gli ingredienti e poi azionate il frullatore a immersione: su e giù, su e giù fino a quando non si presenterà una deliziosa poltiglia color Alligatore,  che delizierà il vostro palato.
In un bicchiere di birra, o in una tazzona dimensione large, versatelo e gustatelo mentre assaporate i primi momenti della giornata...

Il tormento captcha improvvisamente svanirà e la giornata inizierà alla grande!

martedì 4 febbraio 2014

Ricordi

Sono una grande sostenitrice delle parole.
Le parole hanno un loro significato e spesso ne falsiamo la loro natura.
E' la parola "ricordo" che ieri e oggi mi assilla.
Un incidente stradale si è portato via un amico. L'amico degli abbracci, dei sorrisi ma anche l'amico delle litigate, anzi della baruffa della valigia.
rimangono quindi i ricordi, ovvero...

 "ricordo..."re" - indietro e "cor" - cuore - ....
quindi andare indietro col cuore... 
...e così il ricordo non è memoria, ma rimane qualcosa dentro il cuore...


E così una parola spesso inflazionata, diventa una parola che quando venne creata aveva un intenso valore. E io da oggi, voglio ridarle la giusta dignità...

Buonanotte. E.

martedì 7 gennaio 2014

Segreto dell'anno.


Mi vengono benissimo le liste dei film visti, dei libri letti, delle frasi che mi sono piaciute, delle canzoni che preferisco, dei gruppi musicali che adoro.
E mi vengono molto bene le scatole dei ricordi dove metto biglietti d'auguri, ritagli di giornali, e volantini di manifestazioni che mi sono piaciute, e la raccolta delle cartoline e dei biglietti da visita dei ristoranti che fanno vegetariano e mi trattano umanamente. E le liste degli invitati ai mega pranzi che organizzavo (nel 2013 ho saltato!) con amici e dei menù, e le liste dei desideri dei libri che vorrei leggere, che di compleanno in compleanno cerco di mettere tra le mani di mio marito, (che si dia da fare, perdio! è un p.r. poco attivo a riguardo!) per poi ricevere montagne di sciarpe e foularini.

Raccolgo e catalogo, un disordine nel mio ordine sistematico, che poco sa di pragmatismo, ma molto di labirinti e incastri visivi.
Ma la cosa che mi viene meglio sono le emozioni: quelle che catturo e faccio mie per tutta la vita. E diventano reali quei momenti in cui solletico il corpo e ogni mio senso mi fa  riprovare l'esatta emozione vissuta tempo addietro...
...e rapisco gli odori, li abbino al momento e ne godo i benefici quando li risento...

Ed è per questo che tengo ancora un pigiama di mio papà, nel fondo dell'armadio e me lo annuso...c'ha lo stesso odore di anni fa, quando di anni ne avevo 17...

Quindi per questo 2014, un segreto da svelare e vi sentirete liberi e appagati. Avanti il prossimo, gli passo il testimone.

domenica 1 dicembre 2013

Bodies Revealed a Jesolo

Latitante da settimane, ritorno con una proposta che non dovete farvi scappare.
Si tratta di una mostra a Jesolo (VE), "Bodies Revealed" che propone corpi umani veri, in un percorso di conoscenza dell'anatomia e della funzionalità del corpo umano.
Il sistema scheletrico, tendineo e muscolare, gli apparati circolatori, tutti gli organi e una parte interamente dedicata all'apparato riproduttivo. Toccanti sono stati i feti dalle 7 alle 20 settimane: uno stadio evolutivo reale sotto ai propri occhi, che ha veramente commosso.
Quei corpi sono stati donati alla scienza, e l'opportunità che viene data ai visitatori è di comprendere visivamente tutto ciò che vive con sè stessi 24 ore al giorno, e di cui non si è consapevoli (considerando soprattutto come lo trattiamo corpo! Alimentazione scorretta, fumo, droghe, stress, poco movimento sono le condanne per una vita malsana!).

Se siete da quelle parti visitatelo, non abbiate paura, è "roba" vostra!

mercoledì 9 ottobre 2013

In silenzio per ricordare.

Il giorno 10 ottobre 1963, Tina Merlin disse:

"Oggi tuttavia non si può soltanto piangere,
 è tempo di imparare qualcosa"

Quelle volte che vado  ad arrampicare a Erto, e la terra che calpesto è quella del monte Toc franato a valle, e mi immagino le pareti che mi appresto a scalare  lunghe più di 200 metri come 50 anni fa, tutto mi sembra così surreale. Brividi e commozione mi trapassano.
Ricerco il silenzio, per condividere il piacere della risalita con lo spirito di quella valle, ma corriere di turisti urlanti e moto che sfrecciano spesso rovinano il raccoglimento. C'è chi ti urla chiedendo dove sia il bar, chi ammira quello che stai facendo, ignorando il luogo dove sono. Manco immaginano l'origine della terra che calpestano.

In questo documentario trasmesso in una tv svizzera, trovo che sia chiaro ciò che accadde la notte del 9 ottobre del 1963.
Non ho parole da aggiungere, in silenzio per ricordare.



sabato 5 ottobre 2013

La storia apre gli occhi e il cuore.

Perché affrontare un libro che parla della propria storia nazionale?
Perché dovrebbe aiutarci ad affrontare meglio il presente, ricordare quello che si era e migliorare quegli aspetti che c'hanno messo in ombra, che hanno causato disastri, morti e distruzioni.

La storia apre gli occhi e il cuore.
Trovo molta ipocrisia in chi crede all'umanità e rimane insensibile di fronte a qualsiasi tipo di  eccidio. 

Con le morti al largo di Lampedusa, di quegli esseri umani speranzosi, che cercavano una via di fuga verso l'Europa, mi è ritornato un pezzo letto da poco, che di seguito vi riporto, tratto da "Point Lenana", di Wu Ming 1, edito da Einaudi. 
(Lo consiglio.
 Gli appassionati di storia, passato, montagna, arrampicata, eroi e non-eroi lo devono leggere.
 Felice Benuzzi: la vita di un alpinista e diplomatico, con scrupolosa attenzione e documentazione dei fatti storici che ha vissuto.
 E lo dovrebbero leggere anche chi, purtroppo pensa che l'umanità sia pappa e ciccia ...
 e invece è qualcosa di diverso, amo definirla
 "una sfera che si fonde in un'altra sfera..."
così dovremmo percepire l'umanità).

"Vent'anni dopo il primo bombardamento aereo, dalle "sementi" di Giulio Gavotti è cresciuta una guerra di sterminio. In Libia gli aviatori fascisti praticano la caccia all'uomo, calano sulle carovane di civili mitragliando donne e bambini, si divertono un mondo e non hanno remore a dirlo. Nel suo libro Ali italiane sul deserto, uscito nel '33, il capitano Vincenzo Biani descrive un'incursione sulla località di Gifa:
Un formicolio di genti in fermento; uomini, donne, cammelli, greggi;
con quella prosmiscuità tumultuante che si riscontra solo nelle masse
sotto l'incubo di un cataclisma; una moltitudine che non aveva forma,
come lo spavento e la disperazione di cui era preda; e su di essa piovve,
con gettate di acciaio rovente, la punizione che meritava.
Quando le bombe furono esaurite, gli aeroplani scesero più bassi per 
provare le mitragliatrici. Funzionavano benissimo. Nessuno voleva essere
il primo ad andarsene, perchè ognuno aveva preso gusto a quel gioco
nuovo e divertentissimo. E quando finalmente rientrammo a Sirte, il
battesimo del fuoco fu festeggiato con parecchie bottiglie di spumante,
mentre si preparavano gli apparecchi per un'altra spedizione . "

(riproduzione parziale dell'opera non a scopi commerciali).

giovedì 3 ottobre 2013

Settimana vegetariana mondiale

Avete mai pensato cosa significa essere vegetariani? 

Perchè quando dico di "esserlo" (che brutto termine, ma passatemelo), suscito negli interlocutori due affermazioni:

- ma come fai a rinunciare alla carne !!!???!!!
- io mangio pochissima carne, praticamente poco/nulla.

Ma scegliere di privarsi di mangiare derivati animali, cosa comporta?

Mi piacerebbe, che nella settimana vegetariana mondiale, se non c'è la  volontà di provare almeno un giorno ad astenersi da carne/pesce/affettati e volendo essere "estremisti", anche miele/latticini/uova, almeno avere la curiosità di  pensare a cosa potrebbe comportare nella propria vita, un atto magnifico e di estrema gratitudine come fare a meno di cibarsi di derivati animali. 
Anche un atto di riflessione, consapevole, che può valere la vita.



Chiedo troppo???

sabato 28 settembre 2013

The scarecrow

Un videogioco che aiuti a ripensare alle proprie scelte alimentari?
Beh, eccolo.
Buona visione ...

lunedì 19 agosto 2013

Cose da buttare

Consapevolezza, cara consapevolezza.
In questo agosto ho raggiunto una conclusione, molto ovvia, ma molto vera e nascosta dietro le apparenze e dentro le case di ognuno di noi.
Il possesso, l'attaccamento alle cose, il consumismo sfrenato, l'avere più che l'essere.
Armadi zeppi di cose, indumenti, scarpe, prodotti di ogni tipo, stoviglie, pentolame e suppellettili di ogni tipologia e per ogni occasione. Non sfugge nulla al radar del possesso.
Ma cosa ce ne facciamo di tutte queste cose che riempiono i nostri spazi ? E come facciamo a usarle tutte contemporaneamente?
Non me ne sono mica resa conto subito, ma ho innescato un meccanismo che mi fa cercare ogni giorno qualcosa di cui sbarazzarmi. Ho iniziato dall'armadio e sto accumulando una pila di cose che non uso che passerò a una famiglia disagiata che vive vicino a casa di mia mamma. Non si tratta di fare il cambio dell'armadio, ma di una scelta vera e propria: obbiettivamente non riesco a utilizzare tutto quello che ho in una sola volta e  spesso inceppo in acquisti di qualcosa che ho già, senza attenderne l'obsolescenza.

Dopo l'armadio toccherà alla dispensa, alla credenza, al sottoscala. 
Mi sbarazzerò di quello che non uso, oppure userò e sfrutterò ciò che avevo dimenticato. (capita anche questo, soprattutto nella zona dispensa dedicata ai cereali ;)  ).


Bisogno di pulizia? Beh, forse sì. Mi sento pesante, le cose mi pesano, il consumo e il consumismo mi pesano. Mi pesano e mi sporcano. E invece ho necessità di essere leggera, libera da ogni costrizione sociale, data anche dalle cose.
Beh, quindi, dopo questo pout-pouri ... Veniamo alla domanda del giorno: quante cose e quali sono le cose che ci insozzano la vita e ci appannano dai nostri reali bisogni?



mercoledì 31 luglio 2013

La felicità esiste. Il finale.

Sono solita, dopo aver letto un libro, lasciarlo sopra il tavolo in sala, su di una catasta di libri già letti, che rimangono lì per un po', a sedimentare. Vederli davanti a me mi permette di tenerli ancora vivi, sono degli enzimi che con la loro visione aiutano a metabolizzare la storia appena letta, a ricordarmela e renderla mia.

Poi accade che, li sfoglio e mi trascrivo quelle frasi che più mi hanno colpito, nel mio appunt-diario.

Succede anche che, mi osservano, e mi attirano nuovamente. Quindi dal divano mi protendo in avanti, lo prendo e mi rimetto a leggere quei capitoli più interessanti. Vengo attratta dal finale. Rileggo l'ultimo capitolo. E mi ritornano sempre le parole di Lucia, una cara amica, che lei inizia tutti i libri dal finale. Dalle ultime 5 righe. Lei sostiene che non si capisce nulla. Ma le piace e lo fa. Boh !?!!

Il finale che ho tra le mani, che non smetterò di leggere per un pezzo, perchè è emozione pura come tutto il resto del libro, è tratto da La felicità esiste di Paolo Zardi. Il passaparola tra blogger me l'ha fatto conoscere, e sappiatelo, lo iniziate e non vi scrollerete dalla poltrona. E' un libro magnetico, una storia che continua a far pensare e  ad emozionare. Sebbene sia una storia di amore, realista e ambientata ai giorni nostri, a volte traspare dell'insensibilità apparente che destabilizza (molto maschile come aspetto, ma a me piace). Ma questo nasconde la verità, quella verità che il titolo del libro vuole palesare: La felicità esiste.
Quando leggi un libro, che mette i brividi, del quale ti confondi con le identità dei personaggi, allora è il libro da consigliare. Non può rimanere nascosto.
Un amico a cui l'ho consigliato, l'ha letto subito, e si è immedesimato in Marco.
Io invece mi rivedo in Sveva.
Un'altra amica lo sta aspettando. E mi dirà poi a chi pensa di assomigliare.
Attendo voi ora.
Beh, non vi dico altro. Tranne il finale.




"Tutto sarebbe cambiato, perchè, se non fosse stato così, se la vita che gli restava non fosse stata diversa da quella che aveva vissuto, allora avrebbe dovuto ammettere che la felicità esisteva, ma non era per lui."


lunedì 29 luglio 2013

Quattro soli a motore - Quota 3000



Questo post necessita di una colonna sonora. Non può essere che Daughter dei Pearl Jam ... 

Detto questo, impostato lo stereo, ora vi racconto di questa avventura dolomitica condivisa con il mio amico Andrea.



Ho deciso di portarmi Corradino, e le sue avventure narrate in "Quattro soli a motore" di Nicola Pezzoli, a quota 3000 metri, cogliendo l'invito contagioso dell' Alligatore in questo suo post.
La splendida cornice dolomitica è quella del Monte Cristallo, nelle dolomiti Ampezzane, lungo la ferrata Dibona, che ha del magnifico: agganciato in quota riesci ad avere una panoramica a 360 gradi tutt'attorno, arrivando fino a penetrare lo sguardo oltre il confine, verso le montagne austriache. Mozzafiato, il tetto più alto in cui io sia mai stata, il mio tetto del mondo!

Una ferrata ad alta quota rimane uno scenario pauroso per molte persone; i limiti con cui ci si scontra sono molti: le vertigini, il fiato che manca, l'equilibrio, la capacità di riconoscere e sfidare le proprie forze, l'istinto di sopravvivenza, il sudore, il freddo. E' per questo che ho portato Corradino con me, perchè lui di paure ne ha affrontate molte, e così apertamente e spontaneamente che sono diventate le mie mentre leggevo la sua storia. Negli occhi di un ragazzino certe cose appaiono crude e vere, palesi, dolorose e reali. Gli occhi di un ragazzino non sono appannati e ricordano quelli che tutti noi abbiamo avuto, occhi di cui abbiamo dimenticato l'uso crescendo e diventando adulti, smarrendo quella genuinità che è il contrassegno di tutti i bambini, ma che rimane la chiave per non farsi prendere in giro, per non diventare vittime dei meccanismi della società.

A me la storia di Corradino ha toccato il cuore, l'ha dilatato oserei dire. 
Mi sono centellinata le pagine e assaporata una scrittura divertente, nuova, creativa e stimolante, che ha reso molto bene il contesto e la vita di Corradino. Bravo a Nicola Pezzoli, Zio Scriba, complimenti ai tuoi occhi e ai tuoi sensi, alla tua sensibilità immensa.

A tal proposito, uno dei miei pezzi preferiti di Quattro soli a motore, che ho sottolineato e riletto e riletto...



a pag. 232 ...

"Anche quando mi fui abituato alle tenebre, a farmi da occhio erano le mani e tutto il resto del corpo, ogni recettore tattile, ogni terminazione nervosa. Pensai allo zio cieco. Per salire dalle scale al buio, dentro una casa sconosciuta, devi dilatare te stesso fino a divenire misura del tutto, radar dell'ignoto, sonar dell'inconosciuto. Pensai a quanto mi avrebbe fatto comodo essere l'Uomo Invisibile, e avrei voluto che l'involucro delle scale, quella loro coltre d'oscurità così densa e protettiva durasse di più. Ma fui ben presto al primo piano."



Buona estate e buona lettura... io continuerò a portarmi Quattro soli a motore in qua e in là ... ;)