Credo sia stato l'inverno che ha bussato alla mia porta.
Sta di fatto che sono dieci giorni che soffro di vertigini, emicrania per due giorni, e da ieri dolori ovunque, senza un minimo di febbre, raffreddore, abbassamento di voce.
Le vertigini sono fastidiosissime. In auto è diventato difficile muovermi, camminare in lastricati a mosaico mi dà nausea, e ogni minimo attacco di nervi esalta queste vertigini. Sto facendo degli esami, non ho voluto sottovalutare il problema. Però ci sto lavorando anche con il messaggio che vuole trasmettermi il corpo.
Vertigini, instabilità, ovvero non trovare il giusto equilibrio delle parti. Ma anche vertigini per far perdere i sensi, staccare la spina da questa quotidianità assillante, delirante che opprime molte ore, duro lavoro, incomprensioni, corse (verso dove?), che sballottano alla grande. Vertigini che mi mettono di fronte alla mia stabilità (?) emotiva, agli scossoni che il mio cuore sostiene, in ogni ambito e affetto...perchè il cuore prima di tutto.
Quindi relax obbligato, divano e sane dormite a letto, e un bel po' di tempo dedicato alla cucina.
Ecco quindi una zuppa veloce, riscaldante, di quelle che consolano ed è giusta per questa giornata che ha aperto le porte del letargo, ed io, che sono stagione-dipendente, mi ci sono preparata per bene, e già ci sto comoda nella pigrizia.
Prendete due carote, una patata media e una cipolla bionda: lavatele, mondatele e mettetele a lessare in acqua a cui avrete aggiunto un cucchiaio di miso di riso per insaporire (io lo uso anche come "dado", il sapore è delizioso anche se l'acqua bolle e uccide gli enzimi pazienza...almeno di glutammato e altri insaporitori qui non ce n'è!) e qualche cimetta di rosmarino essiccato.
Quando il tutto sarà cotto, con il minipimer frullate le verdure con l'acqua di cottura rimasta.
A questo punto aggiungete due pugni di quinoa, aggiustate di sale, se necessario, e lasciate cuore per 10 minuti.
Versate nel piatto la zuppa fumante, e ...un filo d'olio extra vergine d'oliva e dei crostini ricavati dal vostro pane messi a rosolare con dell'olio, spezie e peperoncino nel forno della cucina a legna...e il piatto è pronto!
Buon appetito...buon inverno a tutti voi miei cari...
venerdì 21 dicembre 2012
Vertigini: l'inverno è arrivato
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giovedì 13 dicembre 2012
Troviamo una soluzione
Troviamo un soluzione.
Non sono una che parla di politica: prima di tutto non sono molto informata, (o almeno non come vorrei), e poi non mi piace espormi.
Però il disastro che si sta creando tra i banchi della politica italiana in quest'ultimo periodo è una grande presa per il culo per tutti noi cittadini, e non serve questo post a ricordacelo.
Le mie sensazioni sono queste:
- sento svanire pian piano tutti i diritti che con grande sforzo i nostri vecchi hanno sostenuto e battagliato;
- mi sembra di rivivere le stesse cose, mese dopo mese, o asta dei Bot dopo asta dei Bot. "mi dimetto!" -> scossone mediatico -> allarme Borsa -> al fumo risparmi e investimenti della povera gente. Un esempio semplice semplice, che tutti comprendiamo, ma c'è di peggio, sìsìsì!
- una legge elettorale che non rispetta noi elettori e che ti spinge a chiederti se veramente conta il tuo voto, semmai tu trovassi il coraggio di scegliere qualcuno.
- un generale assopimento delle masse, che a prima vista sembrano incazzate con tutti i politici, e che poi immancabilmente andranno a votare quelli lì, perchè "sono gli unici che parlano, danno fiducia, fanno qualcosa, hanno esperienza, ho sempre votato... etcc. etcc..."
Su quest'ultimo punto ritengo che la responsabilità maggiore sia da tv/siti/giornali deviati politicamente. Parlo di quei canali parassiti che bersagliano di allarmismo costruito, che spaventano, che mettono le catene ai polsi alle masse, le indirizzano a scegliere. Tutte azioni mirate.
E quindi mi domando: cosa possiamo fare ??? come possiamo agire ???
Io cerco soluzioni pratiche, vere e a portata di tutti.
C'ho una domanda da porre: se non andasse a votare la maggior parte degli italiani cosa accadrebbe? Non c'azzecco con queste cose, ma mi sa che ci potrebbe essere una rivolta anarchica. Ma qualcosa di più pacifico potrebbe venirne fuori?
Non sono una che parla di politica: prima di tutto non sono molto informata, (o almeno non come vorrei), e poi non mi piace espormi.
Però il disastro che si sta creando tra i banchi della politica italiana in quest'ultimo periodo è una grande presa per il culo per tutti noi cittadini, e non serve questo post a ricordacelo.
Le mie sensazioni sono queste:
- sento svanire pian piano tutti i diritti che con grande sforzo i nostri vecchi hanno sostenuto e battagliato;
- mi sembra di rivivere le stesse cose, mese dopo mese, o asta dei Bot dopo asta dei Bot. "mi dimetto!" -> scossone mediatico -> allarme Borsa -> al fumo risparmi e investimenti della povera gente. Un esempio semplice semplice, che tutti comprendiamo, ma c'è di peggio, sìsìsì!
- una legge elettorale che non rispetta noi elettori e che ti spinge a chiederti se veramente conta il tuo voto, semmai tu trovassi il coraggio di scegliere qualcuno.
- un generale assopimento delle masse, che a prima vista sembrano incazzate con tutti i politici, e che poi immancabilmente andranno a votare quelli lì, perchè "sono gli unici che parlano, danno fiducia, fanno qualcosa, hanno esperienza, ho sempre votato... etcc. etcc..."
Su quest'ultimo punto ritengo che la responsabilità maggiore sia da tv/siti/giornali deviati politicamente. Parlo di quei canali parassiti che bersagliano di allarmismo costruito, che spaventano, che mettono le catene ai polsi alle masse, le indirizzano a scegliere. Tutte azioni mirate.
E quindi mi domando: cosa possiamo fare ??? come possiamo agire ???
Io cerco soluzioni pratiche, vere e a portata di tutti.
C'ho una domanda da porre: se non andasse a votare la maggior parte degli italiani cosa accadrebbe? Non c'azzecco con queste cose, ma mi sa che ci potrebbe essere una rivolta anarchica. Ma qualcosa di più pacifico potrebbe venirne fuori?
martedì 27 novembre 2012
Dis - ordine
Mi capita di lasciare le cose ovunque.
Non me ne sono veramente mai accorta, eppure questo accade sistematicamente da 34 anni. Per me è la normalità.
Accadde scorsa settimana.
I ladri stanno letteralmente braccando la zona dove vivo, con incursione pure nella mia macchina nel piazzale di casa, e spaventati dalle mie corse tra citofono e blocca-cancello che stavano aprendo, si sono dileguati senza far danni.... Ecco quindi: accadde scorsa settimana, che dovevo assolutamente nascondere un portafoglio con la cassa di un associazione nella quale sono volontaria. Quel giorno non potevo assolutamente portarlo con me: 12 ore a lavoro,poi prendi e parti per rientrare verso casa, trovarmi con la comitiva e partire per Jesolo concerto Skunk Anansie, cambiarmi in macchina, e quindi ridurre al minimo tutto ciò che aveva valore che portavo appresso a me.
Quindi nelle corse di mercoledì mattina, tra preparare borsa, zaino, cambio, pranzo, testaaaa ...., ho imbucato quel portafoglio al volo.
E sabato ho messo sottosopra casa mia, armadi e cassetti, armadietti, e lenzuola, tappeti e asciugamani, materassi e intimo. Nulla. Mi sono arresa e ho lasciato la mente lavorare inconsciamente alla ricerca del mistero.Quindi domenica mattina ho aperto l'armadietto del bagno, dove di solito ripongo il phon e lì c'era quell'agognato portafoglio.
Mio marito, in libertà provvisoria con gli amici per il weekend, stressato dalle mie telefonate alla ricerca di un indizio per ricordare dove l'avevo messo, m'ha fatto notare che lascio le cose dove capitano. Ovunque c'è traccia di me: le tazze sul tavolo in cucina, la forbice sul piano in bagno, il cappello sulla sedia, il sacco di farina sopra il piano in cucina, lo shampoo sulle scale, i libri ovunque, scontrini sul letto. E non pensate sia disordine!!! Tutto sembra appostissimo. Non è disordine, ma un ordine organizzato alla mia maniera.
Mi piace vedere e ritrovarmi nelle dispense di scuola e fogli d'appunti sopra il tavolo in salotto, mi piace anche vedere il tappetino di yoga nell'angolo in sala...mi piace pure il mio ritratto fotografico in foto appoggiato a terra in attesa di chiodo e martello per essere appeso, mi piacciono le cataste di libri e i libri messi obliquamente nella libreria. Mi piace e mi ci ritrovo.
E il comodino del mio lato mi piace ancora di più. Libri, segnalibri, penne e matite, post-it, bracciali e orecchini, conchiglie e biglietti di concerti.
A modo mio, senza rigidità...suvvia! lasciatemi il mio dis-ordine!!!!
Non me ne sono veramente mai accorta, eppure questo accade sistematicamente da 34 anni. Per me è la normalità.
Accadde scorsa settimana.
I ladri stanno letteralmente braccando la zona dove vivo, con incursione pure nella mia macchina nel piazzale di casa, e spaventati dalle mie corse tra citofono e blocca-cancello che stavano aprendo, si sono dileguati senza far danni.... Ecco quindi: accadde scorsa settimana, che dovevo assolutamente nascondere un portafoglio con la cassa di un associazione nella quale sono volontaria. Quel giorno non potevo assolutamente portarlo con me: 12 ore a lavoro,poi prendi e parti per rientrare verso casa, trovarmi con la comitiva e partire per Jesolo concerto Skunk Anansie, cambiarmi in macchina, e quindi ridurre al minimo tutto ciò che aveva valore che portavo appresso a me.
Quindi nelle corse di mercoledì mattina, tra preparare borsa, zaino, cambio, pranzo, testaaaa ...., ho imbucato quel portafoglio al volo.
E sabato ho messo sottosopra casa mia, armadi e cassetti, armadietti, e lenzuola, tappeti e asciugamani, materassi e intimo. Nulla. Mi sono arresa e ho lasciato la mente lavorare inconsciamente alla ricerca del mistero.Quindi domenica mattina ho aperto l'armadietto del bagno, dove di solito ripongo il phon e lì c'era quell'agognato portafoglio.
Mio marito, in libertà provvisoria con gli amici per il weekend, stressato dalle mie telefonate alla ricerca di un indizio per ricordare dove l'avevo messo, m'ha fatto notare che lascio le cose dove capitano. Ovunque c'è traccia di me: le tazze sul tavolo in cucina, la forbice sul piano in bagno, il cappello sulla sedia, il sacco di farina sopra il piano in cucina, lo shampoo sulle scale, i libri ovunque, scontrini sul letto. E non pensate sia disordine!!! Tutto sembra appostissimo. Non è disordine, ma un ordine organizzato alla mia maniera.
Mi piace vedere e ritrovarmi nelle dispense di scuola e fogli d'appunti sopra il tavolo in salotto, mi piace anche vedere il tappetino di yoga nell'angolo in sala...mi piace pure il mio ritratto fotografico in foto appoggiato a terra in attesa di chiodo e martello per essere appeso, mi piacciono le cataste di libri e i libri messi obliquamente nella libreria. Mi piace e mi ci ritrovo.
E il comodino del mio lato mi piace ancora di più. Libri, segnalibri, penne e matite, post-it, bracciali e orecchini, conchiglie e biglietti di concerti.
A modo mio, senza rigidità...suvvia! lasciatemi il mio dis-ordine!!!!
venerdì 23 novembre 2012
Diventa vegetariano!
Una provocazione?
Un mezzo per farsi notare?
Un adeguamento alla mercificazione del corpo?
Una verità?
Altro???
Le mie sono tutte risposte affermative, e nonostante sia sempre molto lontana da questi mezzucci di comunicazione, un po' m'ha fatto sorridere questa foto scovata in facebook. Il clamore c'è, se ne parla, e si riesce a trarne anche un sorriso. Rimane impresso, perché spesso vegetariano è paragonato a bigotto o estremista, e lontano da questo genere di materialità.
C'ho bisogno di sentire la vostra!
io comunque approvo perché di violenza non ce n'è traccia, anzi ...
giovedì 22 novembre 2012
Tecnologia!
Tecnologia sì, tecnologia no...
Uno sbattimento quest'ultimo periodo con grandi rompimenti di palle da parte di amici e amiche perchè non sono what'suppata e perchè non posso voiperarle e perchè non c'ho l'ultimo modello di grido del telefonino.
(Pensate, che scattate delle foto al concerto degli Skunk Anansie di ieri, non me l'hanno fatta avere per boicottare il mio poco essere tecnologica)
Ma secondo voi, cos'è essere tecnologici? E che uso ne facciamo della tecnologia?
Vi spiego un po' la mia teoria. Molto brevemente, uno spunto per interagire assieme, visto che attraverso la tecnologia interagiamo costantemente tra blogger!
La tecnologia è progresso, nessuno lo nega e tutti ne traiamo benefici. Ha ottimizzato dei processi, è utile per facilitare certe mansioni, è veloce e a portata di tutti, a volte intuitiva. Ci riempie i tempi morti, ci fa compagnia, a volte risparmiare, fare amicizie nuove, interagire e dire la nostra con più facilità.
Quello che ci ha portato è che facilità la vita, ma non la risolve. Ci sono cose in cui la tecnologia riesce anche a togliere. La personalità dei rapporti si sono sfibrati. Non posso immaginare di essere considerata una persona diversa solamente perchè non riesco interagire con gli amici...Ci si allontana dai sensi, i miei adorati sensi che amo mettere alla prova costantemente, anche soffrendo, ma sono quelli che in effetti danno il senso alla mia vita.
La natura, l'uso delle braccia, il respirare l'aria aperta si fanno senza tecnologia. Eppure anche questa è vita. Una vita priva di controllo, libera e serena, lontana da ogni vincolo.
E poi l'uso del cervello: questo nostro computer interno che non si trova più a cercare/trovare soluzioni ai piccoli intoppi della vita, a non poter ricordare più un numero di telefono a memoria, a dover per forza utilizzare i promemoria telefonici per ricordare le date dei compleanni. Solo piccolissimi esempi, quotidiani, di come abbiamo disabituato ad usare la nostra capa. Sentire l'odore di un libro, osservarlo, sottolinearlo, renderlo vivo, toccarlo e farlo bene di piacere.
Ne sono certa, cadremo tutti nella trappola del telefonino touch-screen, ma spero il più lontano possibile. Perchè voglio anche riempire le mie giornate e non trascorrerle unicamente appiccicata ad uno schermo, a interagire attraverso messaggini e sorrisini. Sono pronta a un altro digiuno tecnologico se fosse il caso.
I sorrisi apprezzateli reali, quelli del mio viso, che si abbinano bene ai miei occhi.
Abbiate coraggio di essere ancora umani.
Uno sbattimento quest'ultimo periodo con grandi rompimenti di palle da parte di amici e amiche perchè non sono what'suppata e perchè non posso voiperarle e perchè non c'ho l'ultimo modello di grido del telefonino.
(Pensate, che scattate delle foto al concerto degli Skunk Anansie di ieri, non me l'hanno fatta avere per boicottare il mio poco essere tecnologica)
Ma secondo voi, cos'è essere tecnologici? E che uso ne facciamo della tecnologia?
Vi spiego un po' la mia teoria. Molto brevemente, uno spunto per interagire assieme, visto che attraverso la tecnologia interagiamo costantemente tra blogger!
La tecnologia è progresso, nessuno lo nega e tutti ne traiamo benefici. Ha ottimizzato dei processi, è utile per facilitare certe mansioni, è veloce e a portata di tutti, a volte intuitiva. Ci riempie i tempi morti, ci fa compagnia, a volte risparmiare, fare amicizie nuove, interagire e dire la nostra con più facilità.
Quello che ci ha portato è che facilità la vita, ma non la risolve. Ci sono cose in cui la tecnologia riesce anche a togliere. La personalità dei rapporti si sono sfibrati. Non posso immaginare di essere considerata una persona diversa solamente perchè non riesco interagire con gli amici...Ci si allontana dai sensi, i miei adorati sensi che amo mettere alla prova costantemente, anche soffrendo, ma sono quelli che in effetti danno il senso alla mia vita.
La natura, l'uso delle braccia, il respirare l'aria aperta si fanno senza tecnologia. Eppure anche questa è vita. Una vita priva di controllo, libera e serena, lontana da ogni vincolo.
E poi l'uso del cervello: questo nostro computer interno che non si trova più a cercare/trovare soluzioni ai piccoli intoppi della vita, a non poter ricordare più un numero di telefono a memoria, a dover per forza utilizzare i promemoria telefonici per ricordare le date dei compleanni. Solo piccolissimi esempi, quotidiani, di come abbiamo disabituato ad usare la nostra capa. Sentire l'odore di un libro, osservarlo, sottolinearlo, renderlo vivo, toccarlo e farlo bene di piacere.
Ne sono certa, cadremo tutti nella trappola del telefonino touch-screen, ma spero il più lontano possibile. Perchè voglio anche riempire le mie giornate e non trascorrerle unicamente appiccicata ad uno schermo, a interagire attraverso messaggini e sorrisini. Sono pronta a un altro digiuno tecnologico se fosse il caso.
I sorrisi apprezzateli reali, quelli del mio viso, che si abbinano bene ai miei occhi.
Abbiate coraggio di essere ancora umani.
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martedì 20 novembre 2012
assente ma presente!
Momentaneamente ho perso la penna.
Forse troppe idee confusa, l'età che è avanzata o forse sto periodo va così.
Tante cose belle, i miei 17+17 e chissà quando ne scriverò qualcosa, i festeggiamenti per un compleanno che quest'anno pensavo passasse in sordina e invece sto festeggiando da venerdì scorso e almeno fino a fine mese ho occasioni giornaliere per potermi far coccolare. Quindi l'amore c'è, lo sento è reciproco, e le sorprese che ho ricevuto finora mi hanno riempito delle falde che si stavano allargando nel mio cuoricino.
Qualche brutta cosa è capitata, una brutta-bella, nel senso che so che evolverà in bella, una brutta-brutta che spero mi dia la forza per cambiare prospettiva (lavorativamente parlando).
Mi piace assaporare quei momenti in cui riesco a cogliere nuovi aspetti di me, un'evoluzione di conoscenza che mi sta facendo crescere, maturare e rendendo sempre più consapevole.
Evito di programmare, mi circondo solo di sorrisi, ma quelli sono reciproci e contagiosi, quindi è una cosa inevitabile.
..domani sera, Jesolo, loro...
Forse troppe idee confusa, l'età che è avanzata o forse sto periodo va così.
Tante cose belle, i miei 17+17 e chissà quando ne scriverò qualcosa, i festeggiamenti per un compleanno che quest'anno pensavo passasse in sordina e invece sto festeggiando da venerdì scorso e almeno fino a fine mese ho occasioni giornaliere per potermi far coccolare. Quindi l'amore c'è, lo sento è reciproco, e le sorprese che ho ricevuto finora mi hanno riempito delle falde che si stavano allargando nel mio cuoricino.
Qualche brutta cosa è capitata, una brutta-bella, nel senso che so che evolverà in bella, una brutta-brutta che spero mi dia la forza per cambiare prospettiva (lavorativamente parlando).
Mi piace assaporare quei momenti in cui riesco a cogliere nuovi aspetti di me, un'evoluzione di conoscenza che mi sta facendo crescere, maturare e rendendo sempre più consapevole.
Evito di programmare, mi circondo solo di sorrisi, ma quelli sono reciproci e contagiosi, quindi è una cosa inevitabile.
..domani sera, Jesolo, loro...
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venerdì 9 novembre 2012
Cambiamenti dal basso
Sto vivendo un periodo così intenso che non mi rendo conto nemmeno del tempo che passa. L'intensità è dovuta a tante cose da fare, da emozioni vissute, da pensieri vaganti che sto cercando di rimettere in sesto.
Probabilmente i mesi scorsi sono sembrata melanconica (ma è la mia stagione che porta a questo...lasciatemela!), a volte triste e polemica. Vero, verissimo. A volte lo sono ancora.
Però come riesco a essere molto melanconica, triste e polemica, riesco a essere anche tanto empatica con il mondo da permettere alle energie belle e positive di impossessarsi di me, e darmi un bel sorriso che risolleva gli animi.
Sto vivendo una fase di cambiamento, che coinvolge solo ed esclusivamente me stessa, a partire dai capelli, che in 7 mesi ho stravolto come non mai in 33 anni di vita. E questa necessità la sento dentro e necessaria, sono contenta di quello che ne è uscito.
Sto vivendo di contatti, di nuovi mondi e conoscenze, esperienze nuove, amicizie ritrovate.
Se fosse stato 2 anni fa, questo stile di vita sarebbe stato un affanno per me, un torcigliarsi di sensi di colpa nei confronti di famiglia e marito che m'avrebbe distrutto. Invece ora vivo la mia vita con fluidità e la libertà è mia.
Ho trovato questa foto dal profilo facebook dei Pearl Jam, che riassume quello a cui miro, alla mia meta vitale. Ci tengo tantissimo a porre me stessa al centro della mia vita, non pensando sia egoismo ma puro amor proprio. Senza questo come possiamo pensare di stare accanto agli altri esseri, essere compassionevole e amarli? E intendo qualsiasi essere vivente che interessi la nostra sfera personale, e quindi di entrare in stretta connessione con loro e viverli con naturalezza e intensità.
A tal proposito un mio nuovo proposito da portar avanti, riguarda la riflessologia plantare. Parlai proprio di massaggi qui, ma in questo caso si tratta di andare a massaggiare il piede, zone specifiche del piede e il riflesso di viscere e organi. M'è capitato di farne, e credo sia tra i massaggi da cui ho tratto di più.
Il piede, l'ancora che ci tiene fermi e sorregge, il nostro confine con la terra, quell'elemento che adoro e che sento necessario a me che sono tanto acqua e sensibilità. Il piede connette con il resto del corpo, è il catalizzatore usato dalle le mani e il corpo di chi massaggia. Ma lo ritengo così umile e vero che mi emoziona. Mettersi ai piedi dell'altro. In India si sfiorano i piedi dei Baba come segno di riverenza. E' una pratica che amo fare perchè non è solo stimolazione.Sfiorare, ed effettuare pressioni è entrare in collisione ed empatia con l'altro a tal punto da non sentire più il confine del corpo. Direte che sono pazza, ma una cosa simile l'espresse un certo Vincent...con parole meno poetiche forse, ma il senso può essere quello.
Altra cosetta...sto cercando di scrivere un post a cui tengo tantissimo. Ma ogni volta divento una fontana di lacrime... 17+17 ...
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