Questo mese di gennaio?
Il mese dell'intolleranza. Potrei definirlo così. Lo so, non mi si addice, però non ne potevo più delle solite lamentele, discorsi, tiritere, frasi fatte, opportunismi e maldicenze. Basta. E mi sono staccata dal mondo.
Risultato: una serie di intolleranze alimentari che si sono accentuate provocandomi rossori e ponfi al viso.
Dovevo passarci, capire che l'intolleranza si era impossessata di me e che dovevo fare qualcosa. Divenirne consapevole. Quindi un lavoro su me stessa, Beech tra i Fiori di Bach, Limone e Idroterapia attraverso i getti al viso.
E quindi mi sto calmando, ma non è così semplice: la mente cede ma l'anima è un po' più frustata, rigida e offesa a volte.
Il mese di gennaio non è mai stato semplice per me. I momenti più tristi della mia vita riconducono a questo mese, quindi ci sono dei giorni in cui sono proprio intrattabile, e l'isolamento diventa un'esigenza vera. Anche se gli anni passano, sento ancora dolore attanagliare il cuore... col cavolo che il tempo fa passare tutto: i legami veri e forti non si spezzano - si modificano, ma la sostanza e quello che c'è stato rimane e non si cancella.
In questa solitudine (data da gennaio+intolleranza), mi sono rifugiata al cinema. Da Ralph spaccatutto, La vita di Pi, Lo Hobbit, Django Unchained fino a Twenty, un documentario sulla vita dei Pearl Jam.
E di Django due parole, due. Non scrivo e dico nulla di trama e personaggi e storia.
"Interpretare un soggetto": sintetizzo così ciò che m'ha trasmesso questo film. Se ne parla in tutte le salse, dal lato storico, al pulp, alla genialità di Tarantino. Ma a me poco importa, sono cose impersonali, provenienti dalla critica, ma lontane dal mio sentire. Ciò che più ha colpito, è come l'evolversi della storia sia stata caratterizzata da molte messe in scena, mascheramenti, frodi e bugie, pur di arrivare allo scopo finale, la liberazione di Broomhilda. Interpretare il ruolo, (e farlo bene, senza farsi sgammare) non distoglie da quello che effettivamente siamo dentro, dai nostri sentimenti, da quello che l'anima effettivamente prova, ma può essere il mezzo per raggiungere lo scopo della propria vita. Questo vestendo i panni di giullare, di un cattivo mercenario di negri, di un pistolero ammazza banditi, di negro.
Il mio maestro di yoga, una semplice persona, molto umile che insegna yoga a cento persone gratuitamente, riempiendo palestra e impartendo vere lezioni di vita, una sera di due anni fa, parlando di Karma-yoga, disse che è vero, la non-violenza deve essere tra le nostre basi e priorità di vita, ma nel momento in cui ci trovassimo di fronte alla maggiore ingiustizia, ecco, in quel caso potremmo manifestare la nostra indignazione, resistenza e protesta, anche agendo molto violentemente. Il nostro coraggio a lottare diverrebbe una virtù e la nostra anima rimarrebbe pura e ligia a sé stessa.
Un groviglio, lo so. Ma in questo periodo sono Spider woman... ragnatele, su è giù per le pareti arrampicando, ma anche nella vita...
sabato 2 febbraio 2013
martedì 15 gennaio 2013
Quota 200. A mettere i puntini sulle i.
Si tratta del post n° 200.
Mai avrei pensato di poterci arrivare a questo punto, ma ci sono, ne sono felice pure.
Pensando a cosa scrivere, mi son detta: la prima cosa che ti viene in mente???
I puntini sulle i. Cosa significano?
I puntini sulle i vanno messi. La I è nata con il puntino sopra, scrivendo in corsivo, quindi va messa. Si tratta di una regola. Punto.
Ma quando avevo sette anni, nell'arte di imparare a scrivere in corsivo, mi ostinavo a non volerli mettere, e quindi riempivo pagine di "i", come punizione/compito per casa.
Non molto diverso dalle pagine di v e f (che ancora ho difficoltà a distinguere scrivendo a mano), o di d e b e p. E di quelle parole inventate? La chitarra è stata ticarra per anni, l'albero invece abero, lo zio Vittorino lo chiamavo Botolino...
Probabilmente una bambina così, ai giorni nostri viene subito portata dal logopedista.
Il mio maestro invece insisteva con le trascrizioni di pagine di parole e lettere. E mi lasciava libera: libera di essere mancina, di invertire i numeri scrivendoli contrari, di scrivere parole nuove, di permettere alla lieve dislessia che avevo di dissolversi da sola. Un granel de pevarè ... mi chiama ancora così.
Scrivo ancora a mano, le recensioni di libri e film le faccio in un quadernone. E ci sono liste delle cose che mi piacciono, riferimenti al sole e all'occhio ovunque, liste di regali e frasi che mi piacciono.
E i puntini sulle i ancora me li dimentico.
Mai avrei pensato di poterci arrivare a questo punto, ma ci sono, ne sono felice pure.
Pensando a cosa scrivere, mi son detta: la prima cosa che ti viene in mente???
I puntini sulle i. Cosa significano?
I puntini sulle i vanno messi. La I è nata con il puntino sopra, scrivendo in corsivo, quindi va messa. Si tratta di una regola. Punto.
Ma quando avevo sette anni, nell'arte di imparare a scrivere in corsivo, mi ostinavo a non volerli mettere, e quindi riempivo pagine di "i", come punizione/compito per casa.
Non molto diverso dalle pagine di v e f (che ancora ho difficoltà a distinguere scrivendo a mano), o di d e b e p. E di quelle parole inventate? La chitarra è stata ticarra per anni, l'albero invece abero, lo zio Vittorino lo chiamavo Botolino...
Probabilmente una bambina così, ai giorni nostri viene subito portata dal logopedista.
Il mio maestro invece insisteva con le trascrizioni di pagine di parole e lettere. E mi lasciava libera: libera di essere mancina, di invertire i numeri scrivendoli contrari, di scrivere parole nuove, di permettere alla lieve dislessia che avevo di dissolversi da sola. Un granel de pevarè ... mi chiama ancora così.
Scrivo ancora a mano, le recensioni di libri e film le faccio in un quadernone. E ci sono liste delle cose che mi piacciono, riferimenti al sole e all'occhio ovunque, liste di regali e frasi che mi piacciono.
E i puntini sulle i ancora me li dimentico.
lunedì 14 gennaio 2013
Guardandosi negli occhi a parlare di buonismo
L'ho scritto nel commento al post precedente, ho dei blog che in assoluto preferisco, e con cui ho un legame virtuale molto intimo e vivo. Che sembra un'assurdità, invece accade nell'era della tecnologia, della rete e della comunicazione virtuale. Uno è l'Alligatore, di cui mi appassiona tutto ciò che scrive di musica, la sua passione celata in quello che vuole trasmettere e i tantissimi spunti che mi fornisce, letture, prospettive, visioni nuove negli ambiti più disparati. E poi è misterioso ;) !!!
L'altra amica è la Bibi, che ritengo essere un'anima gemella virtuale, per le tante cose in comune che abbiamo, e per il percorso che stiamo percorrendo nella nostra vita. A volte mi sorpassa, a volte sorpasso lei, poi ci affianchiamo, ci confrontiamo, e a me piace questo confronto, da amica. Tutto qua. E vorrei veramente abbracciarla di nuovo questo scricciolo di donna. E anche l'alligatore, per par condicio ;)
E quindi l'iniziativa di Bibi, mi piace tantissimo. Questa tavola rotonda dove confrontarci parlando di un argomento, e quindi offrirci un piatto privo di crudeltà.
Il tema del blog di Bibi, La Tavola Rotonda: spadellando e ... chiacchierando!!!, nel mese di gennaio è il buonismo.
Ci penso da ieri sera, e prima in macchina rientrando da lavoro. Perchè mi crea un po' di contrasto interiore questa tematica. Di primo impatto sembra ricondurre a un connotato negativo, come se si tratti dell'essere buoni con ingenuità, spesso usato nei confronti dei bonaccioni, quelli che appaiono buoni in quanto non hanno una propria opinione.
Ma questo non è il vero significato di buonismo che intendo io.
Buonismo è tutto ciò che permette alla propria coscienza di realizzare che essere buoni, pacifici nel termine di "creatori e sostenitori di pace", è il mezzo per attraversare la vita nel migliore dei modi. Quindi mi ritengo una che fa del buonismo, perchè ci crede a una via migliore per vivere, privandosi di ogni crudeltà. E le crudeltà ci possono stare a volte, ma sta a quel lumicino dentro di noi a farci aprire il cuore.
Ed è anche per questo che all'inizio ho accennato a Alligatore e Bibi, perchè loro sì che ne sanno di buonismo! e lo trasmettono!
E quindi, come nelle migliori tavole, vi offro quello che dà la mia terra veneta in questo periodo:
Insalata di radicchio di Treviso ai pistacchi
Il radicchio sembra essere amaro, ma quello di Treviso è accogliente, dolce e buono al palato, mette d'accordo anche chi solo a sentire la parola radicchio torce il naso per il ricordo dell'amaro! Ma il radicchio di Treviso, per diventare tale, fa un percorso lungo, e il cuore croccante che racchiude, è di una dolcezza inimmaginabile. Quindi può essere l'esempio calzante del buonismo.
Si prende il ceppo di un radicchio di Treviso, si monda e si lavano foglie. Dopo averle asciugate con un panno, si tagliano della lunghezza di 2 centimetri, si mettono in una terrina, e poi si condiscono con un filo d'olio extra vergine d'oliva e un goccio di aceto balsamico.
Mescolare, e travasare il tutto in un piatto, e al posto del sale, si cosparge il tutto con un trito al mortaio di pistacchi. Quel colore verde ricorderà il quarto chakra, quello dell'apertura all'amore...e il gioco è fatto, sarete tutti più buoni :)
L'altra amica è la Bibi, che ritengo essere un'anima gemella virtuale, per le tante cose in comune che abbiamo, e per il percorso che stiamo percorrendo nella nostra vita. A volte mi sorpassa, a volte sorpasso lei, poi ci affianchiamo, ci confrontiamo, e a me piace questo confronto, da amica. Tutto qua. E vorrei veramente abbracciarla di nuovo questo scricciolo di donna. E anche l'alligatore, per par condicio ;)
E quindi l'iniziativa di Bibi, mi piace tantissimo. Questa tavola rotonda dove confrontarci parlando di un argomento, e quindi offrirci un piatto privo di crudeltà.
Il tema del blog di Bibi, La Tavola Rotonda: spadellando e ... chiacchierando!!!, nel mese di gennaio è il buonismo.
Ci penso da ieri sera, e prima in macchina rientrando da lavoro. Perchè mi crea un po' di contrasto interiore questa tematica. Di primo impatto sembra ricondurre a un connotato negativo, come se si tratti dell'essere buoni con ingenuità, spesso usato nei confronti dei bonaccioni, quelli che appaiono buoni in quanto non hanno una propria opinione.
Ma questo non è il vero significato di buonismo che intendo io.
Buonismo è tutto ciò che permette alla propria coscienza di realizzare che essere buoni, pacifici nel termine di "creatori e sostenitori di pace", è il mezzo per attraversare la vita nel migliore dei modi. Quindi mi ritengo una che fa del buonismo, perchè ci crede a una via migliore per vivere, privandosi di ogni crudeltà. E le crudeltà ci possono stare a volte, ma sta a quel lumicino dentro di noi a farci aprire il cuore.
Ed è anche per questo che all'inizio ho accennato a Alligatore e Bibi, perchè loro sì che ne sanno di buonismo! e lo trasmettono!
E quindi, come nelle migliori tavole, vi offro quello che dà la mia terra veneta in questo periodo:
Insalata di radicchio di Treviso ai pistacchi
Il radicchio sembra essere amaro, ma quello di Treviso è accogliente, dolce e buono al palato, mette d'accordo anche chi solo a sentire la parola radicchio torce il naso per il ricordo dell'amaro! Ma il radicchio di Treviso, per diventare tale, fa un percorso lungo, e il cuore croccante che racchiude, è di una dolcezza inimmaginabile. Quindi può essere l'esempio calzante del buonismo.
Si prende il ceppo di un radicchio di Treviso, si monda e si lavano foglie. Dopo averle asciugate con un panno, si tagliano della lunghezza di 2 centimetri, si mettono in una terrina, e poi si condiscono con un filo d'olio extra vergine d'oliva e un goccio di aceto balsamico.
Mescolare, e travasare il tutto in un piatto, e al posto del sale, si cosparge il tutto con un trito al mortaio di pistacchi. Quel colore verde ricorderà il quarto chakra, quello dell'apertura all'amore...e il gioco è fatto, sarete tutti più buoni :)
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sabato 12 gennaio 2013
Sunshine Award
E quindi, ora mi ci devo concentrare con le varie domandine a cui devo rispondere, uhm vediamo:
1. Colore preferito: cambio idea continuamente, dipende dall'umore. tendenzialmente adoro l'arancio! Noto che, a seconda della necessità, mi piace il colore relativo al chakra che più ha bisogno di essere movimentato. Questo periodo è il verde...il cuore, eh sì....
2. Animale preferito: cane
3. Numero preferito: 14
4. Drink preferito non alcolico: limonata
5. Preferisci FB o Twitter: sono tornata a FB, Twitter non mi cimento ancora, quindi Facebook per forza
6. Le mie passioni: cucinare, leggere, camminare, ballare, cantare, uscire con gli amici, scrivere, ascoltare
7. Preferisci ricevere o fare regali: farli
8. Modello preferito: uhm, io modelli manco li conosco. Chiedetemi di attori e cantanti e vi sono fare l'elenco. Quindi Eddie Vedder, Michael Stipe, Jude Law, Johnny Depp...
9. Giorno preferito della settimana: venerdì, sono nata di venerdì!
10. Fiore preferito: Iris, il fiore irideo e poi le orchidee, e da poco la camelia ... di cui magari ne parleremo a breve, speroooooo ^_^
Questo premio lo dedico a tutti i blog che leggo: cari amici siete veramente tanto preziosi per me, riuscite ad aprire tante porticine dentro di me, a stimolare e farmi sorridere, approfondire e conoscere cose nuove. Sono fortunata essere arrivata qui, a conoscervi, aver avuto la possibilità di sbattervi addosso!
Un sorriso e buon weekend! ^_^
giovedì 10 gennaio 2013
Learn to fly
Ci sono, ci sono.
Non sono sparita, non ho deciso di chiudere il blog, sono solo stata a riposo dal computer per un po'.
Selezionare il tempo e le persone. Tempo che assedia e persone che mi risucchiano le energie.
Questo periodo di pseudo-vacanza mi ha aiutato a staccare da un po' di orpelli che mi portavo dietro.
Un po si sono staccati da soli, altri po' ci devo lavorare da me.
Mi sono accorta anche che il tempo che dedico a quello che veramente piace a me, è veramente poco, devo cercare di capire come fare per limare quello che faccio, a partire dal mio lavoro.
Risulto essere obbiettiva, una grande ascoltatrice, dispensatrice di consigli e buonumore, ma quest'ultimo periodo queste bellissime qualità non riesco a metterle a frutto con me stessa, e quindi devo assolutamente tagliare, per salvaguardare la mia salute e integrità mentale.
E quindi la prima azione vera, da responsabile del 2013, per combattere le vertigini, che altro non sono il risultato di stress e tensione nervosa, le combatto dall'alto: un corso di arrampicata ;)
E quindi ...ridiamoci su :)
Non sono sparita, non ho deciso di chiudere il blog, sono solo stata a riposo dal computer per un po'.
Selezionare il tempo e le persone. Tempo che assedia e persone che mi risucchiano le energie.
Questo periodo di pseudo-vacanza mi ha aiutato a staccare da un po' di orpelli che mi portavo dietro.
Un po si sono staccati da soli, altri po' ci devo lavorare da me.
Mi sono accorta anche che il tempo che dedico a quello che veramente piace a me, è veramente poco, devo cercare di capire come fare per limare quello che faccio, a partire dal mio lavoro.
Risulto essere obbiettiva, una grande ascoltatrice, dispensatrice di consigli e buonumore, ma quest'ultimo periodo queste bellissime qualità non riesco a metterle a frutto con me stessa, e quindi devo assolutamente tagliare, per salvaguardare la mia salute e integrità mentale.
E quindi la prima azione vera, da responsabile del 2013, per combattere le vertigini, che altro non sono il risultato di stress e tensione nervosa, le combatto dall'alto: un corso di arrampicata ;)
venerdì 21 dicembre 2012
Vertigini: l'inverno è arrivato
Credo sia stato l'inverno che ha bussato alla mia porta.
Sta di fatto che sono dieci giorni che soffro di vertigini, emicrania per due giorni, e da ieri dolori ovunque, senza un minimo di febbre, raffreddore, abbassamento di voce.
Le vertigini sono fastidiosissime. In auto è diventato difficile muovermi, camminare in lastricati a mosaico mi dà nausea, e ogni minimo attacco di nervi esalta queste vertigini. Sto facendo degli esami, non ho voluto sottovalutare il problema. Però ci sto lavorando anche con il messaggio che vuole trasmettermi il corpo.
Vertigini, instabilità, ovvero non trovare il giusto equilibrio delle parti. Ma anche vertigini per far perdere i sensi, staccare la spina da questa quotidianità assillante, delirante che opprime molte ore, duro lavoro, incomprensioni, corse (verso dove?), che sballottano alla grande. Vertigini che mi mettono di fronte alla mia stabilità (?) emotiva, agli scossoni che il mio cuore sostiene, in ogni ambito e affetto...perchè il cuore prima di tutto.
Quindi relax obbligato, divano e sane dormite a letto, e un bel po' di tempo dedicato alla cucina.
Ecco quindi una zuppa veloce, riscaldante, di quelle che consolano ed è giusta per questa giornata che ha aperto le porte del letargo, ed io, che sono stagione-dipendente, mi ci sono preparata per bene, e già ci sto comoda nella pigrizia.
Prendete due carote, una patata media e una cipolla bionda: lavatele, mondatele e mettetele a lessare in acqua a cui avrete aggiunto un cucchiaio di miso di riso per insaporire (io lo uso anche come "dado", il sapore è delizioso anche se l'acqua bolle e uccide gli enzimi pazienza...almeno di glutammato e altri insaporitori qui non ce n'è!) e qualche cimetta di rosmarino essiccato.
Quando il tutto sarà cotto, con il minipimer frullate le verdure con l'acqua di cottura rimasta.
A questo punto aggiungete due pugni di quinoa, aggiustate di sale, se necessario, e lasciate cuore per 10 minuti.
Versate nel piatto la zuppa fumante, e ...un filo d'olio extra vergine d'oliva e dei crostini ricavati dal vostro pane messi a rosolare con dell'olio, spezie e peperoncino nel forno della cucina a legna...e il piatto è pronto!
Buon appetito...buon inverno a tutti voi miei cari...
Sta di fatto che sono dieci giorni che soffro di vertigini, emicrania per due giorni, e da ieri dolori ovunque, senza un minimo di febbre, raffreddore, abbassamento di voce.
Le vertigini sono fastidiosissime. In auto è diventato difficile muovermi, camminare in lastricati a mosaico mi dà nausea, e ogni minimo attacco di nervi esalta queste vertigini. Sto facendo degli esami, non ho voluto sottovalutare il problema. Però ci sto lavorando anche con il messaggio che vuole trasmettermi il corpo.
Vertigini, instabilità, ovvero non trovare il giusto equilibrio delle parti. Ma anche vertigini per far perdere i sensi, staccare la spina da questa quotidianità assillante, delirante che opprime molte ore, duro lavoro, incomprensioni, corse (verso dove?), che sballottano alla grande. Vertigini che mi mettono di fronte alla mia stabilità (?) emotiva, agli scossoni che il mio cuore sostiene, in ogni ambito e affetto...perchè il cuore prima di tutto.
Quindi relax obbligato, divano e sane dormite a letto, e un bel po' di tempo dedicato alla cucina.
Ecco quindi una zuppa veloce, riscaldante, di quelle che consolano ed è giusta per questa giornata che ha aperto le porte del letargo, ed io, che sono stagione-dipendente, mi ci sono preparata per bene, e già ci sto comoda nella pigrizia.
Prendete due carote, una patata media e una cipolla bionda: lavatele, mondatele e mettetele a lessare in acqua a cui avrete aggiunto un cucchiaio di miso di riso per insaporire (io lo uso anche come "dado", il sapore è delizioso anche se l'acqua bolle e uccide gli enzimi pazienza...almeno di glutammato e altri insaporitori qui non ce n'è!) e qualche cimetta di rosmarino essiccato.
Quando il tutto sarà cotto, con il minipimer frullate le verdure con l'acqua di cottura rimasta.
A questo punto aggiungete due pugni di quinoa, aggiustate di sale, se necessario, e lasciate cuore per 10 minuti.
Versate nel piatto la zuppa fumante, e ...un filo d'olio extra vergine d'oliva e dei crostini ricavati dal vostro pane messi a rosolare con dell'olio, spezie e peperoncino nel forno della cucina a legna...e il piatto è pronto!
Buon appetito...buon inverno a tutti voi miei cari...
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giovedì 13 dicembre 2012
Troviamo una soluzione
Troviamo un soluzione.
Non sono una che parla di politica: prima di tutto non sono molto informata, (o almeno non come vorrei), e poi non mi piace espormi.
Però il disastro che si sta creando tra i banchi della politica italiana in quest'ultimo periodo è una grande presa per il culo per tutti noi cittadini, e non serve questo post a ricordacelo.
Le mie sensazioni sono queste:
- sento svanire pian piano tutti i diritti che con grande sforzo i nostri vecchi hanno sostenuto e battagliato;
- mi sembra di rivivere le stesse cose, mese dopo mese, o asta dei Bot dopo asta dei Bot. "mi dimetto!" -> scossone mediatico -> allarme Borsa -> al fumo risparmi e investimenti della povera gente. Un esempio semplice semplice, che tutti comprendiamo, ma c'è di peggio, sìsìsì!
- una legge elettorale che non rispetta noi elettori e che ti spinge a chiederti se veramente conta il tuo voto, semmai tu trovassi il coraggio di scegliere qualcuno.
- un generale assopimento delle masse, che a prima vista sembrano incazzate con tutti i politici, e che poi immancabilmente andranno a votare quelli lì, perchè "sono gli unici che parlano, danno fiducia, fanno qualcosa, hanno esperienza, ho sempre votato... etcc. etcc..."
Su quest'ultimo punto ritengo che la responsabilità maggiore sia da tv/siti/giornali deviati politicamente. Parlo di quei canali parassiti che bersagliano di allarmismo costruito, che spaventano, che mettono le catene ai polsi alle masse, le indirizzano a scegliere. Tutte azioni mirate.
E quindi mi domando: cosa possiamo fare ??? come possiamo agire ???
Io cerco soluzioni pratiche, vere e a portata di tutti.
C'ho una domanda da porre: se non andasse a votare la maggior parte degli italiani cosa accadrebbe? Non c'azzecco con queste cose, ma mi sa che ci potrebbe essere una rivolta anarchica. Ma qualcosa di più pacifico potrebbe venirne fuori?
Non sono una che parla di politica: prima di tutto non sono molto informata, (o almeno non come vorrei), e poi non mi piace espormi.
Però il disastro che si sta creando tra i banchi della politica italiana in quest'ultimo periodo è una grande presa per il culo per tutti noi cittadini, e non serve questo post a ricordacelo.
Le mie sensazioni sono queste:
- sento svanire pian piano tutti i diritti che con grande sforzo i nostri vecchi hanno sostenuto e battagliato;
- mi sembra di rivivere le stesse cose, mese dopo mese, o asta dei Bot dopo asta dei Bot. "mi dimetto!" -> scossone mediatico -> allarme Borsa -> al fumo risparmi e investimenti della povera gente. Un esempio semplice semplice, che tutti comprendiamo, ma c'è di peggio, sìsìsì!
- una legge elettorale che non rispetta noi elettori e che ti spinge a chiederti se veramente conta il tuo voto, semmai tu trovassi il coraggio di scegliere qualcuno.
- un generale assopimento delle masse, che a prima vista sembrano incazzate con tutti i politici, e che poi immancabilmente andranno a votare quelli lì, perchè "sono gli unici che parlano, danno fiducia, fanno qualcosa, hanno esperienza, ho sempre votato... etcc. etcc..."
Su quest'ultimo punto ritengo che la responsabilità maggiore sia da tv/siti/giornali deviati politicamente. Parlo di quei canali parassiti che bersagliano di allarmismo costruito, che spaventano, che mettono le catene ai polsi alle masse, le indirizzano a scegliere. Tutte azioni mirate.
E quindi mi domando: cosa possiamo fare ??? come possiamo agire ???
Io cerco soluzioni pratiche, vere e a portata di tutti.
C'ho una domanda da porre: se non andasse a votare la maggior parte degli italiani cosa accadrebbe? Non c'azzecco con queste cose, ma mi sa che ci potrebbe essere una rivolta anarchica. Ma qualcosa di più pacifico potrebbe venirne fuori?
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